In estate, ci si ammala di più!

 

La Commissione Nazionale ex Art. 3 ha analizzato i dati delle ferie estive 2004 evidenziando ancora irregolarità, soprattutto a Milano e a Roma.

Poche le rivendite chiuse al Sud, dove il turismo è un mezzo da sfruttare nei periodi di punta.

 

Nella riunione svoltasi a Milano lo scorso 26 ottobre, la Commissione Nazionale ex art. 3 ha effettuato la consueta valutazione delle chiusure estive relative all’anno 2004, esaminando i dati regione per regione e confrontandoli con quelli degli anni precedenti.

In base a questi elementi si conferma l’evidente differenza tra le edicole aperte al Nord rispetto a quelle del Sud.

La Calabria rimane la regione dove si chiudono meno rivendite: solamente il 2,92% utilizza i turni di ferie, questo perché prettamente zona turistica e quindi con grande impatto d’acquisto da giugno a settembre.

Discorso identico per la Sicilia (7,66%) e per la Sardegna (13,06%).

Leader nelle chiusure estive rimangono, invece, la Lombardia (44,79%) e il Piemonte (31,97%), regioni che si “svuotano” ad agosto per le chiusure di uffici, fabbriche e per il ritorno a casa di molti “emigrati”. Al Nord è solamente il Trentino Alto Adige (6,17% di chiusure) in controtendenza, ma anche in questo caso è il fattore turismo a giustificare la scarsa percentuale di ferie. Rispetto alle annate precedenti non ci sono cambiamenti sostanziali, restano confermate le abitudini degli edicolanti italiani.

Un’analisi sulle situazioni di Milano, Roma, Napoli e Torino è stata poi eseguita dalla Commissione Nazionale ex art. 3 in base ai dati forniti a livello provinciale.

 

Milano Città

Solamente il 25% delle rivendite del capoluogo lombardo ha effettuato il proprio turno estivo di chiusura nei periodi concordati in sede provinciale. Purtroppo è aumentato ancora il ricorso ai certificati medici per “allungare” o giustificare le ferie: si è passati, rispetto all’anno scorso, dal 29% al 32%. Se poi si guardano i dati degli ultimi 9 anni, la differenza è macroscopica.

Colpa della vita stressante nella capitale lombarda? Dell’inquinamento acustico e atmosferico che rende la vita nelle edicole milanesi insopportabile? Sembra evidente che gli edicolanti abbiano deciso che la loro salute viene prima di tutto.

Questa situazione ha provocato squilibri diffusionali per prolungati periodi, in particolare sul rapporto di rivendite aperte rispetto al totale che, da lunedì 9 a sabato 21 agosto 2004 per 12 giorni consecutivi, è stato inferiore al 50% previsto dall’Accordo Nazionale con un minimo del 31% nel giorno di Ferragosto.

Un comportamento che non rispetta l’impegno della Commissione provinciale ex art.3 e che conferma come gran parte degli edicolanti di Milano continui a determinarsi autonomamente un proprio turno di chiusura indipendentemente dalle regole. Per questo la Commissione provinciale ha intenzione di proporre un’ipotesi per una diversa articolazione delle ferie estive.

Anche in provincia di Milano il numero dei certificati redatti dal medico di famiglia è aumentato passando da 84 a 106, il tutto per durate superiori a quanto stabilito dall’Accordo Nazionale.

 

Torino e provincia

Sono risultati in aumento i certificati medici presentati (88), inoltre 28 rivendite hanno chiuso per lavori di ristrutturazione e, in entrambi i casi, hanno effettuato turni superiori al periodo consentito. 187 sono state le edicole rimaste sempre aperte, mentre 387 hanno rispettato il proprio periodo di ferie (29 hanno addirittura tenuto chiuso per una durata inferiore a quanto previsto).

La Commissione provinciale ha invece verificato uno squilibrio nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 agosto nel capoluogo piemontese, con un rapporto delle rivendite aperte inferiore al 50% del totale.

 

Roma

Omogenea quest’anno nella Capitale la distribuzione delle chiusure delle rivendite: hanno usufruito delle ferie estive 108 edicole nel primo turno e 98 nel secondo. Va sottolineato però che 468 edicolanti hanno effettuato delle turnazioni diverse e di questi, ben 214 hanno chiuso per più dei 18 giorni consentiti, presentando in 111 casi il certificato medico.

325 rivendite sono risultate invece sempre aperte.

 

Napoli e provincia

580 edicole su un totale di 1478 hanno effettuato la chiusura estiva, di queste 209 per un periodo superiore al consentito e una piccola parte ha rispettato i turni concordati dalla Commissione Provinciale.

 

Altri casi

La segreteria della Commissione Nazionale ex art. 3 ha comunicato che, come succede ormai da alcuni anni, 23 rivenditori del comune di Ferrara hanno presentato dei certificati medici prolungando le chiusure estive a 21 giorni consecutivi.

 

Da regolamentare le ferie per i punti vendita alternativi

In chiusura la Commissione ha ribadito, come già evidenziato nei precedenti verbali, che il Decreto Legislativo n. 170 del 24 aprile 2001 relativo al riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica, evidenzia problemi per i turni di chiusura estiva da parte dei punti di vendita non considerati dall’Accordo Nazionale. E proprio per questo motivo è stato reiterato l’invito alle parti contraenti il nuovo Accordo Nazionale di affrontare il problema in questo documento.

 

Conclusione

Controllando, infine, i dati della tabella, appare evidente che in nessuna regione si è avuta una chiusura delle rivendite “fino al limite del 50%”. Anzi la media è decisamente bassa: praticamente il cinquanta per cento del 50% consentito.

E quando si lamenta che a Milano per 12 giorni consecutivi, la presenza di edicole aperte è stata inferiore al 50% previsto dall’Accordo Nazionale con un minimo del 31% nel giorno di Ferragosto, si dimentica che in quegli stessi giorni, 15 agosto compreso, erano aperti tutti i supermercati in cui sono presenti quotidiani e periodici.

Di certo i Milanesi presenti in città non hanno dovuto impazzire per recuperare il loro giornale preferito.

 

Piero Di Fratello

 

 

TURNI DI FERIE PER IL 2005

 

Queste sono le date fissate dalla Commissione per lo svolgimento delle chiusure estive per l’anno 2005. Ma il nuovo Accordo Nazionale  prevede 21 giorni anziché 17 e, pertanto, appena l’Accordo sarà stato siglato, verranno comunicate le nuove modalità di fruizione.

 

1° periodo      

turno A            da lunedì 25.07            a mercoledì 10.08

turno B             da giovedì 11.08          a sabato 27.08

 

2° periodo      
turno A            da sabato 30.07           a martedì 16.08

turno B             da martedì 16.08         a venerdì 02.09

 

Nel caso di chiusure estive in altro periodo, proposto dalle locali Commissioni provinciali ex art. 3, tali chiusure potranno essere esercitate sino a un massimo di 17 giorni consecutivi, fino al limite del 50% delle rivendite esistenti. Tutto ciò fatto salvo eventuali normative all’Accordo Nazionale.