TRIESTE: UN CHIARIMENTO DA SINAGI E G&T

Trieste: 23 Marzo 2006

Spett. Azienda Edicola, con riferimento all'articolo apparso sul vostro ultimo numero di Azienda Edicola, ai sensi della vigente legge sulla stampa, vi preghiamo pubblicare quanto segue:

Fa sempre piacere essere esposto all'attenzione di tutti i lettori di Azienda Edicola e aprire un dibattito sull'argomento trasporto giornali nella piazza di Trieste e provincia e siamo d'accordo sul titolo scritto nella rubrica l'esperto risponde "Edicolanti triestini, attenzione a non confondere distributore con trasportatore". Il trasportatore pagato dagli edicolanti fa un servizio di consegna presso la rivendita e il ritiro resa. Ogni mattina un trasportatore consegna al punto vendita le forniture del quotidiano locale e un altro trasportatore consegna il resto della stampa quotidiana e periodica e ritira le rese. Due trasportatori per un punto vendita. Il primo non si limita a lasciare la fornitura alla rivendita ancora chiusa, ma mette i pacchi del quotidiano in un portone o in edicola avendo ricevuto le chiavi dall'edicolante per evitare smarrimenti o furti. Il secondo autotrasportatore fa un primo giro di consegna portando all'interno del punto vendita la merce (ceste, pacchi e pacchettini); tuttavia se trova la rivendita chiusa ritorna in seguito per il ritiro delle rese. Tutte le consegne dei quotidiani e periodici avvengono di norma entro le sette del mattino per le ultime rivendite dei giri. Quattro trasportatori sono utilizzati per il quotidiano locale dalla sede di Trieste e 14 per le consegne dalla sede dell'agenzia di Monfalcone; altri sette trasportatori sono utilizzati per la consegna delle rese da Trieste a Monfalcone. In aggiunta ai 18 furgoni, per ogni evenienza resta a disposizione dei punti vendita il furgone del responsabile del trasporto della G. & T., che interviene sia per i ritardi sia per eventuali errori nelle consegne. I costi pagati dai punti vendita sono diversificati e partono da un minimo di euro 15,00 settimanali + Iva a un massimo di 67,90 + Iva. Il collega che si è lamentato tramite il vostro giornale di pagare settimanalmente 42,19 euro + Iva, non ha scritto l'ammontare del suo fatturato e quindi non si può valutare se l'importo pagato sia tanto o poco. A noi risulta che nel 1997 la quota pagata dal collega rappresentava lo 0,7% del totale del fatturato e nel corso di questi ultimi otto anni la sua quota è aumentata soltanto di due euro. La G. & T Soc. Coop. è anche un centro elaborazione dati per la contabilità ai rivenditori, sia esclusivi che promiscui (tabacchi), e distribuisce le ricariche telefoniche. Nell'ottica di dare un servizio anche agli iscritti del SINAGI, la società G. & T. ha predisposto gratuitamente anche per il collega in questione le pratiche per ottenere la vendita dei Gratta e Vinci e le ricariche telefoniche tramite il Poss gestito dal distributore. Qualche mese prima della pubblicazione della lettera sul vostro giornale, per due volte sono andato nella sua edicola e mi sono offerto di fornirgli assistenza per risolvere un problema riguardante la ristrutturazione della stazione tranviaria. In nessuna occasione il collega si è lamentato, sia con la G. & T. sia con il SINAGI, del costo applicato e/o che il suo fatturato è diminuito. Riguardo i costi pagati dall'agenzia per la tratta Trieste-Monfalcone e viceversa è possibile che in questi anni la G. & T. non sia stata abbastanza "dura" perché il distributore nel 1997 contribuiva con una cifra ritenuta congrua. Nel 1998, la gestione dell'agenzia è passata ad altro amministratore e in questi nove anni, il costo pagato dall'agenzia alla G. & T. per il ritiro merce a Monfalcone e la riconsegna delle rese è aumentato solo del 10%, mentre riscontriamo che i costi riguardanti il trasporto della stampa per la linea e le tratte sono aumentati in questi anni di oltre il 50%.

