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L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
Cartoleria più edicola: come si fa?
L’edicola del mio quartiere si trasferisce e, quindi, vorrei approfittare di questa occasione per integrare la mia attività di fotocopisteria e rivendita di cancelleria con la rivendita di giornali. Nel mio camerale risulta già la dicitura: “Potrà inoltre commercializzare pubblicazioni e prodotti editoriali”. Devo comunque fare una variazione? Sapete indicarmi dei fornitori di giornali nella mia zona (Nichelino - TO)? Potreste inoltre dirmi, più o meno, a quanto potrebbe ammontare l’investimento iniziale?. Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicate.
C. Volpe –
Nichelino (TO)
Che nel suo
“camerale” risulti: potrà inoltre commercializzare pubblicazioni e prodotti
editoriali è ininfluente: per poter vendere giornali, quotidiani e periodici
occorre essere in possesso di relativa autorizzazione comunale.
Dopo aver avuto
tale autorizzazione (quindi, per rilascio ex novo, o per acquisto di
un’autorizzazione già esistente) ci si deve rivolgere alla Federazione Editori,
richiedendo l’accensione delle forniture che verranno fatte dal distributore
locale che la stessa Federazione indicherà.
Tenga però
conto che il distributore locale non è obbligato, anche in presenza del nulla
osta della Federazione Editori, ad attivare un rapporto commerciale che si
appalesi in tutta evidenza antieconomico per la sua impresa.
È impossibile
quantificare un investimento iniziale, perché dipende da troppe varianti
(dimensioni dei locali, arredamenti, variabilità di assortimento merce, potenzialità
di vendita ecc.).
È mia intenzione aprire un negozio che, oltre a prodotti audiovisivi ludici, commercializzi anche collane editoriali e fumetti italiani che normalmente vengono venduti in edicola. Quali adempimenti sono necessari? Occorre acquisire particolari licenze pur commercializ-zando solo pochi e circoscritti prodotti editoriali? O basta semplicemente ampliare lo statuto societario? Grazie.
L. B. –
Sesto San Giovanni (MI)
Per poter vendere
giornali, quotidiani e periodici bisogna essere in possesso della relativa
Autorizzazione comunale (può essere acquisita tramite rilascio del Comune o
tramite acquisto di una autorizzazione già esistente) in assenza della quale
non si può porre in vendita alcuna pubblicazione, quotidiana o periodica, pena
la denuncia per commercio abusivo.
Ho un bimbo
di pochi mesi che alla mattina affido alla babysitter dalle 6 alle 10. A
quell’ora metto il cartello “torno subito”
e vado a prenderlo per portarlo in edicola. Questa breve assenza che non supera
i 10 minuti, ha provocato un rimprovero verbale nei miei confronti da parte dei
carabinieri. Lavoro da sola e mi domando: se avessi bisogno di chiudere per
allattare o allontanarmi per un caffè? A parte la ridicolaggine dell’importo
indennità di maternità (di cui ho ricevuto un acconto al quinto mese) è
possibile che una lavoratrice-madre autonoma che paga i contributi INPS come
una dipendente, compreso quello di maternità, non abbia alcun diritto?
N. R. –
Atzara (NU)
Non vi è alcuna
regola che le possa vietare di porre in atto quanto da lei fatto, peraltro non
è di competenza dell’arma dei carabinieri intervenire per gli orari di apertura
al pubblico degli esercizi commerciali, che, caso mai, sono di dominio
dell’amministrazione comunale.
Innanzitutto
complimenti per la vostra pubblicazione, unico vero aiuto nel nostro campo.
Vengo ai miei problemi:
1 – il mio
distributore pretende il pagamento, a ogni decade della fornitura, tramite RID
per ogni e/c addebitando a noi edicolanti il costo dell’operazione. In realtà è
un’utilità del distributore e quindi non dovrebbe essere a suo carico la spesa?
2 – nel mese
di aprile 2004 mi è stata accreditata una resa inferiore a ciò che avevo
indicato (cioè dei prodotti che avevo reso) di 62 euro per un errore della
distribuzione. Ho inviato 2 avvisi per fax, 2 lettere e ho chiesto per 3 volte la correzione. Quale azione posso
intraprendere per recuperare questa appropriazione indebita?
3 – il mio
distributore mi obbliga a prendere le ferie esclusivamente nella quindicina
decisa per il mio turno nel mese di agosto. Se dovessi avere la necessità di
tenere chiusa l’attività, posso prendermi questa libertà?
4 – nella mia zona, nell’area di 4 isolati, ci sono ben 4 rivendite di giornali tra cui la mia. La turnazione di chiusura però non è ben programmata in quanto quando io sono chiuso lo sono contemporaneamente anche altre due lasciandone aperta solo una che benefi-cia di un bacino potenziale di clientela triplo rispetto al normale. A chi posso rivolgermi per cercare di modificare questa iniquità?.
A domanda
schematica, schematicamente rispondo:
a) il suo
distributore, non può attuare un prelievo tramite RID, se lei non lo ha
avvallato, pertanto basta annullare le relative disposizioni date alla sua
banca, per ovviare al problema costi.
b) denuncia per
appropriazione indebita.
c) Le date di
svolgimento delle ferie estive,vengono fissate, di anno in anno, entro il 31
ottobre dalla Commissione nazionale art. 3 (Commissione sulla agibilità della
rete). Localmente, a livello provinciale, commissioni tra le organizzazioni
sindacali dei giornalai e degli editori, completate dai rappresentanti dei
distributori locali, valutano sul territorio le varie turnazioni e, ultimamente
sempre più spesso, se abitudini e problematiche sociali varie lo rendono
necessario, permettono anche lo spostamento in altre date delle chiusure
estive, che in caso di località turistiche, possono anche diventare autunnali o
invernali.
