Ricardo Franco Levi, volto nuovo del Parlamento italiano, è nato in Uruguay a Montevideo, è laureato in Scienze Politiche ed è giornalista professionista. Già inviato speciale al Sole 24 Ore, poi responsabile dell'economia al Corriere della Sera, nel 1991 è stato l'ideatore e il primo direttore dell'Indipendente, il quotidiano nato con una impostazione decisamente nuova, ispirato alla cultura anglosassone, ma in quel momento forse troppo in anticipo sui tempi. Il nuovo sottosegretario con delega all'editoria, conosce dunque molto bene il mondo dei giornali e non resta che augurarsi che le sue credenziali consentano di proseguire costruttivamente il dialogo iniziato al principio dell'estate.


"Liberare risorse derivanti dalla pubblicità perché arrivino alla carta stampata qualora essa sia in grado di creare prodotti tali da attrarre investimenti". è la direzione indicata da Ricardo Franco Levi, sul tema delle risorse pubblicitarie, per ora attratte al 90% dal mezzo televisivo. Levi ha inoltre indicato l'esigenza di "creare una maggiore divisione tra il mondo della Rai e il mondo della politica".

RICARDO FRANCO LEVI
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all'editoria

Con l'entrata in funzione del nuovo Governo, le Organizzazioni Sindacali dei rivenditori di giornali hanno ritenuto indispensabile sollecitare un incontro con Ricardo Franco Levi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all'editoria, per sensibilizzarlo sui problemi della categoria. A questo scopo gli hanno indirizzato una lettera che qui pubblichiamo nei suoi punti più salienti:

Onorevole Sottosegretario,

(...) Le organizzazioni sindacali dei rivenditori di giornali hanno sempre condotto rapporti di serena collaborazione, pur attraversando passaggi critici, con il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria e con i Sottosegretari che hanno ricevuto la delega all'editoria. Fin dal 1981, quando in Italia è stata emanata la prima legge di stato che regolava espressamente la vendita dei giornali, il nostro contributo è stato essenziale per la concertazione tra tutti i Soggetti Istituzionali e di filiera nella ricerca di soluzioni legislative e di regolazione del mercato intese a realizzare le migliori condizioni produttive e di garanzia del pluralismo dell'informazione. Così è stato anche per la legge 62 del 2000 e per il Dlgs 170 del 2001, che regolano il sistema di vendita della stampa. Purtroppo, finora non sono stati realizzati elementi peculiari del Dlgs n. 170/2001, quali l'organo di monitoraggio del mercato editoriale previsto dall'art. 8, strumento necessario per conoscere a fondo le esigenze della rete di vendita sia di fronte alla radicale trasformazione del prodotto editoriale, sia verso le esigenze di lettura della popolazione, ma soprattutto d'indirizzo per realizzare una migliore efficienza del comparto della distribuzione del prodotto editoriale. Assieme a queste tematiche, anche in sintonia con le Parti sociali, abbiamo più volte avanzato richieste di confronto al precedente Governo circa argomenti di grande rilievo come la tassazione IVA sui prodotti editoriali, sulla ridefinizione stessa del prodotto editoriale, sulla problematica delicata della diffusione della pornografia e relativi provvedimenti fiscali con l'ultima Legge Finanziariaria, così come sulla necessità di addivenire a soluzioni legislative che, non inficiando il principio costituzionale della libertà d'informazione, giungano a ridefinire le modalità di attuazione dell'obbligo alla parità di trattamento per tutte le testate. Oggi, la mole sempre più crescente di prodotti spuri che pervengono in edicola contraddice tale principio, a tutto svantaggio della stampa di informazione e di cultura, soffocata dal peso massiccio di pubblicazioni che è arduo definire tali. Inoltre, la stragrande maggioranza degli edicolanti non ritiene più condivisibile l'obbligo di porre in vendita prodotti pornografici e violenti in conflitto con i loro principi morali con quelli dei lettori innanzitutto, con i gravi rischi che derivano ai minori dalla diffusione di siffatte tipologie. Assieme alla Fieg. siamo approdati a un Accordo Nazionale sul lavoro in edicola di portata storica, comprendente per la prima volta il mondo della distribuzione di stampa. Ci si è giunti grazie all'operato concertativo che ha accompagnato il percorso di sperimentazione delle vendite complementari con la legge 108 del 1999 fino al decreto 170 del 2001. è in questo frangente che si è determinata l'intenzione di riavviare il confronto tra le parti fino alla sigla dell'Accordo nel 2005 che trova nell'infomatizzazione della rete di vendita il suo cardine primario. A latere di questo risultato, tra la FIEG e i Sindacati di categoria è stata espressa l'intenzione di intervenire congiuntamente verso le Autorità di Governo, affinché il nostro Paese si possa allineare a quelle realtà europee che hanno operato verso la riduzione a tasso zero dell'IVA sui prodotti editoriali "puri" e sui media artistici e culturali. Rinnoviamo queste istanze, assieme ai nostri migliori auguri e complimenti per il Suo insediamento, restando in attesa di una prossima convocazione, possibilmente nei tempi più rapidi, date le pressanti urgenze legislative nell'agenda del Governo.

La risposta non si è fatta attendere e, infatti, il 4 luglio scorso, i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali della categoria sono stati ricevuti a Palazzo Chigi a Roma, dall'On. Ricardo Franco Levi. Sono stati affrontati tutti i temi evidenziati nella lettera di richiesta di incontro e in particolare:
- urgenza di attivazione dell'Osservatorio di cui all'art. 8 D.Lgs 170/2001, con l'obiettivo di rendere più efficiente il sistema distributivo e di vendita, tramite interventi di sostegno per l'ammodernamento e la riqualificazione della rete esistente;
- valenza dell'informatizzazione in atto della rete, in correlazione al punto precedente;
- interventi legislativi per la ridefinizione del prodotto editoriale cartaceo, per adeguare la normativa vigente ai mutamenti delle nuove forme di pubblicazioni introdotte nel mercato; "pornotax" e conseguente trattamento del prodotto pornografico in edicola;
- IVA riferita all'editoria con la richiesta di esonerare il prodotto editoriale puro (culturale, di informazione, di qualità, senza gadget o altri generi promozionali).

Ricardo Franco Levi ha dimostrato cordialità e interesse, tanto che le OO.SS ritengono proficuo il nuovo percorso iniziato con gli interlocutori istituzionali del Governo che potrà permettere, nei successivi sviluppi, di cogliere importanti risultati sia per la categoria dei rivenditori di giornali che per il libero accesso all'informazione dei cittadini. Sandro Cipriani

 
  © 2006 DEA INIZIATIVE EDITORIALI SRL- Milano | Tutti i diritti riservati |