In merito all’ultimo Editoriale

Renato Salvetti, già direttore della FIEG di Milano,
ha inviato ad Armando Abbiati la lettera che qui pubblichiamo.
Il presidente nazionale dello SNAG
gli risponde confidando, così, che siano state chiarite le reciproche posizioni.

Milano, 16 luglio 2007

Egregio Signor Armando Abbiati Presidente Nazionale Snag-Confcommercio Milano

Egregio Sig. Abbiati,
in questi giorni mi è stata recapitata la copia di Azienda Edicola n. 3.
Sono rimasto molto deluso leggendo il suo editoriale e ho trovato di dubbio gusto le righe a me dedicate.
Mi si attribuisce un atto di “imperio”, mettendolo in relazione alle mie successive dimissioni, quasi a voler sottolineare che mi sarei voluto sottrarre alla discussione dell’ordine del giorno.
La mia delusione e il mio rammarico derivano più che dai rapporti istituzionali che io e Lei abbiamo intrattenuto per oltre cinque anni, a volte non scevri di asprezze, dal rapporto personale di stima che pensavo non dovesse essere guastato in nome della propaganda.
Davvero Lei pensa che sia stato così poco professionale da compiere un atto di imperio proprio al termine del mio rapporto con la Fieg?
Davvero pensa che la decisione, di cui rivendico la correttezza, sia stata presa da me e non da una parte firmataria dell’Accordo Nazionale che si è sentita tradita da rappresentanti sindacali che accettano di regalare copie di un quotidiano partecipando a una operazione promozionale in cambio delle briciole (pochi euro a edicola rispetto a uno sforzo promozionale finanziario largamente superiore al milione di euro) in barba a tutti i principi sottoscritti nell’Accordo stesso?
Davvero ritiene utile personalizzare la dialettica fra Editori e Sindacati adesso che non ricopro più la posizione di responsabile dell’ufficio di Milano della Fieg?

Nel mio saluto agli edicolanti, che in qualche maniera oggi sono miei colleghi, dissi che il lavoro di rappresentante sindacale è un lavoro difficile e che può essere fatto bene o male: per farlo bene è necessario anche saper ascoltare, ma quello che mi ha costretto a scriverle mi sembra un chiaro esempio di assoluta mancanza di ascolto e di comprensione di quello che è successo.
Vorrei inoltre precisare che ai tempi dell’ultima Commissione non ero dimissionario e che fino all’ultimo ho ricoperto il mio incarico con la massima diligenza, attenzione e rispetto per le controparti, tanto che l’ultima riunione da me convocata, per verificare se era possibile sanare le divergenze, si è tenuta, per mia iniziativa, il 5 giugno, data questa sì posteriore alla mia decisione di tornare a prestare la mia attività professionale nel mondo delle aziende.

Infine Le ricordo che Lei aveva preso l’impegno, durante l’ultima Commissione ex art. 15, di rettificare le notizie non corrette presenti nel suo editoriale riguardo il sito webinforiv. Infatti la riunione si aprì collegando un personal computer (non di ultima generazione) al sito e dimostrando che i tempi di risposta del sito (con una connessione non particolarmente veloce) erano di gran lunga più brevi di quelli da Lei denunciati.

Ma forse anche l’assolvimento di questo impegno mal si sposava con lo spirito di propaganda.

Spero che questa replica sia pubblicata nel vostro prossimo numero.
I migliori saluti.

Renato Salvetti


Milano, 27 luglio 2007

Egregio Dott. Renato Salvetti,

mi sono sorpreso nel leggere la Sua lettera del 16 luglio, dove esprime delusione relativamente al mio editoriale pubblicato su Azienda Edicola n. 3 che giudica di “dubbio gusto” nelle righe a Lei dedicate.
Presumo, infatti, che sia caduto nell’errore di sovrapporre la Sua persona – che stimo e a cui riconosco un particolare e specifico impegno per il lavoro svolto (confermato anche nella mia ultima lettera inviata il 10 luglio al Dott. Brignone – Direttore Generale Fieg a Roma), con il ruolo da Lei rivestito.

