A
cura di
Carlo Leopardo
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È
necessario avere le idee ben chiare
Quotidiani
e allegati
Desidero
chiedervi quanto segue:
-
Perché è obbligatorio vendere i quotidiani
con i relativi allegati? Quando il Corriere dello
Sport e Tuttosport sono in abbinamento
con AM, Guerin Sportivo e Motosprint,
noto sempre un calo di vendite. Il Venerdi di
Repubblica non è obbligatorio ma lo vuole
anche chi non acquista quel giornale, mentre D diventa
obbligatorio e quindi indigesto. Non ho invece problemi
con Io donna del Corriere della Sera.
- Perché
non è più possibile fare i "fuori
bolla"? Vi sembra giusto che il Panorama dei
VHS, da alcuni mesi sparito dalla circolazione, venga
richiamato in resa più di un mese dopo? Perché
dovremmo tenere per terra riviste che non possiamo
vendere perché è già uscita quella
nuova?
-
È possibile fare la resa di opere chiamate
tramite il modulo "arretrati per editore"?
Marco Napoli
Mi
sembra che lei abbia le idee un po confuse, spero di
chiarirgliele rispondendo schematicamente alle sue domande:
- Un
conto sono gli "inserti" che a suo tempo
furono oggetto anche di un lodo ministeriale e che
fanno "parte integrante del giornale", un
altro sono gli "abbinamenti" tra le testate
che, nel vecchio Accordo Nazionale decaduto il 31
dicembre 2005 non erano contemplati in quanto non
vi era alcun obbligo da parte dell'edicolante di vendere
due o più pubblicazioni diverse in abbinamento
a prezzo ridotto. Più volte lo SNAG , tramite
circolari alle sue strutture locali, ha invitato i
giornalai a non effettuare "abbinamenti",
invito peraltro non osservato perché ritenuto
di scarsa importanza. I fatti hanno dimostrato che
non è stato così e la casualità
è diventata normalità, ora, regolata
e disciplinata con il nuovo Accordo Nazionale. Sono
d'accordo con lei che leffetto è una riduzione
delle vendite di altri periodici. Il Venerdì
e D è obbligatoriamente allegato a La
Repubblica e non può essere ceduto da solo
o con altri giornali, lo stesso dicasi per Io
Donna che deve essere venduto con Il Corriere
della Sera.
-
Non esiste il Panorama dei VHS ma Panorama. Non hanno
alcuna importanza gli allegati siano VHS, DVD o altro;
quando arriva in edicola il numero nuovo, quello uscito
la settimana precedente anche se non richiamato (spero
per errore e non per dolo) deve essere reso e non
considerato come "fuori bolla" che è un termine che
non vuol dire nulla.
- Sì,
in quanto il prodotto editoriale qualsiasi esso sia
è ceduto al rivenditore con diritto di resa
dell'invenduto.
Un
consiglio per allettare la clientela
Avete
dei consigli da darmi riguardo prodotti o servizi da
offrire alla clientela? Nel mio negozio per esempio
ho un Kodak kiosc per sviluppo di foto digitali . La
mia attività si svolge in un paese di 1.330 abitanti
che destate diventano molti di più.
M. Mannella Ateleta (AQ)
Se
durante l'estate, come afferma, la popolazione del suo
paese aumenta in quanto località turistica, un'idea
potrebbe essere quella di proporre prodotti che possano
interessare i villeggianti. Per esempio: guide turistiche,
articoli di artigianato locale, poster con immagini
della sua bella zona, ecc. Continui a leggere Azienda
Edicola dove troverà spunti interessanti per
il suo negozio attraverso le esperienze che altri rivenditori
raccontano.
Visiti anche il nostro sito:
www.aziendaedicola.com
alla voce "Storico articoli" e poi "attività": troverà
tutto quanto è stato pubblicato per sviluppare il proprio
lavoro.
Chiarimenti
in merito al conto deposito
Il distributore locale addebita immediatamente
in bolla eventuali copie da me richieste in più
della fornitura di base delle pubblicazioni fornite
in conto deposito. È corretto, oppure dovrebbero
addebitare anche quelle richieste in più al richiamo
resa?
