E' più
facile per quelli del G8!
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Sembra
incredibile, ma è più semplice che i
massimi responsabili degli otto Paesi che ovrintendono
alle
sorti del mondo, si riuniscano per
prendere decisioni, piuttosto che i rappresentanti dei grandi
gruppi
editoriali si siedano intorno a un
tavolo a parlare con noi.
Sembra proprio che l’Accordo Nazionale (leggere nelle pagine che seguono) sia arrivato in porto. Mi rendo conto che questo tipo di trattative non potesse essere semplice, né tanto meno risolversi in un batter d’occhio.
Ma
ciò che ha complicato le cose è la disparità di interessi che è andata
manifestandosi nel tempo e che il mondo editoriale, in realtà, abbia brillato
per la sua assenza.
Vi
ricordate Giovanni Giovannini presidente FIEG negli anni ’90?
Era
un personaggio alquanto tosto, ma era anche un piacere assistere ai duelli
verbali fra lui e il nostro Angelo Azzimonti.
Quanti
anni sono passati da allora?
Di
certo si sono succeduti altri tre presidenti, e tutti hanno scelto di non
dialogare più con i rivenditori di giornali.
Qualcuno
di noi ha, forse, avuto il piacere di scambiare due parole con Roberto (conosciuto come Ninì) Briglia
vicepresidente FIEG, presidente (sempre in ambito FIEG) Grandi Periodici (è
infatti direttore generale dei periodici Mondadori) ma, soprattutto, capo
delegazione FIEG per le trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale?
Per
il silenzio (nei nostri confronti) che lo ha avvolto in tutto questo tempo,
potrebbe anche essere emigrato in Polinesia anche se, grazie a certe sue
brillanti decisioni (due nuovi televisivi, a ben 50 centesimi, in diretta
concorrenza con la sua ammiraglia
Sorrisi e Canzoni Tv!), sappiamo che se ne sta con i piedi ben piantati
a Segrate.
(Va
però detto che Renato Salvetti, direttore della FIEG di Milano, è ed è sempre
stato molto disponibile nei nostri confronti e di questo lo ringraziamo).
Dove
sono Rizzoli, Hachette Rusconi, il
Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica? Tanto per fare solo qualche nome.
I
grandi gruppi hanno, forse, voglia di sapere cosa succede veramente nelle
nostre edicole sommerse da cartaccia che soffoca le loro pubblicazioni?
Perché
sono così latitanti?
Ai
tavoli delle varie trattative c’è, forse mai, qualcuno di loro che ascolti “dal
vivo” qualche nostro reale problema che, se risolto, potrebbe automaticamente
aumentare le loro vendite senza tanti inutili disperdimenti di energie?
Mancanza
di tempo? Ma non scherziamo.
Il
giornalaio non potrebbe interessare loro, di meno.
E
se ciò non bastasse, il mondo editoriale ha il coraggio di affermare che gli
edicolanti mancano di professionalità.
Ma
la professionalità degli editori dove sta?
Non
dovrebbero essere loro i primi a preoccuparsi di come, dove e in che misura
vengono distribuiti i “loro” prodotti? Oppure danno tutto per acquisito?
Dove
sta la loro educazione? Non ci sono più valori da rispettare?
È
la legge del coltello (magari volante come nel bellissimo film cinese) quella
che sovrintende ai nostri rapporti?
Forse
sarebbe proprio ora di promuovere un “nostro G8”.
Dove?
A Villa D’Este, a Montecarlo, a Bagnaia che piace tanto agli editori quando li
chiama Ceccherini?
Noi
siamo disponibili ad assumerci oneri e organizzazione.
Perché
ci sembra una follia che i massimi dirigenti, dei più grandi gruppi editoriali
del nostro Paese, non vedano e non sentano la necessità di conoscere da vicino
la realtà della loro rete di vendita, ma si affidino solo agli sterili
rapporti, e ai giudizi molte volte del tutto personali, che gli vengono fatti
dai loro responsabili.
Pura
follia? Pura arroganza?
Puro
e illogico menefreghismo oppure la paura di conoscere?
Vogliamo
parlarne?
Forse
dopo tanto tempo, sarebbe ora di conoscerci finalmente, guardandoci negli
occhi, senza intermediari.
Armando
Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Concommercio