NO ALLA CONSEGNA GRATUITA DI GIORNALI ALLE SCUOLE

 

Con una circolare ufficiale, lo scorso 17 settembre, la Presidenza Nazionale dello SNAG-Confcommercio ha comunicato ai propri associati di cessare ogni tipo di collaborazione nell’ambito dell’iniziativa Il Quotidiano in classe, promossa dall’Osservatorio permanente Giovani-Editori.

Nessuna polemica tra SNAG e Andrea Ceccherini, ideatore di questo progetto, ma un segnale deciso agli editori che, come d’abitudine, dispongono dell’attività dell’edicolante senza interpellarlo.

 

IL PROGETTO “QUOTIDIANO IN CLASSE”

 

emergerà come i ragazzi valutano i quotidiani di oggi e come vorrebbero che fossero quelli di domani.Di fatto, lo scorso luglio la segreteria dell’Osservatorio Giovani-Editori spiegava come l’iniziativa, che lo scorso anno ha coinvolto 28.772 classi di scuole medie superiore in tutta Italia e 750 mila studenti attraverso la lettura del quotidiano in classe, si sarebbe ulteriormente ingrandita con l’adesione anche di quotidiani locali. Un progetto partito cinque anni fa e rivolto agli istituti superiori ai quali sono forniti gratuitamente giornali da leggere in aula e nato con il sostegno di tre gruppi editoriali, soci dell'Osservatorio: Rcs Periodici, Poligrafici Editoriale e Il Sole 24 Ore.

Ora il numero delle testate che aderiscono è salito a quattordici, mentre l’obiettivo del presidente dell’Osservatorio, Andrea Ceccherini è di arrivare a quota un milione di ragazzi che settimanalmente leggano il quotidiano in classe, cifra mai raggiunta, né in Italia né in Europa, da un’iniziativa simile.

“Abbiamo chiesto a tutti i professori delle superiori di unirsi a noi nel realizzare questa piccola grande impresa, perché è tramite loro che portiamo avanti quest’idea e sono loro, in qualche misura, ad avere in mano il futuro dei nostri giovani – ha dichiarato Andrea Ceccherini - l'obiettivo è quello di entrare in 38 mila classi, grazie a 29 mila docenti che credano, come noi, che il Paese debba abbandonare la retorica del declino per riprendere a guardare con fiducia al futuro, investendo su una classe dirigente all'altezza delle sfide di domani”.

Dal 25 di ottobre, in ogni classe in un giorno a scelta, arriveranno 10 copie del Corriere della Sera, 10 della principale testata locale e, nelle quinte, 10 copie del Sole 24 Ore. I punti essenziali del progetto restano l'obbligo di dedicare un'ora alla settimana alla lettura ragionata dei quotidiani.

Per la formazione degli insegnanti ci sono state 4 giornate di seminari e laboratori, per capire come trasformare l'ora di lettura in una lezione di educazione civica o di storia in progress. Quest’anno sono previsti, inoltre, appuntamenti con le grandi firme del giornalismo italiano, che entreranno in alcune scuole estratte a sorte per dialogare con i giovani.

Dei questionari saranno compilati dalle classi e restituiti all'Osservatorio nell'arco dell'anno: da questi dati emergerà come i ragazzi valutano i quotidiani di oggi e come vorrebbero che fossero quelli di domani. I risultati saranno sottoposti a direttori ed editori delle principali testate al convegno Crescere tra le righe, che verrà organizzato nel 2005.

 

IL RIFIUTO DELLO SNAG

 

Agli insegnanti delle classi aderenti al Quotidiano in classe, l’Osservatorio ha inviato una lettera da presentare all’edicolante in cui si chiedeva la consegna dei giornali gratuiti. A fronte dell’ennesima operazione degli editori, pronti a cercare nuovi lettori tra i giovani, negando però ogni gratificazione economica agli edicolanti, lo SNAG ha subito risposto con un chiaro “no”.

