Risposte
alle vostre domande
COME DIVIDERE LICENZE UNIFICATE
Volevo sapere la procedura da seguire per la cessazione di un’edicola che si trova all’interno di un negozio alimentare di cui sono sempre il titolare. Le licenze sono unificate. Posso dividerle per chiudere solo l’edicola?
M. Iavicoli – Chieti
Dando per scontato che l’edicola sia operante, può richiedere al Comune che ha rilasciato la licenza unificata, lo sdoppiamento delle due autorizzazioni e successivamente depositare la licenza dell’edicola previa comunicazione al distributore di sospendere la fornitura dei giornali. Dal momento del deposito avrà un anno di tempo per riutilizzarla o cessarla definitivamente. Oppure, se il Comune non dovesse concedere lo sdoppiamento, può chiedere direttamente la sospensione dell’attività dell’edicola.
ELENCHI DA TRASMETTERE O NO?
Vorrei sapere se, in qualità di rivenditore di giornali e riviste, devo trasmettere telematicamente gli elenchi clienti e fornitori per la scadenza di novembre 2007. Considerato che gli unici fornitori sono i distributori di giornali che non emettono fattura ma rilasciano soltanto gli E/C settimanali sembra che non sia obbligatorio.
N. De Martino – Napoli
L’obbligo di presentazione, per via telematica, degli elenchi clienti e fornitori riguarda la generalità dei contribuenti titolari di Partita IVA che hanno emesso o ricevuto fatture nel periodo di riferimento. Per le edicole che si trovano nella condizione di cui sopra, nell’elenco non vanno inseriti gli E/C dei distributori ma soltanto le fatture fornitori dei servizi (luce, telefono, ecc.) e degli acquisti e vendita di altri prodotti soggetti a IVA.
A QUANTO DEVE AMMONTARE L’INCASSO MENSILE?
Mi hanno proposto un’edicola in gestione e i costi richiesti dal proprietario sono i seguenti: e 5.000 di avviamento, e 700 al mese al proprietario, e 500 al mese per l’affitto del locale. Ci sono altre spese da aggiungere? Se il margine di guadagno corrisponde al 23% sul fatturato, per poter avere un’entrata di e 1.200 al mese, quanto devo incassare ogni mese? Inoltre, come faccio a sapere quanto incassa attualmente il proprietario?
D. Grandi – Lucca
Per verificare l’incasso dell’edicola basta fare la sommatoria degli estratti conto settimanali (sono numerati progressivamente per settimana) e sul totale calcolare l’aggio del 23,11%. Riguardo alle cifre da lei indicate non capisco il costo di e 5.000 a titolo di avviamento: infatti, non acquistando l’edicola, lei non deve pagare questo costo a nessun titolo. L’importo di cui sopra potrebbe essere richiesto quale deposito cauzionale, a garanzia, il cui utilizzo eventuale deve essere stabilito nell’atto di affittanza d’azienda.
Per avere il reddito netto da lei indicato, dopo aver pagato sia le imposte che i contributi Inps e aver considerato e 3.000 di spese generali, l’ammontare degli E/C deve essere di circa e 145.000 annui.
COME FARE
LA DICHIARAZIONE
DEI REDDITI
È il primo anno che faccio la dichiarazione dei redditi. Come si calcola l’aggio da inserire nella stessa? Qual è il procedimento da seguire e il coefficiente da applicare? Grazie.
Disaim – Belpasso (CT)
L’aggio del 23,11% va calcolato sulla sommatoria degli E/C settimanali emessi dal distributore.
L’importo risultante va indicato nel quadro RG del modello Unico/2007, come ammontare dei ricavi, dal quale vanno detratte le spese sostenute per ottenere l’utile netto. Il codice attività dell’edicola è 52472 mentre il modello dello studio di settore è TM13U.
MERCE DA MACERO
Ho della merce da macerare per circa
e 1.000. Vi chiedo: tale somma mi viene rimborsata intera oppure inserita di nuovo nelle spese come dice il mio commercialista aumentando il reddito?
M. B. – Rimini
Il costo della merce mandata al macero viene inserito come perdita fra i costi di gestione, diminuendo il reddito dell’esercizio.
