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Quando un incontro
con la rete di vendita
mette di fronte
a una situazione incredibile
e ci riporta indietro
di oltre dieci anni.
Per non parlare
del “diritto di parola” che può anche
venire negato.
Speciale Riviera del Brenta e non solo!
Durante una riunione organizzata dallo SNAG a Mira, nei primi mesi del 2007, per promuovere INFORIV e spiegare ai rivenditori di giornali quanto questo programma possa aiutare gli edicolanti a gestire il punto vendita con minor difficoltà, mi sono trovato in una situazione a dir poco paradossale e mi sono reso conto che tra i rivenditori di giornali aleggiava un clima teso, di sconforto, di sfiducia e anche di paura: sembrava di respirare l’aria, tristemente nota in quella zona, degli anni ’80-’90.
È pur vero che oggi le edicole sono tutte, o quasi, in difficoltà: soffrono della stessa malattia provocata dalla crisi economica in atto, dal prodotto editoriale vendibile mancante contro l’abbondanza di quello invendibile, dallo sport preferito di alcuni editori (sorretti dalla Federazione Italiana Editori Giornali) che è quello di lanciare iniziative assurde e molto spesso quasi demenziali (dai panini ai sandwich di pubblicazioni con abbinamenti di coltelli, forchette e posateria in genere, cristalleria, una ‘mesticheria’ - come la chiamano a Firenze - che all’IKEA costa tre volte meno, ma che nonostante tutto qualche volta aiuta a vendere qualche giornale) che lasciano l’edicolante del tutto frastornato.
E che dire dei cartonati di misura
80x 60 della famigerata Luna Rossa?
E che dire dei distributori che non sono, ovviamente, attrezzati a lavorare un prodotto con certe caratteristiche? Ve li immaginate bicchieri e calici che scorrono sui rulli di metallo dei vari reparti resa?
Ormai è finita l’era dei collaterali intelligenti, libri, cd di musica di un certa qualità; le abitazioni dei nostri clienti sono piene di quei prodotti che compravano per una certa illusione di cultura, ma anche perché dovevano riempire gli scaffali del salotto buono.
A qualcuno è venuto in mente che la stragrande maggioranza dei frequentatori della nostra edicola i soldi li ha quasi finiti e che, ora, quei pochi rimasti vengono spesi con oculatezza e destinati per lo più ad acquisti intelligenti e non per le nefandezze che arrivano sui nostri punti vendita?
Se poi a tutto questo si aggiunge qualche Distribuzione Locale di mia conoscenza che non ha ancora capito veramente quello che deve fare e ha un modo tutto suo di distribuire dicendo in dialetto veneto “mi faso solo il distributore”, allora il cerchio della sofferenza è proprio chiuso, anche perché la sua attività secondaria in ordine di importanza è classificare ad arte le edicole in maniera ‘calcistica’ (serie a–b-c) o in base ai rapporti personali, siano essi amicali o no.
È pur vero che nella riviera del Brenta (che deriva il suo nome dall’omonimo canale che lambisce le magnifiche ville venete e dove naviga lo storico Burchiello) esistono poche edicole tradizionali: per lo più molte sono abbinate ad altri generi e in particolare alla vendita dei tabacchi... Ma quelle che vendono solo giornali sono proprio ‘alla canna del gas’.
Devo far rilevare che in questa zona, l’invio delle pubblicazioni in conto deposito era quasi inesistente; su tutto il territorio nazionale le percentuali di sconto del 24% e del 29% sono limitatissime, ma qui nel Brenta forse non sanno nemmeno che esistono per la ‘trovata’ geniale di alcuni editori che modificano il prodotto editoriale con una semplice etichetta autoadesiva.
Io avevo provato a modificare la mia vecchia auto ‘euro 0’ con un’etichetta adesiva ‘euro 4’ ma non me lo hanno permesso.
Forse questo trucchetto riesce solo a editori di un certo ‘prestigio’ ma con resa che oscilla tra il 70% e l’80%.
O forse il mancato riconoscimento è dovuto solo a errori di fatturazione?
E che dire del piano di vendita per le edicole del Brenta?
Le sole edicole di serie A, e soprattutto le poche intime, hanno tanto prodotto vendibile come Dragon Ball e Winx e anche tanti Gormiti (il tutto ritirato presso l’agenzia in modo quasi furtivo, per non doversi vergognare di fronte ai colleghi che potrebbero chiedere “Perché tu ce l’hai e io no?”).
