...con la firma
degli ultimi articoli, lo SNAG si impegna a fungere da vera e propria
sentinella...
|
![]() |
Questo numero esce con circa quindici giorni di ritardo perché volevamo aspettare la riunione del 3 marzo in FIEG, giorno nel quale si sarebbero praticamente concluse le trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale. La data è, però, poi slittata (vedere a pag. 10).
Come per
Cesare, le cui Idi di Marzo sono state fatali, anche per noi dello SNAG questo
giorno avrebbe potuto essere quello della nostra uscita definitiva dal tavolo
fatidico. Per ben due volte (il 25 gennaio e il 16 febbraio) noi, infatti, non
abbiamo sottoscritto (vedere alle pagine seguenti) alcuni articoli,
soprattutto, per due ragioni:
- la prima,
perché ritenevamo doveroso che tutte le sigle sindacali tentassero, con più
convinzione e compattezza, di ottenere tutto quanto fosse stato possibile
ottenere, facendo fronte comune;
- la seconda,
perché sconcertati dalla velocità, con la quale tutti volevano firmare e
firmare subito, tanto più che lo SNAG non ha mai avuto la necessità di correre
a folle velocità... pur di arrivare. Il nostro obiettivo è sempre stato,
infatti, quello di pretendere, in primissima istanza, chiarezza e trasparenza.
Noi non
abbiamo firmato, dunque, con la stessa convinzione che ci aveva portato,
nell’ormai lontano 1998 a sottoscrivere, allora soli contro tutti, un documento
con la FIEG che poneva precisi “paletti” alla sperimentazione e la stessa
convinzione che, esattamente quattro anni fa, non ci ha fatto firmare, invece,
la “cambiale in bianco” richiesta dal Governo in merito alla post
sperimentazione (vedi Editoriale Azienda Edicola n.1/2001).
Dopo la
riunione di metà febbraio, quando tutte le altre componenti del tavolo delle
trattative hanno accettato e sottoscritto gli articoli E, G/A, G/B e H del
nuovo Accordo, lo SNAG ha, quindi,
convocato il suo Consiglio Nazionale e gli ha sottoposto la situazione. Ogni
articolo rimasto per noi in sospeso è stato analizzato, sono state verificate
le nostre richieste di modifica ma, soprattutto, si è discusso su cosa avrebbe
significato, da un punto di vista politico, il “restare fuori dall’Accordo”.
E la
decisione collegiale è stata quella di “tapparsi il naso”, come disse una volta
il grande Indro Montanelli, e rimanere comunque uniti per affrontare insieme
alle altre sigle sindacali - senza inutili fuochi d’artificio e bande di paese
- gli anni, non certo facili, che ci attendono.
L’essere
partecipi del nuovo Accordo permette, infatti, allo SNAG di diventare una vera e propria sentinella “garante di
tutto l’impianto contrattuale” di fronte ai suoi Associati.
È una sfida
che il nostro orgoglio, la nostra coscienza e la nostra responsabilità non ci
consentono di rifiutare.
Perché una
cosa è certa: se sul fronte economico la FIEG ha, da subito, precisato che non
sarebbe mai stata disponibile a rivedere nulla in termini di compensi o
percentuali, l’aver potuto stabilire, con il nuovo Accordo, regole certe e
trasparenti equivarrà al recupero di una parte dei nostri guadagni e al calo di
tensione che ha, fino a questo momento, caratterizzato la rete di vendita.
Il nuovo
Accordo, sul quale torneremo dettagliatamente nei prossimi numeri, non è
appariscente per vantaggi immediati (a eccezione delle tre settimane di ferie),
ma lo è, come abbiamo già detto, perché stabilisce dei punti fermi che la
stessa FIEG si è “impegnata” a far rispettare.
Dobbiamo,
quindi, augurarci che la Federazione Italiana Editori conosca bene il valore
delle parole e non sia disponibile a fare brutte figure.
Perché sia
ben chiaro che questa volta noi pretendiamo - insieme a tutti i rivenditori di
giornali italiani - che gli accordi sottoscritti vengano mantenuti.
Buon lavoro.