QUOTIDIANI
PIÙ DI UN MILIONE DI STUDENTI LEGGE IN CLASSE

“Quotidiano in classe”: sono quindici i giornali italiani distribuiti nelle scuole superiori grazie al progetto sostenuto dalla maggior parte degli Editori italiani. Ma siamo certi che l’operazione contribuirà a far acquistare ai giovani il quotidiano?
Perché un conto è leggere il giornale e un altro è comperarlo!
Il Quotidiano in classe tocca quota un milione e duecentomila. Lanciato sei anni fa da Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio Giovani-Editori, il progetto permette ai ragazzi delle scuole superiori, sotto la guida dei propri insegnanti, di dedicare un’ora alla settimana per la lettura dei quotidiani che vengono diffusi gratuitamente nelle scuole grazie alla disponibilità dei gruppi editoriali coinvolti.
Alla sua sesta edizione l’iniziativa raggiunge oggi in classe un giovane italiano su due di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
“Il mondo della scuola - ha spiegato Ceccherini nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2005/2006 - quest’anno ha risposto con un entusiasmo superiore alle nostre aspettative. Siamo orgogliosi di questo risultato: aver raggiunto un giovane ogni due è una conquista importante”.
Gli insegnanti interessati saranno 34.068 mentre gli istituti secondari superiori complessivamente 6.544, pari all’81,78% delle scuole nazionali. La parte del leone la fanno i licei, anche se quasi tutti gli istituti (ivi compresi i tecnico-professionali) contattati hanno dato la propria disponibilità in maniera praticamente omogenea sul territorio. I 34 mila insegnanti hanno ricevuto prima del via dell’iniziativa “una sorta di manuale, di guida per tenere la lezione coi giornali”.
Confermati i 15 quotidiani coinvolti nell’iniziativa mentre Il Sole 24 Ore sarà presente a partire dalle quarte.
Complessivamente, i giornali a disposizione degli studenti sono: Corriere della Sera,
Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, L’Adige, La Stampa, L’Unione Sarda, Il Tempo, Gazzetta del Sud, il Giornale di Vicenza, L’Arena, Brescia Oggi, Il Gazzettino e Gazzetta di Parma.
“Rinnovo l’appello a tutti i gruppi editoriali che ancora non partecipano a farsi avanti se lo vogliono - ha dichiarato Ceccherini - le nostre porte sono aperte. Chi manca - ha proseguito riferendosi indirettamente ai gruppi L’Espresso e Caltagirone Editore - sappia che può venire, la nostra disponibilità è assoluta”.
Nel concreto, l’iniziativa prevede che a ogni classe, dalla prima alla terza, siano distribuite copie di due giornali: il Corriere della Sera e un altro a scelta fra tutti i quotidiani aderenti al progetto; in quarta e quinta sono aggiunte le edizioni del Sole 24 Ore.
Per il momento, l’arrivo sui banchi di quotidiani stranieri è ancora allo studio, mentre il nuovo grande traguardo dell’Osservatorio Giovani Editori sarà il mondo universitario.
“L’Università - ha annunciato Ceccherini - è la nostra prossima grande meta, non c’è ombra di dubbio, dopo la fase delle scuole secondarie superiori è naturale proseguire il nostro investimento negli atenei italiani”.
Tra le novità della sesta edizione di Quotidiano in Classe c’è il riconoscimento dell’Osservatorio come ente di formazione dal Ministero dell’Istruzione: questo consente ai docenti di ottenere permessi per partecipare alle giornate di preparazione (12 nell’anno) e di acquisire, in alcuni casi, punti per i loro curriculum professionali.
Senza ombra di dubbio, questi sono tutti grandi risultati, soprattutto per Andrea Ceccherini che, in pochi anni, ha raggiunto traguardi di notorietà impensabili per qualsiasi altro mortale.
Con tutta la simpatia che abbiamo per lui non resta che augurarci, dunque, che anche
i quotidiani ne traggano effettivo beneficio di vendite: al momento gli incrementi delle diffusioni - laddove esistenti - sembrano più che altro dettati da scioperi non effettuati,
da gadget e collaterali più appetibili di altri,
da prime pagine più aggressive.
Maria Bini
P.S. - All’improvviso ci è sorto un sospetto:
non sarà che questa iniziativa formidabile come “pubbliche relazioni” serva, in realtà, agli editori per aumentare le proprie spese?
