ADA trionfa da Bonolis

 

Ha vinto 25mila euro, con la popolare trasmissione televisiva “Affari Tuoi”, Ada Lattanzi, edicolante di Corridonia.

Un vero riscatto personale che non la farà desistere, però,  dal vendere la sua licenza dopo le molte amarezze professionali subite.

 

ADA trionfa da BonolisMolti telespettatori avranno ammirato la determinazione della bella signora marchigiana che, la sera del 1° giugno, conservando fino all’ultimo il suo “pacco” nella trasmissione televisiva di Rai Uno condotta in prima serata da Paolo Bonolis, è riuscita a portare a casa la cifra di 25mila euro.

“Mi sono diplomata ragioniera e ho incominciato a lavorare nelle fabbriche della zona come impiegata – racconta Ada Lattanzi – poi per problemi familiari, mio marito ha avuto un incidente ed è rimasto disoccupato, ho deciso di mettermi in proprio per avere un reddito maggiore. A quel punto, ho fatto tutte le cose in regola, richiedendo le licenze necessarie per avviare l’attività di edicola e, nel negozio di via Sant’Anna 123, ho iniziato a vendere giornali e qualche prodotto complementare come i profumi. Purtroppo, dopo l’investimento iniziale fatto anche con l’obiettivo di lasciare un’attività avviata ai miei figli, le aspettative sono state deluse da una scorretta concorrenza. Una cartoleria situata a 150 metri dal mio negozio ha, infatti, cominciato a vendere giornali senza rispettare quelle che erano le norme previste. Mi sono lamentata rivolgendomi sia al distributore locale che al Comune, ma non ho ottenuto risposte concrete. Ho, quindi, iniziato una lunga battaglia legale a difesa dei miei diritti.

Finalmente sono arrivate le sentenze: del TAR (dopo cinque anni!) e del Consiglio di Stato (dopo otto anni!), entrambe a mio favore. Ciò nonostante la cartoleria continua a vendere giornali senza che nessuno intervenga. Anzi, la ciliegina sulla torta l’ha messa il comune di Corridonia, che tre mesi prima (agosto 2004) che uscisse la sentenza definitiva del Consiglio di Stato (novembre 2004) le ha rilasciato una nuova licenza, solo perché aveva ampliato i locali a 120 mq”.

Tanta amarezza per un’ingiustizia che Ada Lattanzi continua a subire e alla quale ha sempre risposto con la stessa determinazione.

“Non mi sono mai rassegnata, ho sempre fatto di tutto per il bilancio familiare, ho anche lavorato come “promoter” nei fine settimana – racconta la bionda rivenditrice. – È stato, però, mio marito, Paolo Conullo, a permettermi di affrontare la lunga avventura (6 mesi) di “Affari Tuoi” sostituendomi in edicola nei due giorni in cui andavo a Roma per le registrazioni”.

Dietro alla trasmissione televisiva, ci sono mesi di presenza, ovviamente rimborsati dalla produzione.

“Ho iniziato a frequentare gli studi televisivi di Roma a dicembre, prima con il ruolo di riserva per diventare, poi, uno dei venti concorrenti che partecipano attivamente al gioco – spiega l’edicolante di Corridonia –. In questi cinque mesi ho conosciuto tante persone con cui si è creato un rapporto d’amicizia. Con molte di loro abbiamo incominciato a sentirci telefonicamente e continuiamo a farlo tutt’ora. È stata un’esperienza positiva, al di là della semplice vincita. Sotto il profilo umano mi sono arricchita grazie anche alle persone dello staff Endemol (la società che produce “Affari Tuoi” - ndr), tutte molto gentili e preparate. Paolo Bonolis è altrettanto disponibile e “vero”: come lo si vede in tivù così è anche nella realtà; oltre a firmare autografi tra la registrazione di una puntata e l’altra, si ferma a chiacchierare con i concorrenti. Per gli “sconfitti” cerca di trovare parole di conforto mentre con i “vincitori” è allegro e cordiale. Con me, per esempio, a fine trasmissione si è complimentato dicendomi che avevo dimostrato grande coraggio rischiando nell’andare fino in fondo e che, quindi, gli faceva molto piacere che fossi stata premiata dalla fortuna”.

 

A tifare per l’edicolante di Corridonia sono stati sicuramente anche i tre figli: Simone venticinquenne barista a Macerata, Laura ventitreenne studentessa dell’Isef e giocatrice di pallavolo e Matteo, diciottenne studente di Elettronica a Corridonia.

Proprio per qualcuno di loro era stato pensato l’acquisto del negozio-edicola, ma ora la rivenditrice marchigiana sembra avere cambiato idea.

“Sono troppe le ingiustizie che ho subito pur avendo ragione, come le sentenze hanno decretato – ribadisce Ada Lattanzi –. Amavo l’edicola, mi piaceva leggere, lo facevo molto prima di iniziare questa professione e quando ho incominciato a vendere i giornali ero entusiasta di poterlo fare ancora di più. Ma lo spirito si è andato affievolendo per ciò che è accaduto in questi quattordici anni. Tutte le persone a cui ho raccontato la vicenda, ivi comprese molte di quelle che hanno condiviso con me l’avventura televisiva e alcuni avvocati, mi hanno consigliato di cambiare attività. Così, ritornando da Roma “vincitrice”, ho deciso di mettere in vendita questo negozio e di pensare ad altro...”.

A questo punto é lecito domandarsi: come è possibile che i Comuni non recepiscano - attuandole con i provvedimenti conseguenti - le autorevoli sentenze del TAR e del Consiglio di Stato?

Piero Di Fratello