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L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
La
mia attività è stagionale e, io come altri rivenditori, mi ritrovo a dover
pagare ogni settimana ciò che è invece rifornito quotidianamente sotto la voce
“sospesi di pagamento”. Questo avviene solo con uno dei tre distributori attivi
in zona, pratica applicata agli stagionali che comporta grosse spese per
riempire gli scaffali a inizio stagione. Cordiali saluti e buon lavoro.
S.Q.
– Loiri Porto S. Paolo (SS)
Le
regole che disciplinano la nostra attività non contemplano alcuna
differenziazione tra edicole stagionali e non, in quanto tutte devono avere lo
stesso trattamento e rispettare le stesse normative. Contatti lo SNAG
Provinciale di Sassari (Tullio Mura - tel. 079/234733) che le potrà essere più
utile in loco.
C’è
qualche possibilità di costringere gli editori e le case che riciclano le varie
“rese” di mettere una data chiara sulle pubblicazioni? Anno, mese... non esiste
alcuna indicazione. Grazie.
S.
A. – S. Maria Maggiore (VB)
Nel
nuovo Accordo Nazionale il problema da lei evidenziato dovrebbe normalizzarsi,
anche se la Data chiara sulla pubblicazione non è espressamente indicata come
obbligatoria. Il tutto si vedrà quando l’Accordo entrerà in vigore e dopo un piccolo
periodo di rodaggio. Le consiglio, comunque, di usare una prezzatrice per
indicare sulle pubblicazioni la data d’uscita, rendendo così più facile il
controllo della permanenza in edicola. È una pratica già usata da molti
rivenditori che permette di eliminare una certa conflittualità con il proprio
fornitore.
Sono
nella fase finale per l’acquisto di un piccolo chiosco posto sul lungarno di
Pisa, una zona centrale al limite del centro storico. Il comune, già da tempo, è intenzionato a
rivedere il piano di locazione delle
edicole cercando di invogliare i giornalai a spostarsi verso la periferia dove la
popolazione si sta, rapidamente, trasferendo. Il mio problema è il seguente: se
sposto il mio chiosco in una zona più “mirata” e “redditizia” anche se
decentrata rispetto alla posizione attuale non è detto che per me sia uno
svantaggio, anzi. Però, quali devono essere i miei criteri di giudizio per
trovare il “posto giusto”, sempre che il comune mi dia l’autorizzazione al
trasferimento? Vi ringrazio anticipatamente per questa e per tutte le altre
risposte molto importanti per noi.
Per
rispondere al suo quesito dovrei essere il Mago Merlino, purtroppo non lo sono.
Lei ha messo in evidenza una situazione che presenta molte possibili varianti
che, a volte, anche l’esperienza e la conoscenza del territorio non bastano a
dare certezze. Bisogna, infatti, tenere sempre presente il cosiddetto “rischio
imprenditoriale”.
Comunque,
a puro titolo indicativo, le posso suggerire di cercare quali elementi
positivi:
-
la presenza di scuole, di uffici, centri residenziali;
-
negozi di buon livello anche per la spesa di tutti i giorni.
Inoltre
può essere opportuno valutare la tipologia dei residenti: se abbastanza giovani
(giovani famiglie) possono essere più propensi agli acquisti anche per
documentarsi (cucina, hobbies, sport, bambini, ecc.).
Da
due mesi ho rilevato una piccola edicola con cartoleria annessa e vorrei
inserirvi anche la vendita di schede e ricariche telefoniche nonché piccoli
prodotti alimentari. Dove posso rivolgermi per conoscere l’elenco degli
eventuali fornitori?
M.
Di Liddo – Bisceglie (BA)
Per
quanto riguarda ricariche telefoniche (per le quali le consiglio di scegliere
preferibilmente il sistema on-line) e affini, questi prodotti sono trattati
anche da molti distributori locali. Per gli alimentari occorre una licenza
specifica e, a questo proposito, deve verificare cosa, effettivamente, lei
possa vendere.
Cosa
posso fare se il mio distributore locale continua ad addebitarmi in bolla cose
che in realtà non mi arrivano e le rese
da me indicate non coincidono mai con quelle dell’agenzia? Mediamente trovo
differenze che variano da 80 a 100 euro al mese. Grazie per la vostra
disponibilità.
Nelle
mie precedenti risposte allo stesso quesito ho sempre detto che tra il
distributore locale e il rivenditore ci deve essere un rapporto fiduciario. Se
questo rapporto “pende” dalla parte del distributore locale, che non ammette
mai i suoi possibili errori, l’unica strada percorribile è la seguente: trovare
una persona che insieme a lei sia disponibile a controllare la merce in entrata
e in uscita e a certificare se le forniture o le rese sono conformi alle
relative bolle. Dopo di ciò, se le mancanze evidenziate non vengono
accreditate, si può procedere nei confronti del distributore locale. Non sono
un legale, ma penso che possano sussistere gli estremi della truffa o
dell’appropriazione indebita.
Ho
visitato recentemente due colossi della grossa distribuzione dove gli editori
hanno permesso la vendita dei giornali. Da buon edicolante mi sono sentita
umiliata nel vedere la gente che leggeva tranquillamente i giornali. Tutti
indistintamente bambini compresi. E noi dobbiamo farci 13/14 ore al giorno per
essere presi in giro. Caro sindacato, diamoci una mossa! A proposito, quando la
nostra categoria avrà 30 giorni di ferie come chiunque lavora?
G.G.
– Mondovì (CN)
Per
quanto riguarda le ferie, nel prossimo futuro è quasi certo che non vi saranno
problemi per un loro prolungamento. Ma non è questo uno dei problemi
predominanti che gravano sulla nostra categoria. Infatti, prendendo gli ultimi
dati relativi all’anno 2004, solo il 26,11% delle rivendite italiane di
giornali, ha usufruito del periodo di chiusura estivo (vedere Azienda Edicola
n. 6/04); in poche parole, il 73,89% non ha fatto ferie.
Per
quanto riguarda la libera lettura negli esercizi della grande distribuzione,
visto che l’ultimo comma dell’art. 7 dell’Accordo Nazionale sulla vendita di
giornali quotidiani e periodici dice “le rivendite si impegnano a non dare in
lettura a nessun titolo e per nessun motivo le pubblicazioni poste in vendita”,
ebbene, anche un supermercato è una rivendita e deve rispettare quanto
evidenziato. Ci sono gli elementi per denunciare questo fatto nelle sedi
opportune: al proposito può rivolgersi allo SNAG provinciale di Cuneo
(Pierbartolo Mellano, c.so Vittorio Emanuele 25, Cuneo - tel. 0171.602078) che
le potrà dare tutto il supporto possibile.
Ho
intenzione di aprire un’edicola e mi è stato detto che è necessario fare un
corso all'ASCOM per ottenere un patentino altrimenti non posso aprire
l’attività. Volevo sapere se è vero che devo seguire questo corso. Grazie.
S.
Novo – San Paolo Solbrito (AT)
No,
non è vero.
Ma
per aprire un’edicola è necessario essere in possesso dell’autorizzazione che
viene rilasciata dal Comune, in base a uno specifico piano di localizzazione
dei punti vendita.
Abbiamo
ampiamente parlato di questo argomento sul numero 1/2003
della nostra
rivista; il testo è comunque presente sul nostro sito www.aziendaedicola.com
sotto
la voce ATTIVITÀ.