Vanno giù...

 

 

I dati ADS del mese di febbraio 2005, confermano la crisi delle vendite dei quotidiani nazionali.

L’effetto prodotti collaterali incomincia ad attenuare il suo influsso sui lettori?

Fenomeno tutto da spiegare è, poi, quello dei settimanali femminili, con copie in calo, ma lettrici in aumento secondo l’Audipress.

Il futuro non sembra roseo anche se le uscite di nuovi settimanali, sono attese con curiosità dopo l’exploit di Dipiù e il boom delle pubblicazioni televisive.

 

 

vanno giù...

 

Quotidiani quasi tutti al ribasso.

Ciò nonostante c’è ancora qualcuno che pensa al popolare...

 

Lo stato di salute dei quotidiani è offerto dalla FIEG con lo studio dell’andamento delle vendite dei giornali in Italia dal 2001 al 2004 e la presentazione delle cifre anche per gennaio e febbraio 2005. Nel 2001, 50 testate vendevano in edicola 4.395.034 copie di media annua ma, nel febbraio 2005, 53 testate ne vendono 3.785.275.

Su un numero di quotidiani maggiore sia pure di poco, (tre in più nel 2005 rispetto al 2001) si sono, dunque, perse 609.759 copie.

Una lenta erosione che continua negli anni: -1,9% tra il 2001 e il 2002, lo 0,9% l’anno seguente, pressoché stabile il periodo 2003-2004 (0,1%), mentre nei primi due mesi del 2005 la perdita è preoccupante.

A gennaio, 53 quotidiani hanno segnato, infatti, meno 2,2% rispetto allo stesso mese del 2004 e meno 1,9% per il mese di febbraio. Se l’inizio dell’anno parte con questi dati è chiaro che gli editori debbono pensare di trovare rimedi al più presto per non perdere altri lettori e, se possibile riacquistare quelli già smarriti per strada.

 

Ma vediamo la situazione più in dettaglio. Il testa a testa tra REPUBBLICA e CORRIERE DELLA SERA si fa sempre più serrato: il quotidiano di via Solferino nel mese di febbraio perde l’1,2% rispetto allo stesso mese del 2004. Resta da vedere come influirà la cura Paolo Mieli (che Prima definisce “gocce di vita e di intelligenza in ogni settore del giornale”). Il quotidiano della Rcs sembra pagare la conclusione di alcune promozioni e il fatto che rispetto al 2004 non sono più in essere certi panini che sorreggevano le diffusioni. REPUBBLICA cresce di un piccolo 0,3% e raggiunge quota 607 mila grazie, probabilmente a una maggiore freschezza del suo prodotto editoriale: full color e inserti ben riusciti come quello domenicale.

Se non esaltano le diffusioni dei due principali giornali italiani, il febbraio nero dell’editoria ha colpito un po’ tutti: IL SOLE 24 ORE ha perso quasi il 6%, migliorando, però, rispetto a gennaio (era a -8%) e LA STAMPA registra un trend negativo (-3,9%) scendendo a 332mila copie. Vivacchiano tutti gli altri quotidiani con scarti positivi o negativi attorno all’1%. Unico a ridere è Vittorio Feltri che con il suo LIBERO guadagna 22 punti percentuali. Il QN di Andrea Riffeser (RESTO DEL CARLINO, LA NAZIONE, IL GIORNO) chiude febbraio a 399.478 copie complessive, in calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente.

AVVENIRE, probabilmente per l’attenzione prestata dai lettori alla malattia e al lento spegnersi di Papa Wojtyla, è in crescita.

Le peggiori performance, in termini relativi, sono quelle de IL TEMPO e L’UNITÀ. Al quotidiano romano le diffusioni sono scese a 45mila copie, con un -13% rispetto al 2004, mentre per il giornale fondato da Antonio Gramsci, la realtà attuale è di un -8% negli ultimi 365 giorni con una discesa a 62mila copie. Un dato che pone L’UNITÀ sugli stessi livelli diffusionali dell’UNIONE SARDA: il quotidiano cagliaritano paga in parte l’impatto del GIORNALE DI SARDEGNA di Nicola Grauso che gli sottrae il 3,9% di venduto.

Calo generale per tutti i giornali locali: da Bergamo, dove l’ECO lascia sul campo il 3,8% delle copie, a Parma, con LA GAZZETTA in calo del 5,3%; da Como (LA PROVINCIA a -2,7%) a Trieste (IL PICCOLO a -2%).

Se al Nord non si ride, altrettanto avviene al SUD, dove l’unica testata a salvarsi pare essere LA SICILIA, con un misero +0,8%.

Ma, nonostante questa atmosfera poco rassicurante, c’è ancora qualcuno che sta pensando al quotidiano popolare: è Axel Springer, il colosso dell’editoria tedesca che sembra pronto a lanciarsi in questa avventura in Italia. Fra lui e Urbano Cairo, chi arriverà per primo?