Armando Abbiati ha così spiegato, ad Andrea Ceccherini, le ragioni di questa presa di posizione: “Il problema non può fermarsi all’innegabile utilità dell’operazione Il Quotidiano in classe o alla sola disponibilità della categoria a consegnare il pacco dei quotidiani al referente della scuola, ma riguarda un coinvolgimento più ampio delle Organizzazioni Sindacali di categoria le quali, indiscutibilmente, rappresentano la quasi totalità della rete di vendita. Il comportamento editoriale nei confronti dei rivenditori di giornali allontana sempre più la collaborazione tra le parti perché i colleghi sono costantemente ignorati e mortificati. Come ho già avuto modo di comunicare alla FIEG - ha ribadito il Presidente dello SNAG - la rete di vendita non può più essere considerata ‘dedicata’ agli editori, oggi va considerata solo ‘disponibile’. Sta quindi agli editori dichiarare cosa hanno bisogno e cosa vogliono da questa rete, così come sta a noi decidere cosa concedere in questo clima. Gli editori, in questi ultimi anni, ogni qual volta hanno voluto mettere in atto promozioni, omaggi, vendite alternative di qualunque natura, l’hanno fatto senza scrupoli e senza considerarci. A questo punto provvedano direttamente alla consegna dei quotidiani alle scuole”.

 

L’esperienza negativa dei rivenditori

 

Milano

“Ci sono state diverse edicole coinvolte in maniera importante – spiega Carlo Monguzzi, coordinatore regionale dello SNAG lombardo – penso per esempio a una collega che doveva consegnare 120 copie di quotidiani alle scuole. Cosa accadeva? Che alcuni giorni gli istituti non ritiravano i pacchi e il rivenditore doveva tenerli in edicola fino a quando, alunni o professori delegati, non fossero passati a ritirarli. I nostri associati hanno potuto, poi, rilevare che quest’iniziativa non ha portato gli stessi giovani ad acquistare il quotidiano nei giorni in cui

non lo leggevano in classe. Per gli editori,

quindi, un’operazione puramente istituzionale,

non certamente per incrementare la diffusione e le vendite”.

 

Gorizia

“Erano poche le nostre edicole coinvolte, un paio in città, ma perché due erano gli istituti che partecipavano all’iniziativa – dichiara Massimo Chiussi, presidente dello SNAG locale – I rivenditori si sono trovati a effettuare un servizio che spesso però doveva fare i conti con la mancanza di organizzazione scolastica, per cui i pacchi rimanevano in edicola. Altre volte passavano dirigenti scolastici, o incaricati, a ritirare i giornali alle 12,30 e, quindi, nasceva il sospetto che queste copie servissero solo a loro per risparmiare sull’acquisto giornaliero del quotidiano”.

 

Casale Monferrato

Gianfranco Scagliotti, che aveva aderito al progetto negli anni scorsi, ha ora declinato il nuovo invito. “Consegnavo le copie all’Istituto Tecnico Sobrero ed ero stato sicuramente collaborativo – spiega l’edicolante – ogni giorno ricevo mediamente 120 copie della STAMPA e una ventina del CORRIERE DELLA SERA. Il sabato, quando consegnavo i giornali anche alla scuola superiore, LA STAMPA mi mandava altre 80 copie e il CORRIERE una ventina in più. Risultati? Nessuno. I ragazzi, nei giorni successivi a quello della lettura del quotidiano in classe, non venivano a comprarlo neppure per sbaglio e professori e bidelli, nello stesso periodo sono spariti dall’edicola.

E nessun editore si è mai degnato di ringraziarmi.

 

Roma

“Hanno provato, ma con risultati di scarsa partecipazione a giudicare dal lavoro con le nostre edicole – commenta Lino Maesano, presidente dell’organizzazione sindacale romana – Non ci siamo tirati indietro, diverse rivendite hanno aderito, ma senza alcun ritorno. Gli editori acconsentono a queste iniziative per prestigio ma, poi, per tentare di incrementare la diffusione, il loro vero obiettivo rimane solo quello di aumentare i punti vendita entrando in tutti i supermercati”.

 

Padova

“Noi, non abbiamo avuto particolari disguidi nella consegna giornali, visto anche l’esiguo numero degli aderenti al progetto – commenta Massimo Bertolini, presidente dello SNAG locale –  ma, sicuramente, l’operazione non ha avuto neppure riflessi sulle vendite. Nella nostra piazza, un’iniziativa simile per le scuole, era stata provata, una decina di anni fa, dal MATTINO DI PADOVA ma, visti i risultati, il tutto è finito presto”.

 

Varese

“Nella nostra zona sono pochissime le scuole che ci hanno richiesto il servizio – spiega Antonio Besacchi presidente dello SNAG di Varese – Qualche collega si è anche sentito preso in giro perché l’unico risultato ottenuto è stato quello di perdere qualche cliente tra i professori e i bidelli che gli hanno detto che, dal momento che ricevevano gratuitamente il giornale, non lo avrebbero più comperato da lui. Ringraziandolo, comunque, per il servizio di consegnargli il quotidiano a domicilio... all’interno della scuola!”.

 

Enrico Venni