Cosa possiamo fare per riportare il cristallo alla originaria trasparenza e brillantezza? Muniamoci di spazzole, spugne e secchi dacqua ed eliminiamo le macchie di calcare, gli schizzi di fango e tutte le altre porcherie che imbrattano il nostro recipiente.

FORZA RAGAZZI, FACCIAMO PULIZIA

Concluso il nostro IX Congresso Nazionale mi sembra doveroso esprimere i miei più fervidi e sentiti ringraziamenti all'amico Andrea Innocenti per la perfetta organizzazione e la meravigliosa cornice con la quale ha saputo contornare i tre giorni dedicati a un convegno così importante. Chiusa questa premessa dedicata ai complimenti, peraltro del tutto sinceri e non di circostanza né tanto meno condizionati dall'amicizia pluri decennale che mi lega ad Andrea, vorrei fare una considerazione sulla relazione del nostro presidente Armando Abbiati. L'ho ascoltata attentamente, l'ho letta ripetutamente in qualche momento di libertà, l'ho riletta ancora oggi prima di mettermi a scrivere queste righe.

La condivido totalmente, pienamente, assolutamente; in modo particolare quando Abbiati, alzando i toni (bravo !!!), punta l'indice sugli aspetti "meno buoni" del nuovo Accordo Nazionale. Nella sua relazione Abbiati ha citato nove volte le parole "trasparenza" e "trasparente", e due delle tre proposte che impegneranno lo SNAG nell'immediato futuro sono sul tema della "trasparenza". È una necessità che tutta la categoria dei giornalai sente prepotentemente, un obiettivo che non possiamo mancare. Vorrei anche ricordare che il bisogno di una maggiore trasparenza nei rapporti con gli editori e i distributori locali non è una novità di questi ultimi mesi. L'istituzione - decisa il 24 giugno 2004 - di una apposita Commissione Trasparenza che aveva il compito di predisporre un prototipo di bolla unico contenente tutti gli elementi di identificazione del prodotto editoriale, nonché la costituzione della Commissione Glossario che aveva lincarico di codificare i termini in uso precisandone l'esatto significato allo scopo di fornire una corretta interpretazione, erano chiari segnali della volontà delle OO.SS. tra cui, in primis, la nostra. La trasparenza doveva, quindi, racchiudere come un luccicante recipiente di cristallo lintero nuovo Accordo Nazionale: non più ombre, non più sfumature, non più angoli bui dove tendere agguati. Ma a distanza di dieci mesi dalla sigla, a distanza di quasi sei mesi dall'entrata in vigore dellAccordo Nazionale, la trasparenza di quel cristallo non è più tale. Macchie di calcare e schizzi neri di fango stanno, infatti, prendendo il sopravvento sulla lucentezza, sulla limpidezza. Ed ecco riapparire ombre, sfumature, angoli bui. Cosa è successo? Chi è stato?
L'ignavia della FIEG sul progetto INFORIV, l'ostracismo di molti distributori locali a tale progetto, la malizia di alcuni Editori che hanno immediatamente camuffato i loro prodotti per ridurre la percentuale del nostro aggio, il menefreghismo dei distributori locali che ancora non hanno adeguato le bolle. Queste sono le cause, questi sono i colpevoli.

Cosa possiamo fare per riportare il cristallo alla originaria trasparenza e brillantezza? Diventare lavavetri. Sì, lavavetri, come gli extracomunitari ai semafori. Muniamoci di spazzole, spugne e secchi d'acqua ed eliminiamo le macchie di calcare, gli schizzi di fango e tutte le altre porcherie che imbrattano il nostro recipiente. Lo SNAG fornirà tutti gli strumenti necessari, affiancherà i rivenditori nella promozione dell'intervento dell'Organo di Conciliazione e Garanzia per tutte le controversie derivanti da violazioni dell'Accordo Nazionale, ha un "pool di legali" che darà agli iscritti un aiuto qualificato. A noi rivenditori il compito di vigilare sul comportamento dei distributori locali, di controllare l'idoneità del prodotto che riceviamo nelle nostre edicole, di denunciare ai nostri rappresentanti sindacali locali tutte le documentate violazioni dell'Accordo Nazionale. Forza ragazzi, facciamo pulizia.

Lucio Toffetti

 

