Cosa vendere oltre ai giornali?
Per vendere DVD e CD
La mia è una rivendita esclusiva. Sul vostro giornale ho letto la pubblicità di aziende che forniscono DVD e CD. Mi sembra una cosa interessante per incrementare il fatturato. Vorrei sapere se per vendere questi DVD devo avere il registratore di cassa o se sono come quelli che mi fornisce il mio distributore locale e se posso noleggiarli. Grazie M. Mura – Villorba (TV)
Per poter vendere o noleggiare prodotti audiovisivi, è necessario fare una comunicazione alla questura indicando che, ai sensi dell’Art. 75 bis del TULPS introdotto dalla legge 18.8.2000 n. 248, si intende effettuare questa attività. Presso ogni questura o commissariato, può trovare i moduli prestampati adatti.
Per vendere DVD e CD è necessario emettere regolare scontrino (o ricevuta fiscale), questo non avviene per gli stessi prodotti da vendere congiuntamente a giornali quotidiani e periodici in quanto diventando collaterali di prodotti editoriali, ne seguono la stessa normativa fiscale e, quindi, con IVA assolta alla fonte dall’editore e senza alcun obbligo di rilascio di scontrino.
Dare in gestione un’edicola
Vorrei dare in gestione la mia edicola. Gradirei avere delucidazioni in merito alla sua attuabilità e sapere le forme di garanzia a tutela del rapporto. Grazie.
Edicola Mercede Romana – Salerno
Per dare in “gestione” la sua edicola esistono principalmente due possibilità:
• un contratto di associazione in partecipazione tra lei e il futuro “gestore”: in questo caso a lei rimane la titolarità della rivendita e tutte le responsabilità di gestione che ne derivano;
• un affitto d’azienda: in questo caso dopo la stipula dell’atto, l’autorizzazione commerciale viene intestata per la durata del contratto al nuovo “gestore” che ne assume in toto tutte le responsabilità.
Le consiglio di rivolgersi a un buon commercialista che la potrà seguire e suggerirle quale sia la formula più idonea al suo caso.
Il prezzo di un’edicola
Sto per acquistare una vecchia edicola da un edicolante che ha 87 anni. Si trova nel centro storico di una cittadina di 30.000 abitanti con licenza per vendere valori bollati, cartolibreria, articoli da regali, profumi e pelletteria. Il proprietario, che non mi rilascia il fatturato perché dice di non essere obbligato a farlo, chiede e 60.000,00 per le licenze sopra elencate. Vorrei sapere se il prezzo è alto o adeguato. Gianfranco – Domusnovas (CA)
Il prezzo di vendita di un’attività commerciale è rapportato alla redditività della stessa (valore di avviamento), perciò, in astratto non è possibile valutare se il prezzo sia alto o no senza parametri di riferimento.
In fase di trattativa avanzata ritengo logico poter visionare i dati per poter stabilire con certezza la valutazione dell’attività, (merce acquistata, incassi, spese, ecc.) valutazione che, per quanto riguarda i giornali è relativamente semplice.
Tenga presente che. secondo i canoni di valutazione correnti, se la richiesta che le è stata fatta fosse corretta, quella attività ha una redditività media di circa 20.000 euro all’anno. Sta a lei che è sul posto, valutare se vale la pena di fare l’investimento.
Due domande riguardanti
orari lavorativi
Per motivi personali devo farmi sostituire per 1 o 2 ore da una mia sorella. Incorro in sanzioni in caso di controlli da Finanza o Ispettorato del Lavoro? La sostituzione avviene solo per brevi periodi e non è retribuita. S. Piras – Villacidro (CA)
Sì, in caso di controlli, può incorrere in sanzioni.
Se il periodo di impegno non è occasionale, le consiglio di regolarizzare la sorella come collaboratrice, con relativa iscrizione all’INPS.
