A proposito della “m..da” da edicola

 

Andrea Innocenti

Vicepresidente SNAG Nazionale

Andrea Innocenti

Mi riferisco all’articolo pubblicato su Prima Comunicazione n. 347 di gennaio 2005. Non condivido assolutamente certi fraseggi, non è mio costume. Purtroppo devo condividere, invece, alcune considerazioni perché rispecchiano quello che sta succedendo in edicola da troppo tempo e, anche per l’anno appena incominciato, la musica non cambia: le difficoltà create da alcuni componenti la filiera sono tante e tali

che per i rivenditori di giornali si è sorpassato ogni limite di sopportazione e di decenza per il proprio lavoro.

 

Non pubblicazioni ma cose

 

Nei primi giorni dell’anno sono state riversate nel nostro canale quantità enormi di pubblicazioni che hanno poco o nessun mercato: bustame, riciclati ricopertinati, ribollinati per non dire di quelle pubblicazioni che non sappiamo nemmeno classificare per la giungla dei nomi che portano (vedi a pag. 58) e per la bassezza dei prodotti che vengono loro allegati. Queste “cose” hanno la parvenza di vere pubblicazioni, gentilmente concesse in conto deposito perché non c’è più nessun fesso di cliente disposto a cascare nel tranello delle pubblicazioni che non sono pubblicazioni e, pertanto, non c’è migliore cosa per un editore (se vogliamo continuare a chiamarlo così) di tentarne la vendita approfittando della collaborazione di un distributore nazionale e, qualche volta purtroppo, anche di qualche distributore locale con il quale, poi, incomincia il balletto delle contestazioni “resa scaduta”, “richiamato”, “non richiamato”, e chi più ne ha più ne metta di fantasia.

Dove la trovano i distributori locali tutta questa porcheria?

Che poi in grande maggioranza si devono riprendere? Forse ci guadagneranno a portare le pubblicazioni in su e in giù per le edicole... Oppure, anche loro sono elemento debole della catena di solidarietà per editori e distributori nazionali, tutti “impauriti” di ricevere la raccomandata, o una semplice telefonata, con la revoca di mandato di distribuzione?

Possibile che dietro le leggi dello Stato, dalla più lontana n. 47 del 8 febbraio 1948 all’ultima 170 del 13 aprile 1999, si faccia di tutto per mettere in crisi il canale edicola?

Possibile che la tanto potente Federazione Italiana Editori a tutte le nostre denuncie di quanto sopra esposto dica sempre: “condividiamo” ma continui a non fare nulla?

Inutile porsi domande: ormai non ci sono più  risposte!

Un vecchio proverbio, noto a tutti gli esseri umani, dice: ...anche chi regge il sacco!

 

Si distribuisce tutto e di più.

Poi se il rivenditore non paga,

nessuno va ad analizzare il perché.

 

Durante le trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale si è inventata una commissione che ha rilevato che non c’è tensione finanziaria in rete;  nel frattempo i giornalai vanno tutti a puntare su qualche nuovo “ritardatario” sperando che esca presto!

Non preoccupiamoci, tanto ci sono, e ci saranno a maggior ragione con il nuovo Accordo Nazionale, le fideiussioni, e questo sì che risolverà l’affollamento delle pubblicazioni senza mercato!

Mi domando: ma quando finirà lo spazio in edicola, a casa, in cantina, oppure sotto il letto o nel magazzino dell’amico o parente, dove stiveremo queste pubblicazioni? E quando finiranno i soldi, e in molti casi sono già finiti, come faranno i rivenditori a pagare gli estratti conto? Non ricordavo, scusatemi: tanto ci sono le fideiussioni. Ma quando avranno pure superato  i massimi delle garanzie fideiussorie, che faranno?

Una idea io ce l’ho: è molto elementare, ma aspetto ancora un po’; confido nel rinnovo dell’Accordo Nazionale con chi “condivide”, ma nulla fa.

 

Quindici giorni di tivù

per guadagnare sempre meno...

 

Scusate, mi stavo dimenticando la prima novità del 2005, anche questa merita spazio tra le mie strampalate righe: l’invenzione delle pubblicazioni con i programmi televisivi per 15 giorni al prezzo che ancora non abbiamo capito se rimarrà di e 0,50 o andrà a 0,70. Per non parlare dell’’ultima uscita, settimanale questa però, a 0,20 euro.

Ma non perdiamo fiducia e restiamo in attesa della probabile “nuova invenzione” prevista al massimo per l’inizio del 2006, a un prezzo di copertina di e 0,10 con una programmazione radiotelevisa di 365 giorni!

 

E che dire dei compiegamenti?

 

Se quanto appena scritto non bastasse, necessita constatare il costante aumento di compiegamenti (che portano via un tempo incredibile ogni mattina) relativi a inserti e allegati che la rete delle edicole deve sopportare senza un giusto riconoscimento, né ora né in futuro, secondo le previsioni del nuovo Accordo Nazionale.

E a questo proposito, rendiamo nota l’ultima della Poligrafici Editoriale (per chi mi legge in quelle regioni dove non arrivano le testate del gruppo) che, in data 22 dicembre comunicava che, da domenica 2 gennaio 2005, non sarebbe più stato necessario compiegare i due dorsi separati (Nazionale e Cronaca) della Nazione perché, anche la domenica come gli altri giorni della settimana, il quotidiano fiorentino sarebbe stato stampato in fascicolo unico.

Ma, i responsabili della Poligrafici Editoriale fatti due conti di convenienza durante la rilassatezza delle festività, in data 20 gennaio, hanno cambiato nuovamente rotta comunicandoci il ritorno alla modalità precedente: la rete di vendita doveva riabbinare il dorso nazionale a quello di cronaca. Tanto per quello che costa a loro!

Domandiamo, a chi sempre “condivide”, perché i rivenditori di giornali si debbano sobbarcare un super lavoro per il misero riconoscimento di e 0,015494 a copia, non essendo il dorso di cronaca né un allegato né un supplemento, ma parte integrante del quotidiano: un’operazione di questo tipo non deve essere considerata un lavoro di compiegamento, ma un vero e proprio servizio con ben altra remunerazione.

 

Tornando alla “m..da da edicola”

 

Ecco perché non posso che essere in sintonia con la puntualizzazione di Prima: purtroppo è la giusta definizione di quel che arriva nelle nostre edicole.

E per quanto già detto, è doveroso ricordare ai nostri colleghi che il prodotto editoriale, come sopra apostrofato, deve essere venduto solamente su richiesta specifica del cliente, non deve essere promosso e non dovrà essere esposto nella parte più commerciale dell’edicola o del negozio, ma essere sistemato in punto adeguato alle sue caratteristiche. Se per tale prodotto vengono effettuate pressioni da parte di editori, ispettori o distributori locali per posizioni ottimali, ricordiamo che la scelta di dove esporre una pubblicazione è di sola spettanza dell’edicolante.

Dobbiamo rilevare, infine, che da più parti si invitano i rivenditori a frequentare corsi (non meglio specificati) che dovrebbero riguardare la loro professionalità e le loro conoscenze di marketing (!) per migliorare e incrementare il proprio lavoro. Attività belle e affascinanti, e ben vengano. Ma solo dopo aver fatto “pulizia” all’interno delle edicole, altrimenti tutto si trasformerà in una perdita di tempo e in un’altra insopportabile beffa per tutti i rivenditori di giornali.

Questo è quanto dovevo, con la sincerità di sempre.