QUELLE DELLA NOTTE

 

Viaggio nelle edicole aperte 24 ore su 24, fenomeno che interessa soprattutto le grandi città.

Calano gli acquirenti di materiale hard e crescono gli appassionati dell’edizione quotidiana ancora fresca d’inchiostro.

 

È capitato a tutti di essere per strada di notte, perché si è in partenza o di ritorno da un viaggio, o semplicemente perché reduci da una lunga serata. Chi s’incontra in quei momenti? Nelle grandi città qualche taxi e altre categorie di lavoratori, pensiamo, per esempio, ai panettieri che preparano quanto poi si troverà in negozio di prima mattina, guardie notturne in bicicletta e i soliti nottambuli, ma anche gli edicolanti che offrono un servizio continuato in metropoli come Milano e Roma, dove qualcuno che “popola” le strade fino all’alba non manca mai.

E se ci si chiede chi acquista giornali di notte, il pensiero va subito al fruitore di pubblicazioni hard, magari di elevato ceto sociale che approfitta dell’essere solo in edicola per comperare quello per cui si vergognerebbe di giorno. Ma non è soltanto così.

 

LE ESPERIENZE DIRETTE

“C’è sicuramente gente che acquista di notte prodotti pornografici” conferma Giovanni Bellantoni che con il collega Massimiliano Cinti gestisce un’edicola in corso Francia (Quartiere Flaminio) a Roma. “A differenza di quanto si potrebbe immaginare, fra questi clienti ci sono spesso anche donne. Ci sono poi giovani e persone più mature interessate a periodici e alle prime edizioni dei quotidiani che arrivano in edicola dopo la mezzanotte. La nostra rivendita è aperta fino alle 2,30, poi riapriamo al mattino presto, verso le 6,30. Chi vuole avere il giornale “fresco”, sapendo di trovarlo, passa prima della chiusura. Roma come le grandi città vive molto la notte e di persone che girano ce ne sono sempre e le edicole rappresentano un punto di riferimento”.

Sempre nella capitale, in via Giolitti, aperto 24 ore su 24, c’è il chiosco di proprietà di Antonio Antrilli.

“La nostra posizione è particolare, Termini come tutte le stazioni é un punto di raccolta notturno per i senza tetto, quindi l’ambiente non è certo dei più tranquilli, ovviamente c’è il controllo costante delle forze dell’ordine a cui abbiamo aggiunto il servizio di una vigilanza privata per cautelarci ulteriormente” dichiara Walter Dominici, collaboratore del titolare. “Di notte vendiamo soprattutto quotidiani che, appena arrivati in edicola, vengono comperati da chi finisce di lavorare: ristoratori e camerieri dei locali della zona, ma anche da chi ha concluso la propria serata di divertimento e prima di tornare a casa vuole leggere i titoli delle prime pagine. Naturalmente c’è sempre chi viene, di notte, per acquistare pubblicazioni hard.”

 

MILANO DI NOTTE

Anche Milano ha, da sempre, diversi punti vendita aperti 24 ore su 24 e, come a Roma, il  problema della sicurezza sul posto di lavoro è andato accentuandosi.

“È sempre più rischioso tenere aperto di notte” commenta Ornella Tobia, che con il marito gestisce il chiosco di Piazza Repubblica, 26. “È cresciuto, infatti, il livello della criminalità locale: con qualsiasi tipo di scusa capita che persone chiedano di poter entrare all’interno dell’edicola, bisogna stare molto attenti perché ti ingannano abilmente per poi rapinarti. Proprio per questo motivo la nostra edicola è collegata direttamente con la polizia, pronta così a intervenire in caso di bisogno. Il nostro cliente notturno è per la maggior parte interessato all’hard, ma c’è chi acquista anche un’altra rivista, per esempio PANORAMA, che poi utilizza per “mascherare” l’acquisto pornografico. L’esposizione di questo prodotto non cambia, c’è uno spazio speciale a lui dedicato e le pubblicazioni e le videocassette rimangono posizionate lì, sia di giorno che di notte”.

Ma non solo i clienti “spinti” popolano le rivendite notturne.

“L’automobilista di passaggio oppure chi, lavorando di notte inizia il turno o lo finisce, trovandoci aperti ne approfitta per comprarsi il quotidiano appena arrivato in edicola”.

Sempre a Milano tra gli edicolanti by night c’è Carlo Benito Grappoli in Piazzale Loreto, da sempre la zona a più alta concentrazione, insieme a C.so Buenos Ayres e Porta Venezia, di edicole sempre aperte.

“Finora non ho avuto particolari problemi di sicurezza, sto però dotandomi di un impianto antirapina a scopo precauzionale” spiega il rivenditore milanese. “L’interesse per la pornografia è in calo irreversibile, probabilmente per i prezzi e le alternative nel settore, e identificare l’acquirente notturno come principalmente interessato a riviste “a luci rosse” non è più corretto. I clienti che passano dalla mia edicola, in queste ore particolari, sono soprattutto quelli che acquistano settimanali di successo come PANORAMA o L’ESPRESSO o le prime edizioni dei quotidiani. Il GIORNO mi viene consegnato a mezzanotte, IL GIORNALE mezzora più tardi; all’una arriva anche il CORRIERE DELLA SERA e, immediatamente, ne vendo le prime copie”.

 

BOLOGNA

Non solo metropoli come Milano e Roma hanno rivenditori notturni, ma anche Bologna ha il suo punto di riferimento in centro, con il Carella Point a Porta San Vitale.

