Ha
compiuto 270 anni, lo scorso aprile (con La Gazzetta di Mantova si contende il
primato di quotidiano più antico d’Italia) e continuerà a festeggiare per un
anno intero regalando ai suoi lettori, ogni mercoledì, due prime pagine
storiche, originali, in ordine cronologico a partire dall’inizio del Novecento
fino al 2004.
“Il
crack della Parmalat ci ha colti alla sprovvista - racconta Giuliano Molossi,
direttore della Gazzetta di Parma - ma poi abbiamo cominciato a macinare pagine
su pagine dando voce alla rabbia e all’incredulità di tutti i parmigiani e i
lettori ci hanno premiato, raggiungendo nella primavera del 2005 i picchi più
alti di vendita mai raggiunti. Il nostro giornale è così letto perché è
specchio e storia di Parma, dei suoi successi e delle sue sconfitte, delle sue
gioie e delle sue amarezze”.
Intanto,
per compensare l’abbuffata di finanza e cattive notizie, il quotidiano
continuerà a offrire ai suoi lettori una straordinaria serie di iniziative
collaterali.
E,
conclusi i festeggiamenti per i 270 anni, entrerà a pieno regime il cantiere
per il full color che, entro la primavera 2007, darà ai parmigiani un giornale
davvero tutto nuovo.
Per
la prima volta un quotidiano italiano ha un sommario che occupa quasi un’intera
pagina, l’ultima. È una delle principali innovazioni introdotte dal direttore Lanfranco
Vaccari al Secolo XIX con il restyling che, dal maggio scorso, ha fatto
uscire un giornale profondamente rinnovato.
“Non
ci sono esempi del genere in Italia”, dice Vaccari, “e forse nemmeno in Europa;
di certo, per quanto ne so io, usa il sommario in ultima pagina il Miami
Herald, negli Stati Uniti. Il nostro obiettivo”, continua il direttore, “è di
permettere la lettura del Secolo XIX su tre livelli: veloce, classica e di
approfondimento. Il sommario in ultima pagina risponde ovviamente all’esigenza
della lettura veloce. Per la lettura di approfondimento abbiamo destinato una
nuova, intera pagina alle analisi e ai commenti, togliendo del tutto questi
ultimi dalla prima pagina che ora è solo una prima pagina di notizie, locali e
nazionali”.
La
lettura classica, invece, Vaccari ha deciso di declinarla riformando
leggermente la grafica (previste modifiche più sostanziose a partire da
settembre quando sarà a regime il nuovo sistema editoriale) e lanciando al
lunedì un giornale su 4 dorsi: generale, cronaca, sport e sport minori; mentre
negli altri giorni la lettura classica trova grande spazio sulle nuove pagine
di servizio dedicate alle città e al venerdì con la sezione Weekend.
Per
l’edizione europea (e per quella asiatica) il Wall Street Journal (in sigla
Wsj) seguirà le orme dell’Independent e del Times, passando al formato tabloid
in autunno.
La
riduzione del formato, prevista per il 17 ottobre, consentirà di ridurre
i costi e di risparmiare circa 17 milioni di dollari annui a partire dal 2006.
Non
si fanno ipotesi sul possibile aumento delle vendite che potrebbero derivare
dal tabloid, come accaduto per l’Independent (+15% all’anno dal 2003 a oggi) e
il Times (+3%). Intanto, in settembre è previsto il lancio di un’edizione per
il week end.
“La
nostra collana di 90 monografie Classici dell’arte in tre anni ha venduto
assieme al Corriere della Sera, 21 milioni di copie per un fatturato di 123
milioni di euro”, dice Massimo Vitta Zelman, editore con Giorgio
Fantoni di Skira, la casa editrice che fa la metà del mercato italiano di
cataloghi e libri e d’arte.
“Siamo
partiti con 300mila copie per il primo numero su Caravaggio, tiratura che
abbiamo tenuto per i primi dieci numeri. Poi siamo scesi a 250mila. Lo zoccolo
duro però ha tenuto: 150mila. Sì, posso dire che almeno 150mila, forse 160mila
famiglie, hanno sugli scaffali tutti e novanta i numeri” continua Zelman. “La
soddisfazione principale che ci ha dato l’operazione è stata di coniugare
divulgazione e qualità. Rispetto ai collaterali della concorrenza – che sono,
in sostanza, ristampe di libri, guide, atlanti, enciclopedie – i nostri sono
stati concepiti ex novo; l’unico elemento recuperato è la piccola presentazione
letteraria. Alcune sono di grande qualità, e tutto il resto, il saggio
esplicativo, la vita, le opere, i 50 capolavori, le schede, gli apparati sono
nuovi”.