Ma proprio le divergenze tra il SINAGI e lo SNAG hanno indebolito la categoria e costretto la G.& T. a più miti pretese con il distributore, al fine di assicurare un costante servizio agli edicolanti. La prova più evidente è che nel gennaio 2006, il SINAGI ha chiesto un incontro con gli amici dello SNAG-Confcommercio, per valutare assieme alcune posizioni riguardanti la categoria e il distributore, in merito alla fideiussione, e il carico di merce continuamente ricevuto in edicola e non venduto, ma lo SNAG si è eclissato. Non è la prima volta e, in tanti anni, le posizioni dello SNAG e del SINAGI sono sempre state lontane. Non possiamo neanche essere d'accordo con lo SNAG quando, nella risposta al rivenditore, afferma che il servizio di trasporto è un monopolio.

Non siamo d'accordo perché lo SNAG dovrebbe guardare in casa propria e verificare se anche il trasporto di giornali a Gorizia e Monfalcone si svolge in regime di monopolio. Colgo l'occasione, comunque, per invitare gli amici edicolanti della provincia a controllare il fatturato e presentarsi negli uffici della G. & T per verificare eventuali anomalie. Prima di chiudere lancio un appello agli amici dello SNAG: "Facciamo in modo che SINAGI e SNAG costituiscano un fronte comune al fine di convincere il distributore a portare la merce a Trieste presso un magazzino, o pagare di più la tratta per ridurre i costi del trasporto nella provincia di Trieste". Le Organizzazioni sindacali devono lavorare assieme per convincere gli editori e il distributore a riportare il prodotto editoriale nel capoluogo regionale; solo in questo modo l'edicolante avrà la possibilità di ritirare da solo le forniture e avere un punto di riferimento per tutte le problematiche conseguenti e attinenti. Siamo anche disponibili a valutare il passaggio dal ritiro al banco al servizio franco punto vendita con lo sconto del 19% anziché del 20% sul territorio regionale, Gorizia e Monfalcone compresi.

Mario Periatti per il SINAGI
Fabio Vattovaz
per la G. & T.

...e quello successivo dello SNAG

Trieste, 6 aprile 2006

Riteniamo doveroso precisare la posizione dello SNAG di Trieste, chiamato in causa dai signori Periatti e Vattovaz. Non vogliamo soffermarci sugli aspetti tecnici del servizio effettuato in gran parte da trasportatori contrattualizzati dalla G&T e che operano con soddisfazione dei rivenditori. Non vogliamo nemmeno approfondire i rapporti economici tra la G&T e il distributore per la tratta Monfalcone-Trieste in quanto trattasi di accordo tra le parti che non va a intaccare l'economicità del trasporto per i rivenditori. Precisiamo, inoltre, che la G&T società cooperativa, annovera tra i soci solo alcuni giornalai ed ex giornalai e opera come qualsiasi azienda privata con questo ed altri servizi. SINAGI e G&T sono realtà distinte guidate dalle stesse persone, permettendo cos“ di confondere le due entità quando in effetti cos“ non è. G&T non è una struttura operativa del sindacato, ma di alcuni suoi ex soci ed ex soci debitamente retribuiti per il servizio prestato. Premesso quanto sopra, va ricordato che in origine, il trasporto cos“ organizzato, doveva essere controllato da tutte le sigle sindacali: CISL, UILTUCS, SINAGI-Cgil e SNAG, al fine di poter operare nell'interesse esclusivo dei rivenditori con totale trasparenza ed economicità al di sopra delle convenienze dell'uno o dell'altro. Cos“ non è mai stato, e a nulla sono valse le rimostranze dello SNAG per essere partecipi e rendere trasparente il servizio svolto per i rivenditori. Con questa impostazione la collaborazione e il dialogo, da parte dello SNAG di Trieste sarà totale. Non possiamo, invece, accettare interferenze private negli interessi dei rivenditori e, pertanto, invitiamo gli stessi a rivolgersi allo SNAG con le tariffe pagate e il fatturato del loro punto vendita per una verifica oggettiva che, né il SINAGI né G&T possono garantire per un possibile conflitto d'interessi. Luciano Cova Presidente SNAG Trieste Una precisazione delle MESSAGGERIE ABBRUZZESI Pescara, 27 marzo 2006 Gentile Direttore di Azienda Edicola, come da accordi telefonici, e con preghiera di pubblicazione, Vi inviamo la nostra posizione in merito all'articolo e alle precisazione di Lucio Toffetti: "Messaggerie Abruzzesi fa presente che non si riconosce assolutamente nelle parole e nei concetti espressi da Lucio Toffetti nell'articolo "Due pesi e due misure" pubblicato sul numero 6/2005 e che ritiene lesivi della propria onorabilità professionale. Inoltre, segnala ai lettori che, per fugare ogni dubbio sulla nostra correttezza professionale, ha adottato, tra le prime in Italia, la nuova bolla trasparente e l'estratto conto a 'specchio' come previsto dal nuovo Accordo e con palese gradimento dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali locali e dei rivenditori da noi serviti". Clemente Manzo Messaggerie Abruzzesi Non è certo abitudine di Azienda Edicola attribuire cose non dette agli intervistati, ma a volte qualche passaggio può dar adito a spiacevoli incomprensioni. Per questo Lucio Toffetti, autore dell'articolo incriminato, desidera chiarire come un suo pensiero possa essere stato erroneamente scambiato come dichiarazione del titolare delle Messaggerie Abruzzesi, Clemente Manzo, intervistato dalla nostra redazione nell'ambito della nostra inchiesta (pag. 28 - n.5/2005) tra i distributori locali sul livello di adeguamento alle nuove bolle previste dal primo gennaio dall'Accordo Nazionale. Crediamo, con la precisazione che segue, di aver chiarito meglio la vicenda. Rileggendo il mio articolo "Due pesi e due misure" pubblicato su Azienda Edicola n. 6 ho notato che, in un passaggio, può sembrare che io attribuisca a Clemente Manzo la frase "gli editori barano". Nell'assumermi la paternità di questa affermazione, mi scuso con lui e con le Messaggerie Abruzzesi per l'inconveniente assolutamente non voluto. è, pertanto, ovvio che è stato il sottoscritto a utilizzare il termine "barare" per evidenziare il comportamento degli editori".