“Siamo l’unica edicola della città sempre aperta grazie all’organizzazione di turni di lavoro nell’arco delle ventiquattro ore” spiega Lina, che con il fidanzato gestisce la rivendita nel capoluogo emiliano. “È vero che dobbiamo fare i conti con i poco di buono che girano di notte ma, ironia della sorte, i tentativi di rapina e aggressione li abbiamo subiti, finora, solo di giorno o a inizio serata. La clientela che frequenta la nostra rivendita a notte fonda è fissa - continua la giovane edicolante - sono molti i clienti abituati alla possibilità di avere fra le mani i giornali appena usciti dalle tipografie. Hard? Sì, c’è sempre chi acquista riviste o video pornografici, ma è solo una piccola percentuale degli acquirenti notturni, che sono invece, per la maggior parte, persone in giro per lavoro.”

 

PRODOTTO HARD: FENOMENO IN CALO

Succedeva fino a qualche tempo fa a tanti genitori di sentirsi in imbarazzo quando passavano con i figli davanti ad alcune edicole trasformate in sexy shop, visto il gran numero di pubblicazioni esposte in primo piano quasi a fianco dei quotidiani. Non potendo nascondere la realtà ai più giovani è diventato lecito chiedere un limite all’esposizione di materiale pornografico. Una legge ora lo prevede, ma alcuni rivenditori non la rispettano, pensando che la pubblicità resta l’anima del commercio e tutto quanto è esposto ha più possibilità di essere venduto.

Ci sono quindi rivendite che, soprattutto di notte, trasformano il loro “bancone”.

Gli edicolanti conoscono i rischi, ma non tutti si adeguano alle regole: tra giugno e luglio di quest’anno, la polizia annonaria di Milano ha controllato 120 edicole della città e 20 sono state multate.

Una pubblicazione oscena in bella vista può far scattare, infatti, la denuncia in base all’articolo 528 del codice penale.

Molti edicolanti hanno, però, raccolto l’invito delle associazioni sindacali e dei clienti e, da tempo, evitano di esporre video e testate hard. La vendita non è, infatti, vietata.

Ci sono anche rivenditori che non avendo un pubblico interessato rispediscono al mittente, il distributore locale, la stampa pornografica indesiderata, salvo vedersela recapitare nuovamente, il giorno dopo.

Giornali e video porno (visti anche i prezzi di copertina) alimentano, peraltro, le entrare economiche dell’attività e chi sceglie di proporli lo può fare rispettando il divieto di esposizione come previsto dalla legge.

Non esistono dati precisi sui fatturati a “luci rosse” in edicola, Ma a giudicare dalle testimonianze dei titolari delle rivendite “notturne” l’interesse è in calo rispetto ai tempi d’oro degli anni Novanta: Internet e distributori automatici per il noleggio di Dvd e Vhs hanno certamente contribuito a dirottarne, in parte, il boom.

Oggi, anche di notte, c’è più interesse per l’attualità. In occasione, per esempio, delle elezioni i primi dati su carta stampata fanno gola e completano le anticipazioni televisive, mentre i giornali sportivi sono ambiti nelle prime ore del lunedì...

Cambiano i tempi e anche i gusti del “lettore della notte”.

 

Enrico Venni

 

 

La comparsa  della stampa pornografica

 

La fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta vedono la nascita della stampa pornografica.

Nel 1966 esce il primo numero di MEN, rivista erotica che nei primi tempi si limita alla pubblicazione di fotografie di ragazze in bikini accompagnate da testi "piccanti".

Ma è nel 1967 che, nella ancora cattolicissima Italia, escono le prime riviste per soli uomini e i primi fumetti a sfondo sadico-erotico.

E nell'ottobre del 1967 esplode la grande polemica.

I primi seni nudi fanno capolino in un servizio fotografico su MEN e subito si scatena il finimondo.

Capofila dell'indignazione sono centocinquanta deputati democristiani, l'ordine dei giornalisti, comitati di cittadini e semplici padri di famiglia, tutti uniti dalla comune volontà di frenare la nascente pornografia.

Denunce e sequestri fioccano copiosi. Anche quotidiani di orientamento laico, come LA STAMPA, chiedono a gran voce l'intervento della magistratura contro la diffusione delle riviste oscene in edicola.

Dal primo seno del 1967 si passa al primo pube femminile del 1968.

Ma è solo negli anni Settanta che in Italia la pornografia va incontro a una poderosa diffusione.

Anche nel settore del cinema viene progressivamente vinta la resistenza della censura: dai primi film erotici di produzione nostrana, con improbabili “dottoresse” e “supplenti” costantemente inquadrate sotto la doccia, si passa a quelli decisamente pornografici, diffusi a partire dal 1977 nelle cosiddette sale “a luci rosse”.

 

GIRO DI VITE SULLE RIVISTE PORNO

La Suprema corte promette condanne pesanti

per i rivenditori che esponendo nelle edicole giornali

con immagini hard, non fanno tutto il possibile per “avere cura di evitare che parti palesemente oscene e percepibili possano essere osservate dai passanti”. La pronuncia

ha cancellato la condanna di Bruno S. un edicolante emiliano, ma solo perché si era premurato di “censurare con asterischi” le nudità in copertina. In questo caso, dice la Terza sezione penale, l’edicolante ha adottato un escamotage “per evitare il pubblico turbamento”. I rivenditori di giornali che desiderano vendere questi prodotti, onde evitare

di incorrere in gravi sanzioni, possono rivolgersi alle aziende che producono manufatti

e arredamenti per le edicole e trovare la soluzione più idonea alle loro necessità.