IN MERITO ALLA VENDITA DI TESTATE PORNOGRAFICHE NELLE EDICOLE

Rifiutare in edicola materiale pornografico, cartaceo o video, e rispettare le leggi vigenti senza incorrere in scontri con i distributori locali è argomento di cui si discute da tempo anche sulle pagine di Azienda Edicola. Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da Salvo Lo Bianco, presidente dello SNAG di Catania, che sullargomento effettua alcune interessanti considerazioni. "Con decreto del presidente della Repubblica n. 1701 del 20/10/1949 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3099 del 6/2/1949) era stato approvato il protocollo 12/11/1947 che apportava emendamenti alla convenzione internazionale per la repressione della circolazione e del traffico delle pubblicazioni oscene e lItalia, assieme ad altri stati membri del consiglio economico e sociale dellorganizzazione delle Nazioni Unite, aderì alla convenzione sottoponendosi conseguentemente, in caso di trasgressione, al potere della corte internazionale di giustizia. Sino a oggi tale decreto e tale protocollo non sono stati abrogati e quindi sono ancora in vigore. Il fatto che sia stato emesso il d. lgs. n. 170 del 24.04.2001 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 1109 del 14.05.2001) nel quale agli articoli 4 e 5 si prescrive parità di trattamento alle diverse testate e il divieto di esposizione al pubblico di materiale pornografico, in realtà non elimina questi prodotti anche se risultano contrari con l'art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana e con l'art. 17 Legge n. 30 del 9.2.1999 della carta sociale europea che, a proposito dei bambini e degli adolescenti, dicono di voler assicurare loro l'effettivo esercizio del diritto di crescere in un ambiente favorevole (vale anche per i figli dei rivenditori di giornali) e a proteggerli dalla violenza e dallo sfruttamento. Giustamente alcuni edicolanti, compreso lo scrivente, sono contrari alla vendita di queste testate e il fatto che abbiamo aderito all'accordo di categoria non significa che si debba sottostare a delle imposizioni ritenute illecite. In conclusione, non si può imporre un atto che secondo la morale è prettamente e manifestatamene contrario al proprio sistema di vita, anche se tale sistema per altri è lecito e conforme alla propria morale. Sarebbe logico, giusto e onesto, quindi che gli edicolanti restassero liberi di scegliere il loro comportamento senza essere minacciati di essere sospesi dalle varie agenzie di distribuzione che operano nel territorio nazionale".

Salvo Lo Bianco



...Ma la cosa più divertente restavano comunque gli improperi e gli insulti che Dodo inviava direttamente al computer quando qualche problema non si risolveva immediatamente. Era un misterioso dialogo fra uomo e macchina al quale assistevamo tutti veramente sbalorditi.


LA BOLLA DI CONSEGNA

In questi giorni ci è stata presentata la bolla di consegna conforme a quanto indicato dal nuovo Accordo Nazionale. è senza dubbio un passo notevole verso quella unificazione dei servizi e dei sistemi di distribuzione che permetterà, in un prossimo futuro, la completa informatizzazione della rete. è chiaro che, finché i Distributori Locali non parleranno lo stesso linguaggio, tutto il progetto INFORIV, o qualsiasi altro, verrà relegato in un ruolo secondario, vanificato dalle difformità esistenti sul territorio. Per me personalmente, però, è come se scomparisse improvvisamente un pezzo importante della storia della distribuzione e resta difficile non pensare alle ansie e al lavoro che quel pezzo di carta contabile è costato ai suoi realizzatori. Nel bene e nel male, io sono uno di quei pionieri che, insieme a Melchiorre Balti di Lodi e Dodo Bacic (ingegnere slavo doc, vero nome Vladimir) riuscì a realizzare la bolla che, infiocchettata dai progressi di 25 anni di informatica è rimasta sostanzialmente la stessa dal 1977 a oggi. Bellesempio di resistenza! Era il passaggio dai famigerati centri meccanografici (utilizzati solo per la contabilità) allinformatica vera e propria che vorrei ricordare, con un pizzico di nostalgia, ai giovani che ci leggono e che forse qualche volta si sono domandati come funzionavano allora le cose. Lidea semplice e vincente fu quella di Dodo, grande esperto della nuova scienza, proveniente dal centro studi della galleria del vento allAlfa Romeo: assemblare i macchinari che il mercato offriva in quel tempo per risolvere in ununica soluzione i problemi della diffusione, della distribuzione e della contabilità di unagenzia di distribuzione locale. Lodi, a quel punto, divenne la piazza sperimentale e subito dopo Roma. Ricordo le acrobazie di Melchiorre con la sua stampante e la stanza che ospitava il primo calcolatore a Roma, immediatamente ribattezzato "Mandrake" e che, fra disconi, dischetti e quantaltro, riusciva ad avere una ridicola memoria di appena 256KB! Ma la cosa più divertente restavano comunque gli improperi e gli insulti che Dodo inviava direttamente al computer quando qualche problema non si risolveva immediatamente. Era un misterioso dialogo fra uomo e macchina al quale assistevamo tutti veramente sbalorditi. Ma il sistema funzionava e, immediatamente, si diffuse in altre piazze di distribuzione da Venezia alla Sicilia. Laggiornamento tecnico costrinse molti distributori ad adeguarsi e non tutti lo fecero di buon grado perchˇ il passaggio dal cartaceo o dal meccanizzato al computer risultava traumatico; ci furono agenzie che acquistarono lhardware utilizzandolo solo dopo molto tempo e, addirittura, una in Sicilia lo tenne imballato senza mai usarlo. Bastava che, in giro, si sapesse che si era attrezzata! Il problema più grosso fu, allora, superare la diffidenza dei rivenditori che, in molti casi, temevano non tanto lattendibilità della bolla quanto un inasprimento fiscale conseguente la trasparenza delle operazioni contabili. Oggi la tipologia delle pubblicazioni che giungono in edicola è talmente diversificata e complessa che ladeguamento previsto dallAccordo Nazionale si sta dimostrando assolutamente necessario per mettere il rivenditore in condizione di leggere ciò che riceve, come lo riceve e a quali condizioni lo riceve. Ed era inevitabile che, dopo tanti anni di onorato servizio, la vecchia bolla andasse in pensione. Comunque addio e senza rimpianti!

Lino Maesano

 
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