E che dire di quei punti vendita che sono diventati altamente specializzati solo per le enigmistiche e le tante pubblicazioni di giochi per bambini e tante, tante, tantissime bolle di sapone da trasformare un’edicola in una lavanderia, ma in compenso hanno un fornito di zero Panorama, zero Espresso, zero Donna Moderna?
E che dire di un’edicola, nelle vicinanze di un asilo, ben fornita di pubblicazioni di armi e guerre per gioco? Sì! Proprio quelle pubblicazioni specializzate per cretini acquistate da cretini che amano giocare alla guerra finta, come se non bastassero quelle vere in giro per il mondo?
Dimenticavo un particolare importante: sempre nella stessa edicola nei pressi dell’asilo, non mancano le pubblicazioni L’Amica del Camionista, Anal Club, Sottomessa per dovere, Doppia penetrazione, Amori perversi e via dicendo; visto che bambini e bambine devono obbligatoriamente crescere, chi ha fatto il piano di distribuzione, ovvero il signor “mi faso solo il distributore”, ha certamente considerato di dare il suo contributo, ai ‘putei’ che devono diventare da subito belli, forti e virili.
Verrebbe veramente da pensare: ma che problemi ci sono?
Tanto con quanto appena scritto, se le edicole diventano isole felici della sofferenza economica ci sono sempre gli Accordi di Fornitura che il Distributore Locale obbligatoriamente fa firmare e che prevedono:
• pagare integralmente l’importo dell’estratto conto; il rivenditore sarà tenuto a corrispondere all’agenzia gli interessi di mora al tasso prime rate Abi aumentato di tre punti;
• fornire all’agenzia una fideiussione bancaria (a prima richiesta con preventiva rinuncia alle eccezioni, annuale rinnovabile tacitamente di anno in anno e da rivedersi in caso di variazioni superiori al 10% di euro…………);
• in alternativa alla citata fideiussione potrà versare all’Agenzia un acconto fisso di euro…………. infruttifero dello stesso importo, restituibile o computabile alla fine del rapporto commerciale;
• riconoscere all’agenzia, accettandone l’addebito in EC un rimborso forfettario mensile di euro…………… come servizi accessori fino a che non avrà stabilmente superato la somma di euro………… venduto settimanale;
• riconoscere all’agenzia rimborso spese per apertura conto di euro 20,00 e chiusura conto in euro 50,00.
E con riferimento all’ultimo punto c’è da pensare che il signor “mi faso solo il distributore”, essendo anche ragioniere, abbia pensato di appartenere a/o gestire un istituto bancario.
E che dire di chi ha fatto sindacato nel Brenta fino a oggi (non certamente aderente allo SNAG) e che in data 28 giugno scorso ha fatto un accordo con l’agenzia di distribuzione su tematiche già previste, non solo dall’Accordo Nazionale attualmente in vigore ma addirittura da quello precedente? Forse il signor “mi faso solo il distributore” e il sindacalista in questione hanno le idee un po’ confuse oppure quest’ultimo non si è reso conto della gravità della situazione, oppure ha voluto tutelare solo pochi ‘intimi’ dimenticandosi, logicamente, dei punti vendita più deboli. A questo punto al suddetto sindacalista converrà fare particolare attenzione al corso di formazione sull’Accordo Nazionale che la sua organizzazione terrà a Roma in settembre per i suoi quadri dirigenti.
Dispiace, poi, che durante un’assemblea convocata per tutti i rivenditori giornali della riviera del Brenta si sia cercato, più volte, di non dare correttamente la parola allo SNAG che sosteneva, e sostiene, quanto emanato nella circolare che riportiamo fedelmente qui a fianco.
Poiché posso confermare che quanto lo SNAG fa, lo fa sempre a tutela di tutti i rivenditori di giornali, mi auguro che questo comportamento non si verifichi proprio più, visto e considerato che è mio personale costume e della sigla che rappresento, dare la parola a tutti i presenti e a tutte le componenti sindacali, ogni qual volta venga organizzata un’assemblea.
È assolutamente basilare, nell’interesse dei nostri colleghi che giornalmente effettuano un lavoro sempre più duro e sempre meno redditizio.
E mentre succede tutto questo, nelle stanze che contano della Federazione più importante della carta stampata, si perde tempo a colpevolizzare alcune piazze dove i rivenditori di giornali hanno effettuato iniziative onde poter recuperare clienti dispersi nel tempo e non più frequentatori dei loro punti vendita, certamente non per volontà dei rivenditori ma di chi si ostina a fare il prodotto giornale, cercando di non osservare minimente le regole dell’Accordo Nazionale, anzi modificandolo con puerili stratagemmi nel solo esclusivo proprio interesse.
Andrea Innocenti
Vicepresidente Nazionale SNAG |