A
cura di
Carlo Leopardo
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Giornale
locale in esercizi non autorizzati
Può
un giornale anche se locale (solo della città) essere
venduto in esercizi non autorizzati come bar, benzinai,
tabaccai andando così a penalizzare noi edicolanti?
C. Galise - Corato (BA)
Non
può. Se avviene può rivolgersi alla polizia annonaria
del suo Comune che dovrà intervenire per far sospendere
l'abuso ed, eventualmente, sanzionarlo.
Poche
testate e distribuzione gratuita
Siete
la mia ultima speranza. Sono ormai anni che lotto per
sopravvivere ai soprusi dei distributori locali. Ho
cambiato tutte le sigle sindacali ma nessuna mi ha mai
risolto un problema. Chiedo a voi come fare per ricevere
fascicoli e riviste che altri hanno e che io non riesco
a ottenere nonostante paghi sempre regolarmente. Sono
costretta a dire ai miei clienti di recarsi altrove.
Aggiungo che negli ultimi tre giorni il Corriere della
Sera distribuisce gratis il suo quotidiano all'ospedale
Fatebenefratelli di Napoli che si trova a 100 metri
dalla mia rivendita e dove io mi reco ogni giorno per
vendere i giornali. A.T. - Napoli
Premetto
che circa 9.000 pubblicazioni gravitano, in un anno,
nel canale edicole. Un'edicola media non ha più di circa
2.000 pubblicazioni in consegna; ne consegue che in
ogni rivendita mancano circa 7.000 pubblicazioni regolarmente
sul mercato: quindi ci sono altre rivendite che hanno
le pubblicazioni che a lei non vengono consegnate. La
sua stessa rivendita ha testate che, probabilmente,
non si troveranno nelle edicole più vicine. Se le venissero
consegnate tutte le pubblicazioni esistenti sul mercato,
o anche soltanto la metà, la sua attività quasi certamente
sarebbe già stata costretta a chiudere. Lo so, è duro,
sentirsi richiedere delle pubblicazioni (ma quali?)
che non ci vengono consegnate, se ciò è fisiologico
entro certi limiti, è da considerarsi accettabile, se
invece c'è dolo da parte del distributore locale nei
suoi confronti, e questo può essere provato, con l'aiuto
di un avvocato penso esistano i presupposti per un azione
legale nei suoi confronti. Per quanto riguarda la distribuzione
gratuita del Corriere della Sera, devo dirle che purtroppo
nulla vieta a un editore di omaggiare copie dei suoi
prodotti. Lo stesso avviene, peraltro, da tempo su tutto
il territorio nazionale anche da parte di altre testate.
Decine di migliaia di copie vengono giornalmente regalate
su strade, autostrade, in stazioni servizio, alberghi,
ospedali, scuole, ecc. solo per far "diffusione" infischiandosene
ampiamente della rete di vendita.
Come
aprire a tutti i costi un'edicola
Ho
fatto richiesta di apertura per un'edicola da tre anni,
ma il comune di Mozzecane (VR) non è provvisto di piano
di localizzazione e non intende farlo. Mi dicono che
possono autorizzarmi un punto non esclusivo ma il locale
è di soli 50 mq. Posso aprire ugualmente un punto non
esclusivo e in combinazione con una profumeria? O eventualmente
in abbinamento a un corner di scommesse on line? Vi
ringrazio e vi saluto cordialmente. S. Messina Valeggio
sul Mincio (VR)
La
risposta data dal Comune mi sembra corretta, la dimensione
del negozio è appropriata: tenga conto che vi sono molte
attività commerciali che sognano uno spazio come il
suo. Per il resto del quesito le suggerisco di leggere
attentamente gli articoli del Decreto Legislativo 170/2001
che contengono le risposte che chiede.