Lucio Toffetti
Presidente Provinciale SNAG Lucca

 


Una precisazione delle MESSAGGERIE ABBRUZZESI

Pescara, 27 marzo 2006

Gentile Direttore di Azienda Edicola,
come da accordi telefonici, e con preghiera di pubblicazione, Vi inviamo la nostra posizione in merito all'articolo e alle precisazione di Lucio Toffetti: "Messaggerie Abruzzesi fa presente che non si riconosce assolutamente nelle parole e nei concetti espressi da Lucio Toffetti nell'articolo "Due pesi e due misure" pubblicato sul numero 6/2005 e che ritiene lesivi della propria onorabilità professionale. Inoltre, segnala ai lettori che, per fugare ogni dubbio sulla nostra correttezza professionale, ha adottato, tra le prime in Italia, la nuova bolla trasparente e l'estratto conto a Ôspecchio' come previsto dal nuovo Accordo e con palese gradimento dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali locali e dei rivenditori da noi serviti".

Clemente Manzo
Messaggerie Abruzzesi

Non è certo abitudine di Azienda Edicola attribuire cose non dette agli intervistati, ma a volte qualche passaggio può dar adito a spiacevoli incomprensioni. Per questo Lucio Toffetti, autore dell'articolo incriminato, desidera chiarire come un suo pensiero possa essere stato erroneamente scambiato come dichiarazione del titolare delle Messaggerie Abruzzesi, Clemente Manzo, intervistato dalla nostra redazione nell'ambito della nostra inchiesta (pag. 28 - n.5/2005) tra i distributori locali sul livello di adeguamento alle nuove bolle previste dal primo gennaio dall'Accordo Nazionale. Crediamo, con la precisazione che segue, di aver chiarito meglio la vicenda.

Rileggendo il mio articolo "Due pesi e due misure" pubblicato su Azienda Edicola n. 6 ho notato che, in un passaggio, può sembrare che io attribuisca a Clemente Manzo la frase "gli editori barano". Nell'assumermi la paternità di questa affermazione, mi scuso con lui e con le Messaggerie Abruzzesi per l'inconveniente assolutamente non voluto. è, pertanto, ovvio che è stato il sottoscritto a utilizzare il termine "barare" per evidenziare il comportamento degli editori".

Lucio Toffetti
Presidente Provinciale SNAG Lucca

 
© 2006 DEA INIZIATIVE EDITORIALI SRL- Milano | Tutti i diritti riservati |