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IL COMMERCIALISTA |
| A cura di Domenico Moschella |
SI PUÒ RECUPERARE L’IVA PAGATA SULLE FATTURE FORNITORI?
Ho
rilevato nel gennaio 2005 l’edicola di
mia madre e ho aperto la partita IVA. Il mio commercialista dice che, avendo solo rivendita giornali, non posso
recuperare l’IVA delle fatture fornitori: affitto, luce, riparazioni, cambio
arredamento, ecc. Su Azienda Edicola di agosto-settembre 2004 lei ha dato una
risposta diversa. Può chiarirmi le idee? La ringrazio.
M.
B. – Carnate (MI)
Il
rivenditore di prodotti editoriali titolare di partita IVA , attivando il libro
IVA acquisti, sul quale vanno registrate tutte le fatture di spesa ivate, ai
sensi del terzo comma dell’art. 19 del DPR 633/72, può detrarre l’IVA sui costi documentati sostenuti e l’eventuale
credito IVA, risultante dalla
dichiarazione IVA di fine anno, può essere richiesto a rimborso nei casi
previsti dalla norma, oppure può essere utilizzato in compensazione con altre
imposte attraverso il modello F24.
Si
possono cestinare
le
bolle?
SI POSSONO CESTINARE LE BOLLE ?
Desidero sapere se posso cestinare le bolle che
ricevo quotidianamente con quotidiani/riviste e che in alto portano la
scritta “esente da bolla di accompagnamento”. Ne ho una montagna. Vi ringrazio
infinitamente per la risposta che non riesco ad avere da colui che mi segue contabilmente
e al quale consegno ogni settimana l’estratto conto.
G.
A. – Badia Agnano (AR)
L’art.
2220 c.c. stabilisce l’obbligo di conservazione delle scritture contabili per
dieci anni unitamente a una serie di documenti specifici fra cui le fatture. L’estratto
conto del distributore risulta assimilabile alla fattura, mentre la bolla che
non ha più neppure obbligatorietà fiscale, non rientra fra i documenti elencati
nel citato articolo. Pertanto la conservazione di detto documento potrà essere
limitata al periodo utile sia per il riscontro dei conteggi inerenti la merce
consegnata e addebitata sia per eliminare eventuali contestazioni con i
distributori.
IN CHE MODO SI APPLICA IL PRO-RATA?
IL COMUNE PUÒ DARE LA LICENZA A UNA SOCIETÀ?
Vendendo
solo prodotti editoriali (art. 74 DPR IVA) e cartoleria si applica il pro-rata
dell’IVA. Se sì, in che modo?
Vi
pongo un altro quesito: ho letto che, precedentemente, il comune non poteva
rilasciare un’autorizzazione (licenza) a una società. Vorrei sapere se attualmente
è possibile e se una Sas può comperare e, quindi, intestarsi un’autorizzazione
(licenza) già esistente. Grazie.
Aldo
– San Felice Circeo (LT)
La
vendita di prodotti editoriali, regime speciale art. 74, unitamente ad altri
prodotti soggetti a IVA non determina alcuna applicazione del pro-rata ai fini
della detrazione dell’IVA. Le operazioni che determinano il pro-rata sono le
operazioni esenti riportate nell’art. 10 del DPR 633/72 (lotto, lotterie,
scommesse, ecc.)
Per
quanto riguarda il secondo quesito, sì, la cosa è possibile.
Sono
titolare di un’edicola dal 1985 e a gestione familiare dal 1994 con mio marito.
Ho intenzione di intestare l’attività al coniuge. Cosa fare?
Volendo
trasferire l’edicola al marito, può procedere alla stipula di un atto di
donazione d’azienda redatto da un notaio. Ciò le permetterà di evitare la
tassazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 58 del Testo unico delle
Imposte Dirette.
Ho
appena rilevato un’edicola e sto impazzendo perché non so come registrare le
vendite dei giornali, le rese, i buoni libri. Potrei avere gentilmente una
panoramica sulle modalità di contabilizzazione? Grazie.
La
vendita dei prodotti editoriali, non essendo soggetta all’obbligo di emissione
dello scontrino fiscale, può essere gestita nell’ambito della sua contabilità
tenuta ai fini IVA rilevando, in una apposita colonna del libro acquisti, gli
estratti conto settimanali dei distributori, mentre sul libro dei
corrispettivi, in un apposita colonna, il totale degli E/C dei distributori
maggiorato dell’aggio del 23,11%.
In
caso di cessione dell’attività, sono ancora richiesti da parte del subentrante i
seguenti documenti?:
-
Iscrizione al Registro Esercenti il Commercio,
-
Dichiarazione di inizio attività al Ministero delle Finanze,
-
Domanda di voltura di autorizzazione commerciale al comune,
-
Possesso dell’autorizzazione del comune,
-
Certificato di attribuzione del numero partita IVA,
-
Atto di cessione dell’azienda fatto a un notaio,
Quali
documenti sono necessari per il cedente?
Ringrazio e porgo distinti saluti.
L.
