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Free press, giornali
tradizionali in trincea
Gli editori tradizionali non possono più ignorare la marea free press. A volte reagiscono come a New York, dove i prezzi dei quotidiani si avvicinano sempre più al concetto di ´gratis', altre come a Parigi, in cui la municipalità è arrivata a studiare una regolamentazione dei dispenser dei giornali gratuiti, in modo che siano a una distanza minima dai caratteristici chioschi-edicola della Ville lumière.
Alla fine del 2006, una ricerca della Free daily newspapers, stabiliva che la diffusione dei quotidiani gratuiti nel mondo ha raggiunto i 34,8 milioni di copie al giorno, +43% sul 2005, e il numero di testate è passato da 171 a 230.
Proprio in Europa la free press ha ritmi impressionanti: 5,5 milioni di copie nel 2000, 11 milioni nel 2004, e circa 26,5 milioni nell'aprile 2007, con 300 edizioni diverse per 125 testate. Nella sola Italia i principali quattro quotidiani gratuiti, Leggo, City, Metro ed E Polis, pesano per circa 3,5 milioni di copie. La distribuzione, tuttavia, è piuttosto approssimativa: ci sono i dispenser e anche gli strilloni ufficiali, ma spesso le copie giacciono buttate per terra da qualche parte.
E neppure le new entry pomeridiane del Corriere Anteprima o di 24Minuti del Sole 24 Ore fanno eccezione su questo fronte.
La cosa che “sconvolge” è che sono proprio gli editori dei più importanti quotidiani a pubblicare i loro concorrenti ‘free”, senza con questo perdere la pessima abitudine di continuare a lamentarsi del fatto che le testate a pagamento continuano a scendere in vendite (se non sostenute a costo di costosissime operazioni collaterali).
È stampato in Italia il Corriere dall’Ucraina
È uscito a metà marzo il primo numero del quindicinale destinato ai moltissimi Ucraini qui residenti. Costa 2 euro per 16 pagine ricche di notizie: non soltanto quelle del Paese di origine, ma anche di tutto ciò che occorre sapere, per esempio, per ottenere il “permesso di soggiorno” o le ultime notizie relative alle norme che regolano la permanenza degli stranieri In Italia. Tutti i titoli sono nelle due lingue: ucraino e italiano, a cominciare dalla testata. Un particolare importante per il rivenditore che non avrà difficoltà a rintracciare il tabloid, fra le tante pubblicazioni straniere.
Restyling fallito:
Mondadori ha chiuso
Per Me
È durata tre anni l'avventura di Per Me. Il mensile femminile di psicologia targato Mondadori ha chiuso i battenti perché, come hanno spiegato i vertici aziendali alla redazione, “non ci sono stati apprezzabili miglioramenti nella raccolta pubblicitaria e nella diffusione nonostante il recentissimo restyling”. Diretto da Nicoletta Polla-Mattiot (42 anni), Per Me, sull'ondata di una sorta di moda editoriale che aveva portato in edicola molti giornali dedicati ai temi psicologici (da Yourself, già chiuso, a Psychologies, che invece prepara novità in edicola e sul web), doveva rispondere, come recita il sito internet, “al bisogno diffuso di stare bene, proponendosi di essere illuminante sui piccoli comportamenti quotidiani e confortante sui grandi problemi dell'esistenza”. Buone intenzioni salvifiche che però non hanno convinto gli investitori. I lettori non latitavano del tutto: la diffusione di Per Me, in base agli ultimi dati Ads, era infatti attorno alle 116 mila copie.
Sandro Mayer, non ha,
tempo per il quotidiano
Ha ereditato il culto per la segretezza da Edilio Rusconi. E guai se becca uno dei suoi giornalisti a spifferare qualcosa in giro sui servizi che sta seguendo. Sandro Mayer, direttore di DiPiù e DiPiù Tv, ha radici saldamente piantate nel futuro, e i 20 anni passati a Gente - si legge su Italia Oggi -“anche se è triste dirlo, li ho dimenticati”.
