STAMPA ESTERA

Aria nuova per i Quotidiani europei
Dal Times a Le Monde, c’è fermento nei giornali. Che strizzano l’occhio a lettori e investitori pubblicitari. Nuovi formati e supplementi ma anche, incredibile a dirsi, quotidiani gratuiti per recuperare fatturato.
C’è grande fervore in Europa per quanto riguarda i quotidiani. Le tendenze, diffuse un po’ in tutti i mercati, riguardano la riduzione del formato, il lancio di nuovi supplementi, lo sviluppo dei cosiddetti speciali, il proliferare dei gratuiti. Mosse e contromosse per aggredire i concorrenti o preservare gli orticelli, senza esclusione di colpi.
In Francia, la stampa a pagamento sta facendo nascere quotidiani gratuiti per contrastare la free press di Metro e 20 minutes.
Il gruppo Lagardère (1) ha già debuttato con Montpellier plus (25 mila copie) e vorrebbe allargarsi a Parigi con il progetto di Paris Plus, sviluppato insieme con Le Monde, da schierare, appunto, proprio contro Metro e 20 minutes.
La free press, anche secondo Jean Marie Colombani, numero uno di Le Monde, è però solo uno dei fattori di cambiamento dei quotidiani a pagamento. Che devono guardarsi anche dalle news su Internet e da quelle inviate via sms sui cellulari.
E proprio Le Monde (quotidiano, nato nel 1944) che da tempo sta subendo un calo di lettori che viaggia sul 3,5% annuo, dopo la svolta del 1995, si è rinnovato ancora. I nuovi principi sono: gerarchizzare l’informazione, dare le chiavi di lettura per meglio comprendere l’attualità, creare un legame più stretto con i lettori.
“La sua nuova struttura non somiglia a nessuna delle strutture dei giornali francesi o esteri. Lo scopo? Creare un giornale affidabile, originale, sorprendente, vivace e stimolante”, ha annunciato il comunicato stampa di presentazione del nuovo Le Monde che, proprio 10 anni fa fu definito da Colombani “polveroso, vecchio e stanco”.

Anche in Svizzera, a fine ottobre 2005, Edipresse, editore di Le Matin, Tribune de Geneve, 24 Heures, ha lanciato Le Matin Bleu (distribuito a Ginevra e Losanna - un'area di 44 comuni) in 100 mila copie. Questa testata è la prima, a carattere gratuito, per la comunità di lingua francese in Svizzera.
Sembra che Theo Bouchet di Edipresse abbia detto: “Se ti piace la free press, il passaggio alla stampa a pagamento sarà più facile”.
Come rispondere, dunque, alla crisi?
Innanzitutto, si mette in soffitta il formato lenzuolo, e si privilegiano dimensioni più piccole, per un giornale più maneggevole, pratico e con tanto spazio alla informazione grafica e alle foto. Quasi in contemporanea Le Figaro, Le Monde, The Guardian, The Times, The Independent, The Wall Street Journal hanno subito pesanti restyling proprio in questo senso.
Dietro l’esempio dell’Italia, un po’ in tutta Europa, poi, si stanno moltiplicando i supplementi ai grandi quotidiani nazionali e gli speciali che piacciono sia ai lettori che agli editori.
El País - quotidiano spagnolo - per esempio, ha programmato quattro speciali all’anno dedicati al lusso. Voglia di nuovi clienti, di nuovi investitori.
Davanti ai quali, tuttavia, si presenta una situazione di listini prezzi piuttosto diversa in Europa. Una pagina pubblicitaria su Le Monde costa circa 90 mila euro. Una sulla tedesca Faz circa 52 mila euro, una di El País 37 mila euro. “Su questi mercati ci sono listini prezzi che vengono fatti rispettare dagli editori. In Italia, invece”, racconta Elia Blei, responsabile marketing e sviluppo della concessionaria di pubblicità per la stampa estera Blei “qualunque tipo di prezzo tu riesca a spuntare per una pagina di quotidiano, stai tranquillo che ci sarà sempre qualcuno che l’ha pagata meno di te”.
Avanzano i “popolari”
Proseguendo sulla panoramica in Europa, in Austria sta per nascere un nuovo quotidiano generalista, mentre la Polonia rilancia sulla formula del quotidiano popolare. Dopo il successo di Fakt (modello che aveva ispirato pure il fallimentare lancio, in Italia, di Fatti Nuovi), a metà novembre è arrivato nelle edicole il primo numero di Nowy Dzien (Nuovo Giorno), quotidiano della società editrice Agora, la stessa presso la quale esce Gazeta Wyborcza, fondata 16 anni fa dall’intellettuale di sinistra Adam Michnik.

Ideato come giornale popolare per soddisfare i gusti della gente di diversi ambienti e livelli, anche meno raffinati, Nowy Dzien, di 30 pagine e 812 mila copie al prezzo di uno zloty (0,25 euro), spera di diventare, entro quest’anno, con 250 mila copie diffuse al giorno, uno dei tre quotidiani più venduti in Polonia.
Willy Romano
(1) Del Gruppo Lagardère fa parte Hachette Filipacchi Médias, il più grande editore al mondo con 262 titoli pubblicati in 39 paesi per oltre 1 miliardo di copie e oltre 130.000 pagine di pubblicità vendute; una cifra d’affari di 2,2 miliardi di euro di cui oltre la metà (53 %) effettuata all’estero.