Folcia – Morbegno (SO)
La
cessione d’azienda deve essere effettuata mediante stipula di atto notarile.
Con l’atto originale e i documenti inerenti l’attività del venditore (licenza,
copia delle varie posizioni delle imposte comunali) l’acquirente presenta la
domanda di subingresso e voltura in Comune, mentre il notaio deposita l’atto per
l’iscrizione al Registro imprese. Per l’acquirente non necessita più
l’iscrizione al REC.
Dovrei
acquistare un’edicola di cui conosco i seguenti dati:
-
venduto: 200.000 euro
-
collaboratrice: 450 euro
-
affitto locali con luce e riscaldamento compresi: 750 euro.
Chiedo:
a quanto potrei acquistarla? Ho visto che sull’utilissima rubrica dedicata al
commercialista le valutazioni si basano facendo il lordo moltiplicato per 3, ma
le spese? Perché non sono conteggiate? Grazie e cordiali saluti.
M.
Zagato – Villanova Marchesana (RO)
Il
parametro indicato fa riferimento al reddito, che è dato dall’ammontare degli
aggi meno i costi di diretta imputazione.
Tutti
i giorni, da quando ho un’edicola, a fine giornata segno l’incasso in modo da
tenere sott’occhio l’andamento delle vendite. Se dal mio bilancio o dagli E/C
prendo il valore della merce acquistata e poi aggiungo 23,12% ottengo un
risultato maggiore del 10/15% a quello che è effettivamente il mio incasso (tenendo
anche conto della merce che non è più vendibile). Come mai? Senza contare, poi,
che su quel valore pago le tasse. Grazie.
M.
B. – Fidenza (PR)
L’aggio
del 23,11% essendo calcolato sull’ammontare degli acquisti settimanali, risente
sia dell’effettivo venduto della settimana che del reso della settimana
precedente unitamente alla parte di merce giacente che verrà venduta nelle
settimane successive. Pertanto, se i resi vengono effettuati regolarmente, ci
saranno settimane in cui gli incassi risulteranno più bassi dell’effettivo e
altre settimane in cui gli incassi reali, sempre se contabilizzati al lordo di
eventuali utilizzi, saranno più alti. Se l’oscillazione non viene rilevata
bisogna approfondire sulle modalità di gestione della merce.
Sono
un commercialista e da poco seguo la contabilità di un’edicola. Mi trovo in
difficoltà a registrare gli aggi percepiti dall’edicola in quanto ho notato che
questi non sono costanti per tutte le testate ma variano di giorno in giorno.
Molto probabilmente l’aggio varia nei giorni in cui ad alcune testate sono
allegati degli inserti. Siccome ho un estratto conto settimanale delle consegne
e dei resi, se avessi un aggio fisso potrei facilmente ricostruire gli incassi
netti, ma, come anticipato, l’aggio, non essendo lo stesso di tutti i giorni
per tutte le riviste, mi determina un aggio variabile. Mi è stato detto, da
colleghi e altri esperti del settore, che è prassi diffusa determinare l’aggio
come 23,11% sul costo netto dei quotidiani. Tale pratica non mi sembra corretta
per due motivi: il primo è innanzitutto, come già detto, che l’aggio è
tutt’altro che fisso (anche se l’errore sarebbe minimo) il secondo è che non ho
trovato alcun documento che mi permetta tale prassi. Chiedo gentilmente di
fornirmi gli estremi della normativa che mi consentirebbe di determinare
l’aggio dell’edicola nel modo forfetario in uso, ovvero moltiplicando il costo
dei giornali desunto dall’estratto conto del distributore, per il 23,11%. Distinti saluti.
Anche
per le difficoltà oggettive in parte da lei evidenziate, la Circolare
Ministeriale 30/12/1998 n. 295/E indica ai verificatori le linee guida che
devono seguire nei controlli a carico dei rivenditori di prodotti editoriali.
In detta circolare si fa riferimento ai dati risultanti sull’estratto conto dei
distributori sui quali applicare il 22,88%. Detta percentuale, a far data
dall’1/1/2002 con la modifica dell’art. 74 della legge IVA, corrisponde
all’attuale 23,11%.
È
corretto registrare riepilogativamente gli incassi sulla base degli estratti
conto settimanali maggiorati del 23,11% per le pubblicazioni col trasporto a
carico dell’editore e del 24,62% per le pubblicazioni il cui trasporto viene da
noi pagato ad una cooperativa privata?
L’aggio
sui prodotti consegnati franco rivendita è pari al 23,11%, mentre per i
prodotti ritirati a banco è del 24,63%.
Sono
un contribuente in contabilità semplificata e con partita IVA. Vorrei sapere se
sul libro acquisti IVA devo registrare oltre alle fatture per consumi anche le
fatture di acquisto. Inoltre gli aggi che percepisco devo segnarli sul libro
corrispettivi?
E.R.