Gli piacerebbe lavorare al quotidiano popolare che il suo editore (Urbano Cairo) continua ad avere in mente, “ma ora non ho tanto tempo”, e su Vallettopoli ci tiene a precisare “che non ho ancora capito bene quali siano i ricatti di Corona”.
In tre anni, Sandro Mayer, ha inventato DiPiù, portandolo a quota 785 mila copie, e DiPiù Tv, consolidato a 625 mila.
Alla domanda: “Cosa voleva fare da giovane?” risponde “Penso ancora come a un miracolo quando, da abusivo, mi hanno proposto un contratto di assunzione a Novella. Ho sempre voluto fare il giornalista, ma dopo la laurea mio padre insiste perché faccia un concorso alla Fiat. Vinco. Ma non voglio andare alla Fiat. E allora dico: devo imparare bene l'inglese, altrimenti non si va da nessuna parte. Sto un anno a Londra: prima come sciacquapiatti, poi gelataio, infine cameriere. Imparo bene l'inglese, rientro e all'Europeo hanno bisogno di un traduttore? Inizio lì, poi conosco il direttore di Novella, e lui mi assume”.
E da allora, è stato un continuo... ‘crescendo’.
A Milano, festa
per due nuovi femminili
La Play Press Publishing ha annunciato a fine marzo, con un importante evento a Milano, il lancio di due nuove riviste nel settore femminile. La casa editrice già leader nel segmento editoriale di videogiochi, informatica e home entertainment, ha festeggiato infatti, in una serata ricca di sorprese, il suo ingresso nel mercato dei femminili.
È stato lo stesso editore Alessandro Ferri a presentare agli ospiti le due nuove riviste: Mia Magazine In Action, in edicola da metà aprile, e Notebook il cui lancio è previsto, invece, ai primi di maggio.
Mia è una rivista agile, fashion, con un target individuato nelle lettrici di età compresa tra i 20-30 anni e articoli riguardanti la moda, la cosmetica, il fitness, l’attualità e le ultime tendenze.
Assolutamente unico nel suo genere, Notebook vuole invece inaugurare un nuovo concetto di magazine femminile rivolgendosi a tutte quelle donne, tra i 25 e i 50 anni, che non si identificano passivamente con i miti e gli stereotipi imposti da cinema
e televisione, ma scelgono di esprimersi personalizzando ogni aspetto della propria vita. Innovativo anche nel packaging, Notebook sarà suddiviso in 5 differenti sezioni facilmente identificabili (moda&beauty, arredamento, cucina, agenda, psicologia), caratterizzate dall’assoluta mancanza di riferimenti al gossip e allo star system.
LIFE -
perde la sua terza vita
Ha chiuso, ancora una volta, la mitica rivista Life (ha fatto la storia del fotogiornalismo ed era stata rilanciata alla fine del 2004 come supplemento a numerosi quotidiani. Time (l’editore) ha spiegato che continuerà a utilizzare la testata Life per la pubblicazione di libri e su Internet, dove sarà lanciato un sito web con fotografie tratte dal suo enorme archivio di immagini. Tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, la casa editrice ha citato il “declino del mercato editoriale” e la mancanza di inserzioni pubblicitarie. Negli ultimi tre anni, Life è stata allegata a 103 quotidiani, facendo concorrenza ad altri popolari inserti. |
Un CD per scoprire il flamenco
Da red!arriva un CD che raccoglie i diversi stili del canto tradizionale flamenco, che ne testimoniano la strabiliante varietà, il gusto per una libera creatività musicale, l’originale sperimentalismo e l’accesa critica sociale. Nella scelta dei brani si è cercato di dare voce a quei cantanti le cui interpretazioni sono considerate, per qualità e intensità, veri e propri ‘classici’ del canto tradizionale flamenco. Ritmi infuocati africani, melodie arabe, folklore spagnolo e ispano-americano, canti di libertà e passionalità gitani, gestualità sciamanica: questo è il flamenco. Durata 53 minuti a euro 9,90. |
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