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ROMA: definito il nuovo piano edicole

 

Se ne parlava da anni: da un programma iniziale che prevedeva l’apertura  di oltre 180 punti vendita si è arrivati, attraverso riduzioni progressive, a un totale di 69 nuove edicole ripartite in 28 zone.

E questa volta, il piano edicole della Capitale, nasce con uno spirito veramente diverso.

Di Lino Maesano

 

Con il solito grande clamore è stato annunciato sulla stampa del 28 ottobre, il prossimo varo del nuovo “piano edicole” di Roma che prevede 69 nuovi punti vendita posizionati nei nuovi insediamenti urbani della città da attivare nei prossimi mesi.

Generalmente, quando si fanno comunicazioni di questo genere, bisogna dare anche un’occhiata al calendario elettorale per scoprire, con puntualità, che questo tipo di proclami è sempre a ridosso dei rinnovi delle giunte comunali o regionali.

Ogni volta si definisce l’apertura di nuovi punti vendita come il toccasana per la corretta diffusione dell’informazione, per le esigenze culturali dei cittadini, per civilizzare una nuova zona urbana (edicola di giornali = punto di incontro sociale ) e chi più ne ha più ne metta!

Con la stessa risonanza il 24 ottobre del 2003 l’ex assessore al commercio del Comune di Roma, Daniela Valentini aveva annunciato l’apertura di 117 nuovi punti vendita ridimensionando il primitivo programma che ne prevedeva ben 189!

I tecnici dell’VIII dipartimento, in questi due anni hanno fatto acrobazie per adeguare i parametri che avrebbero dato come risultato i numeri proclamati, ma poi a gennaio di quest’anno è arrivata la legge regionale a rivoluzionare quanto era stato elaborato.

 

Questa volta il piano edicole di Roma sembra nascere con uno spirito veramente diverso!

 

Quanto andrà in votazione prossimamente modificherà la delibera 188 del Consiglio Comunale del 29/09/2003, alla luce della nuova Legge regionale del Lazio 14 gennaio 2005 n. 4 e nel rispetto della legge 170/2001 (leggere più avanti il commento dell’avvocato Dario Devitofranceschi).

La nuova delibera nasce in un contesto completamente nuovo, rivisto con l’apporto costruttivo di molte componenti del settore che, in sede di Commissione Consultiva, hanno fatto un grosso lavoro di limatura per conciliare le esigenze della città con quelle di tutti gli operatori interessati.

Grande l’impegno dei tecnici dei dirigenti del Comune di Roma, delle Organizzazioni Sindacali, costante e attenta la presenza dell’USPI, grandi assenti i distributori locali e la FIEG.

La novità che ritengo più importante nella rielaborazione della delibera, è senz’altro, il monitoraggio dei punti vendita alternativi attivati in base alla sperimentazione e, che ora, sono entrati a far parte del nuovo piano.

Il Comune di Roma, e mi auguro che altri lo seguano, non poteva ignorare che nel tessuto urbano sono presenti 184 nuovi punti vendita, pari al 17% dell’esistente.

Il lavoro di pianificazione sembrerebbe ora più facile con la reale possibilità di intervenire nelle vecchie e nuove periferie della città, attuando la collocazione dei nuovi punti vendita esclusivi, seguendo la reale e non demagogica esigenza della diffusione della stampa periodica e quotidiana nei nuovi insediamenti urbani.

 

Desidero, dunque, esprimere il mio personale ringraziamento a Roberto Giulioli, presidente dell’VIII Commissione Consiliare, per l’impegno dimostrato e a Franco Cioffarelli, assessore al Commercio, per la sua disponibilità.

 

Il Comune di Roma ha predisposto un sistema per il quale il rilascio delle autorizzazioni

per i punti vendita esclusivi e non esclusivi avviene in conformità al piano di localizzazione.