
Il menu multi-opzione di Sorrisi e Canzoni TV che presenta
i diversi gadget disponibili e alcuni degli oggetti proposti
con le testate Mondadori. In alcuni casi la loro qualità
è decisamente modesta. |
UN
NUOVO SHOPPING IN EDICOLA:
I GADGET "DISGIUNTI"
Irivenditori
di Abbiategrasso e Vigevano nel Nord Italia, di Teramo
e Pescara nel Centro a partire dal 3 luglio scorso (test
previsto fino a fine settembre) hanno ricevuto dalla
Mondadori i cosiddetti prodotti opzionali, meglio
conosciuti come gadget, 'sganciati' dalla testata. Con
lo slogan "Un nuovo shopping in edicola!!!!" l'editore
di Segrate ha proposto in forma 'disgiunta' (separata
dalla rivista) alcuni articoli solitamente cellofanati
(Dvd, Cd, libri, borse, ecc...), ma da unire al giornale
nell'atto di vendita. Come annunciato nella circolare
inviata dalla stessa Mondadori, l'iniziativa - definita
innovativa - riguarda CHI, DONNA MODERNA, PANORAMA,
SORRISI E CANZONI, TU e STARBENE. Ma la cosa non è semplice
come potrebbe sembrare di primo acchito. Perché le testate
in questione continuano ad arrivare in edicola, in doppio.
Quelle da vendere senza gadget, munite di regolare codice
a barre. Quelle da abbinare al gadget, inizialmente
senza codice a barre. Non solo: queste ultime sull'estratto
conto risultano a costo zero.
Si
vende il gadget, non la testata
Ma
vediamo meglio, l'operazione. I gadget disponibili possono
essere anche più di uno per ogni testata. Per
esempio:
- Sorrisi
e canzoni TV n. 30 del 22 luglio, offriva:
- Sorrisi
+ Madame Bovary (libro) a e 1,90
- Sorrisi
+ 2 cartine Lombardia+Liguria a e 5,90
- Sorrisi
+ Cd Pop 101 '90 vol. 2 a e 7,00
- Sorrisi
+ Dvd Live Eurythmics a e 12,90
- Sorrisi
+ Guida Top 10 Madrid a e 2,90
- Sorrisi
+ Radio Pocket a e 4,20
DONNA
MODERNA n. 28 del 19 luglio:
- Donna
Moderna + Libro a e 6,30
- Donna
Moderna + tasca portastoviglie e coltellino a e 5,30
TU n. 28 del 18 luglio, invece una sola proposta:
- Tu
+ trousse a e 4,80.
Sulla
copertina di ogni testata appare, dunque, in caso di
più gadget, un 'menù di multi-opzione' che indica i
diversi oggetti disponibili con il relativo prezzo comprensivo
di rivista. Nel caso di una sola proposta, il prezzo
della stessa è indicato in bella evidenza, sempre in
copertina. L'importo a cui è venduto il prodotto 'disgiunto'
viene a sua volta riportato su un'etichetta adesiva
applicata sul gadget stesso ed è, ovviamente, comprensivo
di quello della rivista. Mentre la vendita dei giornali
'base' prosegue come d'abitudine, quelli abbinati ai
prodotti 'disgiunti' vengono consegnati in quantità
pari alla somma degli articoli 'abbinabili'. Per la
'resa', Mondadori ha spiegato che faranno fede i soli
oggetti "disgiunti" e le copie delle riviste con prezzo
e codice a barre. Le copie delle 'altre' riviste non
saranno conteggiate. In pratica, potranno anche essere
buttate nel cassonetto della spazzatura!
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L'offerta multi-opzione è stampata sulla copertina di
Donna Moderna mentre il "bollino" sul prodotto evidenzia
che il prezzo "include la rivista".
è la dimostrazione che la testata è diventata un "gadget".
