A cura di
Domenico Moschella

CHIARIMENTI SULLA RILEVAZIONE DEI RICAVI

Al fine di evitare dubbi interpretativi su quanto riportato nell'inserto "Edicola e Fisco" ed. Il Sole 24 Ore, a cui fa riferimento l'articolo di Daniele Zulian riportato nel numero scorso di Azienda Edicola, in merito alla rilevazione degli incassi per le rivendite in contabilità semplificata si precisa quanto segue:

  1. Rilevare l'ammontare delle cessioni applicando la percentuale di sconto sul totale degli estratti conto dei distributori è un metodo valido previsto dall'art. 18 del D.P.R. 600/73.
  2. L'aggio risultante alla fine dell'anno, calcolato sulla sommatoria degli E/C dei distributori, comprende anche l'aggio sulle copie pagate ma non vendute al 31/12. La base imponibile risulta penalizzata nel primo esercizio di attività, successivamente con il recupero delle rese funzionerà con una certa regolarità, in quanto sugli E/C d'inizio esercizio vengono detratte le rese dei prodotti dell'anno precedente.
  3. Non potendo esporre in sede di dichiarazione dei redditi un valore delle rimanenze, non sussistendo un "costo del venduto" nell'ambito dei prodotti editoriali, il sistema suggerito nell'inserto di cui sopra propone un calcolo più preciso, ma con notevole difficoltà operativa per chi non è informatizzato, che rettifichi la base imponibile sulla quale calcolare l'aggio come segue:
    Totale acquisti (sommatoria E/c distributori)
    + (più) totale merce giacente all'1/1 (valutata al costo cioè prezzo di copertina meno l'aggio defiscalizzato)
    - (meno) totale merce giacente al 31/12 (valutata al costo cioè prezzo di copertina meno l'aggio defiscalizzato)
    = Totale base imponibile (venduto)
    x (per) percentuale di sconto 23,11%
    = Totale aggio di competenza dell'esercizio

Da quanto sopra si rileva che detto sistema se applicato, non può essere utilizzato a periodi alterni in base a calcoli di convenienza.

LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE

Come fatturare le consegne a un ente pubblico
Dovrei fornire giornali e periodici a un Ente pubblico che chiede per le consegne effettuate l'emissione della fattura. Come devo fare?
L. D.C. - Bari

Se lei è titolare di partita IVA, nei confronti dell'Ente suo cliente, può emettere regolare fattura, elencando nella descrizione i prodotti venduti (quotidiani, settimanali, mensili, ecc.) al prezzo di copertina, riportando il totale complessivo. Essendo prodotti editoriali a regime speciale IVA, va indicata la seguente dicitura: IVA assolta dall'editore ai sensi dell'art. 74/c D.P.R. 633/72 La fattura non deve essere registrata, va solo conservata. Se non ha la partita IVA può emettere una ricevuta con le stesse modalità di cui sopra.

L'obbligo di tenere il registro del c/d
Esiste per le edicole l'obbligo di tenere il registro del conto deposito? In caso di cessione dell'inventario per cambio gestione, come si valuta?
R. S. - Colleferro (RM)

Per le edicole non esiste l'obbligo di tenere il registro del c/to deposito. Ai fini di un controllo contabile è sufficiente la bolla di consegna. Per la valorizzazione dell'inventario in caso di subentri, bisogna considerare la merce esistente, al netto dei prodotti ricevuti in conto deposito, in base al prezzo di copertina scontato del 19%.

Valore d'azienda
Gradirei la valutazione dell'attività di edicola, cartoleria sita in un negozio. Nell'attesa ringrazio cordialmente.
L.M. Pordenone

Sulla base del reddito annuo risultante dai valori comunicati il valore dell'azienda può quantificarsi fra € 75.000/ 80.000 più l'inventario. Detto valore in caso di cessione può subire delle variazioni in funzione delle modalità di pagamento.

