CORRISPETTIVI E GIACENZE

Di Daniele Zulian

 

Come noto, da ripetute risposte fornite dai periodici di categoria, emerge che il metodo in uso per determinare la base imponibile è quello di moltiplicare per una determinata percentuale di ricarico la somma dei saldi degli estratti conto emessi dal distributore locale durante l’anno.

Tuttavia, è emerso che, questo metodo “considera vendute dalla rivendita tutte le pubblicazioni fornite alle stesse in un determinato periodo. In realtà moltissime riviste risultano essere in giacenza presso il punto vendita”.

Viene perciò indicata una procedura più corretta: “I margini di ricarico dovranno essere applicati alla somma dei saldi di tutti gli estratti conto emessi dal distributore nel periodo considerato, maggiorata del valore (a prezzo di vendita al pubblico al netto dell’aggio dell’edicola) delle pubblicazioni in giacenza presso la rivendita all’inizio del periodo considerato e, infine, ridotta del valore (prezzo di vendita al pubblico al netto dell’aggio di competenza dell’edicola) delle pubblicazioni in giacenza presso la rivendita al termine del periodo considerato” (Edicola e Fisco, ed. Sole 24 Ore).

La rimanenza finale nel primo anno di attività, in cui la giacenza iniziale è nulla, è calcolabile effettuando la differenza tra la somma degli estratti conto e il “costo del venduto”, che emerge sottraendo l’aggio defiscalizzato dal totale dei corrispettivi. Negli anni successivi al primo, questa operazione determina l’incremento (o il decremento) delle rimanenze.

 

È possibile effettuare dei calcoli (in formato Excel - chi li desidera me li richieda via e.mail: zulian@gmail.com) dai quali emerge che, negli anni successivi al primo, se la giacenza rimane sostanzialmente stabile, è indifferente usare uno dei due metodi per il calcolo della base imponibile, dal momento che, in questa situazione, giacenza iniziale e finale si equivalgono.

 

Questa è, comunque, la procedura da seguire:

- registrare sul lato “acquisti” l’ammontare degli estratti conto;

- registrare sul lato “ricavi” l’ammontare effettivo degli incassi o corrispettivi;

- l’imponibile lordo è determinato dalla percentuale di aggio medio (18,775%) sull’ammontare degli incassi;

- il “costo del venduto” è determinato dalla differenza tra l’ammontare degli incassi e l’imponibile lordo;

- la rimanenza è determinata dalla differenza tra l’ammontare degli estratti conto e il “costo del venduto”.

 

Da quanto esposto, risulta che il metodo indicato nel fascicolo Edicola e Fisco è più corretto, e consente di ridurre la base imponibile, soprattutto nel primo anno di attività e in tutti i casi in cui aumenta la rimanenza delle pubblicazioni in edicola.

Nei casi in cui la giacenza diminuisce, emerge invece che il metodo indicato da Edicola e Fisco comporta (correttamente) un maggior imponibile rispetto al metodo del ricarico applicato alla somma degli estratti conto; infatti, quest’ultimo, in simili circostanze, consente di “recuperare” la maggior base imponibile dichiarata negli esercizi precedenti.

 

Sulla base delle considerazioni esposte, è possibile comprendere anche il motivo per cui è necessario rendere al distributore la giacenza finale delle pubblicazioni, in caso di cessione dell’attività.

Infatti, rendendo al distributore locale le pubblicazioni giacenti in rivendita, l’edicolante che cede l’attività non solo rientrerà in possesso delle somme anticipate alla consegna delle pubblicazioni (ciò avverrebbe anche cedendo la rimanenza finale al subentrante) ma potrà recuperare anche la quota parte di imponibile relativa alle pubblicazioni fornite ma non vendute, attraverso la riduzione dell’ultimo estratto conto di sua competenza.