La stampa estera risente, da sempre,
della qualità del turismo in Italia.
Ne parliamo con Eugenio Dal Bosco di
Messaggerie Internazionali che vanta oltre 50 anni di esperienza nella
distribuzione di testate provenienti da tutto il mondo.

Azienda
Edicola (AE):
Cosa
dicono i primi dati di questa stagione 2005?
Eugenio
Dal Bosco (EDB): Innanzitutto farei una piccola premessa: fino a qualche anno
fa, la presenza di turisti stranieri in Italia comportava un naturale aumento
delle vendite di stampa estera, ma ora la situazione non è più questa. Il
turismo è notevolmente cambiato e, anche a fronte di un aumento di presenze,
non è detto che ci sia un incremento delle vendite. Oggi non esiste più il
fenomeno di massa degli anni 90, quando milioni di famiglie si riversavano sui
nostri laghi e sulle nostre spiagge per trascorrere tre settimane di riposo e
relax. Il turismo di questo tipo si sta spostando, sempre più, in paesi meno
cari - come la Croazia, la Turchia, la Tunisia e il Marocco - che offrono
pacchetti ‘all inclusive’ molto allettanti. Senza dimenticare l’aumento dei
voli ‘low cost’ che permettono di raggiungere località più lontane.
Le
stime di Federalberghi parlano di un calo dei turisti tedeschi del 5% rispetto
all’anno scorso. È evidente, però, che per quanto riguarda le città d’arte,
l’Italia è ancora il miglior ‘museo’ al mondo.
AE: Anche la situazione
economica Europea
non
è di aiuto.
EDB: Certo, e tutti devono
stare attenti ai costi. È evidente che una delle spese, cui si può rinunciare,
è proprio l’acquisto di quotidiani e periodici grazie, anche, alla presenza in
qualsiasi struttura ricettiva di televisioni, parabole e decoder in grado di
fornire, tramite svariati canali satellitari, tutte le informazioni che un
turista può desiderare.
AE: Se il turismo di
massa sta diminuendo, come va quello di buon livello?
EDB: È ancora presente, ma
i periodi di vacanza sono più brevi e resta sempre il problema delle
televisioni che forniscono notizie in tempo reale oltre a un rinnovato
interesse da parte di alcuni grandi editori stranieri che vendono
‘direttamente’ le loro copie ai grandi hotel o li regalano alle compagnie aeree
e nelle sale vip degli aeroporti. Con il risultato che il turista non compra in
edicola.
AE: In definitiva,
quello della stampa estera è un mercato in crisi? Cosa fare?
EDB: Non proprio. Ma sono
tempi molto difficili e gli edicolanti dovrebbero, forse, cambiare
atteggiamento verso il lettore finale passando dalla semplice consegna della
testata richiesta all’offerta degli altri prodotti editoriali a disposizione:
le ultime novità, i settimanali appena arrivati e instaurare, così, un rapporto
più stretto con il lettore.
Noi
cerchiamo in tutti i modi di attirare i potenziali clienti con continue
attività di marketing e di rendere la stampa disponibile nei punti vendita, ma
non possiamo fare molto altro. I problemi sono molteplici tra i quali anche le
continue richieste degli editori di risparmiare sui trasporti e contenere le
rese.
Ciò
nonostante, da sempre, incentiviamo il nostro punto vendita, come può
raccontarvi Alessandro Pajola (AP) che si occupa del reparto marketing e
promozioni per tutte le testate da noi distribuite.
AE: Questo non è un
buon periodo per la vendita della stampa estera, cosa fate per tentare di
frenare questo trend negativo?
AP: Gli editori sono in
una fase di contenimento costi: i budget, per le attività promozionali, sono
sempre minori e la loro tendenza è di incentivare la vendita diretta con gli
strilloni. Noi, ovviamente, siamo
contrari in quanto vogliamo che le vendite siano tutte nelle edicole e
tentiamo di far capire agli editori che lo strillone, oltre ad avere costi
elevati, non porta vendite nuove ma le “ruba” alle edicole, a meno che non sia
un’azione coordinata come quella che abbiamo ancora in corso a Firenze di cui a
fine mese vedremo se ha portato dei risultati positivi.
Il
nostro problema principale sul punto vendita è la visibilità delle testate. Per
questo ho iniziato una nuova tipologia di incentivo: le gare espositive.
Con
l’Editore si decide la zona su cui ci interessa agire, la durata, i premi e il
materiale di supporto. Tramite i
distributori locali vengono, quindi, veicolate agli edicolanti delle circolari
che illustrano la gara e ne spiegano i termini di svolgimento.
Questo
tipo di promozione sembra piacere sia alle edicole che agli editori i quali,
quest’anno, hanno messo in palio circa 5.000 euro per buoni benzina, un viaggio
di due giorni per due persone a Lucerna oltre a svariati altri premi minori.
AE: Come sono le
adesioni nelle varie piazze?
AP: Le due piazze che
rispondono sempre molto bene sono Milano e Firenze. In coda, invece, gli
edicolanti romani. Quest’anno abbiamo provato, con l’International Herald
Tribune a effettuare una gara sulla costiera Amalfitana e una nel nord della
Sardegna ma, in entrambi, i casi le adesioni sono state scarse.
AE: Avete qualche
progetto di marketing particolare per il futuro?
AP: Sì, uno dei nostri
progetti più importanti e quello di pubblicare una rivista di Messaggerie
Internazionali da distribuire 3 o 4 volte l’anno che contenga gli aggiornamenti
e le notizie inerenti la stampa estera in Italia, un specie di piccola Azienda
Edicola…
L’altro
progetto è quello di replicare la locandina, fatta in collaborazione con
l’agenzia di distribuzione Giorgio Giorgi di Firenze in altre piazze come Roma
e Venezia.