Ritardi nell’applicazione

 

Dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo documento che regola la diffusione della stampa dagli Editori alle rivendite. Bolle non ancora rinnovate e problemi di tutti i generi sembrano, però, rallentarne l’effettivo decollo che, a questo punto, non potrà avvenire prima di qualche mese.

 

Sono passate le prime settimane dall’introduzione del nuovo Accordo Nazionale, ma rimangono ancora molti nodi da risolvere di natura tecnologica e di reale adeguamento a quanto previsto nel documento firmato da Editori, Distributori e Organizzazioni Sindacali.

Il primo bilancio vede, per la maggior parte delle piazze d’Italia, l’avvenuta riduzione del numero dei decimali da sei a quattro come previsto dal documento contrattuale. Con grande solerzia è stata anche applicata agli edicolanti una delle modifiche previste all’Art. E (remunerazione per l’attività di vendita), quella che riguarda i prodotti editoriali con prezzo di vendita maggiorato in coincidenza della presenza di inserti. Questa nuova norma prevede che solo “nel caso in cui lo sconto sull’aumento di prezzo di vendita del prodotto editoriale copra interamente il sovrasconto di 0,0185 euro, e sia inferiore ai 5 euro, alla rete vendita viene riconosciuta una remunerazione di 0,37 centesimi per ogni inserto compiegato a una copia venduta dell’offerta editoriale indivisibile”. Diversamente, per prezzi superiori ai 5 euro, niente sovrasconto.

Tanto atteso era, poi, il nuovo sito della FIEG per mezzo del quale sarà possibile visionare tutti i prodotti editoriali, le loro caratteristiche, i loro prezzi, gli aggi relativi. A oggi il sito però, non è ancora partito.

 

IL SITO PRONTO AL DEBUTTO

“Il 15 gennaio abbiamo presentato alle Organizzazioni Sindacali il sito che abbiamo preparato e sono state discusse una serie di variazioni, fatte le quali tutto andrà in rete” racconta Renato Salvetti, direttore della FIEG. “Quando? Per la fine di febbraio dovrebbe essere tutto on line, giorno più giorno meno”.

Rimane invece una situazione di precarietà per le bolle, tutt’altro che uniformate a quanto era stato previsto dall’Accordo.

“Anche in questo senso si sta lavorando molto – risponde Salvetti – e il 15 febbraio c’è stata una riunione in FIEG nella quale i rappresentanti dell’ANADIS e della Network Diffusione Media, le due organizzazioni dei Distributori Locali, hanno dovuto presentarci un rapporto sulla situazione attuale dei loro associati, per poter capire che percentuale abbiamo raggiunto, in tutta Italia, nell’adeguamento delle bolle. I ritardi, in tal senso, sono spiegabili con i problemi che sollevano le software house incaricate dai vari DL per implementare i programmi aggiornati, in modo che rispondano a quanto previsto dall’Accordo”.

Come era accaduto per l’imposizione del codice a barre sulle copertine delle pubblicazioni, in Italia, lo strumento che solitamente fa fare il salto di qualità è quello delle sanzioni economiche. Quando si viene toccati nel portafoglio si diventa più attenti e rispettosi delle regole. A questo punto è fondamentale che entri in funzione l’Organo di Conciliazione e Garanzia (previsto dall’art. 17 e che avrà sede presso la FIEG, che ne curerà la segreteria), con lo scopo di definire, anche in via conciliativa, le controversie derivanti da eventuali violazioni.

Tra i compiti previsti anche quello di erogare sanzioni di carattere pecuniario. Come previsto nell’Accordo firmato dalle parti, l’attività dell’Organo di Conciliazione e Garanzia avrà inizio trascorsi tre mesi dalla data in cui il nuovo contratto ha acquistato efficacia. In realtà, quale sarà la data di partenza per l’attività del nuovo Organo?

“Il 15 febbraio è stato costituito e, come previsto dai termini, dal 1° aprile diventerà operativo” sottolinea il direttore della FIEG. “Sanzioni? Quando si parte con molte novità, un po’ di elasticità è comprensibile, poi si diventerà meno tolleranti. Credo che quest’organo avrà bisogno di qualche mese prima di comminare i primi provvedimenti nel caso si persista nel non adeguarsi alle normative, visto che oggi il problema è dovuto alla tempistica: molto dipende dalle società  informatiche che stanno lavorando per cambiare il prodotto da fornire al distributore locale”.

 

I TEMPI DEI PRODUTTORI

Già nei numeri scorsi (n. 5/2005 - pag. 29) ci eravamo occupati dei problemi informatici di molti distributori che avevano delegato il rinnovo gestionale delle bolle alle società specializzate.