In occasione del mio matrimonio che avverrà il prossimo anno, vi chiedo se è possibile chiudere una giornata lavorativa o anticipare per qualche giorno le ferie stabilite nel 2° turno di agosto. M. T. – Treviso
Sì, si rivolga entro il mese di febbraio del prossimo anno alla nostra struttura provinciale di Treviso (SNAG c/o ASCOM, Via Turazzag - Treviso) che sottoporrà la richiesta alla Commissione Provinciale incaricata di definire i problemi connessi alla funzionalità della rete a livello locale. Non esistono problemi a soddisfare le sue necessità.
Le nostre più sentite felicitazioni per il suo matrimonio.
Due casi di addebito
di copie non consegnate
In merito alla bolla degli illustrati, molte volte non c’è corrispondenza tra il numero delle copie indicate sulla bolla e quelle consegnate. Per questa anomalia, vorrei sapere se nella bolla del giorno successivo deve essere tassativamente indicato il numero delle copie non consegnate. Inoltre il mio distributore mi addebita il costo di tali copie non consegnate, nell’’estratto conto settimanale, pur facendo presente il giorno stesso tale mancanza. Chiedo pertanto: non dovrebbe il distributore scalare il costo di tali copie non recapitate nell’estratto conto settimanale? Grazie. A.P.- Spoleto
Le corrispondenze da lei evidenziate possono essere di due tipi:
• dovute a variazioni di consegna in fase di lavorazione del prodotto: in questo caso, normalmente l’accredito avviene nella bolla di fornitura del giorno seguente;
• dovute a mancanze causate da errore: in questo caso, devono esser da lei comunicate al distributore locale, che dovrebbe provvedere all’accredito sulla bolla di fornitura del giorno seguente al ricevimento della comunicazione, e in ogni caso, regolarizzate nel primo estratto conto utile.
Se questo non dovesse avvenire, trattenga i relativi importi dal saldo dell’estratto conto, comunicandolo al distributore locale e invitandolo ad aggiornare, contabilmente, il futuro documento fiscale.
Sono un’edicolante stagionale che durante l’estate 2006, da luglio a settembre, ha avuto delle mancanze di riviste caricate in bolla ma mai fornite per un totale di e 200,00 circa. Ho segnalato il tutto tramite l’apposito modulo e diversi fax, ma il distributore dopo sei mesi ha risposto per lettera dicendo che le forniture sono sempre state regolari. Come fare per non rimettere quattrini a causa di questo disservizio? Grazie. E. S. - Siracusa
Le procedure da lei seguite sono regolari e, a fronte delle sue segnalazioni, il distributore locale avrebbe dovuto accreditarle l’importo delle mancanze evidenziate o, quantomeno, risponderle in modo esauriente.
Il suo fornitore, che non è scelto da lei ma dagli editori, agisce in regime monopolistico e non è depositario dell’infallibilità. Mi par di capire che non ha provveduto all’accredito.
Se lei è in possesso di tutta la documentazione, dal prossimo pagamento trattenga l’equivalente delle mancanze documentate, evidenziando il tutto per iscritto e faccia un esposto agli organi di polizia evidenziando la vessazione subita.
Consegna giornali
Vorrei informazioni in merito alla consegna dei giornali che alla mia edicola, distante 27 km. dal distributore, vengono recapitati dal corriere non prima delle ore 9.00. Non avendo raggiunto una soluzione al problema, vi chiedo: posso cambiare distributore? A chi chiedere un rimborso per le perdite economiche? Chi è il vero responsabile: il corriere o il distributore? Vi ringrazio e vi auguro un buon lavoro. N. C. - Tornella del Sannio (CB)
L’articolo 10 dell’Accordo Nazionale che prende in esame, tra gli altri, i compiti dei distributori locali, dice che questi provvede al trasporto dei prodotti e al ritiro delle copie invendute ai punti di vendita organizzando, in via del tutto autonoma i servizi di trasporto franco punto vendita. Tale attività è svolta in modo da garantire la compatibilità territoriale della consegna dei prodotti editoriali quotidiani e periodici ai rivenditori secondo il calendario di uscita delle pubblicazioni predisposto dall’editore e in tempi ottimali per la vendita.