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Il
5% supplementare
I
prodotti in vendita sprovvisti del codice a barre, in
base all'articolo 8 dell'Accordo Nazionale devono essere
gratificati di un ulteriore 5% di sconto (oltre al 19%)
come previsto per "tutti i prodotti qualora privati dall'Editore
anche di un solo elemento indicato nell'art. 7 (in questo
caso il codice a barre, ndr)". Mondadori deve essersi
dimenticata di questo piccolo dettaglio. La sua scelta,
infatti, non ha rispettato le regole introdotte dal nuovo
Accordo Nazionale che all'articolo 7, appunto, prevede
come sia indispensabile "la presenza del codice a barre,
in prima pagina per i quotidiani e in prima o quarta di
copertina per i periodici, o comunque in posizione leggibile,
anche sull'inserto da compiegare facente parte di un'offerta
editoriale opzionale". Il codice a barre, è stato invece
applicato agli oggetti 'disgiunti' ma, fino a prova contraria,
non ci risulta che una radio o un coltellino possano essere
considerati prodotti editoriali. Lo SNAG, appena venuto
a conoscenza dell'iniziativa, è intervenuto immediatamente
presso la FIEG, evidenziando il fatto che la mancanza
del codice a barre sulla testata di riferimento, in base
a quanto stabilito dal nuovo Accordo Nazionale, presupponeva
un 5% supplementare. E, nel giro di poche ore il codice
a barre ha cominciato ad apparire sulle testate destinate
all'abbinamento con i prodotti 'disgiunti'. Anche se in
posizione nascosta come nel caso di Sorrisi e Canzoni
TV n. 30 dove è visibile solo se si toglie il cellophan
e si solleva la patelletta che funge da 'menu di multi-opzione'.
Resta ora da vedere che ne sarà di quel 5% supplementare
dovuto per le testate che, nel frattempo, sono uscite
senza. Per facilitare l'esposizione dei 'disgiunti' l'editore
di Segrate ha consegnato alle edicole interessate un importante
espositore con ripiani, personalizzati per le singole
testate, su cui presentare i gadget offerti di volta in
volta. Mentre il distributore locale, provvederà a fornire
settimanalmente, per tutta la durata del test, il calendario
delle uscite delle pubblicazioni interessate al progetto.
La
reazione di EDICOLANTI e CLIENTI
Ma
rivenditori e clienti come hanno accolto nelle città
scelte come 'area test' la proposta del gadget 'disgiunto'?
VIGEVANO
"Il
primo impatto ha disorientato il cliente e i risultati
non sono stati di aumento delle vendite, anche se l'aver
introdotto questa novità nel mese di luglio non può
portare a valutazioni significative considerando le
molte persone già in ferie" commenta Lorella Arneri
titolare della cartolibreria-edicola di Corso Pavia
a Vigevano, dove opera con il marito Franco Camussoni
(foto sopra). "è vero che l'espositore fornito dalla
Mondadori mette in evidenza i gadget 'disgiunti', ma
spesso il cliente guarda esclusivamente il bancone.
Per esempio, nel caso di Panorama trovare il Dvd cellofanato
con il settimanale rappresentava un'offerta diretta
al pubblico e la scelta avveniva in pochi secondi. Ora
si deve perdere più tempo e inizialmente siamo noi edicolanti
a doverlo indirizzare al gadget". "Certo, chi entra
in negozio preferisce trovare subito quanto gli interessa
e si sofferma su qualche novità solo se la trova in
evidenza" ribadisce Franco Camussoni.
Spostandoci
in pieno centro, a due passi dalla splendida Piazza
Ducale, Elena Bonardi, giovane edicolante di
Piazza Caduti Liberazione, precisa: "Se devo basarmi
solo su queste prime settimane direi che l'iniziativa
aggiunge solo confusione a quella che già abbiamo ogni
giorno in edicola. Guardando i prodotti in esposizione
c'è anche chi chiede di averne un paio con la stessa
rivista. Inoltre per le varie collane in abbinamento
ai periodici, i vari libri, cartine geografiche, guide
e quant'altro, la gente si è stufata e oggi preferisce
acquistare il solo prodotto editoriale. Se quest'iniziativa
Mondadori avrà un seguito, dovrà essere pubblicizzata
su larga scala: vedo che i clienti mi chiedono sempre
quello che vedono in tivù. Non bastano gli espositori!".
Claudio
Ferrari Trecate (foto in alto al centro), pioniere
vigevanese dell'informatizzazione in edicola, spezza
invece una lancia a favore del gadget 'disgiunto': "Stando
al risultato delle prime tre settimane, devo dire di
avere avuto una lieve crescita nonostante il periodo
estivo "spiega il rivenditore di Piazza Volta. "Il cliente,
disorientato? Quando ci sono delle novità bisogna abituarsi:
se vede Sorrisi e Canzoni o Panorama senza Cd o Dvd,
prima ti chiede poi sa che trova il gadget nell'espositore
e valuta se gli interessa. è questione di impostare
il lavoro, come in tutti i cambiamenti. A livello pratico
l'esposizione si è snellita, ora sul bancone ho solamente
settimanali e mensili 'lisci' e questo, per me, è anche
più comodo".