Gli
obblighi del distributore
Vorrei
sapere se il distributore è obbligato a consegnare al
mio domicilio i quotidiani e le riviste nelle due visite
giornaliere. Preciso che il mio negozio-edicola dista
circa 3 km da dove passa normalmente il corriere per
rifornire l'altra edicola. Vorrei anche sapere se per
questa distanza devo dare un compenso al distributore.
Grazie e saluti. P.C. - Città di Castello (PG)
Sì,
è obbligato. (Art. 10 dell'Accordo Nazionale): "...omissis,
il distributore locale provvede al trasporto dei prodotti
e al ritiro delle copie invendute ai punti vendita organizzando
in via del tutto autonoma i servizi di trasporto, franco
punto vendita, omissis, la rivendita non è tenuta a
corrispondere al soggetto che svolge l'attività di distribuzione
alcun compenso, omissis".
L'edicola
all'interno della stazione
Nella
mia cittadina l'edicola all'interno della stazione è
chiusa da due mesi perché il proprietario vuole ritirarsi.
Vorrei rilevarla ma, dopo l'accordo con il proprietario,
mi rimangono i seguenti dubbi: - L'edicola in stazione
deve sottostare alle regole del Comune? - Per l'affitto
devo trattare con le Ferrovie dello Stato, ma con quale
ditta delle ferrovie? Grazie. F. Bettinelli - Crema
L'edicola
in stazione deve sottostare alle regole dettate dalle
leggi dello Stato Italiano e, nel suo caso, a quelle
della Regione Lombardia attualmente in vigore. Il Comune,
con il piano comunale di localizzazione delle rivendite
di giornali, razionalizza il rilascio delle autorizzazioni
in base ai parametri dettati dalle leggi e dai regolamenti
in vigore e da altri parametri che lo stesso può stabilire;
in ogni caso, una rivendita che opera all'interno di
una stazione ferroviaria non può essere trasferita al
di fuori del suolo demaniale della stessa. Per l'affitto,
e per ogni altra implicazione deve trattare con la società
Via Vai (veda anche a pag. 94 la risposta data a un
lettore da Astrid Dalla Rovere nella rubrica La parola
all'avvocato).
Ferie
invernali
Al momento di stabilire il periodo delle
ferie estive, ho chiesto al mio sindacato se potevo
rimanere aperta per tutta l'estate per poi chiudere
una settimana durante l'inverno come stabilito dal nuovo
Accordo Nazionale. Mi è stato risposto che era possibile.
Ora che sarebbe arrivato il momento di chiudere per
una settimana mi si dice che non si può. Il distributore
sostiene che avrei dovuto comunicare a suo tempo il
periodo di ferie, cosa che non ho fatto, e il sindacato
dice che non è possibile perché quanto prima verrà stabilito
il periodo invernale di ferie che sarà gennaio/febbraio.
Io mi sento presa in giro e mi chiedo se tutto questo
sia lecito e soprattutto se mi possono negare la mia
settimana invernale in nome di una clausola che dovranno
approvare in futuro. Così mi sono giocata le ferie del
2006. In attesa di ricevere una risposta vi invio i
miei più cordiali saluti. E. C. - S. Martino in Strada
(FC)
Le
risposte date dal sindacato locale e dal suo distributore
sono da ritenersi formalmente corrette, in quanto il
tutto deve essere coordinato secondo una preventiva
programmazione. Probabilmente vi sono state delle involontarie
incomprensioni in quanto bastava che, a suo tempo, quando
vennero stabilite le chiusure estive, lei avesse indicato
il periodo in cui avrebbe desiderato chiudere, e non
vi sarebbe stato alcun problema. Ritengo, in ogni caso,
che con un po' di buona volontà da parte dei coinvolti,
si possa risolvere in modo soddisfacente il tutto. Le
ricordo infine che, qualora per motivi di salute il
suo medico di famiglia le dovesse prescrivere un periodo
di riposo o di cura, dopo avere preventivamente avvisato
il distributore locale e, a richiesta esibito il certificato,
lei può tenere chiusa la sua rivendita.
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