FERIE ESTIVE

Meno male che ci sono le vacanze
La Commissione Nazionale ex art. 3 ha, come d’abitudine, valutato le chiusure estive di quest’anno. Traendo le solite conclusioni: in alcune città il rapporto delle rivendite aperte, rispetto al totale, è stato sistematicamente inferiore al 50%.
Come tutti gli anni, ormai, vengono lamentati
• i certificati medici
• le turnazioni diverse da quelle suggerite dalla Commissione Nazionale ex art.3
• i lavori per la ristrutturazione dell’edicola che aumentano i giorni di chiusura.
Il 27 ottobre scorso, si è riunita la Commissione Nazionale ex art. 3, Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici, per valutare l’andamento delle chiusure delle edicole nei periodi previsti per le ferie estive.
Categoria a rischio
Se c’è una categoria a rischio “stress” questa è quella dei rivenditori di giornali che lavorano per la maggior parte in mezzo al traffico, circondati da rumore eccessivo e dall’inquinamento.
Inoltre, la loro attività copre ben 76 ore (a volte di più) alla settimana, quando si sa che le persone che lavorano più di 48 ore settimanali presentano rischio raddoppiato di malattie cardiache rispetto a quelle che lavorano meno di 40 ore.
È evidente, dunque, che per molti il periodo delle vacanze sia l’unico nel quale poter recuperare un po’ di salute, riposando se necessario - dietro prescrizione medica - qualche giorno di più.
Lo stesso dicasi per i lavori di ristrutturazione: non è pensabile farli durante l’anno quando ogni giorno di vendita perso sarebbe un vero disastro. Né, di certo si può pretendere da chi deve fare i lavori che questi vengano effettuati nella settimana di ferragosto!
Come si evidenzia dalla tabella, anche se la percentuale delle chiusure quest’anno è aumentata rispetto all’anno scorso, le edicole sono rimaste a disposizione dei lettori per oltre il 70% per tutta l’estate.
Ma vediamo in dettaglio la situazione nelle principali città, sulla base dei dati forniti dalle Commissioni provinciali e alle “rimostranze” editoriali.
Milano città e provincia
Èdiminuito il numero delle rivendite sempre aperte, mentre sono lievemente aumentate
le chiusure nell’ambito della turnazione prevista. Risulta ancora una volta consistente il numero di rivendite che effettuano il proprio turno di chiusura fuori dai periodi concordati in sede di Commissione Provinciale, tra queste si segnala il gran numero di chiusure dietro presentazione di certificati medici (232 rivendite, come nel 2004, pari al 32% del totale rivendite), le richieste di ristrutturazione e di turni diversi.
Tali rivendite rappresentano complessivamente ormai l’entità del 55% delle edicole che effettuano le chiusure.
Il persistere di anomalie nella fruizione delle chiusure è stata origine di gravi squilibri diffusionali per prolungati periodi con particolare riferimento al rapporto di rivendite chiuse rispetto al totale che, dall’11 al 21 agosto 2005, per 11 giorni consecutivi, è stato sistematicamente superiore al 50% previsto dall’Accordo Nazionale con la punta massima del 72% il 15 agosto.
Tra l’altro, l’incoerente distribuzione sul territorio delle rivendite chiuse, ha generato diffuse e prolungate scoperture territoriali creando gravi disagi per i lettori. La componente editoriale ha comunicato alla Commissione Nazionale ex art. 3 che, al fine di attenuare i disagi ai cittadini e incrementare la diffusione, sono stati istituiti nella città di Milano alcuni punti di vendita ambulanti che hanno operato sul territorio a seconda delle necessità diffusionali via via riscontrate.
In provincia sono, poi, ulteriormente aumentati i certificati redatti dal medico di famiglia (ora pari al 9,5% delle rivendite) per durate superiori a quanto stabilito dall’Accordo e in periodi diversi da quelli stabiliti in sede di Commissione Provinciale.
Ma quanti erano i milanesi in cerca di giornali?
A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: se oltre il 35% degli italiani in agosto era comunque al mare o in montagna e se il 12,10% (Adnkronos) è partito per il fine settimana di ferragosto, quanti erano i milanesi rimasti in città più provincia, il 15 di agosto? Ben pochi davvero.
Se poi si pensa che chi non è andato in vacanza appartiene solitamente a famiglie a reddito medio basso, c’è da chiedersi ancora quanti lettori siano stati afflitti da “grave disagio” per recuperare un giornale, visto e considerato che, oltre a “un po’ di edicole”, erano aperti anche i supermercati che - come ben sappiamo - hanno sui loro scaffali beni di prima necessità e giornali.
Queste riflessioni, è evidente, valgono anche per le città che seguono.