P. M. Cattolica (RN)
Le pubblicazioni con le caratteristiche per essere
cedute in conto deposito devono essere sempre fatturate
al momento del richiamo in resa, sia quelle fornite
allorigine che quelle richieste come rifornimento in
un secondo tempo. Per quanto riguarda le figurine e
i relativi album, invece, solo la prima fornitura deve
essere pagata al ritiro della resa. Eventuali rifornimenti
devono essere pagati contestualmente alla consegna.
Un
permesso negato
Sono
un edicolante subentrato, nel 1986, all'attività
iniziata dal padre negli anni 50. Poco prima di Pasqua
ho inviato una lettera, alla mia agenzia di distribuzione,
con la quale chiedevo di tenere chiusa l'edicola metà
giornata in occasione della Pasqua per motivi personali
che, a tutela della privacy, ho ritenuto di non dover
dire a nessuno, nemmeno al quotidiano La Provincia di
Lecco che mi ha telefonato per avere precisazioni in
merito.
La
chiusura non mi è stata concessa (posso dirvi
che la motivazione consisteva nell'esaudire un voto
che è quello di andare, ogni anno, con la mia
famiglia al Santuario del Gesù di Praga che si
trova ad Arenzano in Liguria).
Sono
andato ugualmente, nel giorno di Pasqua, al Santuario
con mia moglie ma ho dovuto lasciare in edicola mia
madre che si è annoiata e innervosita per la poca gente
che circolava in quel giorno festivo e per il misero
incasso di soli 60 euro. Mi chiedo, perciò, che danno
avrebbe comportato la chiusura di una mezza giornata
tenendo presente che nelle vicinanze ci sono altre due
edicole e due supermercati che vendono i giornali.
C'è
ora un altro problema: quello delle ferie estive che
avrei scelto di fare dal 1¡ al 15 luglio 2006.
Mi
è stato comunicato che quel periodo non corrisponde
a nessuno di quelli scelti dal sindacato e, quindi,
non ho avuto ancora alcuna risposta in merito. A questo
punto mi sorge spontanea la seguente riflessione: io
sono il proprietario della mia edicola solo quando si
tratta di pagare le varie tasse, il commercialista e
tutte le spese inerenti all'attività; se però
chiedo di chiudere per un periodo di ferie, allora la
mia edicola cambia proprietario e spetta agli altri
decidere quando è opportuno chiudere. Posso comprendere
la turnazione per ferie delle edicole, ma mi sembra
anche giusto tener presente che nel giro di poche centinaia
di metri ci sono, come già detto, altri quattro
punti che vendono giornali e riviste. Mi chiedo perciò
che problema ci sarebbe se chiudessi nel periodo da
me scelto quello cioè dal 1¡ al 15 luglio. Attendo
con ansia una vostra risposta e in attesa porgo cordiali
saluti.
L. B. Casatenovo (LC)
La
giornata di Pasqua cade sempre di domenica e, come tutte
le domeniche, le rivendite possono restare chiuse nelle
ore pomeridiane. Il fatto che lei abbia chiesto di chiudere
eccezionalmente anche la mattina di Pasqua non avrebbe
dovuto provocare problemi di alcun tipo in quanto, come
lei dice, nelle vicinanze sono presenti altri punti
vendita. Quello che lei denuncia è una forma di prevaricazione
da parte del suo fornitore e/o del giornale locale.
Tenga presente per il futuro che lei si può ammalare
e, di fronte alla malattia, il regolare certificato
medico è sovrano e non valutabile dalle entità sopra
evidenziate.
Per quanto riguarda le ferie, pur nell'ottica di una
giusta e regolare turnazione per evitare scoperture
territoriali, non vedo controindicazioni nell'usufruire
del periodo da lei proposto se ciò non pregiudica
altre rivendite e viene comunicato alla commissione
provinciale preposta. Per il prossimo anno si rivolga
alla struttura SNAG locale (tel. 031/64 35 38) entro
il 31 marzo precedente il periodo delle ferie, come
dispone il nuovo Accordo sulla vendita dei giornali
entrato in vigore il 1¡ gennaio 2006.
Vendere
giornali a Palermo
Sono
titolare di una libreria-cartoleria. Da anni chiedo
l'autorizzazione per vendere giornali e riviste perché
nella mia zona scarseggiano le edicole. Il comune ha
sempre risposto negativamente dicendo che è in
attesa, dal 1999, del piano regolatore. Altri però
hanno avuto l'autorizzazione a me negata. In questi
giorni ho saputo che quasi certamente daranno delle
sperimentazioni in varie circoscrizioni della città.
