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Che
fine ha fatto il FOTOROMANZO?
È
vivo... e continuerà a far sognare tutte le donne, e
anche gli uomini, che lo leggeranno La caratteristica
è quella di un popolo fedele, quello che "prenota" all'edicolante
la copia della sua rivista settimanale o mensile e guai
a non fargliela trovare con puntualità. Sono le lettrici
dei "giornali del cuore", le intramontabili estimatrici
del fotoromanzo e delle storie di vita vissuta, abituate
a prodotti con foliazione leggera. Poca pubblicità,
soprattutto di cosmesi e articoli femminili, gli editori
contano quasi esclusivamente sulle vendite per garantire
i loro bilanci. E i risultati parlano in Italia di 5
milioni di mezzo di copie al mese per i principali settimanali
e mensili del settore.
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Il
fenomeno GRAND HOTEL
Alla
fine della seconda guerra mondiale Domenico Del Duca,
che ha già all'attivo l'Intrepido ed è proprietario
della casa editrice Universo insieme al fratello Alceo,
convinto che lo spazio ci sia, decide di varare un giornale
di storie a fumetti rivolto al mondo degli adulti, un
ibrido tra i cartoons degli adolescenti e il romanzo
popolare. Vede così la luce, nel giugno del 1946, in
un paese piegato in due dal conflitto e affamato di
storie, Grand Hotel. Sedici pagine a un prezzo di 12
lire, quasi la metà di un quotidiano. Il successo è
immediato: le 100mila copie del primo numero vanno a
ruba e leggenda vuole che sia stato ristampato quattro
volte. I racconti sono disegnati dalle più grandi "matite"
come Molino, Bertarelli e Uggeri, ma ben presto subentra
la fotografia e nasce il fotoromanzo. Un genere, una
volta tanto, tutto italiano, rapidamente esportato in
Europa, ma anche oltreoceano. E negli anni Sessanta,
Grand Hotel arrivò a vendere un milione e trecentomila
copie a numero. Oggi, l'ottimo stato di salute del settimanale
è confermato dalle 203.807 copie vendute mediamente
in edicola secondo i dati ADS. A distanza di quasi mezzo
secolo il target è sempre di lettrici... mature, over
50: vendita praticamente costante e resa contenuta al
di sotto del 30%, con soddisfazione per l'editore. Attualmente
sono una cinquantina le pagine (su 110) dedicate ancora
al fotoromanzo (dall'impostazione grafica non tradizionale),
mentre il restyling, effettuato ormai da sette anni,
dedica più spazio all'attualità e alla cronaca. Ecco
allora che si possono trovare sempre più "aperture"
dedicate ai reality, ai Vip e al gossip: operazione
editoriale per conquistare anche il pubblico più giovane.
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I
FOTOROMANZI OGGI
Negli
anni Settanta si parlava addirittura di 20 milioni di
lettori per i fotoromanzi, cifre impressionanti che
oggi hanno però avuto un netto ridimensionamento. "Tra
la nostra casa editrice e la concorrenza, stampavamo
e diffondevamo dieci milioni di copie ogni mese" conferma
Fernando Mercurio, amministratore unico della Lancio,
da sempre leader indiscusso nel settore fotoromanzi.
"Oggi i dati di vendita sono molto più bassi, circa
300.000 copie al mese. I lettori sono, però, molti di
più. Credo di poter dire che una copia passa di mano
almeno 4 volte". La Lancio propone in edicola sei mensili:
"Al momento cinque sono identici nella forma, nella
sostanza e nel prezzo: Marina, Kolossal, Charme, Kiss,
Letizia, (64 pagine di fotoromanzo più copertina, 2,50
euro) Ð ci spiega l'amministratore unico delle testate
Lancio Ð un sesto, Sogno, contiene un fotoromanzo di
80 pagine più 16 pagine di redazionali con un prezzo
di vendita di 3 euro. Siamo editori direttamente anche
in Francia da sempre e, da sempre, pubblichiamo gli
stessi fotoromanzi che escono in Italia. Vendiamo, poi,
diritti a editori in Spagna, Olanda e Grecia".