ABBIATEGRASSO
Domenico Iannotta (foto sopra), titolare di un'edicola
in Piazza Garibaldi, non ha accettato l'espositore Mondadori,
ma mette bene in evidenza i gadget 'sfusi' dei vari
periodici: "La mia è una scelta di sicurezza, perché
nei momenti di confusione è un attimo che libri di piccole
dimensioni o Cd possano sparire" spiega il giovane edicolante
abbiatense. "Se un cliente è attratto dal gadget che
vede esposto, lo prende e mi chiede a quale giornale
è abbinato, oppure acquista la rivista che gli interessa
e valuta se prendere anche borse, costumi, creme, Dvd,
Cd, ecc...". Bocciatura, quindi, del gadget sfuso? "Un
suo lato positivo ce l'ha - risponde Iannotta - ora
metto sul banco solo le copie di Sorrisi e Canzoni o
di Donna Moderna puliti e questo mi fa comodo".
In
Piazza Vittorio Veneto, Rodolfo Bertani, che
con il fratello Stefano gestisce una rivendita
nel centro di Abbiategrasso, dice: "Solo lavoro
in più. Siamo all'inizio ed è difficile
capire se questa novità sarà positiva
o meno. Per ora la differenza la continua a fare il
tipo di gadget allegato. Quello che interessa è
il prodotto, non come viene venduto".
Completa
il pensiero dei rivenditori di Abbiategrasso, Claudio
Fossati, titolare di un chiosco in Piazza Cavour,
precisa:
"Ho
messo l'espositore ben in vista perché solitamente
le persone che frequentano il mio punto vendita chiedono
direttamente ciò che vogliono. Se non lo trovano
in evidenza glielo dovrò indicare, altrimenti
rischiamo di perdere copie, perché sono in molti
che guardano il bancone e se non hanno l'impatto diretto
non si soffermano più di qualche secondo.
A
mio parere, avere giornali senza gadget può essere
pratico per l'esposizione, meno valido per il risultato
finale della vendita".
SCETTICI
A PESCARA E TERAMO
Anche
nelle altre due aree test scelte da Mondadori, gli edicolanti
non sono entusiasti per l'iniziativa: "Cambiamenti?
In negativo" risponde Anna Maria Dragone,
che con il marito Luigi Baiocchi gestisce la
rivendita di via Venezia a Pescara. "Un esperimento
che almeno in queste prime settimane ha creato confusione
tra la gente alla quale piace trovare il gadget già
unito alla rivista".
A
Roseto degli Abruzzi (Teramo) Roberto Nardi dell'Edicola
di Piazza Ungheria, ribadisce come il cliente sia disorientato:
"è vero che la Mondadori ci ha dato il suo espositore
e noi cerchiamo di metterlo bene in evidenza, ma il
cliente non ha sempre chiaro l'abbinamento. Prende,
per esempio, due gadget che sono in vendita con Sorrisi
e Canzoni piuttosto che Panorama e noi dobbiamo spiegargli
che deve ritirare due copie identiche della testata
e possono nascere anche discussioni. Sono altre le scelte
che vanno fatte se si vuole vendere di più nell'interesse
nostro e dell'editore: mi riferisco all'informatizzazione,
per esempio, una via che può migliorare i risultati
di tutta la filiera".
Celestino
Di Giandomenico, dipendente dell'Edicola De Luca
Gabriele e Dino di via Crucioli a Teramo ci spiega
cosa predilige il pubblico: "Solo se il film o la borsa
interessano, si vende. L'editore deve proporre oggetti
validi come allegati al giornale. L'offerta di prodotti
da abbinare è ben in vista nell'espositore e i nostri
clienti hanno capito come funziona l'iniziativa, ma
non è cambiato il loro modo di pensare".
