Botta e
risposta a proposito di Inforiv
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Siamo
a settembre e riprendiamo in pieno il nostro lavoro.
Con
una novità per quanto riguarda l’editoriale di questo numero: è diverso dal
solito ed è a due voci.
L’occasione
nasce da una lettera, apparsa su un “newsgroup”, in cui un “internauta” ha
dichiarato che, dopo aver letto sull’ultimo numero della nostra rivista
l’articolo dedicato a INFORIV, per avere ulteriori delucidazioni, ha telefonato
alla FIEG dove “una cortese signora” gli ha risposto dicendo che “stava
spiegando a tutti quelli che telefonavano che l’articolista ha preso fischio
per fiaschi e che la FIEG non c’entra niente con l’affare INFORIV, ma che
bisogna contattare il distributore di competenza”, ecc. ecc.
Ora
è evidente che, leggendo queste parole, ho fatto un salto sulla sedia e ho
desiderato andare a fondo della questione, perché Internet sarà pure una bella
invenzione, ma è indubbio che se uno vuole scrivere “cavolate” lo può fare
tranquillamente e molti possono credere anche “agli asini che volano”.
Ecco
qui, dunque, un botta e risposta fra me e Renato Salvetti ,
direttore della FIEG di Milano con le domande che ho fatto e le risposte che ho
ricevuto.

Cosa ci può dire a proposito di quanto scritto
dall’internauta?
“Che, come ha già detto bene lei, su
Internet, ormai si legge di tutto e si può scrivere di tutto. La “rete” è un
megafono dove chiunque può sfogare le proprie frustrazioni in maniera
anonima. Non bisogna darci troppo peso
quando qualcuno si prende la briga di riportare informazioni inesatte per scopi
strumentali.
Desidero
invece ringraziarvi proprio per lo spazio che Azienda Edicola ha dedicato, sul
numero 3 a INFORIV.
Come
è stato giustamente sottolineato il progetto sta molto a cuore a questa
Federazione, che ha investito sullo stesso sia denaro che risorse
organizzative.
Grazie
al vostro articolo abbiamo ricevuto, nei primissimi giorni d’uscita del
giornale, oltre ottanta telefonate di rivenditori interessati ad avere
informazioni più dettagliate di quelle da voi fornite e, a tutti, abbiamo
risposto e spiegato che il progetto è complesso e richiede la piena
collaborazione di ogni comparto della catena distributiva”.
A chi spetta un ruolo determinante in INFORIV?
“Come
Editori abbiamo fatto la nostra parte promuovendo e finanziando tutto lo
sviluppo tecnico e le fasi test del progetto.
Anche
in questi frangenti è stato fondamentale l’apporto delle Organizzazioni
Sindacali che hanno collaborato e dell’Anadis.
Nella
fase di sviluppo il ruolo del distributore locale è fondamentale e insostituibile,
essendo il
tramite attraverso cui vengono inviate alle rivendite le informazioni e, in un
futuro speriamo prossimo, verranno inviati agli editori i dati del venduto dei
punti vendita.
Ma
ruolo importantissimo è anche quello delle organizzazioni sindacali che devono
collaborare con il distributore locale nel fornire alle rivendite le
informazioni necessarie e creare così le condizioni che possono portare
all’informatizzazione di una piazza.
Stiamo
parlando infatti di un progetto che, se realizzato, inciderà profondamente e
positivamente sia nei rapporti fra distributori locali e rivendite sia sulla
qualità della giornata lavorativa dell’edicolante.
Questo
però richiede un processo di formazione soprattutto, ma non solo, del
rivenditore,
in
altre parole una “rivoluzione culturale” con effetti sicuramente benefici per
tutti”.
Quali saranno i vantaggi più evidenti dell’utilizzo di
INFORIV?
“Se gli editori e il mondo della distribuzione locale e nazionale avranno a disposizione i dati delle copie vendute sui punti vendita in tempo quasi reale, potranno attuare dei modelli distributivi più efficaci di quelli attuali, che minimizzeranno le vendite perse per mancanza di copie riducendo la percentuale delle copie invendute.
Una
volta tanto stiamo affrontando un progetto che ci dovrebbe vedere operare in
piena collaborazione, essendo un vantaggio per tutti il raggiungimento dei suoi
risultati”.
Che cosa auspica in tempi brevi?
“Che
al più presto altri distributori locali, e molti rivenditori, si impegnino
affinché INFORIV possa svilupparsi in altre piazze.
E, proprio per questo, noi restiamo a disposizione vostra e di tutti quanti desiderano avere maggiori informazioni su questo importantissimo progetto.
Non
le nascondo che il ritmo di sviluppo è ancora troppo lento, segno che non ne
sono state comprese appieno le finalità. Auspico perciò che sempre più
distributori abbattano le barriere di diffidenza che rallentano lo sviluppo
dell’informatizzazione della rete vendita. Mi piacerebbe che nelle diverse
piazze si organizzassero incontri dove il mondo editoriale, i rivenditori e i
distributori locali possano confrontarsi su questo tema così importante in modo
da dare nel breve un impulso decisivo al progetto”.
Un
grazie dunque alla FIEG per la sua disponibilità e un augurio di buon lavoro a
voi tutti,
cari
amici e colleghi.
I
prossimi mesi vedranno moltissime novità in campo editoriale e noi dovremo
affrontarle con serenità
e
decisione, consapevoli sempre di più che le nostre edicole restano
insostituibili.