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L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
Edicolanti triestini, attenzione a non confondere distributore con trasportatore
Dopo aver letto sul vs. periodico le risposte alle domande di altri colleghi riguardanti le spese richieste dalla distribuzione locale (DL) agli edicolanti, vi scrivo per avere una consulenza in merito alla situazione specifica nella città di Trieste.
Il nostro DL risiede a Monfalcone, città che dista 20-30 minuti circa dal centro di Trieste. Secondo l’Accordo Nazionale risulta, come da voi descritto in risposta ad altre simili situazioni, che il trasporto sia a carico del DL salvo accordi precedenti dovuti a oggettive difficoltà per il raggiungimento del punto vendita. Ora il DL ci chiede settimanalmente poco più di 50 euro (la bellezza di 200 euro al mese!) come contributo alle spese di trasporto. Dato che non ci sono particolari difficoltà nel raggiungere il centro città da Monfalcone (il mio punto vendita è proprio in centro), mi chiedo come sia possibile chiedere una cifra così alta. Mi è stato detto che l’accordo con il DL è stato siglato dai rappresentanti locali del sindacato ma a me non risulta di aver firmato nulla di simile in passato. A questo punto mi domando cosa devo pensare. 200 euro al mese pesano molto sul bilancio dell’attività, ma non so a chi rivolgermi visto che è stato lo stesso sindacato a siglare l’accordo. Questo genere di accordo è effettivamente valido?
Quali condizioni determinano le “effettive difficoltà” a raggiungere il punto vendita?
E se tali difficoltà dovessero nel tempo non essere più sufficienti a giustificare il pagamento del contributo spese, come si può modificare l’accordo?
I colleghi con cui ho parlato pagano tutti più o meno queste cifre in tutta la città.
Possibile che i trasporti siano così cari per il DL secondo cui il nostro contributo copre il 50% delle spese? Spero che almeno voi possiate darmi delucidazioni in proposito e suggerirmi come comportarmi. Grazie
F.V. - Trieste
Poiché il nostro lettore fa riferimento a un accordo firmato dai sindacati, abbiamo girato la sua lettera alla struttura dello SNAG di Trieste. Questa è la risposta.
La consegna dei giornali sulla piazza di Trieste è effettuata da una cooperativa, facente capo ad altra organizzazione sindacale, avviata precedentemente alla stipula del vecchio Accordo Nazionale che prevedeva la possibilità di far svolgere tale servizio al distributore locale. Tale orientamento è stato confermato anche alcuni anni or sono dalla maggioranza dei rivenditori.
Inizialmente l’accordo, che prevedeva l’incarico a tale cooperativa G&T, era stato stipulato alla condizione che il servizio fosse sotto il controllo di tutte le sigle sindacali dei giornalai presenti sulla piazza, cosa che di fatto non è però mai avvenuta, lasciando, quindi alla determinazione della cooperativa stessa la fissazione dell’importo richiesto a ciascun rivenditore, per il servizio.
Più volte sono sorti dubbi che la tariffazione non corrisponda a un principio univoco, ma distingua rivenditori e rivenditori, a seconda della loro appartenenza sindacale.
Poiché il distributore locale è ubicato fuori provincia, esso ha assunto a suo carico l’onere del trasporto da Monfalcone a Trieste, stipulando - a sua volta - un accordo con la stessa cooperativa G&T alla quale remunera il costo del tragitto suppletivo Monfalcone-Trieste.
Il rivenditore, pertanto, deve corrispondere solo la spesa di trasporto sulla piazza.
In diverse occasioni, alcuni rivenditori hanno manifestato contrarietà a questo regime di monopolio, auspicando l’applicazione dell’Accordo Nazionale e passare così dalla situazione attuale - di cosiddetto servizio al banco con percentuale di sconto per i giornali del 20, 25 e 30 per cento, secondo le tipologie di prodotto e servizio trasporto pagati alla cooperativa - al servizio di portatura regolare effettuato dal distributore locale, con percentuale di sconto che diventerebbe del 19, 24 e 29 secondo le tipologie di prodotto.
Qualora, pertanto, la categoria avesse coscienza che il servizio attuale di trasporto è troppo oneroso, con una votazione della maggioranza dei rivenditori, si potrebbero modificare il sistema di trasporto e, quindi, anche le condizioni di pagamento che, attualmente, sono definite con un contratto privato tra rivenditore e la cooperativa G&T senza che altri controlli sindacali possano essere esercitati per verificare l’equità dell’importo richiesto.
