SORRIDI… SEI SU

 

Ogni giorno mi aspetto che, da un momento all’altro, entri qualcuno nella mia rivendita e mi dica: “Sorridi… sei su Scherzi a parte!”.

La mia visione ottimistica del lavoro in edicola è, però, sempre vanificata, in quanto nessuno mi ha mai pronunciato la frase magica, e questo vuol dire che tutto quanto ho subìto nella giornata non è stato uno scherzo, ma la dura, vera, triste realtà.

 

Accadono tanti e tali eventi che, a volte, sembra che qualcuno mi voglia fare del male, che qualcuno mi abbia fatto una “fattura” per gettarmi addosso influssi e avvenimenti negativi.

 

Succede poi, nell’arco della giornata, che per la mia figura di rappresentante sindacale, giungano telefonate preoccupate di colleghi, a volte della mia stessa piazza, a volte da altri paesi d’Italia, o che il fax sputi fuori lettere (nel box a pag. 14 le ultime due pervenute, alle quali non riesco a dare risposte, se non prendere atto dell’estremo menefreghismo del comparto editoriale nei confronti di quelle che sono reali e preoccupate denunce della propria rete di vendita) che i giornalai di tutta Italia inviano al nostro giornale per avere suggerimenti o per denunciare fatti avvenuti che in tutto e per tutto rispecchiano quanto giornalmente mi accade.

Allora, appare chiaro che la ”fattura” non è stata fatta solo nei miei confronti, ma anche in quelli dell’intera categoria dei giornalai, oppure che il sistema, la cosiddetta  ”filiera” è talmente sclerotizzata da non essere più controllabile.

 

Occorre, per estrema chiarezza ed equità, mettere in evidenza quanto segue:

 

• nonostante gli inviti a “prenotare” la pubblicazione desiderata al proprio edicolante, ciò non è possibile, in quanto il  distributore locale, non è poi in grado di soddisfare le richieste;

• nonostante il distributore locale abbia i dati statistici di vendita di ogni singolo punto, i quantitativi vengono sempre stabiliti non in base al venduto, ma facendo riferimento all’inviato dall’editore;

• nonostante gli accordi dicano che il prezzo di vendita deve essere indicato in maniera visibile, continuano le fantasiose indicazioni “euro x in più”; ma in più di che cosa se i prezzi di vendita sono liberi e variano quasi di minuto in minuto?

• Nonostante vengano continuamente documentati dai rivenditori errori e mancanze da parte dei distributori locali, gran parte di loro continua nell’assiomatica affermazione della propria infallibilità, evidenziando così una situazione  monopolista senza controllo nella quale, alcune volte, potrebbero ravvisarsi eventi penalmente rilevanti;

• allegati vari, facoltativi e non, vengono inviati alla rete di vendita non nel giorno definito, ma in modo casuale (a volte molti giorni prima, a volte giorni dopo) rendendo difficoltoso il lavoro del giornalaio e incomprensibili, da parte del cliente, i tempi di acquisto;

• la mancanza di coordinamento e programmazione generale circa gli allegati (ormai più di un centinaio di possibilità di vendita settimanale solo per i quotidiani) sta ormai danneggiando la rete di vendita sia sotto il profilo economico che sotto il problema logistico di stoccaggio delle merci;

• la presenza di più prezzi, più codici a barre, oppure codici a barre errati o la mancanza di dati obbligatori, rende difficoltosa se non impossibile la catalogazione di molti prodotti che, a volte, chiamare editoriali suonerebbe come offesa nei confronti delle “vere” testate giornalistiche;

• la triste abitudine di gran parte delle pubblicazioni di non indicare più l’editore in copertina, rende quasi impossibile la richiesta di rifornimento, laddove vi sono più distributori locali operanti sulla stessa piazza.

 

Quando leggerete queste considerazioni, saranno ormai passati quasi due mesi dall’entrata in vigore del nuovo Accordo Nazionale. Tra molti silenzi di altri, gran parte di quanto esposto è stato portato dalla nostra organizzazione all’attenzione della controparte editoriale.

Le regole ci sono: è stato detto che sono “garantiste”.

