 |
Rinnoviamo l’invito...
È stato un agosto abbastanza strano: giornate di sole si sono alternate a improvvisi sbalzi di temperatura e ad acquazzoni torrenziali che ci hanno fatto tirar fuori dalla naftalina i maglioni per coprirci. Forse è anche per questo che abbiamo avuto tempo per pensare, sia agli ultimi mesi prima delle ferie sia ai giorni che ci aspettano.
E pensare, significa anche porsi molte domande. Per esempio:
>> perché il mondo editoriale non ama la nostra rete di vendita? Eppure è ormai dimostrato che è proprio grazie alle nostre edicole che sta salvando i suoi fatturati. Ed è soltanto con una rete così specializzata (checché se ne dica) che è ancora possibile continuare a creare “collaterali” vari - anche se ormai tirano meno - fornire arretrati dispersi (creando ulteriori sostanziosi ricavi) e mantenere una certa fedeltà di lettura alle proprie testate.
>> Perché gli editori, pur ampliando i rispettivi mercati, non sappiamo con quali investimenti, in Paesi anche lontanissimi (Cina, per esempio!) si dimenticano che, dandosi un poco da fare per consentire ai rivenditori di giornali di “ampliare” - a proprie spese - i chioschi, guadagnerebbero automaticamente cospicui incrementi nella vendita di quotidiani e periodici?
>> Perché non ci parliamo? Ci sono persone (non le nominiamo volutamente) che hanno deleghe importanti per quanto riguarda i rapporti e le questioni relative proprio alla rete di vendita, che non abbiamo mai avuto il piacere di incontrare in tanti anni, in una qualsiasi delle molte riunioni che, fino a qualche tempo fa, erano regolarmente programmate presso la Federazione Italiana Editori Giornali. Se non fosse che abbiamo visto la foto di questi “irraggiungibili” su Prima, il newsmagazine sulla comunicazione per agenzie di pubblicità ed editori, potremmo tranquillamente affermare che non sappiamo che faccia abbiano.
>> I responsabili di quotidiani e periodici non sono preoccupati per l’attuale situazione del mercato?
>> Perché quest’apnea allargata e silenziosa che non può che nuocere a tutti?
Noi, attraverso Azienda Edicola, mandiamo continui, costruttivi messaggi al mondo editoriale (sappiamo per certo che ci leggono e anche con una certa attenzione) e ci siamo sempre dichiarati disponibili al dialogo.
Abbiamo persino proposto un nostro G8 (aprile 2005, quasi 2 anni e mezzo fa!) completamente a nostro carico e nella sede preferita: dove? A Villa D’Este, a Montecarlo, a Bagnaia che piace tanto agli editori quando li chiama Ceccherini.
O più semplicemente a Milano. Un incontro per discutere fattivamente di tutti i problemi invece di scambiarsi accuse attraverso lettere che possono anche venire erroneamente interpretate. Sono convinto che occorra confrontarsi tra persone che condividono importanti obiettivi; è necessario programmare il futuro a medio e lungo termine come si usa fare nelle importanti aziende. Ne è un esempio la Fiat che, in seguito a una forte crisi del proprio settore, ha creduto e investito rilanciando la propria immagine e creando un’operazione mediatica tale da riuscire così ad “abbracciare” le aspettative di un target di pubblico decisamente allargato. Guadagnando in credibilità e mirando a ingenti fatturati.
Una simile operazione, voluta e sostenuta da parte editoriale, darebbe sicuramente impulso a un mercato che non è ancora, fortunatamente, moribondo. Bisogna ricercare nuovi acquirenti lettori e infondere fedeltà in quelli vecchi.
Solo così si potranno ottenere risultati importanti e durevoli nel tempo.
È chiaro che, diversamente, la rete di vendita dovrà sempre più orientarsi verso prodotti alternativi, fuori da quelli contemplati dall’Accordo Nazionale, per poter salvaguardare le proprie aziende e le famiglie che vivono di questo lavoro.
Una sorta di viaggio alla scoperta di nuovi mondi, come insegnano i navigatori del passato che erano sicuramente spinti verso l’ignoto non tanto per il desiderio di scoprire nuove terre - di cui ignoravano l’esistenza - ma per trovare nuove vie che consentissero loro di avere merci diversificate e di grande valore da commerciare e ottenere, così, nuovi e importanti fonti di reddito.
Ed è in quest’ottica che rinnoviamo l’invito al mondo editoriale a un dialogo e quindi a un incontro da cui ripartire dopo questa lunga pausa, confermando sin d’ora che la posizione dello Snag rimane quella fino a oggi sostenuta.
Non siamo disposti a retromarce improvvise o a inversioni di rotta, ma solo a un contraddittorio alla ricerca di idonee soluzioni per tutelare l’intera filiera.
Ben ritrovati e buon lavoro a tutti.
Armando
Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio |