DISTRIBUZIONE

Tra VAPORETTI e TERRA FERMA
L’ausilio di imbarcazioni per raggiungere le varie rivendite della laguna rende macchinosa la consegna dei giornali a Venezia. Per non parlare di “acqua alta” e ponti da superare con “carrettini”.
L’attività di distribuzione di quotidiani e periodici, negli ultimi anni, è diventata molto impegnativa per le agenzie che si occupano di questo lavoro, soprattutto per i carichi sempre più ingombranti che vanno poi a invadere le edicole di tutta Italia. Situazione, però, unica è quella di Venezia dove la conformazione geografica della città rende maggiormente problematico il lavoro.
Dire Venezia non significa parlare soltanto della città lagunare, ma anche delle isole vere e proprie che le stanno intorno: Murano, Burano, Lido di Venezia (vedere in box a pag. 18), il tutto per un totale di oltre cento rivendite di giornali circondate dall’acqua.

DOPPIO TURNO DISTRIBUTIVO
Situazione del tutto anomala e unica in Italia. Ne parliamo con le due agenzie di distribuzione che hanno l’ingrato compito di rifornire le edicole lagunari: l’Agenzia Distribuzione Giornali Bonfà Gino & C. e l’Agenzia DI.VE.STA (Distribuzione Veneta Stampa) di Andrea Capasso.
“In questi ultimi anni abbiamo sopportato un maggiore investimento organizzativo visto che è stato necessario aumentare le barche per il trasporto, per il carico che ogni giorno dobbiamo consegnare” spiega Daniela Bonfà, socia dell’Agenzia Distribuzione Giornali Bonfà Gino & C. “Dalla nostra sede di Mestre organizziamo sempre un doppio giro distributivo per quotidiani, stampa estera e collaterali che forniamo ai circa 115 rivenditori della piazza di Venezia. Alle 2,30 partono i primi camion dalla nostra agenzia, quelli che si occupano di consegnare le copie del quotidiano locale, Il Gazzettino, gli anticipi di quotidiani come La Repubblica e La Nuova Venezia, quello che definiamo il “precotto”, ovvero i collaterali e quant’altro abbiamo già pronto dal giorno prima. Con le prime barche i trasportatori consegnano il materiale nei “cassoni” dove gli edicolanti ritirano queste prime pubblicazioni e la maggior parte di loro ha pronte le rese; altri lo fanno al secondo giro (nelle foto il film delle operazioni - ndr). Successivamente partono altre barche dalla zona del Tronchetto, sono quelle che vanno a raggiungere, con gli stessi prodotti, le varie isole della laguna: a ogni approdo ci sono gli speciali contenitori dove vengono depositati i giornali da ritirare e dove gli edicolanti consegnano le rese. Se gli editori rispettano i tempi di consegna all’agenzia, il secondo giro - con il resto della stampa quotidiana - viene effettuato dopo le 5”.
Il tutto ha, naturalmente, costi sempre maggiori per i distributori.
“Non abbiamo agevolazioni dal Comune di Venezia – continua Daniela Bonfà - ma sia noi che i colleghi dell’agenzia Capasso, che distribuisce i periodici, siamo costretti a pagare un considerevole affitto al Provveditorato al Porto per l’utilizzo della zona di Piazzale Roma per il carico e scarico delle barche”.
Situazioni particolari si verificano per alcune isole, come quella di Burano.
“Non è facile essere edicolante da queste parti, bisogna avere voglia di fare sacrifici. A Burano, alla fine dell’anno l’unica rivendita esistente ha chiuso i battenti, ma se si considera che sull’isola ci sono 4-5 mila abitanti, più i turisti di passaggio, le possibilità per lavorare bene ci sono tutte. In queste settimane per garantire la diffusione utilizziamo uno strillone per la vendita di quotidiani – racconta ancora Daniela Bonfà – c’è comunque una persona che ha rilevato la licenza e riaprirà a breve l’edicola. Per fornire Burano noi distributori locali dobbiamo utilizzare la linea pubblica dei battelli/ferry della società ACTV: i nostri uomini caricano i sacchi con i giornali, li consegnano alle barche in zona Fondamenta Nuove, e l’edicolante potrà ritirare i giornali all’arrivo. A quale costo di trasporto? Si paga il biglietto come ogni utente. Se a Burano c’è una sola edicola, a Murano, altra isola molto visitata dai turisti per i suoi famosi vetri, ne troviamo addirittura sei”.
Agli edicolanti di Venezia, proprio per i problemi logistici e di lavoro, gli editori hanno offerto una piccola ricompensa: “C’è un accordo da anni, con la FIEG, che prevede l’aggio del 19% normale per le rivendite sulla terra ferma – sottolinea Daniela Bonfà – mentre agli edicolanti di Venezia Centro Storico viene concesso il 20%, la stessa percentuale concessa per il ritiro a banco, visto che vengono a prendersi i giornali ai pontili preposti”.
I PERIODICI
“Come fanno i nostri colleghi con i quotidiani, anche la nostra agenzia, che distribuisce i periodici, adotta un doppio turno distributivo” spiega Maurizio Rossetti, direttore dell’Agenzia DI.VE.STA. “Il primo viene effettuato verso le 3 del mattino e riguarda quei giornali che abbiamo già pronti dal giorno precedente, il secondo è invece per i cosiddetti ‘veloci’, i prodotti lavorati direttamente durante la notte e preparati per la distribuzione che avviene verso le 5,30. Le difficoltà logistiche di trasporto per i periodici non sono molto diverse rispetto a quelle per i quotidiani; la differenza riguarda il fatto che alcune pubblicazioni diventano pesantissime il venerdì e il lunedì. Nelle consegne si deve tener presente, infatti, il peso che una barca può sopportare e questo è fondamentale nella pianificazione dei giri per la laguna”.
Se in tutte le zone d’Italia gli edicolanti sono abituati a ritirare delle ceste, a Venezia, invece, i giornali vengono ‘impacchettati’.
“È un lavoro in più – spiega il responsabile organizzativo dell’Agenzia DI.VE.STA – dobbiamo fare dei pacchi sia per proteggere i giornali dall’umidità sia per poterli stivare meglio nei cassoni delle barche della CDV, di cui anche noi usufruiamo i mezzi per le consegne via mare”.
E proprio i problemi di consegna verso le isole come Murano e Burano sono quelli che condizionano maggiormente il lavoro dei distributori veneziani.
“Un esempio lo possiamo dare per Murano: si parte alle 3,50 con il primo giro e si ritorna attorno alle 4,45, i tempi per la seconda consegna sono ancora più lunghi e questo influisce sul lavoro che effettuiamo ogni giorno” continua Maurizio Rossetti. “Biglietti per il battello? Di fatto dobbiamo pagarlo perché consegniamo i pacchi a chi guida e l’edicolante si presenta poi per ritirarli. Convenzioni, abbonamenti, di tutte queste cose per agevolare il nostro lavoro e fornire un servizio pubblico ai cittadini se ne é parlato con il Comune, ma mai concretamente si è arrivati a risolvere il problema”.
La distribuzione a Venezia è poi soggetta a problemi climatici non indifferenti.
“Non dimentichiamo che si lavora sempre all’aperto e i nostri ragazzi devono scaricare e caricare quando piove, nevica per non parlare di quando occorre affrontare il fenomeno dell’acqua alta o bassa che, in entrambi i casi, crea problemi di ormeggio. C’è poi anche la nebbia che rende difficili i collegamenti tra Sant’Elena e il Lido; decisamente non è facile dover lavorare in queste condizioni ogni giorno”.
GLI EDICOLANTI DELLA LAGUNA
Più spazio e altre merceologie

“Il numero dei residenti nel Centro storico di Venezia supera di poco le 60 mila unità ed è in costante calo, mentre il numero delle edicole è rimasto invariato rispetto agli anni in cui gli abitanti erano 200 mila. Questa è la considerazione fatta da un gruppo di edicolanti associati allo SNAG e che operano in laguna, in una lettera inviata anche all’ASCOM di Venezia” racconta Pierangelo Rossetto (nella foto), presidente dello SNAG di Venezia. “Il numero delle rivendite è comunque ritenuto necessario in rapporto alla popolazione, per lo più anziana, e che è in difficoltà nei momenti in cui si chiude per ferie, seppur con dei turni. Negli ultimi anni, poi, è esploso il settore editoriale con le migliaia di testate edite annualmente: ci vorrebbero 20 edicole - per ognuno di noi - per ospitarle tutte. Per non parlare dei pesanti anticipi che siamo costretti a garantire a editori e distributori alla consegna delle forniture di carta stampata. Per questo i colleghi di Venezia hanno chiesto al Consiglio Comunale di non adottare norme restrittive per quanto riguarda il settore merceologico di vendita: per loro diventa, infatti, fondamentale il poter esporre e vendere anche altri prodotti in grado di rispondere stagionalmente alle richieste dei turisti. Al Comune e alla Regione Veneto, abbiamo fatto presente come per le edicole, che dispongono di spazi ridotti, sia importante potere allargare la propria area con supporti su suolo pubblico. Inoltre chi ha acquistato una rivendita ha sborsato somme ingenti, perché nella valutazione si è tenuto conto anche degli introiti derivanti dalla vendita di altri prodotti. Se per una qualsiasi ragione ne fosse limitata l’attività, ciò comporterebbe una notevole perdita di denaro e di valore dell’impresa in un mercato che si sta sempre più liberalizzando. Risposte però, a oggi, sia ai nostri colleghi che a noi come Organizzazioni Sindacali non ne sono ancora state date”.
Clientela anziana che non acquista Cd e Dvd
A due passi da Piazza San Marco, in Santa Maria del Giglio, ha la sua rivendita Roberto Tamburini, classico esempio di edicolante in zona prevalentemente turistica: “Abbiamo la nostra clientela fissa, ma per la maggior parte i nostri acquirenti sono turisti. Ogni giorno il mio lavoro inizia con il ritiro al pontile di quanto i distributori ci forniscono. Sono abbastanza fortunato essendo solamente a una cinquantina di metri dall’approdo delle barche – spiega Tamburini – e la difficoltà nel raggiungere la nostra zona via mare crea problemi di trasporto soprattutto quando il tempo è brutto. Il secondo arrivo, infatti, può variare dalle 7,15 alle 7,40. E dal momento che fra andarli a prendere e sistemarli non si riesce a essere pronti prima delle 8, trattandosi di quotidiani, accade che molta gente, andando in ufficio, sia già passata in edicola senza trovare il suo giornale. Il problema dei tempi allungati nelle consegne è sicuramente condizionante, ma non il principale”.
L’anticipo di somme sempre più consistenti per i periodici è, infatti, quello che pesa maggiormente al rivenditore veneziano: “È una lamentela comune di molti colleghi, ci siamo confrontati e abbiamo fatto presente il problema al distributore, ma continuiamo ad anticipare somme superiori a quelle che recuperiamo con la vendita dei periodici – sottolinea amaramente Roberto Tamburini – Perché? Sono aumentate le testate settimanali e mensili con un prezzo di copertina ‘importante’ perché hanno allegati Cd e Dvd. Le vendite dei periodici sono, invece, calate, soprattutto perché la popolazione residente è diventata molto anziana. Sono i quotidiani, la stampa estera e i gadget per i turisti i prodotti richiesti con continuità dai clienti. Ci capita, così, di vendere settimanalmente 400 euro di periodici e doverne anticipare 500 per pagare la successiva fornitura e questo significa lavorare sempre con ‘scoperti’. Continuiamo a chiedere di non essere sommersi da queste pubblicazioni che non si vendono, senza essere accontentati. E poi c’è anche il problema che le nostre rivendite sono più piccole rispetto a quelle della terra ferma. I tanti giornali che riceviamo non sappiamo più dove metterli”.
Carrettini ed extracomunitari su e giù per i ponti
Anche Francesco Orlandi, segretario del SINAGI di Venezia, sottolinea come la conformazione geografica della città di Venezia abbia reso sempre più duro il suo lavoro di edicolante: “Dalla mia rivendita situata a Canareggio S. Giovanni Crisostomo, parto ogni mattina attorno alle 4 con il mio ‘carrettino’ per ritirare a Rialto - sul Canal Grande a 150 metri dalla mia edicola - il primo giro di giornali, il secondo arriva verso le 7,10-7,15. Cosa è cambiato in 29 anni di attività? Che i giornali arrivano più tardi perché per i quotidiani c’è la voglia di chiudere sempre all’ultimo momento e quando ci sono problemi logistici di trasporto come nella nostra città il distributore non può partire prima di una certa ora. Succede, perciò, che certi quotidiani nazionali non siano vendibili prima delle 7,30 quando già molta gente è passata dalla mia rivendita. E poi i carichi sono diventati enormi, ci sono persone anziane e donne che non riescono a fare due o tre ponti trascinando carichi pesantissimi. C’è anche chi ha ingaggiato degli extracomunitari volenterosi - e con voglia di guadagnare qualche euro - per trasportare i giornali dalla riva fino alla rivendita. Il risultato di questa vita è un grande turnover nelle edicole: molti titolari si stufano in fretta, non reggono sacrifici e orari massacranti. Venezia è davvero una realtà a parte: non a caso la tivù svizzera ha realizzato, negli anni scorsi, un interessante documentario dal titolo ‘Le case di carta’ dedicato alla distribuzione dei giornali in laguna, facendo vedere come con le barche arrivino quotidiani e periodici e come noi edicolanti si vada avanti e indietro per rifornire le nostre rivendite”.
Giovanni Neri
“...Continuiamo a chiedere di non essere sommersi da queste pubblicazioni che non si vendono, senza essere accontentati”.
VENEZIA: una distribuzione per 118 isole

Il territorio del Comune di Venezia si estende su una superficie totale di 41.317 ettari, dei quali più della metà, ben 25.302, sono ricoperti da acque lagunari.
Le località di terraferma (Mestre, Marghera, Favaro Veneto, Zelarino e Chirignago) occupano complessivamente una superficie di 13.028 ettari, il Centro Storico circa 800, le isole principali (Lido, Pellestrina, Murano, Burano, Sant'Erasmo) 2.186.
La popolazione residente (a fine 2005), ammonta a circa 271.000 abitanti, di cui 60 mila residenti nel Centro storico (San Marco, Castello, S.Elena, Cannaregio, Dorsoduro, San Polo, S. Croce e Giudecca). Tra le isole più grandi, Murano ha quasi 6 mila abitanti, mentre Burano sfiora i 4 mila. La maggior parte degli abitanti del Comune di Venezia è concentrata invece in zone come Mestre (oltre 48 mila), Marghera (27), Carpenedo (39).
Per la distribuzione dei giornali, i distributori locali considerano “terraferma” quella di Mestre e la parte di Venezia fino a Piazzale Roma, il cosiddetto Tronchetto dove si fermano i pullman dei turisti prima di prendere i battelli per arrivare a visitare la Laguna. Da quel punto le agenzie partono con barche per servire tutte le isole, ben 118, molte delle quali collegate da ponti.
Sono una trentina gli approdi con i vari “cassoni” (postazioni fisse sulle rive) in cui vengono depositati quotidiani e periodici o dove si trovano già i rivenditori in attesa dei “pacchi” giornalieri. Il Lido di Venezia comprende circa 18 km percorribili con camion: in questa parte di città, quindi, le barche scaricano i giornali che vengono poi recapitati direttamente alle edicole locali. L’edicolante del Lido non ha, perciò, l’aggio supplementare dell’1%, ma il consueto 19.