I GIORNALI NEL NORD-EST

 

La provincia di Treviso, situata in una delle zone più industriali d’Italia,

conta su oltre quattrocento rivendite di giornali.

La viabilità mette in difficoltà la regolare distribuzione quotidiana

in una realtà locale che siamo andati a conoscere da vicino

e che è contraddistinta da un continuo turn-over di edicolanti

alla ricerca di un sogno che spesso svanisce già dopo il primo anno di attività.

 

A cura di Enrico Venni

 

Una provincia di 95 comuni e 800 mila abitanti, di cui quasi 79 mila residenti nel capoluogo, questa la fotografia del Trevigiano, dove operano quasi 450 rivendite, una cinquantina delle quali nella città di Treviso.

A servire i rivenditori di questa parte del Nord–Est è la Chiminelli Distribuzione.

“Operiamo in tutta la provincia di Treviso – spiega il direttore generale Claudio De Rossi – rimane esclusa solamente la zona della Bassa Opitergina, ovvero alcuni comuni sotto Oderzo che dipendono dal distributore con sede a Portogruaro. Per il resto forniamo giornali a tutti gli edicolanti trevigiani con due aziende diverse che hanno sede nel nostro stabilimento di Silea alle porte di Treviso. La Piave Distribuzione si occupa del settore quotidiani e fa capo per il 50% a Fabrizio Chiminelli e per l’altra metà a Ennio Sernaglia. I periodici sono invece gestiti solamente da noi”. Una tradizione di famiglia quella che Fabrizio Chiminelli, titolare oggi della società trevigiana, porta avanti sempre con grandi prospettive di sviluppo.

Siamo partiti con la Brenta Press a Bassano del Grappa – ricorda il giovane imprenditore. – Dall’inizio degli anni Ottanta ci siamo allargati acquisendo la piazza di Treviso e aprendo questo stabilimento a Silea”.

 

Ma come avviene il trasporto

verso tutta la provincia?

 

“L’organizzazione quotidiana è molto difficile perché dobbiamo far fronte al ritardo con cui avvengono le consegne degli editori che si ripercuote sulle rivendite più lontane rispetto alla nostra sede – sottolinea Claudio De Rossi. – Sono sempre più le pubblicazioni che arrivano in piena notte a ridosso del nostro tempo limite per iniziare il trasporto sul territorio. Alle 4,30 i nostri camion partono verso le rivendite della provincia, dopo un lavoro in magazzino con tempi sempre più ridotti. Sono ben ventisette le testate “veloci” consegnate ogni notte che devono essere distribuite immediatamente facendo fronte ai grandi problemi di traffico dovuti, purtroppo, alla viabilità congestionata della provincia di Treviso”.

Anche Ennio Sernaglia sottolinea le difficoltà lavorative cui devono far fronte ogni giorno: “Se per ritardi nelle consegne dei giornali non riusciamo a caricare e a uscire prima delle 5–5,30, rischiamo di essere rallentati dal traffico pesante presente già di primissima mattina sulle strade attorno alla città. Le consegne diventano sempre più difficoltose e i ritardi vanno a ricadere, in particolare, sulle località della provincia più lontane dal nostro stabilimento”.

 

Editori: adeguamenti lenti

e inefficienti

 

“Con gli editori purtroppo gli adeguamenti sulla distribuzione sono lenti e inefficienti, c’è poi il discorso della tempistica che sta diventando sempre più penalizzante. Tutti arrivano all’ultimo minuto considerando, comunque, di aver rispettato l’orario prestabilito – spiega De Rossi. – Dagli edicolanti le richieste principali sono quelle relative ai rifornimenti, noi cerchiamo di soddisfarli con due proposte: un nostro banco al quale l’edicolante può ritirare direttamente ciò che gli occorre e appositi bollettini che consegna al trasportatore o ci manda via fax. Cerchiamo, poi, di velocizzare i tempi con moduli di colore diverso in base ai prodotti: bianchi per gli arretrati, verdi per le mancanze, gialli per i rifornimenti. Un sistema che accorcia le attese e facilita il nostro operato in magazzino. Il giorno seguente al ricevimento di questi moduli soddisfiamo, nel limite delle quantità disponibili, le richieste del rivenditore”.

In attesa di completare il nuovo complesso (a fianco di quello già esistente), è già possibile disporre di un certo numero di arretrati.

Abbiamo, infatti, un buon accumulo di copie soprattutto per i collezionabili – sottolinea Fabrizio Chiminelli – teniamo i dieci numeri precedenti a quello in uscita in edicola. È un piccolo supporto, ma importante. A questo si è aggiunto ora il servizio arretrati gestito direttamente da alcuni editori che agevola sicuramente i rifornimenti. Una buona iniziativa che va ancora corretta per piccoli disguidi o imprecisioni. Capita, per esempio, che il call–center digiti un numero di codice sbagliato e così lo stesso errore lo commette l’editore nell’inviare il prodotto. Ci vorrebbe un “call-center fax” che cancellerebbe questo problema. È un suggerimento che abbiamo già dato ai grandi editori”.

 

I giovani partono entusiasti,

ma poi abbandonano

 

Sulla piazza di Treviso quali sono le considerazioni di un distributore che ha un monitoraggio costante degli edicolanti di tutta la provincia?

“C’è un grande ricambio, un turn-over continuo, soprattutto molti giovani si avvicinano a questa professione, ma purtroppo lasciano anche dopo solo un anno di attività – spiega Claudio De Rossi – gestire un’edicola è impegnativo, si lavora spesso sette giorni su sette e con guadagni che, il più delle volte, non ripagano i sacrifici”.

 

Quasi pronta

la nuova bolla

 

Proprio l’attività di controllo delle bolle e la gestione delle rese, impegnano molto gli edicolanti e sono, spesso, all’origine di contenziosi tra distributore e rivenditore: il nuovo Accordo Nazionale prevede una bolla riveduta e corretta; la Chiminelli Distribuzione a che punto è con la sua messa a punto? Si sta adeguando?

“A parte lo “sconto in linea” abbiamo già recepito da tempo le richieste avanzate dai sindacati di categoria – risponde Fabrizio Chiminelli – La massima trasparenza e comunicazione sulla rivendita non può che farci piacere e questo è quanto stiamo perseguendo con il nostro lavoro e con l’informatizzazione. Con una decina di edicolanti abbiamo iniziato una fase di test operativo. Con un servizio via e-mail mandiamo, con un giorno d’anticipo, la bolla al rivenditore che ha così l’elenco dei prodotti che riceverà la mattina seguente.

Oltre a questo documento l’edicolante “abbonato” riceve dei messaggi informativi su novità, prodotti in arrivo, ecc. Un servizio che ha un costo anche per noi e che quindi siamo costretti a far pagare un euro al cliente – spiega ancora Fabrizio Chiminelli. – Il futuro informatico? È un anno e mezzo che siamo partiti con questa sperimentazione in attesa di quello che sarà INFORIV, un progetto ambizioso che, però, in questi anni è andato un po’ a rilento. Lavoriamo su questa strada anche per educare l’edicolante all’uso del computer”.

La Chiminelli Distribuzione è anche “centro pilota per i codici a barre”, sistema fondamentale proprio per l’informatizzazione.

“È un ruolo importante che svolgiamo per la FIEG – dice il titolare dell’agenzia distributiva trevigiana – e ormai si può dire che oltre il 95% delle pubblicazioni è in regola e non crea problemi ai lettori a fibre ottiche che utilizziamo per la lavorazione delle rese internamente al nostro stabilimento”.