Ma come vanno questi benedetti quotidiani?
Stando alle diffusioni di ottobre dichiarate dagli editori, la marcia di avvicinamento di Repubblica al Corriere della Sera procede e soltanto 46mila copie li dividono. Libero ha fatto un vero e proprio balzo da giaguaro portando a Vittorio Feltri il 26,8% in più: diffusione raggiunta? Quasi 100mila copie. Guadagna il 5,3% Avvenire e il Giornale, che non sciopera, il 5,1%. Al Sole 24 Ore la tendenza è finalmente al rialzo: + 1,4%. La Stampa ha perso l’1,9%, ma è iniziata la potente cura ricostituente messa in atto da Giulio Anselmi e si attendono, per i prossimi mesi, risultati positivi.
Per i quotidiani sportivi si conferma un anno negativo: le loro diffusioni sono ancora in discesa nel periodo settembre 2004-agosto 2005. I dati ADS indicano, infatti, un calo generalizzato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: dal -3% del Corriere dello Sport, passando per il -3,8% della Gazzetta dello Sport per arrivare al picco negativo di Tuttosport, -9,7%.
Ma sono soprattutto le edizioni del lunedì a soffrire di più: La Gazzetta dello Sport arriva al -9,4%, Tuttosport a -10,8%, mentre il Corriere dello Sport a -5,4%. Segno, ancora una volta, di un anno privo di eventi sportivi internazionali e che quindi nel 2006 quasi sicuramente sarà tutto da guadagnare.
...in compenso la lettura è quasi giornaliera
Abbiamo più volte detto che un conto è leggere il quotidiano e un conto è acquistarlo. Perché, gli italiani, non c’è che dire, il loro giornale lo leggono, eccome!
Secondo una recente indagine Eures, infatti, un italiano su due legge regolarmente i quotidiani, anche se per il 30% non è un’abitudine giornaliera. Se gli uomini sono i lettori principali (in cerca di autorevolezza e indipendenza), donne e giovani non disdegnano la veloce free press. Non solo: il 34,2% degli uomini non si accontenta di un solo quotidiano, ma verifica fatti e opinioni su almeno due testate diverse.
Anche alle donne, sia pure in percentuale minore (9,4%), piace leggere almeno due giornali.
Che cosa leggono gli intervistati? Testate nazionali o locali?
Otto lettori su dieci (79,2%) prediligono i quotidiani nazionali anche se il 40,3% legge i regionali e locali, mentre il 21,8% sceglie la free press e il 20,1% gli sportivi. Poco amati i quotidiani politici e di partito (4,4%). E le donne? Sono più numerose le lettrici di quotidiani regionali e locali (42,5%).
La lettura del quotidiano è condizionante?
Parrebbe proprio di sì. Infatti, si fanno condizionare:
ü il 40% degli intervistati per le scelte politiche;
ü il 36,9% nelle valutazioni in campo economico;
ü il 31,9% negli orientamenti etici.
Concludendo
Sono tre i profili dei lettori che emergono dalla ricerca Eures:
ü il primo, e il più numeroso, è rappresentato dai critici, che cercano nella stampa autorevolezza e indipendenza (37,5%) nonché firme prestigiose del giornalismo (12,6%), da cui trarre stimoli e idee per approfondimenti.
ü Il secondo è composto dai lettori consuetudinari, che tendono ad acquistare una o più testate per abitudine (36,6%) o in funzione delle proprie idee politiche (21,4%).
ü Il terzo, infine, è quello dei lettori consumatori, che scelgono un quotidiano anche per l'insieme dei servizi che offre, come inserti interessanti (18,7%), informazioni utili e annunci (12,4%), offerte e promozioni (4,3%) o per il formato (5,4%).
Che ne è del quotidiano di Urbano Cairo?

"A quello ci ho pensato tanto, però non ho trovato la ricetta” ha detto l’editore ad Affari Italiani, che gli chiedeva a che punto fosse con il lancio del quotidiano.
“Vediamo se magari nel futuro avremo qualche colpo di genio.
Per il momento mi sono concentrato maggiormente sui settimanali: prima con DiPiù, poi con DiPiù Tv, due giornali che vendono oltre un milione e mezzo di copie... e ora con Diva e Donna... ".
Sandro Cipriani