Pertanto, in risposta al nostro lettore, va precisato che il distributore locale non effettua alcuna “distribuzione” e che pertanto nulla esso richiede per il trasporto in quanto l’interlocutore è la cooperativa G&T, legata ad altra organizzazione sindacale.
Lo SNAG di Trieste è, comunque, a disposizione dei rivenditori e di F.V., se lo ritiene, per verificare la volontà di tutti i rivenditori al fine di trovare soluzioni più economiche, ivi compresa quella prevista dall’Accordo Nazionale che demanda al distributore locale la consegna e il ritiro delle rese presso i rivenditori, alle percentuali sopra indicate.
Luciano Cova
Presidente SNAG Trieste
Giuliano Bardella
Segretario SNAG Trieste
Per informazioni:
tel. 040.35 91 315 - fax 040. 57 27 80
e.mail: snag@cogica.it
Si possono vendere chiosco e licenze?
Tra due anni dovrei andare in pensione. Posso vendere il chiosco e la licenza in modo da avere una mia liquidazione dopo tanti anni di lavoro?
Il mio comune di residenza vuole che io consegni la licenza per poi destinarla a chi è di loro gradimento. È giusto? Vorrei sapere come mi devo comportare. Vi ringrazio anticipatamente.
G. M. – Uta (CA)
Il comune non può opporre alcuna obiezione riguardo la cessione della sua azienda che avviene con atto notarile dopo il quale, generalmente, il venditore e l’acquirente si presentano all’ufficio comunale competente che prende atto della situazione e voltura l’autorizzazione all’acquirente.
Che problema gli esuberi!
Nella nostra città abbiamo due agenzie di distribuzione che fanno a gara a chi fornisce più pubblicazioni col risultato che ogni settimana negli E/C compaiono cifre che non siamo in grado di pagare in quanto superiori agli incassi. Le forniture sovrabbondano di settimanali e mensili che non si vendono mentre scarseggiano le testate vendibili. Le agenzie non ascoltano i nostri reclami. Come dobbiamo comportarci per risolvere questa situazione ? Grazie.
N. C. - Talsano (TA)
Ogni rivendita deve avere il rifornimento necessario per soddisfare la propria capacità di vendita. Se le forniture continuano a essere esuberanti per numero o per genere, (è facile in tempi brevi fare una statistica del fornito e reso di quanto ricevuto) è legittima la restituzione di quanto in esubero per non far diventare sofferente, e quindi moroso, il punto vendita. In questo modo, oltre a tutto la merce, che potrebbe essere carente in altre rivendite, diventa disponibile aiutando il distributore a programmare un efficiente piano di diffusione. Se quanto evidenziato non viene recepito, dovrebbero sussistere gli estremi di un’attività estorsiva nei vostri confronti. La invito a rivolgersi alla nostra nuova struttura di Taranto: Giuseppe Acclavio (presidente SNAG) tel. 099/ 77 28 490.
Un addebito inspiegabile
Ho ricevuto una comunicazione dall’agenzia che mi fornisce i quotidiani, nella quale mi addebita una copia dell’Enciclopedia della Cucina de La Repubblica su 3 copie che ho fornito di resa. Mi è stata assegnata come copia mancante. Ho telefonato e mi ha risposto che il pacco era manomesso, cosa impossibile perché la resa passa dal corriere al distributore e i giornali li ricevo dentro un cassonetto metallico la cui chiave è posseduta dal corriere del giornale La Sicilia che passa per primo tutte le mattine e dal corriere dell’agenzia in questione, che passa dopo. Nessuno ha forzato il cassonetto in quanto era chiuso regolarmente. L’agenzia non ne vuol sapere e come al solito l’edicolante ne fa le spese. Cosa si può fare per evitare in futuro simili situazioni? Cordialità.