– Trezzano sul Naviglio (MI)
La
rivendita in contabilità semplificata titolare di partita IVA, avendo posto in
essere il libro acquisti e corrispettivi ai fini della predetta imposta, potrà
utilizzare gli stessi libri per registrare, in un’apposita colonna del libro
acquisti, gli E/C settimanali dei distributori e, in specifiche colonne del
libro corrispettivi, sia l’ammontare degli E/C dei distributori maggiorato
dell’aggio del 23,11%, sia gli aggi percepiti. Dette registrazioni non vanno
considerate ai fini IVA e non vanno nella dichiarazione IVA annuale, ma valgono
ai fini delle imposte dirette per la determinazione del reddito d’esercizio.
Sono
l’unico edicolante di Roncello (MI) e sono un attento lettore della vs. rivista
che trovo utile e attendibile tanto che la leggo dall’inizio della mia attività
(1989) e conservo i numeri degli ultimi 5-6 anni circa. Sul n. 6/04 nella
rubrica dedicata al commercialista mentre si parla di aggi e dichiarazioni
redditi è scritto quanto segue: “...in sede di modello Unico al quadro RG per i
prodotti editoriali vanno riportati soltanto gli aggi, in aggiunta ai
corrispettivi degli altri prodotti venduti. A maggior ragione, nella casella
del rigo RG2, vanno indicati gli aggi dell’edicola, nella casella 4 il totale
degli aggi e dei corrispettivi degli altri prodotti ivati…”
Ho
guardato il modello unico 2004 (redditi 2003), ma non ho trovato nel quadro RG
le caselle RG2, RG3 e RG4, ove indicare i dati indicati dal commercialista.
Sbaglio io, oppure…? Rimango in attesa di una gentile risposta e porgo i miei
più cordiali saluti.
M.
S. – Roncello (MI)
Nella
risposta si è citato soltanto il rigo RG2, non il resto da lei indicato,
precisando di inserire nell’ultima casella (per un refuso di stampa indicata
come 4 invece che 3), il totale degli aggi e dei corrispettivi relativi alla
vendita di altri prodotti.
Un
artista pittore vorrebbe vendere (in conto deposito) una sua opera, quadro o
bassorilievo in legno, indicando il prezzo base nel quale sarebbe compresa una
piccola provvigione per l’edicola. Come si gestisce la cosa?
Per
semplificare il rapporto, sarebbe opportuno che l’artista le consegnasse, con
una sua bolla, gli oggetti in conto deposito, dopo, quando per ognuno degli
stessi Lei avrà trovato l’acquirente interessato, sarà lo stesso artista che
emetterà il documento (fattura, ricevuta, ecc.) nei confronti dell’acquirente.
Per il suo compenso sarà lei che dovrà emettere fattura con IVA all’artista per
incassare il compenso concordato.
Mi
è stata proposta la gestione di un’edicola con un deposito cauzionale di 25.000
euro e per un fatturato mensile di 30.000 euro. A quanto ammonterebbero in
media i miei costi mensili e quindi il ricavo netto? Dovrei anche considerare il
passaggio INPS da dipendente a commerciante. È economicamente conveniente una
gestione con un socio (no familiare)?
Grazie.
In
base ai dati indicati, su un volume di acquisti mensile di 30.000 euro, l’aggio
lordo del 23,11% su base annua, considerando solo undici mesi in via
prudenziale, ammonterebbe a 76.000 euro circa. A questo importo, considerando
che l’attività viene gestita direttamente dai due soci, si possono detrarre
6.000 euro per le spese di gestione (suolo pubblico, luce, telefono,
consulente, varie, ecc.) ottenendo un utile lordo di 70.000 euro pari a 35.000
euro per ogni socio. Da questo reddito, ognuno dei soci dovrà detrarre la quota
INPS commercianti, pari al 17,50% per un totale di 6.125 euro oltre all’IRPEF
pari a circa 7.470 euro realizzando un reddito netto di circa 21.400 euro a
testa. Questi valori possono subire una consistente variazione in diminuzione,
dovendo decurtare dagli aggi lordi il canone di affitto d’azienda che lei non
ha indicato fra le varie voci.
Non
ho un problema vero e proprio, ho solo dei dubbi. Sono in attesa di avere dal
comune l’autorizzazione per la vendita di quotidiani nella mia zona e mi
domando se riuscirò a sbarcare il lunario con questa attività. In zona c’è solo
un’edicola e il canone d’affitto è di 400 euro al mese. Grazie.
L’avvio
di una nuova attività presenta sempre dei rischi d’impresa che l’imprenditore
deve cercare di limitare valutando con attenzione il bacino di utenza del punto
vendita da avviare, la clientela potenziale per i prodotti trattati, al fine di
prevedere un ammontare di ricavi che, al netto dei costi di gestione, possa
dare un reddito soddisfacente. Per darle un’indicazione sappia che un’edicola
con un fatturato di prodotti editoriali soltanto di 150.000 euro produce un
aggio lordo di circa 35.000 euro che, al netto di circa 7.000 euro di spese di
gestione produce un utile lordo di circa 27.000 euro. Da questo importo,
detraendo i contributi INPS e l’IRPEF da versare, rimane un utile netto per il
titolare di circa 16.500 euro.