Per esserlo, però, tutti dobbiamo sapere di cosa stiamo parlando. Ma la sensazione è che da parte della Federazione Editori, e dei suoi vari componenti, non si sappia cosa sia, ora, il prodotto editoriale sul mercato; non vi sia la conoscenza di cosa significhi la logistica diventata, ormai, indispensabile per la corretta gestione di un sistema.

La verità è - invece - che si conoscono dei “codici”, ma non cosa questi codici rappresentano.

 

Circa un anno fa, in occasione di un mio articolo su queste pagine invitai Renato Salvetti (direttore della FIEG di Milano) a uno “stage” presso la mia rivendita, perché si potesse rendere conto di quanto avevo messo in evidenza.

Probabilmente l’invito fu preso come una battuta scherzosa. Non lo era.

Oggi, a un anno di distanza, ad Accordo nuovo sottoscritto, non solo i problemi sono sempre gli stessi ma sono aumentati considerevolmente e ciò rende evidente che qualcuno prende decisioni su un sistema senza conoscerlo.

È ora, dunque, che i dirigenti della Federazione Editori e i singoli Editori conoscano la globalità del comparto editoriale.

È ora che TUTTI comincino a frequentare l’edicola per poter interpretare e applicare le norme dell’Accordo Nazionale con cognizione di causa e in modo veramente “garantista”. Per TUTTI. Nel rispetto dello spirito di chiarezza con il quale tale Accordo è stato sottoscritto.

 

Lo SNAG è stato l’ultimo a firmare l’Accordo Nazionale perché, a fronte di una corsa a penne sguainate da parte di altre Organizzazioni Sindacali, riteneva che alcune cose avrebbero dovuto essere meglio chiarite e meglio di-scusse per evitare equivoci futuri.

Lo SNAG è il primo, ora, a evidenziare molte delle problematiche irrisolte, ma lo fa con lo spirito costruttivo di chi, per il bene dei giornalai e di tutto il comparto, spera e si augura che ciò venga recepito e corretto in questi primi mesi di “assestamento”.

In caso contrario, lo SNAG saprà essere molto duro verso quelle parti che attueranno situazioni elusive per evitare equità e chiarezza diventate ormai indispensabili nel nostro lavoro quotidiano.

 

Carlo Leopardo

Vicepresidente Nazionale SNAG

 

“...Nessuno ha mai pronunciato la frase magica, e questo vuol dire che tutto quanto ho subìto nella giornata non è stato uno scherzo, ma la dura, vera, triste realtà”.

 

RACCOLTE A FASCICOLI O VOLUMI

I primi numeri sono sempre insufficienti e il resto anche peggio! L’ultimo episodio riguarda la nuova Enciclopedia della Cucina della Repubblica arrivata in 35 copie per la prima uscita e ridottasi a 4 per la seconda. Vi sembra logico? Mi potreste rispondere che avrei potuto telefonare in agenzia per farmi assegnare le copie desiderate, ma non tutti i clienti prenotano in anticipo. Questa mattina  ne avrei vendute almeno 20 copie. Siamo stanchi di fare telefonate in agenzia e spendere altri soldi. È tutto inutile e la situazione non cambia. Aiutateci voi visto che paghiamo la quota sindacale. Anche i paesi hanno diritto alla lettura e a fare le raccolte senza dover lottare per riuscire ad accaparrarsi la propria copia. Grazie per l’attenzione.

 

M.S.P.– Alberobello (BA)

 

 

 

UN EDICOLANTE PREOCCUPATO

Sono titolare di un’edicola nella piccola città di Asti. Trovo la vs. rivista molto ben fatta perché  tratta  numerosi argomenti tutti molto interessanti per la nostra attività che giustamente non possono essere trattati dalle altre testate. Ora però vorrei sottoporvi alcuni quesiti che, di sicuro, altri rivenditori di giornali vi avranno chiesto. Per me sono problemi che impensieriscono il mio futuro e che non mi fanno dormire.  

 - Non trovo giusto che ormai tutte le testate, o quasi, si possano trovare in rete.

 - Non trovo neanche giusto che ci si possa abbonare a tutte le testate perché la gente preferisce le comodità.

 - Sento dire che si deve ampliare la propria clientela per aumentare i propri guadagni, ma ogni semestre o ogni due mesi le case editrici ripetono sempre le stesse cose e la gente si stufa.

Gradirei avere una risposta e un parere sul futuro della nostra attività. Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.

 

E. G. – Asti