Chi
legge il fotoromanzo e come, con il passare degli anni,
la Lancio ha fidelizzato i propri lettori? "Con la qualità
Ð risponde Fernando Mercurio Ð il target è, per il 95%,
femminile, di età fra i 18 e i 40 anni. C'è da dire
però che anche gli uomini leggono i fotoromanzi, della
sorella, della fidanzata o della mamma; comunque non
amano comprarli e, se intervistati per qualche ricerca
di mercato, si vergognano e negano di farloÉ o di averlo
fatto". Gli editori di fotoromanzi guardano, come già
detto, al risultato delle vendite. L'edicola è dunque
fondamentale per il loro risultato finale. Interessante
capire, perciò, come si propongono al rivenditore, se
lo stimolano a esporre le proprie testate. "Noi siamo
troppo Ôpiccoli' per combattere contro la follia dei
gadget e dei numeri speciali, degli accoppiamenti per
aumentare le vendite, noi possiamo solo dare un prodotto
onesto Ð sottolinea Fernando Mercurio - e la nostra
richiesta ai rivenditori è quella di metterci in bella
evidenza nonostante i numeri siano minori rispetto al
passato e, per favore, di non continuare a dire che
i fotoromanzi non escono più: siamo vivi e continueremo
a esserlo per gli anni a venire. Il fotoromanzo fa parte
della Cultura italiana (con la "C" maiuscola) e continueremo
a far sognare ancora le donne e gli uomini, che ci leggeranno.
E a proposito di sogni, la nostra testata Sogno compie
a maggio ben 60 anni!"
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Gli
STORICI giornali del cuore
Amore
e problemi di cuore sono stati i protagonisti, per moltissimi
anni, dei giornali usciti in Italia giusto sessant'anni
fa, sull'onda del successo negli Stati Uniti. Il primo
settimanale a presentarsi al pubblico in edicola fu,
nel marzo 1946, Intimità dell'editore Cino Del Duca
(il prezzo di allora era 20 lire).. "Quando compare
per la prima volta in edicola, Intimità (acquisito nel
dal dall'Editrice Quadratum) si presenta alle lettrici
come una discreta compagna con cui le donne possono
dialogare e una vigile consigliera in qualsiasi momento"
racconta Anna Maria Giusti, che lo dirige dall'aprile
1999. "E questa continua a essere la sua filosofia anche
oggi: il mondo è cambiato da quando è nata, ma Intimità,
pur rimanendo fedele a se stessa, è cresciuta di pari
passo con l'universo femminile. La sua punta di diamante
erano e sono tuttora le vicende di vita vissuta, fonte
di conforto e di riflessione per risolvere i problemi
quotidiani, ma anche strumento di presa di coscienza
della propria importanza da parte delle donne Ð continua
il direttore Ð e il successo di vendita di Intimità,
leader del suo segmento, ci sprona a continuare su questa
strada". Oggi il giornale ha una veste moderna grazie
all'introduzione di nuove rubriche rivolte alle fasce
più giovani e una vendita certificata in edicola di
270.096 copie a settimana (dati ADS maggio 2005-aprile
2006). A contendere la sua leadership nel mercato delle
riviste Ôrosa' è stata, da subito, Confidenze (edito
da Mondadori, 147.878 la vendita settimanale), nata
nell'agosto del '46, che, come indicava la testata di
allora (Confidenze di Liala) era legata alla popolare
scrittrice di cui pubblicava gli amorosi racconti. Oggi,
sotto la direzione di Cristina Magnaschi, il giornale
punta su un linguaggio più moderno e confidenziale,
le storie sono arricchite di consigli e opinioni degli
esperti. Particolare attenzione è dedicata alle rubriche
in cui si guarda al benessere della donna, all'attualità
e si danno informazioni pratiche per la vita di tutti
i giorni.
