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Ecco a voi il digitale terrestre

 

Tutti ne parlano, ma quanti sanno esattamente di cosa si tratta? E cosa succederà fra tre anni quando si spegnerà, in tutta Italia, il segnale analogico?

L’arrivo in edicola delle ricariche per la pay-per-view è l’occasione per parlare

di questo affascinante argomento.

Fino a ieri i segnali televisivi, compresi quelli diffusi via satellite, erano stati trasmessi in forma analogica1. A partire dall’inizio del 1996 in Europa è stata introdotta la trasmissione digitale (DVB Digital Video Broadcast); l’entità delle variazioni prodotte da questo cambiamento, per chiarirci, sono simili a quelle che si sono verificate nel passaggio dal disco in vinile al compact disc.

Dal punto di vista tecnico, l’evoluzione della televisione analogica nella TV digitale terrestre (da ora definita TDT) ha praticamente rivoluzionato buona parte del sistema precedentemente esistente anche se, per quanto riguarda l’utente, non vi sono particolari novità se non quella di dover acquistare un decoder o box interattivo che trasformi il segnale ricevuto nel classico segnale di ingresso di un televisore standard.

La presenza di segnali digitali e la possibilità di elaborarli con estrema facilità ha consentito ai fornitori di servizi televisivi (provider) di trasmettere canali codificati cioè non direttamente visibili dall’utente anche se in possesso di un ricevitore digitale. Questi canali che costituiscono la Pay TV o la Pay per View richiedono oltre al ricevitore anche un decodificatore. Attualmente il decodificatore si può trovare integrato nel ricevitore ma il vero cuore del decoder, cioè le chiavi elettroniche necessarie per effettuare la decodifica, si trova in un microchip presente nella smart card la quale inserita nel decoder consente la visione in chiaro dei canali criptati.

Riassumendo l’utente interessato alla visione dei canali a pagamento deve solo acquistare la carta contenente le chiavi elettroniche necessarie a completare l’operazione di decodifica dei segnali trasmessi.

Dal 2008, TV tutta digitale

 

La televisione digitale terrestre, che coinvolgerà progressivamente gli oltre 20 milioni di abitazioni e 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, avrebbe dovuto essere completata – come previsto dalla legge Gasparri – entro il 2006, ma il termine è stato prorograto al 31 dicembre 2008.

Sardegna e Val d’Aosta saranno, però, le prime regioni a spegnere il segnale analogico e passare al solo segnale digitale dal prossimo 15 marzo. Per loro, come per tutti gli italiani, sarà comunque facile accedere al digitale terrestre grazie al fatto che il costo dei box interattivi continua a ridursi, rendendo l’acquisto alla portata di ognuno di noi.

 

Quali sono i vantaggi?

 

Per gli utenti, i principali benefici derivanti dall’introduzione della TDT sono:

ü      un maggior numero di programmi disponibili (almeno il quintuplo di quelli attuali);

ü      una migliore qualità immagine/audio;

ü      possibilità di partecipazione attiva e immediata ai programmi televisivi (espressione di preferenze, selezione di prodotti, ecc.) con semplici azioni sul telecomando, invece che attraverso telefonate o invio di SMS;

ü      possibilità di usare il mezzo televisivo per l’utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità ora accessibili solo con mezzi più complessi (per esempio, reti aziendali oppure PC domestico collegato a Internet);

ü      un minore inquinamento elettromagnetico: la TDT richiede potenze di trasmissione inferiori rispetto a quella analogica.

 

Per approfondire meglio l’argomento abbiamo posto alcune domande a Marco Leonardi, responsabile del progetto pay-per-view Mediaset.

 

Abbiamo visto cos’è la TDT, ma cosa bisogna fare per riceverla?

 

 

A fine 2005, quale sarà la vostra copertura sul territorio?

 

 

Quali sono i contenuti cui i telespettatori possono accedere con le ricariche Mediaset Premium?

 

Un altro punto molto importante è il lancio, proprio in questa stagione, dell’offerta cinema in pay-per-view, un nuovo appuntamento per la serata delle famiglie italiane. Si potrà scegliere ogni settimana tra i grandi successi in prima visione assoluta, pochi mesi dopo l’uscita nelle sale cinematografiche.

 

C’è un messaggio particolare che vuole arrivi al nostro lettore?

 

L’edicola è sicuramente un canale fondamentale perché il rivenditore conosce i consumi culturali del proprio cliente e sa proporgli le novità più interessanti secondo i suoi gusti. A un cliente appassionato di cinema che acquista DVD e riviste specializzate, l’edicolante può proporre anche la ricarica Mediaset Premium. Lo stesso discorso è valido per il cliente che acquista quotidiani o periodici sportivi: a lui, il rivenditore può addirittura segnalare i tagli di ricarica per accedere alle offerte speciali, invogliandolo ad acquistare, per esempio, una ricarica da 85 o 100 euro, i due tagli che permettono di accedere all’offerta Calcio Premium a 79 euro, mantenendo un po’ di credito da utilizzare per un film o un evento in diretta. Il taglio da 100, in particolare, è estremamente conveniente poiché non ha costi di ricarica. Un ottimo affare per il telespettatore e per l’edicolante.

 

– Come deve fare un rivenditore per richiedere le schede Mediaset Premium?

– Ci sono quantitativi minimi per ordine?

 

Queste le domande che abbiamo rivolto alla SODIP, distributore nazionale in esclusiva per le edicole delle ricariche Mediaset Premium in tutta Italia.

“Gli edicolanti possono rivolgersi al loro distributore locale – spiega Claudio Tognoni, responsabile dei rapporti con la rete vendita – non ci sono soglie di entrata, ognuno può chiedere

il numero di ricariche che ritiene più opportuno.

La proposta commerciale per gli edicolanti, è diversificata: Mediaset Premium propone sei tagli

di ricariche, da 10, 20, 30, 60, 85 e 100 euro.

L’aggio è il 4,5%.

 

Giovanni Neri