A fronte di quanto sopra, il distributore locale è l’unico responsabile del trasporto dei giornali al punto vendita e, direi, che l’orario di consegna che lei ha evidenziato non è proprio da considerarsi ottimale.
Deve quindi rivolgersi al suo Sindacato locale, che dovrà intervenire nella ricerca di idonee misure per ottenere un più favorevole orario di fornitura. Qualora questo non dovesse avvenire, il problema dovrà essere portato all’attenzione della Commissione tra le parti istituita ai sensi dell’Art. 15 dell’Accordo Nazionale per la definitiva soluzione.
Domanda ferie respinta
Ho comunicato la richiesta ferie per il periodo di luglio ma mi è stata rifiutata per 2 motivi: il primo perché non corrisponde al periodo assegnatomi, il secondo perché sono l’unica edicola presente in zona: un’edicola è a 3,5 km e un’altra ancora a circa 3 km sotto il comune limitrofo. Ritengo, pertanto, che i punti vendita siano sufficienti. Posso contestare il rifiuto alla commissione? E. De Colle – Campoformido (UD)
“Non è consentita la chiusura nelle località in cui vi sia un solo rivenditore (art. 4, comma 4, Accordo Nazionale), la norma prosegue dicendo: “ove lo stesso non garantisca l’effettuazione della vendita provvisoria delle pubblicazioni quotidiane e periodiche a cura di altro esercizio commerciale localizzato nelle vicinanze del punto vendita”.
Ritengo questa parte della regola non realizzabile, in quanto l’eventuale esercizio che si assumesse la responsabilità di vendere giornali, lo farebbe senza essere in possesso di regolare autorizzazione comunale alla vendita, con tutte le implicazioni che ne possono scaturire.
Ritengo però che, qualora per problemi fisici o di malattia, il suo medico le dovesse prescrivere un periodo di riposo o di cura e lei presentasse regolare certificato medico alla Commissione Provinciale, questa non possa rifiutarsi di avallare quanto indicato dal medico curante.
Il prezzo è variabile o no?
Sono in procinto di vendere la mia attività che terrò chiusa per 6 mesi in attesa di un acquirente. Vorrei sapere se il prezzo cambia se venduta entro o dopo il periodo sopra citato. I. – Genova
Ritengo che, commercialmente, la cessione di una attività non attiva (chiusa) valga molto meno di quella invece in esercizio. Chi le garantisce, infatti, che dopo sei mesi di chiusura le potenzialità dell’attività siano ancora le stesse?
Cosa vendere oltre i giornali
Una volta in possesso della licenza per la vendita di giornali cosa posso vendere oltre a giornali e riviste? Posso fare richiesta di licenza per la vendita delle sigarette? Grazie. A. M. – Fabriano (AN)
Se non esistono particolari vincoli da parte del suo comune, lei può vendere praticamente tutto, con la sola esclusione degli alimentari. Nella scelta delle merceologie integrative occorre però documentarsi bene verificando cosa manchi in zona, di che tipo sia la popolazione residente, se c’è clientela di transito, bambini, ecc. Una volta deciso, deve fare comunicazione al comune su appositi moduli e, dopo 30 giorni, se non ha ricevuto alcun diniego, può iniziare la vendita di quanto desiderato.
In quanto alla possibilità di vendere sigarette, ritengo la cosa assai improbabile. Legga a questo proposito quanto pubblicato sul n. 6/2006 della nostra rivista, consultabile anche su www.aziendaedicola.com allo storico numeri, cliccando attività.
Per una nuova attività
Un mio cliente è titolare di una ricevitoria e di recente gli è stata imposta l’apertura di un’attività in abbinamento a quella attuale. Considerato che è stato in precedenza sia distributore che commerciante di giornali e periodici e che è in possesso della licenza per la rivendita di giornali, potrebbe usufruire della licenza in suo possesso? Quali comunicazioni e adempimenti deve effettuare?
