L’ESPERTO RISPONDE

 

C’è chi vuole “collegarsi” ma non ci riesce

A cura di Carlo Leopardo

 

Leggo la vostra rivista da molti anni e mi sono appassionato alle varie vicende che, tra l’altro, sono un po’ comuni in tutta la penisola. Ho capito subito che, per far decollare un punto vendita, è necessario informatizzarsi e che solo così è possibile avere sotto controllo la situazione che cambia ogni anno a causa dell’aumento delle pubblicazioni. Il motivo di questa lettera è il seguente: il mio distributore locale mi nega ormai da anni l’accesso diretto alla distribuzione con il GERIV che ho acquistato nel 2000 dalla DPE di Milano. È un inconveniente che mi obbliga a perdere molto tempo per il controllo delle varie testate costringendomi a trascurare le altre merceologie del mio punto vendita, oltre naturalmente ai molti soldi che ho buttato all’aria. È possibile costringere il distributore locale a concedermi la connessione? Vi chiedo inoltre se è normale che il distributore non inserisca in bolla la fornitura precedente delle pubblicazioni richiamate. Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione e vi saluto.

S. A. - Prato

 

L’attivazione del collegamento tramite il sistema INFORIV tra distributore locale e rivendita è possibile e per la sua attivazione è necessaria la disponibilità del suo distributore locale e di un certo numero di rivenditori. Le consiglio di contattare Andrea Innocenti presso lo SNAG di Firenze (tel. 055/474012) che le chiarirà meglio le problematiche locali. Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Nazionale (gennaio 2006) le bolle di consegna devono essere armonizzate su tutto il territorio con l’inserimento di tutti i dati evidenziati dall’Accordo stesso, tra i quali è presente, nella parte relativa alla consegna del prodotto editoriale, anche il dato relativo al fornito del numero precedente.

Il mio problema è quello di non conoscere per tempo le novità che stanno per arrivare in edicola (solo il giorno precedente la vendita, magari tramite gli spot pubblicitari in TV) per poter modificare gli ordini e soddisfare le richieste della clientela. Mi sono rivolto al mio distributore che non è in grado di soddisfare questa mia esigenza e, conseguentemente, si rifiuta di modificare le ordinazioni il giorno precedente la consegna (mi riferisco ovviamente ai quotidiani). Dove posso reperire le informazioni che mi servono? Grazie.

D. D.C. – Modugno (BA)

 

Non mi risulta esista attualmente qualche “banca dati” alla quale poter accedere per conoscere quanto desiderato. Dal gennaio 2006, mese nel quale entrerà in vigore il nuovo Accordo Nazionale, sarà contestualmente attivato dalla Federazione Editori un sito Internet nel quale saranno iscritti tutti i dati e le caratteristiche relative alle pubblicazioni regolate dallo stesso Accordo.

Probabilmente questo potrà esserle di aiuto.

Per quanto riguarda il rifiuto da parte del suo distributore locale di modificare gli invii in base alle sue necessità, le consiglio di contattare l'ufficio diffusione delle singole testate: i numeri telefonici sono normalmente pubblicati sulle stesse pubblicazioni in apposito box, oppure protesti presso la FIEG, Federazione Editori di Roma: tel. 06/4881683.

 

La distribuzione dei quotidiani non viene attuata simultaneamente nelle 5 edicole del paese. A tre edicole i giornali arrivano dalle 6 alle 6,30 mentre alle altre due dalle 7 alle 7,30.

Chiedo se questo è giusto.

V.D.P.Rionero di Vulture (PZ)

 

Le consegne devono avvenire in orario ottimale per la messa in vendita. Se gli orari da lei evidenziati sono da considerarsi ottimali da parte dei singoli rivenditori, la consegna è da considerarsi corretta, se non è così, non vedo quali problemi abbia il distributore locale ad armonizzare le consegne in uno stesso orario per tutte le rivendite risparmiando, oltre a tutto, un viaggio.

 

Può un proprietario (ditta individuale) avere due edicole?

C. S.- Caramanico Terme (PE) –

 

La risposta è SÌ.

 

Gestisco un’edicola in un paese di poco più di 4.000 abitanti. Fino a poco tempo fa i quotidiani e i periodici mi erano forniti da due agenzie. A 50 mt dal mio negozio c’è una cartoleria che vendeva solo i quotidiani, ma ora vende anche i periodici che le vengono forniti dall’agenzia dei quotidiani.

Ho chiesto un chiarimento in proposito e la risposta è stata che chi vende quotidiani può anche vendere periodici. È vero?

V. F. – Moliterno (PZ)

 

I dati da lei evidenziati sono pochi per poterle dare una risposta. Le consiglio di contattare Ermanno Cuomo, presidente dello SNAG provinciale di Potenza (tel. 347.9372411) che conosce molto bene i regolamenti del nostro settore e le sarà di aiuto per una risposta al suo quesito.

 

Sono titolare di una rivendita promiscua. Il comune di residenza ha approvato il piano delle rivendite esclusive di giornali che ne comprende tre nel centro e una in periferia. Desidererei sapere ogni quanti abitanti si può aprire un punto vendita, mi riferisco naturalmente al mio paese che non supera i 4.500 abitanti. Vorrei inoltre sapere se le promiscue fanno parte del computo. Grazie e cordiali saluti.