Volevo, pertanto, sapere quanto segue:
-
Senza il piano regolatore è possibile dare licenze
per le edicole?
- Il
comune mi vieta di vedere il piano regolatore, a chi
posso rivolgermi per prenderne visione?
- Senza
piano regolatore si possono fare sperimentazioni?
- Posso
inoltrare domanda nella mia circoscrizione (VIII)?
Grazie.
Attendo una risposta e vi porgo i miei più cordiali
saluti.
M. S. - Palermo
Premetto
che nella sovranità delle decisioni di unamministrazione
comunale vi è anche quella di concedere o non concedere
determinate autorizzazioni (in questo caso di giornali).
Rispondo schematicamente ai suoi quesiti:
- Quello
che lei chiama piano regolatore è, probabilmente,
il piano di localizzazione dei punti vendita di giornali,
quotidiani e periodici di cui il suo comune doveva
essere già dotato ai sensi del decreto legislativo
170/2001. Per sapere se, in assenza del piano, il
comune può concedere o meno nuove autorizzazioni,
è necessario consultare la relativa normativa regionale
che al momento non conosco.
- Qualora
esista, il piano di localizzazione è un atto pubblico
e può essere visionato nei competenti uffici comunali.
- Non
esistono sperimentazioni. Le autorizzazioni possono
essere concesse o negate. Per risposte più esaurienti
la invito a contattare la sede dello SNAG di Palermo,
tel. 091/6528648 (legga a pag. 62) che, essendo sul
territorio, è a conoscenza delle regole espresse sia
a livello regionale che comunale.
Fideiussioni
bancarie e consegne post-ferie
Sono
titolare da quasi 10 anni di un'edicola nella provincia
di Bari e vorrei esporvi due quesiti.
Il
primo riguarda il problema della fideiussione bancaria
che il mio DL ha richiesto al momento della sottoscrizione
del contratto, dicendo che tale pretesa era stata espressamente
richiesta dagli editori. Visto che nel nuovo contratto
nazionale non si fa alcun riferimento a questo problema,
vi chiedo se sia giusta tale pretesa, tenendo anche
conto che i pagamenti degli e/c settimanali sono sempre
stati regolari.
Il
secondo quesito riguarda il fatto che, puntualmente,
a ogni rientro dalle ferie, ricevo una vera e propria
catasta di periodici ormai scaduti che sono costretto
a controllare e restituire in tempi rapidi dato che
poi viene chiesto il pagamento. Vorrei sapere se tale
situazione è normale. Grazie. F. S. Barletta - BA
Presumo
che i fatti da lei esposti (fideiussione, sottoscrizione
del contratto) si riferiscano a una decina di anni fa,
quando, cioè, è diventato titolare del suo punto vendita.
In quel periodo non vi era alcun obbligo a firmare "accordi"
con il distributore locale né a sottoscrivere fideiussioni
bancarie a suo favore e, tanto meno, richieste da parte
degli editori (ritengo che il contratto che ha firmato
tanto tempo fa sia ormai decaduto).
Attualmente
viene seguita la normativa indicata nell'Accordo Nazionale
in vigore dal 1¡ gennaio 2006 e siglato dalle varie
componenti della filiera editoriale, ivi compresi i
distributori locali.
La fideiussione da lei rilasciata deve essere, pertanto,
resa in quanto il nuovo Accordo prevede "idonee garanzie"
solo qualora esistano problemi di solvibilità del punto
vendita o il subentro di nuovi titolari, circostanze
queste che non rientrano nel suo caso.
Per quanto riguarda le forniture al rientro delle ferie,
come ho già detto più volte, vi sono due
correnti di pensiero: c'è chi vuole tutto quanto
è uscito durante il periodo di chiusura e chi
invece solo a partire dal giorno di apertura. In entrambe
le ipotesi vi sono vantaggi e svantaggi e, data l'enorme
esposizione a cui il punto vendita deve soggiacere nel
primo dei due casi, ritengo sia legittimo, da parte
del giornalaio, fare una scelta che poi comunicherà
con un certo anticipo al proprio distributore locale.
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