A.M.I. - Francofonte (SR)
Ho più volte evidenziato che il rapporto tra il distributore locale e il rivenditore si deve basare sulla fiducia. FINO A PROVA CONTRARIA, se il distributore mi dice che manca qualcosa dalla resa, io DEVO credergli e allo stesso modo, visto che nessuno è infallibile, se io comunico che dalle forniture manca qualcosa, lui DEVE credermi. Questo accade in tutti i rapporti commerciali senza quella protervia che il fornitore monopolista in questione esercita nei suoi confronti. Al perdurare di certe situazioni, ho sempre invitato i rivenditori a controllare le rese con un testimone in grado di sottoscrivere e certificare le stesse. Con questo accorgimento sarebbe possibile, in caso di discrepanze, rivolgersi all’autorità giudiziaria per le necessarie denunce di appropriazione indebita.
Distanza fra edicole
Si tratta di un problema di distanze per aprire una nuova edicola. Entrambe le edicole, sia la nuova che la vecchia, si trovano nel centro storico del paese solo che per tale ambito il regolamento comunale non ha chiarito nulla, ma si limita solo a considerare la distanza generica di 350 mt. Nello specifico la distanza tra le due edicole è di 330 mt. Volevo sapere se ci sono disposizioni particolari che indicano una distanza minore per i centri storici così io potrei aprire ugualmente. Grazie.
C. F. – Rosolini (SR)
Se il piano di localizzazione delle rivendite del suo comune ha deliberato che la distanza minima tra una rivendita e l’altra deve essere di 350 mt, a questa ci si deve attenere.
Per aprire un’edicola in un bar
Vorrei aprire un’edicola non esclusiva nel mio bar che si trova nel centro del paese, a 100 mt di distanza da un’altra edicola non esclusiva. È possibile?
A. Toma – Soleto (LE)
Ai sensi del decreto legislativo n.170 del 24 aprile 2001 è possibile richiedere agli uffici competenti del suo comune il rilascio di un’autorizzazione per l’esercizio di un punto vendita di stampa quotidiana e periodica non esclusivo. Il rilascio di questa autorizzazione deve avvenire in ragione della densità della popolazione, delle caratteristiche urbanistiche e sociali delle zone, dell’entità delle vendite di quotidiani e periodici negli ultimi due anni, delle condizioni di accesso, nonché dell'esistenza di altri punti vendita non esclusivi. Quindi tale autorizzazione è legata a determinati parametri che possono permettere o non permetterne il rilascio.
Richiesta di provvigione per vendita gratuita
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le pubblicazioni che vengono distribuite gratuitamente in edicola. Posso chiedere ai vari editori un onorario o provvigione per la prestazione del servizio? Se sì, devo emettere una fattura? Vi ringrazio anticipatamente e colgo l’occasione per complimentarmi per la vostra validissima pubblicazione.
G. D’Esposito – Anacapri (NA)
La sua domanda non è molto chiara. Se lei avesse inserito nella sua e-mail anche il suo numero di telefono l’avrei contattata per poterle rispondere più dettagliatamente. Per quanto mi risulta, non esistono pubblicazioni che vengono distribuite gratuitamente in edicola ma, se esistono nella sua zona, nulla le vieta di rifiutarle in quanto ogni attività richiede la necessaria remunerazione.
Sospendere la licenza per rinnovare il negozio
Sto rilevando l’attività per la vendita di giornali e periodici. L’attuale proprietario mi vuole lasciare la sua giacenza di giornali e riviste. Poiché devo ristrutturare il negozio gli ho proposto di sospendere la licenza per 15 giorni e di rendere tutte le pubblicazioni al distributore. Vorrei sapere cosa devo fare. Grazie.
R. Bassi – Monterenzio (BO)
Nulla vieta che lei possa richiedere l’inizio della sua attività a scorta zero quindi senza accollarsi le giacenze del titolare recedente.
RICORDO di GINO BONFÀ
Lo scorso 5 febbraio é mancato improvvisamente, all’età di 70 anni, il cavalier Gino Bonfà, titolare dell’omonima agenzia di distribuzione con sede a Mestre. La sua è stata una vita passata in mezzo ai giornali: iniziò, infatti, a soli quattordici anni nella sua Verona lavorando presso il magazzino dell’Agenzia Modenese e successivamente fu direttore delle Messaggerie Venete di Belluno. Dal 1968, Gino Bonfà si è messo in proprio acquistando l’agenzia di distribuzione giornali di Mestre che nel corso degli anni si è ampliata arrivando a servire, dal 1974, realtà importanti come Venezia e Jesolo (vedi a pag. 15).
Alla moglie Laura, alle figlie Daniela, Roberta e Francesca vanno le condoglianze della nostra redazione.