S.M. – Tiriolo (CZ)

Non esiste il termine tecnico “Rivendita Promiscua”, infatti, ai sensi del Decreto Legislativo 170/2001 la rete di vendita si divide in PUNTI DI VENDITA ESCLUSIVA e PUNTI DI VENDITA NON ESCLUSIVI (questi ultimi sono quelli che sono stati attivati con e dopo la sperimentazione). Ritengo dunque che la sua sia un’edicola esclusiva che, tuttavia, vende anche altre merceologie.

Per quanto riguarda la sua domanda, non vi sono parametri fissi a livello nazionale per il rilascio di autorizzazioni comunali. Per la rivendita di giornali quotidiani e periodici, il tutto è stato demandato alle singole Regioni che devono dare i parametri e le indicazioni generali affinché i Comuni possano formulare il piano di localizzazione dei punti vendita esclusivi tenendo presenti le caratteristiche di viabilità, accesso, urbanizzazione, popolazione residente e non. Non conoscendo i parametri adottati dal suo comune non sono in grado di darle una risposta. Contatti Mario Lorenzo dello SNAG Provinciale di Catanzaro (tel. 0961.751919) che le potrà essere di aiuto.

 

Innanzitutto grazie per il vostro servizio molto valido e utile. Sono titolare di un’edicola e vi chiedo quanto segue: se mi devo assentare per motivi familiari e non, posso lasciare al mio posto, in edicola, un mio parente che risulta socio di capitale ma è in pensione? Si tratterebbe di ore o al massimo di un paio di giorni. Devo eventualmente chiedere l’autorizzazione o avvisare qualche ente?

S.V. – Bergamo

 

In quanto socio ritengo di sì. Le consiglio però di contattare il consulente del lavoro o l’Associazione locale dei Commercianti (ASCOM) per la soluzione delle eventuali incombenze tecnico fiscali e giuridiche.

 

A causa delle circostanze economiche italiane, le vendite dei giornali soprattutto settimanali mensili e pubblicazioni varie/raccolte, ecc. sono calate notevolmente ma, purtroppo, il mio distributore continua ad aumentare le consegne che io, naturalmente, pago. Aggiungo anche che ciò pregiudica lo spazio per esporre e per immagazzinare il tutto e il super lavoro necessario per lo smistamento e le rese quasi pari al ricevuto. Detto questo vorrei sapere se posso rendere subito le pubblicazioni in eccesso oppure non ritirarle. Attualmente non sto pagando gli e/c settimanali.

L. S. - Verona

 

Lei deve essere fornita del numero di copie necessario per soddisfare le esigenze del suo punto vendita. Le forniture che superano dette esigenze creano un’inutile sofferenza economica e ritengo pertanto legittimo il saldo del pagamento delle forniture parte in denaro e parte in pubblicazioni che eccedono le reali capacità di vendita. Il tutto, naturalmente, anche con la resa contestuale alla fornitura di quanto ritenuto in eccesso. Legga al proposito, se lo ha conservato, l’articolo “Legittima Difesa” pubblicato sul numero scorso di Azienda Edicola in testa a questa rubrica; diversamente può trovarlo sul nostro sito Internet alla voce “storico articoli”.

 

Da circa due anni ricevo riviste e periodici con un giorno di ritardo; praticamente la consegna viene effettuata il giorno dopo l’uscita. Tutto ciò è corretto? Il comportamento del distributore è giusto? È una situazione che mi danneggia economicamente e nuoce all’immagine della mia edicola nei confronti dei miei clienti. Faccio notare che lo stesso distributore offre, invece, un servizio completo e ottimale a un edicola che dista 3 km dalla mia. Attendo risposta. Grazie.

B. B. – Latera (VT)

 

La consegna dei giornali deve avvenire in tempi ottimali per la vendita e, comunque, contemporaneamente ai rivenditori dislocati nella stessa zona di diffusione. Non è corretto quanto da lei esposto. Contatti la sede di Roma della FIEG (Federazioni Editori) tel. 06.4881683, e protesti con fermezza per quanto avviene

 

Segnalo la continua e quotidiana consegna da parte del distributore locale di bolle scritte stile ciclostile e sbiadite che richiedono una riscrittura sulla bolla di resa del prodotto invenduto e non richiamato. Mi domando se da gennaio 2006 arriveranno, previ accordi o in attesa dell’arrivo di INFORIV già richiesto, anche da parte del suddetto distributore bolle più chiare o possibilmente informatizzate come nei servizi delle edicole citate nel numero precedente di Azienda Edicola.

P. S. – Brugherio (MI)

 

Ciò che lei evidenzia avviene quasi giornalmente su tutte le piazze italiane ed è uno dei moltissimi problemi che vengono riversati sulla rete di vendita. Lo prendo come un suo sfogo; io nel frattempo prendo atto che i distributori locali hanno finito l’inchiostro. Quando prenderanno, loro, atto che i giornalai italiani hanno finito i soldi?

 

Vorrei sapere se il DL ha il diritto di trattenersi le copie che risultano scadute e se altri DL d’Italia fanno la stessa cosa. Mi risulta che noi edicolanti li possiamo detrarre ma con questo sistema adottato dal DL risulta merce venduta.

V.C. Sulmona (AQ)

 

Il distributore locale deve renderle le copie eventualmente ritenute scadute. Se ciò non avviene trattasi di appropriazione indebita e come tale perseguibile per legge.

 

All’edicolante di Caserta ricordiamo che non rispondiamo alle lettere anonime anche se comprendiamo le motivazioni che lo hanno indotto a non firmare.