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IL COMMERCIALISTA |
| A cura di Domenico Moschella |
ASSOCIATI IN PARTECIPAZIONE
L’INPS,
con circolare n. 90 del del 13.07.2005, ha comunicato le modalità di versamento
dei contributi relativi all’anno 2004 per gli associati in
partecipazione. Ferme restando le percentuali del 55% a carico dell’Associante
e del 45% a carico dell’Associato, le aliquote contributive 2004 sono le
seguenti:
-
17,30% sui redditi fino a € 37.883,00
-
18,30% sui redditi eccedenti l’importo suddetto.
Per
gli associati che non siano pensionati o iscritti ad altre gestioni (es.
commercianti) è dovuto, in aggiunta alle aliquote sopra indicate, il contributo
dello 0,50%, pertanto le aliquote sopra citate passano al 17,80% e al 18,80%.
Mio
marito ha acquistato un’edicola all’inizio dell’anno e io gli tengo la
contabilità nel modo seguente:
Registro
IVA
acquisti: registro tutte le fatture, sia quelle del distributore che tutte le
altre inerenti l’attività di edicolante.
Registro
corrispettivi:
registro ogni sera l’esatto ammontare del ricavo (praticamente l’incasso
giornaliero) ottenuto dalla vendita di giornali, figurine, ecc.
Registro
beni ammortizzabili: registro tutti i cespiti.
So,
e ho avuto conferma anche dalla lettura del vs. giornale, che l’IVA riportata
sulle fatture fornitori (tipo Enel, riparazioni, acquisto di materiale per la
manutenzione dell’edicola, ecc) è detraibile e può essere portata a credito di
altre imposte attraverso il modello F24.
Leggendo
la vs. rubrica che trovo molto utile e interessante, mi è sorto il dubbio di
non operare in modo corretto nella registrazione giornaliera dei ricavi in
quanto voi parlate sempre “dell’aggio
del 23,11%”, proponendo come metodo di registrazione dei ricavi la fattura di
acquisto del distributore + il 23,11%. Personalmente preferisco registrare
giornalmente il corrispettivo, anche perché rimane poi della merce fatturata
dal distributore, ma non venduta in quanto trattasi di mensili, raccolte
periodiche, ecc.
È
giusto procedere con la registrazione giornaliera sul registro dei
corrispettivi dell’esatto ammontare delle vendite, oppure no?
Un’altra
domanda:
mio marito ha la sede legale dove è ubicata l’edicola, come risulta dal
certificato della CCIAA e la residenza anagrafica dove abitiamo. Per legge,
quali registri/documenti è tenuto a conservare in edicola e quali in casa? In
particolare, è necessario tenere il registro dei corrispettivi in edicola?
In
attesa di una vs. cortese risposta, saluto cordialmente.
G.C.
– Carate (MI)
Il
metodo di rilevazione dei ricavi da noi indicato in più occasioni, rientra nel
regime semplificato previsto dall’art. 18 del DPR 600/73 emanato in alternativa
al sistema analitico da lei applicato e tuttora vigente. Se continua col
sistema analitico, l’importante è determinare l’ammontare dell’aggio
complessivo di fine anno da indicare sulla dichiarazione dei redditi. Nel suo
caso, il libro corrispettivi va tenuto in edicola.
Per
chiudere momentaneamente un’edicola, che cosa occorre fare?
La
chiusura temporanea dell’edicola per lavori, manutenzioni o situazioni similari
si presuppone per un periodo di tempo limitato (15/30 giorni). In questo caso
necessita concordare con la Commissione Provinciale di zona il periodo di chiusura dandone
comunicazione ai distributori al fine
di sospendere le consegne che dovranno essere, poi, riattivate alla data
stabilita. Se invece la chiusura riguarda altre motivazioni, si può sospendere
la propria attività, per un periodo massimo di un anno, senza perdere i
requisiti per la riattivazione, depositando la licenza in comune e, tramite
l’organo di cui sopra, comunicarlo ai distributori. Per qualsiasi necessità
sull’espletamento delle formalità necessarie, può rivolgersi a Romano Ramos,
presidente dello SNAG genovese, telefonando allo 010/311806.
Sono
un commercialista che segue da poco un’edicola. Vorrei la conferma che il
valore delle giacenze di giornali e riviste, basandosi l’attività sulla vendita
in base a contratto estimatorio, non rileva ai fini fiscali e non viene quindi
considerata nella compilazione del modello Unico nel quadro RG. Il quadro in
questione viene compilato solo per il
valore degli aggi dell’anno di riferimento, in RG2, senza riportare né esistenze
iniziali né esistenze finali; così come
nello studio di settore le istruzioni indicano di riportare
esclusivamente il valore degli aggi dell’anno di riferimento e non i valori del
costo del venduto o delle rimanenze. Grazie per l’attenzione.
Si
conferma quanto da lei scritto, indicandole la circolare n. 295/E del
30/12/1998 quale riferimento normativo di supporto.
Secondo
quanto contenuto nell’Accordo Nazionale vigente, esistono tre percentuali di
defiscalizzazione: 98,8%, 96,0%, 92,0%. Non mi è chiaro quale tipo o genere di
pubblicazioni debbano essere cedute alla rete di vendita con defiscalizzazione
al 92,0%. Potete spiegarmelo e se possibile fare anche qualche esempio
esistente e certo?
G.
S. - Casale Monferrato (AL)
I
prodotti ceduti con la defiscalizzazione al 92% riguardano le pubblicazioni
soggette ad aliquota IVA diversa da quella prevista dal regime speciale, in
pratica vengono distribuiti con detta aliquota tutti i giornali pornografici.
Sono
obbligatori gli studi di settore? La
mia è una Sas.
F.
Piras - Sesto S. Giovanni (MI)
Le
rivendite al dettaglio di giornali, riviste e periodici sono soggette agli
studi di settore modello SM13U. Detto modello debitamente compilato va
presentato come parte integrante del modello Unico 2005. Si precisa che nella
compilazione vanno separati i ricavi dei prodotti ivati dagli aggi maturati
sulle vendite dei prodotti editoriali. Questi ultimi vanno indicati al rigo
F015.
RIVISTE AL MACERO ANCHE DI ANNI PASSATI?
Si
può effettuare il macero delle riviste invendibili, non dell’anno fiscale
corrente?
La
deduzione fra le spese di prodotti invenduti e mandati al macero, previa
comunicazione all’Agenzia delle entrate competente, si perfeziona nell’esercizio
nel quale viene eliminato il prodotto non più commerciabile e non più
vendibile, indipendentemente dell’anno
di acquisizione.