In sede di stesura Accordo e di Commissione Nazionale art. 15, il “gioco delle parti” impone che ognuno di noi rappresenti la categoria che sostiene e difende.
Entrambi ci siamo sempre impegnati a fondo e con passione, e questo scambio di lettere ne è l’ennesima testimonianza.
Mi spiace si sia creato questo equivoco, ma ribadisco che in quell’ultimo incontro di Comm. art. 15, del 9 Maggio scorso, la posizione assunta dalla Federazione Editori – da Lei in quel momento rappresentata - e a oggi sostenuta dal Dott. Brignone, è stata quella di interrompere e sospendere d’autorità, se non Le piace il termine di imperio, i lavori della Commissione e dei Gruppi a essa correlati.
Tale decisione è stata motivata interpretando l’operazione promozionale effettuata come un tradimento “in barba a tutti i principi sottoscritti nell’Accordo” – lo rivendica anche nella Sua ultima lettera – dimenticando che in virtù dello stesso Accordo sono state normate le differenti condizioni con cui i restanti prodotti possono e debbono giungere in edicola; tali pubblicazioni sono “fuori dai dettami”, altrimenti non vi sarebbe stata alcuna necessità per evidenziarli.

È strano leggere del fastidio provocato agli Editori nel vedere che i “rappresentanti sindacali hanno promosso un’azione volta a regalare copie di un quotidiano partecipando, come Lei sostiene, a una operazione promozionale in cambio di briciole (pochi euro a edicola rispetto a uno sforzo promozionale finanziario largamente superiore al milione di euro)”.

Da anni quei rappresentanti lottano, inascoltati, per riuscire a delimitare sia nel numero che nell’entità e nella durata, le varie iniziative promozionali (abbonamenti, copie inviate a titolo gratuito, free press, porta a porta, ecc.), a opera di quegli stessi Editori che effettuano una vera e impari concorrenza alla propria rete di vendita.
Inutile dire che tutto questo non contribuisce a incrementare neppure di pochi centesimi il fatturato delle rivendite, ma anzi, allontana il potenziale cliente-lettore dalle stesse creando loro un notevole danno.

Ha ragione di pensare che il lavoro di rappresentante sindacale sia difficile e che può essere eseguito bene o male. Sicuramente non sono in grado di stabilire se l’impegno, la dedizione e la costanza con cui lo svolgo sia sufficiente.
Di una cosa però sono certo, di non aver mai strumentalizzato situazioni ed eventi a scopo o per spirito di propaganda.
Se forse non sono stato chiaro, preciso che non ho mai ritenuto che l’interruzione dell’ultima riunione della Commissione Nazionale art. 15 fosse collegata alle Sue successive dimissioni, che considero un atto personale, ma semplicemente che le due circostanze avrebbero avuto delle innegabili e prevedibili ripercussioni in ordine alla gestione dell’Accordo Nazionale, tanto è vero che, dall’ultima riunione del 9 maggio della Commissione Nazionale art. 15, la stessa, a oggi, non è stata più convocata.

Sono, infatti, certo che se Lei avesse mantenuto la carica di Direttore, che ha sempre rivestito con grande professionalità e soprattutto con la capacità di mediazione che è fondamentale per ricoprire tale ruolo, le Parti sarebbero senz’altro riuscite a trovare una soluzione di compromesso.

La ringrazio, invece, per avermi ricordato l’impegno da me assunto di rettificare, proprio dalle pagine di questo bimestrale, i tempi di collegamento al sito www.webinforiv.it.
Nell’ultimo editoriale ho solo fatto un piccolo accenno senza entrare in merito al lato puramente “tecnico”.
È vero, la tempistica riscontrata presso la sede Fieg di Milano era nettamente inferiore a quella da me precedentemente denunciata.

Come può vedere ho accolto con piacere il Suo invito a pubblicare la replica all’editoriale; spero che questo possa fugare ogni dubbio sulla mia incapacità all’ascolto, ma soprattutto confermi l’imparzialità, lo spirito critico e la serietà professionale che ritengo da sempre mi contraddistingua.

Allo stato attuale, considerato che, in forza del nuovo incarico da Lei ricoperto, gli edicolanti sono anche Suoi colleghi e confidando nel fatto di ritenere chiarite le reciproche posizioni, ritengo opportuno e senz’altro più proficuo guardare avanti e valutare l’eventuale nostro futuro rapporto di collaborazione che, come ha detto Lei, pur se caratterizzato nel passato da inevitabili contrasti, in ragione dei rispettivi ruoli, è sempre stato contraddistinto da profondo rispetto e reciproca stima.
Ricambio i migliori saluti.

Armando Abbiati

 

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