A che punto siamo?

Entro quanto tempo si potrà avere una situazione di piena operatività in tutta Italia?

“In questi casi l’elasticità è sicuramente richiesta da tutte le parti perché si deve far fronte a problemi tecnici che stiamo risolvendo gradualmente” sottolinea Giorgio Romano della DPE - Data Processing Engineering. “Il primo obiettivo raggiunto dalla nostra società è stato quello di adeguare la parte di contabilità relativa ai prezzi in uscita, con la riduzione dei decimali da sei a quattro. Nel mese di gennaio già la metà dei nostri clienti aveva reso operativa questa funzione; tra fine febbraio e i primi di marzo lo saranno al 100%. Discorso diverso, invece, per le modifiche delle bolle, qui andiamo su tempi più lunghi” ammette Romano. “Non sono mancati, infatti, i problemi gestionali di realizzazione dei programmi che poi subiscono qualche adeguamento complementare di zona in zona. Di fatto, operiamo fornendo il prodotto informatico corretto al DL che, a sua volta, lo discute con i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali locali. Conclusa l’analisi ci viene data la loro risposta che, il più delle volte prevede che si debbano effettuare ulteriori integrazioni. Tutto ciò significa tempi aggiuntivi e solo dopo che tutto è stato messo definitivamente a punto, il nuovo programma può essere riconsegnato al distributore che lo mette in funzione e può, finalmente, inviare le nuove bolle. Una trafila, come si vede, con diversi passaggi e che richiede tempi che si allungano di volta in volta. Attualmente, sono una decina i nostri clienti, fra i DL, che hanno le bolle rinnovate e corrispondenti a quanto previsto dall’Accordo Nazionale, ma sappiamo che non tutti sono già operativi anche se prevediamo che lo diventeranno a giorni. Proseguiremo, quindi, con tutti gli altri nostri clienti e credo che per la fine di marzo dovremmo completare l’aggiornamento”.

 

I CONTROLLI DEI DISTRIBUTORI NAZIONALI

Che situazione hanno trovato dal primo gennaio i Distributori Nazionali chiamati a dare una tiratina d’orecchie a chi non si è adeguato?

“Non abbiamo avuto sollecitazioni particolari per anomalie gravi” dice Claudio Tognoni, responsabile dei rapporti con la rete vendita per la SODIP. “Sappiamo che ci sono ritardi nell’applicazione del nuovo Accordo, in particolare sull’argomento bolla. Bisogna avere pazienza ancora un po’ perché alcuni distributori ci hanno spiegato di essere in attesa degli aggiornamenti dalle software house. Superato quest’ostacolo le cose dovrebbero migliorare.

Ovviamente il fatto che siano previste sanzioni per chi non rispetti quanto firmato, è un deterrente che si potrà far valere, al momento opportuno, se qualcuno continuasse su una strada non corretta”.

 

“È giusto ricordare quale obiettivo ci siamo posti firmando il nuovo Accordo Nazionale, quello della trasparenza” sottolinea Uberto Frascerra, direttore generale della ME.PE. “E su questa linea si sta operando. Bisogna rispettare le regole e anche gli Editori devono farlo. In questa prima fase stiamo analizzando attentamente quanto viene fornito ogni giorno agli edicolanti. Come componente della Commissione dei Distributori ho avuto modo di vedere quello che i rivenditori ci hanno segnalato come merce non regolamentare e difficile da individuare nelle bolle. Sono prodotti editati a dicembre e che magari sono bimestrali o trimestrali. Dal nuovo anno questi editori dovranno perciò adeguarsi. Come ME.PE, comunque, non abbiamo ravvisato situazioni particolarmente gravi, ma rimaniamo attenti a verificare tutti i prodotti che ci vengono consegnati dagli Editori” continua Frascerra. “Il buon senso vuole, ovviamente, una fase iniziale di maggiore apertura, ma sappiamo quanto le sanzioni siano importanti per far rispettare le regole. Ecco perché, da un certo punto in poi, bisognerà intervenire perché chi continuerà a proporre giornali senza le caratteristiche editoriali previste dall’Accordo dovrà pagare questo disservizio. Qualche edicolante avrà sperato in maggiori margini percentuali dal nuovo contratto, ma capirà lavorando che, con la garanzia di trasparenza nella distribuzione, avrà raggiunto un risultato importante per la sua attività con ricadute positive anche sul fronte economico”.

 

“...Ovviamente il fatto che siano previste sanzioni per chi non rispetti quanto firmato, è un deterrente che si potrà far valere, al momento opportuno, se qualcuno continuasse su una strada non corretta”.