IL DANNO E LA BEFFA

 

Lo scorso 18 giugno, una decina di quotidiani sono usciti regolarmente, ma i clienti non lo sapevano in quanto male informati da radio e televisioni.

 

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha proclamato una serie di sette giornate di sciopero nell’ambito delle trattative del rinnovo del contratto di categoria. La prima è stata il 18 giugno. Quel giorno, la maggior parte dei quotidiani nazionali e locali non sono usciti in edicola.

C’è però chi non ha aderito a quest’astensione, tra questi Il Giornale, L'Osservatore Romano, Il Foglio, Libero, Il Riformista, Il Tempo, La Padania, Milano Finanza e Finanza&Mercati.

Radio e tivù, tuttavia, nel corso delle giornate del 17 e 18 giugno (i loro giornalisti hanno scioperato il 20 - ndr) hanno continuato a informare i propri utenti dell’assenza di quotidiani in edicola e questo ha creato una situazione di grande confusione e un danno per lettori e rivenditori.

“Non è la prima volta che si verifica una situazione del genere – commenta il vicepresidente dello SNAG Nazionale, Carlo Leopardo – dire che é stato proclamato uno sciopero dei quotidiani è una cosa, ma dire che non ci saranno quotidiani in edicola è un’altra. Il risultato è che la gente non viene nei nostri chioschi e negozi anche se una decina di giornali sono regolarmente in vendita”.

Per rimediare alla cattiva informazione dei media sullo sciopero, Carlo Leopardo ha appeso, nella sua rivendita di Piazza Martiri della Libertà a Casale Monferrato,  un cartello in cui annunciava: “Nonostante le notizie date dai canali radiotelevisivi circa l’uscita odierna dei quotidiani, oggi sono in edicola dieci quotidiani”.

Questa possibilità si riproporrà anche in futuro visto che la FNSI, nella riunione del prossimo 15 settembre, come anticipato da Paolo Serventi Longhi, comunicherà le date di altri scioperi, più di uno consecutivo, visto che le trattative con la FIEG si sono arenate. È quindi opportuno tenere d’occhio giornali e tv e organizzarsi, perché anche questa volta ci saranno giornalisti che lavoreranno regolarmente e quotidiani che saranno presenti, come sempre, in edicola.

È consigliabile informare i clienti che potranno, comunque, presentarsi regolarmente nelle rivendite per acquistare per una volta - se il proprio quotidiano non c’è -  un’altra pubblicazione.

Per gli edicolanti, che regolarmente alzeranno le loro saracinesche all’alba, è giusto cautelarsi in una giornata che farà registrare un calo nelle vendite per la mancanza di gran parte del prodotto quotidiano. Ma, anche questa volta, la categoria assicurerà quella parità di trattamento richiamata dalle leggi in vigore a garanzia di tutte le testate pubblicate.

 

Maria Bini