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LE
NOVITË DEGLI ANNI NOVANTA
A Confidenze e Intimità hanno fatto seguito Telebolero
e Confessioni Donna. "Telebolero prosegue, con alcune
innovazioni editoriali, la pubblicazione dello storico
Bolero, nato in casa Mondadori a fine anni Quaranta"
commenta Marco Sutter, presidente e amministratore delegato
delle Edizioni Mimosa che lo hanno rilevato. "Telebolero
debutta negli anni Ottanta e ha uno zoccolo duro di
lettori interessato ancora oggi alle telenovelas, seppure
questo tipo di prodotto televisivo è stato soppiantato
sulle reti Rai e Mediaset da soap-opera e reality. Continuano
ad arrivarci richieste sulla vita degli attori delle
telenovelas sudamericane e cerchiamo sempre di accontentare
il pubblico con servizi sui divi messicani, brasiliani,
argentini. Ovviamente anche i reality e le soap, hanno
il loro spazio, e dei loro protagonisti e della loro
vita privata se ne parla regolarmente. E il risultato
sembra essere gradito. Particolarmente caro alle Edizioni
Mimosa (che tra le altre testate edita Stop e Bella)
è Confessioni Donna: "È una creazione realizzata - con
mezzi modesti rispetto a quelli dei grandi editori -
sotto la guida della nostra colonna portante Sandra
Rudoni (ex direttore di Intimità) Ð continua Marco Sutter
Ð e che oggi, a più di dieci anni dalla sua nascita,
è attestata a quarantamila copie, cifra positiva visto
l'andamento del mercato editoriale. La formula vincente
è rimasta inalterata, quella di proporre le vicende
vissute più emozionanti e coinvolgenti da collezionare.
Gli stessi lettori che in passato ci avevano scritto
sono diventati loro stessi gli autori dei racconti proposti
in ogni numero. E da Confessioni Donna sono nate versioni
differenti, sempre con cadenza mensile: la testata è
la stessa, affiancata però dalle denominazioni Oro,
Superoro, Proibito ed Emozioni. Diverse sono le rubriche
affiancate alle varie storie pubblicate e la foliazione
che varia dalle 64 pagine di Confessioni Donna alle
128 della versione Emozioni". Giornale simile nei temi
e nella proposta editoriale al pubblico è Love Story
(Edizioni Quadratum): "È una costola di Intimità e si
propone come un settimanale di pura evasione" spiega
Anna Maria Giusti, che lo dirige insieme a Intimità.
"Si compone quasi esclusivamente di racconti che offrono
spaccati di vita quotidiana, dai toni spesso intensi
e drammatici. A spezzare le novelle, le rubriche di
sogni e tarocchi, l'oroscopo e tanti giochi enigmistici.
Nato nel 1993, Love Story si rivolge alle donne che
privilegiano la sfera dei sentimenti e ha una straordinaria
fedeltà di lettura".
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LA
SITUAZIONE ALL'ESTERO
Anche
in giro per il mondo l'editoria del Ôcuore' è florida.
In Gran Bretagna sono una dozzina le testate presenti
nel settore, tra questi la più recente Love It (facente
capo al miliardario australiano Murdoch) vende mediamente
un milione e mezzo di copie. Negli Stati Uniti i numeri
sono significativi: una ventina le testate con una suddivisione
linguistica in base alle etnie presenti sul territorio
(ispanici, sudamericani, asiatici, eccÉ). Nel resto
del mondo la presenza di queste riviste Ôrosa' è minore:
in Francia la situazione riguarda solo una piccola fetta
di mercato, in crescita invece è l'Est europeo dove
si Ôcopia' molto la produzione di Italia e Gran Bretagna.
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CONCLUSIONE
Che
cosa si aspettano le lettrici dei giornali popolari
Ôrosa'? Il poter sfogliare pagine Ôleggere', senza doversi
impegnare più di tanto, il concedersi qualche ora di
svago dagli impegni quotidiani, magari, come per le
casalinghe, per Ôstaccare' dal lavoro svolto in casa
e dai problemi della famiglia. E il linguaggio facile,
anche attraverso il fotoromanzo, sembra essere apprezzato
pure dalle lettrici extracomunitarie che, grazie a questi
giornali familiarizzano con la lingua italiana e alimentano
il sogno di un futuro più roseo. Aspettativa questa
che hanno anche molte giovani di casa nostra. Un motivo
in più, dunque per dedicare un po' di spazio Ôin vista'
alle pagine rosa, con l'obiettivo di conquistare nuove
lettrici che, come è stato detto, diventano poi fedelissime
della stessa edicola. Enrico Venni
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IL
FUMETTO VA ALL'UNIVERSITÀ
Si
è svolta a Roma la sesta edizione di Romics, Festival
del fumetto e dell'animazione, una panoramica a 360
gradi su tutto ciò che concerne il magico mondo dei
cartoon: dai grandi personaggi delle strip e del cinema
d'animazione, nostrani e stranieri, agli editori; dai
collezionisti, ai giochi di ruolo.
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