...ABBIAMO PORTATO ACQUA NEL DESERTO!
Nel corso di due giorni sono molti i rivenditori che hanno desiderato evidenziare la loro esperienza lavorativa e i vari problemi, che hanno fatto domande e si sono confrontati con i colleghi. Ecco alcuni momenti dei principali interventi.

Antonino Alicata - Catania
"Che dire del presidente della FIEG, Boris Biancheri, che parla del ruolo determinante delle edicole, ma poi invoca l'aumento degli abbonamenti come la panacea ai problemi dei costi editoriali? Per lui, siamo ritornati a essere importanti solamente perché, nonostante l'avvenuta sperimentazione, non riescono a vendere più giornali? Però, l'edicolante ha, ora, finalmente un nuovo Accordo Nazionale. Contenti? Ma dobbiamo, assolutamente, far sì che sia applicato integralmente".

<< Giuseppe Asta - Genova
Era iscritto al dibattito, ma poi non è salito sul palco per il suo intervento. Così, il il suo parere ce lo ha raccontato incontrandoci nelle sale del Congresso. "Il nuovo Accordo Nazionale non mi piace. C'è stata fretta di firmarlo da parte di chi ambiva alle solite quote di servizio e ha accelerato per chiudere. Rimpianti? Forse avremmo potuto, come SNAG, trovare un accordo trasversale con chi fosse stato più disponibile a portare avanti la trattativa e contrastare chi aveva, invece, urgenza di firmare. Per difendere i nostri diritti occorre una prova di forza nei confronti di editori e distributori locali, quelli che solitamente ci impongono tutto. Come fare? In caso di problemi, se non si riesce a ottenere soddisfazione con le buone, pensare a iniziative forti per difendere la categoria. Uno sciopero, per esempio, ritardando i pagamenti al distributore. Trovare insomma mezzi per controbattere lo strapotere delle altre categorie. Tra due anni si deve ridiscutere questo Accordo per valutare cosa va e cosa non va. Si potrebbe pensare di strutturare diversamente la regolamentazione tra quotidiani e periodici. Un contratto solo per i quotidiani e un altro, invece, per i periodici che rappresentano l'80% di quanto arriva in edicola ed è "diverso" rispetto al giornale che si esaurisce in ventiquattrore".

 

Ennio Di Silvestro - S. Benedetto del Tronto
"Anche dalle nostre parti non mancano i problemi. Siamo sommersi da forniture eccessive, pubblicazioni inutili, permanenza di periodici in edicola che si allunga. Noi dobbiamo sopportare tutto ciò, ma, se per esempio c'è ritardo in un pagamento, a qualche edicolante viene subito sospeso il servizio di fornitura. Ed è difficile risolvere le discussioni, visto che non c'è possibilità di dialogo".

Luigi Gaeta - Milano
"Sono tra i collegati a INFORIV e, tra gli aspetti che non vanno, bisogna ribadire che l'assistenza tecnica lascia ancora a desiderare. Tra i problemi principali che vivo, poi, alla periferia di Milano (Rozzano - ndr) c'è quello di edicole ormai obsolete, ingombrate da enormi cartonati: le dimensioni degli allegati sono diventate insostenibili, il loro peso inaccettabile. Invece di sommergerci con prodotti inutili, cellofanati o impacchettati con i giornali, perché gli Editori non pensano di consegnarci dei buoni sconto da regalare ai clienti? Il premio magari sarebbe migliore e eviteremmo il carico di gadgets che invade l'edicola ogni giorno".

<< Giovanni Gorrea - Torino
"Il liberismo? Il nostro lavoro è una falsa libertà. L'editore è sovvenzionato continuamente da provvedimenti ad hoc e il distributore guadagna nel consegnare giornali; l'unico che è in crisi è il rivenditore. Siamo passati da 7 milioni di copie vendute in 35mila punti vendita ai 6 milioni con l'aggiunta di altre migliaia di punti vendita, grazie alla sperimentazione. Se qualcuno pensa che l'equazione sia: più rivendite più venduto, si sbaglia di grosso".

<< Salvo Lo Bianco - Catania
"All'apertura del nostro Congresso, nelle parole degli ospiti che rappresentavano le varie categorie, ho sentito tanta considerazione verso la nostra rete di vendita. Mi sono sentito preso in giro, visti poi i fatti concreti. Cultura imprenditoriale per me è uguale a libera scelta di prodotto. Il distributore deve avere rispetto anche per noi. Porto poi l'esempio di come in Sicilia diverse strutture che vogliono nascere trovino ostacoli invece che appoggio dalle sedi locali della Confcommercio. A Catania siamo fortunati perché possiamo contare su Antonino Alicata che è una figura importante all'interno dell'Ascom della nostra città, ma in altre province la situazione è ben diversa e deve essere risolta con l'impegno del sindacato nazionale. Per quanto riguarda INFORIV, a Catania siamo partiti con i due distributori. è importante, però, che venga potenziato e sviluppato per tutti, altrimenti creeremo, all'interno della categoria, edicole di serie A e di serie B. Sull'argomento tutte le nostre sedi provinciali si debbono impegnare".

Leonardo Lovallo - Castellamare di Stabia
"Siamo presenti a questo congresso, con grande entusiasmo: la nostra è una nuova struttura (leggere a pag. 69 - ndr) che in due mesi ha raccolto quaranta iscritti e sono pronti a farne parte anche altri colleghi. è tanta la voglia di far valere i nostri diritti e ci identifichiamo nelle parole del presidente Abbiati. Personalmente vengo da un'altra organizzazione, ma solo ora ho trovato una realtà in cui si vuole ottenere, concretamente, dei risultati. A Castellamare abbiamo portato acqua nel deserto ed è importante creare nuove strutture. Sentendo i colleghi ci rendiamo conto anche di vivere in una realtà diversa, con problemi molto grandi. Quando sentiamo parlare di piani vendita capiamo che, da noi, non si sappia proprio di cosa si stia... parlando".