F. Procopio – Catanzaro
Il suo cliente deve prima assicurarsi che l’autorizzazione alla vendita sia ancora attiva: generalmente, infatti, dopo un anno in cui non si pongono in vendita i prodotti per i quali l’autorizzazione è stata rilasciata, la stessa decade. In caso affermativo deve far richiesta di fornitura, allegando copia dell’autorizzazione, alla FIEG (Milano, via Petrarca, 6). Inoltre dovrà contattare il distributore locale (il nominativo potrà essere fornito facilmente da un edicolante della città) che agisce sul territorio responsabile per le forniture nella sua zona.
Attenzione: il distributore locale potrebbe anche rispondere di non ritenere economicamente remunerativo il servire la nuova edicola, perchè posizionata in zona 'fuori giro'. Prima di spendere anche un solo centesimo per l'acquisto di arredamenti o chioschi, è dunque opportuno essere certi che tutto sia in regola e che le forniture di quotidiani e periodici siano assicurate.
Cosa fare della licenza?
Sono proprietario di un’edicola dove svolgo anche l’attività di bar/tabacchi/giochi. A fine anno lascio per raggiunti limiti d’età. Se non riuscissi a venderla, cosa fare della licenza? D.R. – Porto Ceresio (VA)
Deve renderla al Comune che l’ha rilasciata.
Una o più edicole
Il titolare di un’edicola provvista di regolare autorizzazione può essere a sua volta titolare di altre edicole? Mi spiego meglio: sono proprietario di una rivendita di giornali e sarei intenzionato ad aprire una nuova edicola in un locale di mia proprietà in un’altra zona del paese (1 km di distanza) completamente sprovvista di punti vendita e con una popolazione di circa 5.000 abitanti. Aggiungo che questa nuova apertura comporterebbe l’assunzione di un’altra persona. L’amministrazione, pur avendo dato l’autorizzazione per la rivendita di cartolibreria nega però l’assenso per l’apertura dell’edicola, sostenendo che il regolamento comunale, risalente al 1986, limita l’apertura di nuovi punti vendita di giornali sotto una sola titolarità. È regolare un comportamento del genere? È normale, che in un contesto di liberalizzazione generale, ci siano impedimenti di carattere amministrativo con queste motivazioni? Resto in attesa di una cortese risposta. P.F. Del Campo - Apricena (FG)
Sì, può essere titolare di più autorizzazioni: il regolamento comunale che le è stato indicato, all’entrata in vigore del Decreto Legislativo 170 del 2001, è decaduto.
Ai sensi dello stesso decreto, i Comuni devono dotarsi del piano di localizzazione delle rivendite di giornali che deve seguire una certa programmazione e determinati vincoli. È perciò possibile che le venga negata l’autorizzazione per l’apertura di un nuovo punto vendita, in quanto non programmato nel piano.
Il costo dell’affitto
Ho un’edicola-cartoleria (negozio) posta su una strada trafficata con alle spalle un quartiere piuttosto povero. Pago e 7.000 di affitto all’anno e le vendite sono scarse. Mi è stato proposto di trasferirmi in un chiosco nel parcheggio del centro commerciale della città (l’unico) che verrebbe installato per l’estate grazie al decreto sulla liberalizzazione. Mi hanno chiesto e 11.000 di affitto all’anno. Come posso sapere se ne vale la pena? L. Agosti - Magenta (MI)
Interrogare la sfera magica. Mi perdoni la battuta, ma lei ha i suoi dati attuali di vendita, ma soprattutto conosce la zona. Per verificare la potenzialità e i flussi di traffico che gravitano intorno al centro commerciale basta andarci, in orari diversi, per rendersene conto. Deve avere il coraggio di valutare se vale la pena trasferirsi e, comunque, cercare di contrattare anche l’affitto richiesto. |