E che dire del “porta a porta”?
Esiste un servizio al quale i grandi editori di quotidiani tengono molto. È il “porta a porta” che, strombazzato tutto l’anno, per esempio, come “ORESETTE: Puntuale, comodo, affidabile, un servizio impeccabile e gratuito, offerto in esclusiva ai lettori del Corriere della Sera” ecc. ecc., guarda caso, d’estate se ne va in vacanza pure lui.
Quando sarebbe il momento di renderlo ancora più efficiente - perché le edicole, queste screanzate, chiudono per ferie - raddoppiando, se necessario, gli addetti che depositano sullo zerbino il quotidiano per evitare il “grave disagio” a tutti coloro che vagano per la città deserta in cerca del loro quotidiano, gli editori risparmiano e sospendono il servizio.
Anche in questo caso, due pesi e due misure? Gli editori, e chi per loro, in vacanza e le edicole, sempre aperte?
Ma via, smettiamola una buona volta!
Torino città e provincia
I certificati medici sono risultati 85, stabili rispetto agli anni precedenti, inoltre 28 edicole hanno chiuso a causa ristrutturazione. In entrambi i casi le rivendite hanno effettuato chiusure superiori a quanto disposto dal vigente Accordo Nazionale.
In Torino città, 143 rivendite hanno chiuso nel turno assegnato, 135 hanno richiesto variazioni al periodo e 28 hanno chiuso per una durata inferiore, ma all’interno del proprio turno. 62 rivendite sono rimaste aperte.
La Commissione Provinciale ha sottolineato lo squilibrio verificatosi dall’11 al 21 agosto 2005 nel capoluogo piemontese, dove, in tale periodo il rapporto delle rivendite aperte rispetto al totale è stato sistematicamente inferiore al 50%.
Roma città
Le rivendite sono state chiuse in maniera omogenea all’interno dei due turni previsti. Infatti hanno usufruito delle chiusure estive 116 rivendite nel primo turno e 111 nel secondo turno.
Va sottolineato, però, che 550 rivenditori hanno effettuato delle turnazioni diverse. Tra questi, circa 200 sono stati chiusi per più dei 18 giorni consentiti (70 con certificato medico), mentre 352 rivendite sono rimaste sempre aperte.
Napoli e provincia
La gran parte delle edicole, circa 900, ha effettuato la chiusura secondo la durata consentita dal vigente Accordo, anche se tutte al di fuori delle turnazioni concordate. 97 edicole sono rimaste sempre aperte mentre 137 rivendite hanno effettuato turnazioni superiori ai 18 giorni.
Lucca città
Il Coordinatore Provinciale ha ribadito che permane la consuetudine da parte dei rivenditori toscani di comunicare la richiesta di chiusura al di fuori dei limiti temporali fissati dalla Commissione Provinciale, non rispettando le turnazioni da essa individuate e a ridosso dell’inizio della fruizione dei turni di chiusura estivi.
Ferrara
Si evidenzia il fatto che, come succede ormai da alcuni anni, 33 rivenditori di questa città hanno presentato dei certificati medici prolungando in tal modo le chiusure estive sino a 21 giorni consecutivi.
Conclusione
Controllando la tabella, si rileva che la regione con il maggior numero di edicole chiuse è stata la Lombardia (43,72%) seguita da Lazio (38,99%), Piemonte (37,22%) ed Emilia Romagna (35,56%).
Molise (3,06%) e Calabria (3,96%) sono quelle, invece, in cui le edicole sono rimaste sostanzialmente aperte. Queste ultime percentuali potrebbero essere commentate con il fatto che le stesse sono inversamente proporzionali alla vendita dei giornali.
Infatti, laddove si comperano meno quotidiani e periodici, l’edicolante rinuncia alle vacanze per non ridurre ulteriormente il suo fatturato e, soprattutto, cerca – nonostante tutto – di non avere proprio bisogno del medico.
E per l’estate 2006?
La Commissione preposta non si è ancora riunita. Sul prossimo numero della nostra rivista, pubblicheremo le decisioni maturate e le metodologie di utilizzo per la terza settimana, sempre che questa non venga goduta o all’inizio del primo periodo (2 agosto-15 agosto) oppure alla fine del secondo periodo indicato (17 agosto-30 agosto). Perché, lo ricordiamo, la terza settimana può essere goduta, in alternativa, pure in forma parziale, ma esaustiva e non frazionabile, anche in altro periodo dell’anno, secondo una preventiva programmazione coordinata dalla Commissione Provinciale di competenza.

Il “porta a porta”... quando sarebbe il momento di renderlo ancora più efficiente... gli editori risparmiano e sospendono il suo servizio.
Sandro Cipriani