Aggio ricarica
Vorrei dei chiarimenti sulla contabilizzazione degli aggi. Sugli estratti conto dei distributori si evidenzia il totale venduto cioè i rifornimenti meno i resi. Per contabilizzare il ricavo si applica il 23,11% su detta differenza? Si possono avere chiarimenti in merito? Grazie.
F. Memoli

L'art 18 del DPR 600/73 consente all'edicola di registrare sul libro acquisti gli estratti conto (E/C) dei distributori. Per calcolare gli incassi si può prendere come base l'ammontare degli E/C ricaricando del 23,11% pari all'aggio spettante sulle pubblicazioni con base di defiscalizzazione del 98,8% pari a un aggio defiscalizzato del 19% sul prezzo di copertina.

Per quanto tempo vanno conservati bolli ed e/c
Le bolle di consegna e gli estratti conto dei distributori per quanto tempo devono essere conservati, oppure si possono distruggere? Sono previsti contributi statali o da altri enti per rinnovare l'arredamento delle edicole-librerie? Come fare e a chi rivolgersi. Grazie.

Libreria-Edicola Manzoni - Rossano-Scalo (CS)

L'art. 2220 c.c. stabilisce l'obbligo di conservazione delle scritture contabili per dieci anni unitamente a una serie di documenti specifici fra cui le fatture. L'estratto conto del distributore risulta assimilabile alla fattura, mentre la bolla che non ha più neppure obbligatorietà fiscale, non rientra fra i documenti elencati nel citato articolo. Pertanto la conservazione di detto documento potrà essere limitata ad un biennio consentendo cos“ sia il riscontro dei conteggi inerenti la merce consegnata ed addebitata che il superamento di eventuali contestazioni con i distributori. Riguardo agli investimenti che vuole porre in essere, non ci sono contributi statali, quindi deve informarsi presso gli uffici preposti della Sua regione. Per eventuali forme di finanziamento, potrà rivolgersi alla Confcommercio della sua provincia in quanto, in sede locale, sono state stipulate delle convenzioni che potrebbero facilitarla nel suo intento.

Giacenze contabili e giacenze reali
Ho un negozio strutturato con attività artigiana prevalente (copisteria/timbri), commerciale (cartolibreria) edicola. La mia contabilità è in regime ordinario e ogni anno in sede di inventario con il mio commercialista sono dolori. Sistematicamente ho proposto i vostri articoli al mio consulente e con altrettanta assiduità, nonostante io registri sull'apposito registratore di cassa tutte le entrate, alla fine dell'anno le giacenze contabili aumentano rispetto alle giacenze reali. è vero, come mi ha riferito una mia collega, che le giacenze vanno detratte dall'utile e che non si ricavano con sole partite dare/avere? Cercate di fare un esempio semplice. Grazie.
R. P. - Palazzo San Gervaso - PZ

In generale le rimanenze iniziali, (corrispondenti alle merci esistenti all'1/1 di ogni anno) si considerano fra i costi in quanto si aggiungono agli acquisti di merce effettuati nell'anno, mentre le rimanenze finali (corrispondenti alle merci esistenti al 31/12 di ogni anno) si considerano fra i ricavi in quanto vengono aggiunte alle vendite, pertanto ambedue le voci concorrono alla determinazione dell'utile d'esercizio, come si evidenzia nell'esempio:

Totale vendite
1000
Rimanenze finali
10
Totale Ricavi
1010

Meno Rimanenze iniziali
- 5
Meno Acquisti
- 800
Meno spese generali
- 50
Totale Utile
155

Quale richiesta d'affitto
Vorrei prendere in gestione un'edicola nella mia città. Con un guadagno annuo di € 18.000 quale può essere la richiesta d'affitto tenendo presente le spese da sostenere riguardanti la gestione e i contributi. Vi ringrazio per la cortese attenzione.
B. S. - Palermo

Il reddito evidenziato risulta molto contenuto tenendo in considerazione le spese di gestione, i contributi INPS pari a circa € 2.100 annui e l'eventuale tassazione del reddito. Con detti valori e sperando nella possibilità d'incrementare il reddito, l'affitto non potrà superare il 10-13%.

 
© 2006 DEA INIZIATIVE EDITORIALI SRL- Milano | Tutti i diritti riservati |