<< Lino Maesano - Roma
"L'allargamento della Giunta Nazionale (da 8 a 10 membri - ndr) credo che sia positiva perché dimostra che questo nostro strumento ha la volontà di operare sempre meglio e sempre più. Così come i programmi del presidente Abbiati e quelli unitari presentati dai nostri vicepresidenti confermano che lo SNAG prosegue il suo percorso senza farsi intimorire e condizionare da nessuno, tenendo conto che non tutti hanno idee chiare come le nostre".
<< Carlo Monguzzi - Milano
"In questo periodo in cui si parla tanto in Europa di liberismo, noi edicolanti abbiamo solo doveri. Anche se qualche editore, come Il Sole 24 Ore, si è mosso con gli abbonamenti in edicola, fatto che apprezziamo, in realtà siamo obnubilati dal fatto che, nostro malgrado, attraverso le varie testate che si vendono in edicola veicoliamo buoni sconto per abbonamenti con percentuali di sconto sempre più alte... Abbiamo un'iniziativa come il Quotidiano in classe che ha come unico risultato di consentire, a personale scolastico e parascolastico, di ricevere gratuitamente il giornale; per non parlare di abbinamenti di due quotidiani al prezzo di un euro... il tutto con il solo effetto di togliere vendite alle edicole! Il ruolo servile non ci appartiene. Importante sarà, dunque, l'impegno della nostra dirigenza che, nel prossimo quadriennio, dovrà esercitare la sua influenza anche nel rapporto con gli altri Sindacati. Lo SNAG è, infatti, diverso dagli altri per capacità, progetti, intenzioni e deve far rinascere orgoglio e qualità nella categoria. Come? Con la formazione di nuove leve sindacali, più notizie, più opinioni e massima tutela e accoglienza dei nostri associati".

<< Tullio Mura - Sassari
"Per svolgere l'attività sindacale provinciale è necessario essere veri e propri professionisti. Bisogna conoscere le leggi regionali e comunali. Lo dimostra il fatto che anche il nostro nuovo Accordo è stato firmato con l'impegno, nelle commissioni, di avvocati, commercialisti, ecc. Che cosa non mi piace del nuovo Accordo Nazionale? Il fatto che, in un modo o nell'altro qualcuno abbia voluto conservare quelle che sono vere e proprie quote di servizio".

Giovanni Orlandi - Firenze
"Sentendo l'esperienza degli altri colleghi mi rendo conto che a Firenze siamo un'isola fortunata per quanto riguarda la distribuzione che è buona. Sono collegato a INFORIV e uso il computer per il mio lavoro. Ritengo opportuno, però, poter sfruttare l'informatizzazione, e il collegamento on line, anche per altri servizi che le rivendite possono offrire al pubblico: biglietti per teatri, attività di informazione, certificati per i Comuni. Credo che questa sia una opportunità da sfruttare attraverso l'uso del pc".

Vincenzo Palmeri - Torino
"Ai colleghi voglio segnalare l'esperienza del provinciale di Torino che ha creato una struttura parallela per gestire l'attività commerciale. Un modo che ci consente di auto sovvenzionarci offrendo servizi ai colleghi. Non è stato facile ma, con la consulenza della GEDIS, abbiamo investito di tasca nostra, fatto degli sforzi per proporre il prodotto da vendere, impiegando anche del tempo. Il tutto tenendo presente che le nostre edicole sono vere e proprie imprese. Oggi vi posso dire che, nella mia edicola, solo il 14-15% del reddito è creato dalla vendita di quotidiani: per sopravvivere servono, quindi, anche prodotti complementari".

<< Romano Ramos - Genova
"Uno degli aspetti dell'Accordo Nazionale per il quale so che si sta ancora discutendo è quello delle fideiussioni. A Genova ogni distributore fa come ritiene più opportuno. Per esempio: un nuovo edicolante subentrato a un collega si è visto chiedere da due distributori cifre ragionevoli mentre, dal terzo, una somma spropositata e non giustificata. Credo che questo argomento sia uno tra i più spinosi. Non mi stancherò mai di sottolineare i problemi che gli inserti sempre più pesanti ci stanno creando. Nel fine settimana ci vogliono almeno due persone in edicola per poter gestire tutti i prodotti allegati ai quotidiani".
<< Giuseppe Tagliabue - Busto Arsizio
"È giusto dare la possibilità a chi ha ricoperto, con continuità, incarichi nei cinque anni precedenti e oggi non ha più una propria edicola, di proseguire a lavorare per lo SNAG e per tutta la categoria offrendo un bagaglio di esperienza. Sono favorevole e disponibile all'informatizzazione, ma l'edicolante deve essere parte attiva di questa trafila. Se leggiamo il codice a barre durante la vendita, e questi dati passano attraverso il distributore per arrivare all'editore siamo solo elemento passivo. Dobbiamo, dunque, avere accesso anche noi alle informazioni per poter soddisfare l'interesse del lettore: sapere se una pubblicazione è disponibile e in quanto tempo sarà consegnata. A livello locale, il nostro impegno sarà, anche per il futuro, quello di organizzare dei corsi di aiuto ai colleghi, come abbiamo già fatto in passato; il tutto per qualificare sempre più la nostra categoria".
 
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