In caso di malattia, per visite
mediche, o per vari altri problemi familiari, ritengo possibile la chiusura,
naturalmente previa preventiva
comunicazione al distributore locale per potergli permettere di adeguare il
piano distributivo alla temporanea chiusura.
d) Le turnazioni
per i riposi domenicali, al pari delle ferie estive, sono coordinate dalle
sopraccitate Commissioni provinciali, ma probabilmente se non periodicamente
riviste, possono nel tempo generare gli squilibri da lei evidenziati
Per ulteriori
delucidazioni la invito a contattare Daniele Zulian, presidente
provinciale dello SNAG di Udine (tel. 0432.232367).
Ho da poco preso in gestione un’edicola, nel centro della città, che fornisce i giornali (quotidiani e riviste) al Comune e alla biblioteca. La gestione precedente riceveva i soldi, da questi due clienti, dopo 5 o 6 mesi ma non aveva problemi ad aspettare tutto questo tempo essendo un’edicola ormai storica. Io, invece, sono all’inizio e mi trovo in grosse difficoltà. Prima di abbandonare questa fornitura di circa 1.500 giornali al mese, vorrei sapere se è vero che esiste una legge nella quale si dice che i giornali debbano essere pagati subito (1 mese) non essendo considerati un bene primario. Vi ringrazio in anticipo.
Non vi è alcuna
legge al riguardo. Certo che un periodo di 5 o 6 mesi tra fornitura e pagamento
è decisamente eccessivo; le consiglio di recarsi all’ufficio economato del suo
Comune, che dovrebbe essere il preposto ai pagamenti nei suoi confronti, e a
esprimere il suo disagio invitandolo a ridurre tale periodo a 30 giorni, che
riterrei ottimale per entrambi.
Vorrei vendere la mia vecchia attività commerciale (cartoleria e giornali) rimanendo però proprietario del locale in cui si trova (centro storico). Vorrei sapere se per farlo il Comune può chiedermi il certificato di agibilità del locale.
A. Z.
Quanto le
interessa, riguarda le norme di attuazione del Piano Regolatore Generale, del
quale ogni Comune deve essere dotato. Per avere risposta, deve recarsi presso
il Dipartimento Urbanistica ed edilizia privata del suo Comune.
Vorrei sapere se è corretto che il distributore locale fornisca la domenica mattina anche la merce del lunedì, avvantaggiando così chi non rispetta i turni di chiusura in quanto si ritrova, con un giorno di anticipo, le pubblicazioni che noi possiamo vendere solo il lunedì mentre loro già la domenica.
Premesso che,
pur ritenendolo scorretto, è legittimo che alcuni suoi colleghi non rispettino
i turni di chiusura domenicale, in quanto la chiusura è da ritenersi
facoltativa, allo stesso modo nulla osta che vi sia una “fornitura” domenicale
di pubblicazioni da porre in vendita nella stessa giornata.
Se, invece, per
comodità sue il distributore locale fornisce, in anticipo, pubblicazioni da
porre poi obbligatoriamente in vendita nella/dalla giornata di lunedì (esempio:
libri o altro da allegare ai quotidiani in vendita nella giornata di lunedì e
nelle seguenti) attua una grave scorrettezza e una disparità di trattamento tra
le rivendite fornite, che dovrebbe essere evidenziato alle case editrici
interessate.
Sono un rappresentante sindacale e da più anni cerco di collaborare con i miei colleghi edicolanti per l’installazione di un computer nell’edicola con annesso programma per far fronte alla grande quantità di riviste che non sappiamo più come gestire. È valido INFORIV? Saremmo tutti d’accordo nel realizzare questo progetto ma ci domandiamo: la distribuzione ci farà avere la bolla elettronica visto che è sempre stata contraria? È obbligata, oppure no?
G. C. –
Sora (FR)
Al momento i distributori locali non hanno alcun
obbligo di concedere accessi telematici alle loro agenzie. Senza un
collegamento globale in rete, ogni programma informatico, resta monco, e perciò
di scarsa o nulla necessità.
Il progetto
INFORIV, che coinvolge le rappresentanze degli editori, dei distributori locali
e dei rivenditori, dovrebbe essere lo standard futuro di comunicazione tra
rivenditori e agenzie locali di distribuzione avendo tutte quelle
caratteristiche necessarie a facilitare e sveltire il lavoro in edicola.
Attualmente, in alcune zone d’Italia, tale sistema informatico è già operante a
livello sperimentale.
Come sempre
abbiamo fatto, vi terremo informati tramite le pagine del nostro giornale sugli
sviluppi futuri.
Succederà di
sicuro, ma il quando e il dove sono ancora da decidere. Il quotidiano gratuito
Metro si prepara a lanciare delle nuove edizioni – due forse tre – tra la fine
di quest’anno e i primi mesi del 2005 e fra le città in esame ci sono Firenze,
Bologna e Napoli. Dopo un primo semestre a break even con le sue edizioni di
Roma e Milano, quest’anno Metro dovrebbe raggiungere per la prima volta il
pareggio: traguardo ritenuto necessario dal suo editore, la svedese Metro
International, per programmare un ulteriore sviluppo nel nostro mercato.
Del resto in
Italia per i free paper – così si definiscono i tre principali quotidiani
gratuiti: Metro, Leggo (Caltagirone) e City (Rcs Mediagroup) il momento è
buono. Alla Rcs Quotidiani si dicono soddisfatti dell’andamento pubblicitario
di City e Caltagirone Editore ha messo in evidenza che il fatturato
pubblicitario di Leggo è cresciuto del 25%.