UN CONSIGLIO
PER L’ACQUISTO
DI UN CHIOSCO
Sto acquistando un chiosco per
e 60.000 per il quale, a detta dell’attuale proprietario, l’incasso annuale ammonterebbe a e 100.000 e il guadagno netto post tasse sarebbe di e 1.300,00 mensili. Volevo sapere se è più conveniente acquistare con un finanziamento da detrarre poi dalle tasse oppure pagare subito perché non c’è un effettivo ritorno. Spero possiate darmi più informazioni possibili, visto che sto lasciando un impiego da e 1.200 mensili per 15 mensilità a tempo indeterminato e spero anche che la mia non sia una pessima scelta. Grazie.
U. Crippa – Trezzo (MI)
L’utile netto indicato non lascia spazio a una rata di rimborso per un finanziamento richiesto per l’acquisto dell’attività. Conviene cercare di ottenere uno sconto sul prezzo per il pagamento in contanti. Intanto è indispensabile che verifichi l’effettiva redditività del chiosco e per farlo controlli la sommatoria degli E/C settimanali dei distributori: su detto importo calcoli il 23,11% per sapere l’aggio annuale lordo dell’edicola da cui vanno detratte le spese di gestione, l’Inps commercianti da pagare (circa e 2.500 annui) e le tasse sul reddito (23% sullo scaglione fino a e 15.000).
PERPLESSITÀ CONTABILI
Sono un edicolante che vende anche cd, dvd preregistrati (acquistati con IVA e per i quali emetto regolare scontrino) e libri a basso costo (Art. 74), tutto con prezzo imposto dalle ditte fornitrici. Questi prodotti sono soggetti a resa, come i giornali, e per la loro vendita ricevo un aggio che varia dal 20% al 25%. Per quanto riguarda la fatturazione, un fornitore mi fattura tutta la merce e al momento della resa emette nota di credito; altri fornitori, invece, rilasciano nota di consegna, e al momento della resa fatturano solo il reale venduto. Ai fini contabili il mio commercialista ha registrato tali fatture inserendole tra acquisti normali di merce (vendo anche articoli di cartoleria) calcolando alla fine dell’anno le relative rimanenze e, poiché negli anni passati, ha ritenuto opportuno adeguare i valori contabili delle rimanenze agli studi di settore, ha calcolato su tali prodotti una ricarica di molto superiore a quello che è l’aggio che io effettivamente ricevo, come da contratto con le ditte fornitrici.
Ed ecco le mie perplessità: per i prodotti per i quali è prevista una resa e vi è un aggio imposto si devono rilevare rimanenze a fine anno o devono essere contabilmente trattati come i prodotti editoriali rilevando quindi solo l’aggio a fine anno e non le rimanenze? Se si devono rilevare le rimanenze, è corretto inserire tali prodotti fra acquisti di normale merce e calcolare le rimanenze come sopra esposto per l’adeguamento agli studi di settore o sarebbe opportuno registrare tali prodotti in un conto distinto dall’altra merce creando anche un relativo reparto separato nel registratore di cassa per rilevare i corrispettivi? Può creare rimanenza un prodotto per il quale è fatturato solo il venduto? Vi ringrazio.
F. M.- Enna
Ai fini degli studi di settore i prodotti soggetti alla vendita ad aggio fisso, vanno considerati separatamente evidenziando l’ammontare dell’aggio al fine di evitare il calcolo del costo del venduto in maniera diversa da quella reale. Detto ciò e considerando la sua attività principale quella dell’edicola (cod. Att. 52472 ), può rilevare contabilmente su conti separati sia gli acquisti che i corrispettivi dei prodotti soggetti ad aggi fissi e, in sede di dichiarazione redditi e studi di settore, rilevare solo gli aggi di questi prodotti in aggiunta agli aggi dei prodotti editoriali. Così facendo elimina dalle rimanenze i prodotti rientranti in detto settore e precisamente: quelli acquistati con fattura, in quanto vengono rilevati solo gli aggi sul venduto mentre gli altri articoli non ancora fatturati devono essere considerati prodotti di terzi in conto deposito. Gli unici articoli contabilizzati a costi/ricavi /rimanenze saranno quelli del settore cartoleria. |