 

Settimanali femminili: meno vendite ma più lettrici.

 

Dai dati Ads e Audipress emerge un fenomeno particolare, o quantomeno paradossale: i settimanali femminili diminuiscono in copie diffuse (fanno eccezione solo CIOÈ, VANITY FAIR e IO DONNA), ma aumentano in numero di lettrici.

Un esempio? GRAZIA perde quasi 20mila copie di media tra il 2004 e il 2003, ma aumenta il rapporto lettori per copia da 3,6 a 4,3.

Altro caso clamoroso quello di VIVERSANI & BELLI: -24% di vendita, ma lettrici per copia che aumentano da 6,1 a 7,1.

Stessa situazione per GIOIA: -12% diffusione, ma 3,7 lettrici contro le 3,3 dell’anno precedente.

Come sono spiegabili questi dati incongruenti? Per gli esperti la risposta è facile: Audipress rappresenta una ricerca più sulla notorietà che sul numero di lettori vero e proprio. Per la loro solidità e conoscenza fra la gente, testate con vendite in calo rimangono quindi tra le più conosciute dal pubblico.

Valutando i dati di lettura Audipress, agli ultimi posti troviamo D LA REPUBBLICA DELLE DONNE (2,4), VANITY FAIR (2,5) e IO DONNA (2,7). Per i magazine allegati a Corriere della Sera e Repubblica c’è da dire che, pur finendo in molte case, forse non convincono del tutto le lettrici. Basta dire, per esempio, che ogni copia di DONNA MODERNA ha, al contrario, un numero di 5,3 lettrici: più del doppio dei due settimanali di Rcs e del gruppo Espresso.

 

Arredamento in crisi, mentre il gossip furoreggia

 

In crisi generale le testate di arredamento: unica eccezione ELLE DECOR che, nel periodo gennaio-dicembre 2004 ha superato le 60 mila copie, con un +7,1% rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Male invece le altre riviste del settore: COSE DI CASA cala a 399mila (-17%), CREARE CON CASAVIVA scende del 25%, tiene invece la testata madre CASAVIVA (+ 0,8%).

Negativi anche i risultati di AD (-6,2%) e quelli di CASA FACILE (-2%. ).

Regge BRAVA CASA, in crescita dell’1,5% (a 203mila). Il calo per le testate di arredamento si spiega, in parte, con il fatto che esistono diverse pubblicazioni di nicchia nello stesso settore (non certificate Ads) che sottraggono copie alle riviste tradizionali.

Fra gli altri periodici, la testata dell’anno è senza dubbio DIPIÙ: il nuovo settimanale diretto da Sandro Mayer ed edito da Cairo Editore, che ha chiuso l’anno con una media di 814mila copie.

Tra i nuovi certificati Ads merita attenzione PER ME: 225mila copie medie di diffusione, dallo scorso autunno, rappresentano una buona partenza. Risultato importante per la Gruner und Jahr-Mondadori, quello di TOP GIRL con un +16% rispetto al 2003.

 

Frenano i newsmagazine

Dagli ultimi dati Ads, sia PANORAMA che L’ESPRESSO, ovvero i due settimanali leader in Italia nel settore delle news, registrano un calo.

PANORAMA, nella media mobile dicembre 2003/2004, raggiunge quota 514mila, con 20mila copie in meno rispetto ai 12 mesi precedenti. L’ESPRESSO scende a quota 391mila di diffusione, perdendo 11mila copie rispetto alla media mobile di un anno prima. A contenere il calo per i due settimanali sono le iniziative dei rispettivi editori che propongono prodotti collaterali allegati al giornale.

Non vanno bene neppure i magazine informativi settimanali: SPECCHIO (allegato a La Stampa) perde 67mila copie medie mentre IL VENERDÌ di Repubblica contiene il calo in 7mila. Unico a salvarsi in questo settore è IL CORRIERE MAGAZINIE, con 640mila copie diffuse contro le 623mila di SETTE (la versione pre-restyling).

L’informazione televisiva con prodotti di approfondimento immediato e quotidiano (Tv Sette, Otto e Mezzo, Porta a Porta) sarebbe la nemica dei news magazine, destinati a calare ulteriormente in futuro. Stesso discorso lo si faceva però per i settimanali familiari o televisivi, ma il dato ottenuto dalle nuove testate in questi settori ha smentito tutti. Ecco allora che il mercato editoriale dei magazine informativi attende con curiosità il lancio del nuovo news magazine diretto da Andrea Monti per il gruppo Camuzzi. Un debutto previsto per maggio e che potrebbe portare una scossa (così come è accaduto con DIPIÙ per i familiari e i televisivi) in un segmento che ultimamente si è dimostrato meno frizzante e vincente.

 

Maria Bini