“L’affare
non l’abbiamo fatto solo noi, ma anche e di più il Corriere della Sera”, spiega
ancora Massimo Vitta Zelman: “Se noi abbiamo avuto un profitto di 1 milione di
euro loro ne hanno tirati a casa almeno 15 volte, forse 20 volte tanto. Va
detto però che il Corriere ci ha investito molto, una mole di promozione
tabellare così non l’ho mai vista. Molta qualità anche nelle pagine di
supporto: storici dell’arte, personalità di cultura, artisti hanno sostenuto la
collana. Uno sforzo davvero bestiale che nessun editore sarebbe stato in grado
di sviluppare”.
Per
51 anni non ha mai cambiato direttore (don Andrea Spada è arrivato nel
1938 e ha lasciato nel 1989 da monsignore e autentica icona di giornalista
manager).
E
con 57mila copie medie, secondo l’ultima ADS, è il quotidiano locale più letto
d’Italia che ha saputo conquistarsi un attaccamento assoluto, forse ancora
maggiore di quello che i parmensi provano per la loro Gazzetta di Parma, tanto
da sbaragliare qualsiasi concorrenza locale.
Oggi
L’Eco di Bergamo (direttore Ettore Ongis) è anche un quotidiano che si
permette di tracciare una mappa della prostituzione in provincia, di sparare
alzo zero contro l’Anas che non si decide a terminare strade iniziate venti o
trent’anni fa e a punzecchiare questo o quel cittadino.
Il
15 luglio scorso è arrivata in edicola una nuova testata: Thriller Mania.
Dedicata al cinema da brivido, al mistero, al giallo e alla suspense, la
rivista esce al prezzo di 9,90 euro con allegato un film in dvd scelto tra le
migliori produzioni nazionali e internazionali.
Thriller
Mania si rivolge principalmente a un pubblico maschile di età compresa tra i 20
e i 45 anni con potere d’acquisto e livello di istruzione medio alti.
Collaterali e ragazzi una miniera d’oro
per Franco Cosimo Panini
Laura
Panini è
la maggiore dei cinque figli di Franco Cosimo. Sulle sue spalle pesa
l’eredità di un cognome importante nell’editoria italiana che tende a
identificarsi ancora con le mitiche figurine dei calciatori, anche se dal 1989
non appartengono più alla famiglia modenese.
“Dopo
un inizio stentato all’inizio degli anni Novanta, ci siamo specializzati in un
mercato di super nicchia che garantisce alte marginalità” racconta Laura
Panini. “ora ci occupiamo di libri d’arte di grande pregio, ma anche di
prodotti cartotecnici per bambini e ragazzi con prodotti leader come Pimpa e
l’agenda Comix. Da qualche tempo abbiamo scoperto anche il nuovo business dei
collaterali. Sul finire del 2004, insieme alla Gazzetta dello Sport, abbiamo
realizzato gli album delle figurine Panini di cui siamo titolari dei diritti a
stampa per le edizioni che precedono la cessione ed è stato un successone: 45
uscite bisettimanali che hanno registrato una media di vendita di 100mila
copie. Un risultato che ci ha convinti ad andare avanti nella ricerca di
partner”.
E
così a giugno è partita la collaborazione con Repubblica per quattro libri per
bambini della Pimpa. E proprio Pimpa è un successo che si rinnova ogni mese,
con 45mila copie: bisogna infatti tenere conto che è un mercato difficile
perché rivolto ai bambini da zero a otto anni.
In
quanto all’agenda Comix (target allargato da 12 a 20 anni), nel 2004 ha
registrato un giro d’affari di 8milioni 300mila euro.
“L’ultima
edizione ci ha portato a un traguardo importante - conclude Laura Panini - il
sorpasso (con 1milione 100mila copie vendute) di Smemoranda, che è sempre stata
leader del settore. E per l’agenda 2006 - fino a metà settembre - investiremo 100mila
euro, al netto degli sconti su Italia 1 e Mtv”.