...
e a Firenze è partito il test dell'Espresso
Il
mondo dell'editoria brilla per originalità e,
infatti, il 4 agosto anche L'ESPRESSO ha iniziato la
sua sperimentazione di gadget 'disgiunti'. La metodologia
- per quanto riguarda fornitura di copie e di gadget
- è più o meno la stessa messa in atto
da Mondadori, salvo il fatto che non è stato
previsto un espositore per la presentazione dei prodotti
e che le copie per i gadget non venduti devono essere
rese tassativamente. Ma, siccome la fantasia è
una delle nostre doti più brillanti, ecco come
a livello 'contabile' il test è stato messo in
atto: L'Espresso con il prezzo 'barrato' (ovvero quello
da consegnare al cliente insieme al gadget di riferimento)
indipendentemente dal suo reale prezzo di copertina
(2,80 euro), viene addebitato in bolla a 5 euro (meno
lo sconto d'uso). Il prezzo di addebito del gadget si
ricava sottraendo al prezzo cumulativo dell'offerta
(gadget + fascicolo) il prezzo di addebito dell'Espresso
'barrato', cioè 5 euro. Esempio:
> Dvd+Espresso = € 14,90
> prezzo di addebito dell'Espresso = e 5,00 meno
lo sconto d'uso
> prezzo di addebito del gadget = e 9,90 (cioè
e 14,90 - e 5,00) meno lo sconto d'uso. Naturalmente,
appena l'iniziativa è stata illustrata a Firenze
- in pratica quasi in contemporanea alla sua uscita
in edicola - Andrea Innocenti, vicepresidente
SNAG nazionale e presidente della sede fiorentina, ha
sollevato le sue decise obiezioni non riuscendo a capire
perché una testata che costa 2,80 euro debba,
se abbinata al gadget, raddoppiare il suo prezzo con
tutte le relative conseguenze in caso, per esempio,
di mancata resa, vendita di copia errata, ecc. Il Gruppo
L'Espresso, dati i tempi a disposizione, ha potuto
soltanto prendere nota del disappunto manifestato, riservandosi
di approfondire il problema al termine del test.
IL
FUTURO
è
evidente che questo tipo di iniziativa potrebbe rappresentare
per gli editori un certo tipo di risparmio a livello
di stampa, confezionamento, logistica, ecc. Il lavoro
di promozione sul punto vendita è demandato all'edicolante
che, se vuole guadagnare, deve attivarsi ora ancora
di più per 'far fuori' i gadget a costo zero per l'editore,
in quanto l'aggio per il compiegamento, nel 90% dei
casi non esiste, trattandosi di abbinamenti di costo
superiore ai 5 euro. E qui gli edicolanti sappiano che,
per questo mancato riconoscimento, possono ringraziare
le molte sigle sindacali che, al tavolo delle trattative
per il rinnovo dell'Accordo Nazionale, hanno avuto fretta
di 'chiudere' mentre lo SNAG intendeva proseguire a
oltranza per non rimetterci, comunque, questi 'spiccioli'.
Tornando a questo nuovo metodo di vendita, è chiaro
che la motivazione di acquisto di un giornale cambia
in modo plateale. Come già è apparso chiaro da tempo,
dalla comparsa cioè dei gadget in copertina, ora sempre
di più non si vende un prodotto editoriale ma si vende
la radio, la crema, la borsetta e via dicendo. Il giornale
allegato diventa proprio un optional; come abbiamo visto,
anche se il prezzo lo comprende, in realtà l'edicolante
(come nel caso Mondadori) potrebbe anche non consegnarlo
a un cliente che non lo vuole. Ma non erano stati gli
editori ad accusare le edicole di essere diventate dei
bazar?
Mondadori
ed Espresso, con propri agenti o incaricati dei
distributori locali, stanno monitorando l'efficacia
dell'iniziativa nelle 'edicole-test'. A fine estate
si capirà com'è andata. Se le vendite aumenteranno facile
pensare a un'estensione dell'operazione. Lo SNAG, a
questo punto, preoccupato del proliferare di queste
iniziative e del cambiamento che possono rappresentare
nel panorama delle vendite dei giornali, anche per quanto
riguarda la loro logistica, si ripromette di verificarne
in ogni sede la loro leggitimità. Nel frattempo si chiede:
quanti saranno gli editori che si metteranno in coda
e quanti espositori gli edicolanti si troveranno a dover
gestire? E in mancanza di questi, quante ceste bisognerà
approvvigionare per Cd, Dvd e prodotti vari che piomberanno
nei chioschi creando una confusione mai vista per individuare
la testata di riferimento? E come la metteremo con l'Iva?
Quante nuove tasse per occupazione di suolo pubblico
arriveranno? In attesa della risposta del futuro, lo
SNAG, come già detto, si ripropone se occorre di dare
battaglia.
Enrico
Venni - Sandro Cipriani |