Nelle foto: Armando Abbiati e i molti partecipanti alla
Assemblea Unitaria degli Organismi Nazionali dei Sindacati Giornalai. |
Inizia il conto alla rovescia
I cinque mesi di silenzio della FIEG
e il mancato rispetto da parte di Editori e Distributori delle norme sottoscritte
nell’Accordo Nazionale
hanno fatto scattare il 6 novembre, con l’Assemblea Unitaria degli Organismi
Nazionali dei Sindacati Giornalai, “il conto alla rovescia”
nei confronti della Federazione Editori.
Nelle pagine che seguono il resoconto dettagliato di ciò che è stato detto
e di quanto è stato deciso.
Armando Abbiati, presidente Nazionale SNAG Confcommercio,
ha aperto i lavori con una relazione che è stata accettata da tutti i presenti
quale documento unitario dell’Assemblea.
Sono trascorsi più di 50 anni dalla sottoscrizione del primo Accordo Nazionale.
Nel frattempo è cambiato lo scenario politico ed economico, è cambiato il prodotto quotidiano e periodico, la lira è ormai solo un ricordo, ma gli Editori non hanno cambiato atteggiamento, se non nel tentativo di imporsi cercando di mantenere, anzi consolidare, un ruolo di totale supremazia. Dal 9 maggio scorso la FIEG ha interrotto d’imperio i lavori della Commissione Nazionale art. 15 e dei Gruppi a essa correlati, utilizzando, quale pretesto, un’azione promozionale effettuata, tramite edicole sulla piazza di Milano, a favore di un quotidiano non firmatario dell’Accordo. Inutile ribadire che, su questo prodotto, non essendo firmatario, la FIEG non aveva, né ha, alcun diritto o potere di intervento. Sospendendo gli incontri di Commissione art. 15 la Federazione evita quindi di analizzare, verificare, interpretare, gestire e far applicare quanto stabilito dall’Accordo Nazionale o sottoscritto nei verbali della stessa Commissione sino a tale data. A oggi, l’unico Organo funzionante è quello di Conciliazione e Garanzia.
La differenza fra prodotto “normato” e “non normato”
Le Organizzazioni Sindacali e la FIEG hanno sottoscritto normative che stabiliscono con precisione diritti e doveri inerenti la commercializzazione, diffusione, distribuzione e vendita del prodotto editoriale quotidiano e periodico, ovvero “normato”.
Questo, e solo questo, è il prodotto a cui fa riferimento l’Accordo Nazionale.
Questo, e solo questo, è il prodotto per il quale la Federazione Editori può avanzare pretese, nessun altro.
Per il prodotto “non normato”, l’unico obbligo che le rivendite, per legge, debbono osservare è quello di assicurare parità di trattamento alle testate in fase di esposizione e di vendita.
Non vi è alcun obbligo, invece, per il prodotto editoriale non periodico facilmente riconoscibile perchè privo di registrazione.
A quanti ancora si domandano l’importanza di tale distinzione, rispondo che il prodotto “non normato”, proprio per questa sua caratteristica, consente contrattazioni a livello nazionale con le Associazioni dei Distributori Locali in termini di:
- permanenza
- pagamento
- sconto.
La vendita di questo prodotto può costituire un interessante e appetibile strumento di guadagno per tutti mentre, lo ribadisco, a oggi, non gode, né beneficia dei diritti e doveri di quello firmatario.
Nemmeno l’Organo di Conciliazione e Garanzia ha potere decisionale sulle pubblicazioni “non normate”, come comprovano ben tre decisioni.
Cinque mesi di silenzio e Accordo vanificato
Sono trascorsi 5 mesi dalle dimissioni di Renato Salvetti da direttore FIEG di Milano, e non è ancora stato nominato un sostituto.
Vista l’interruzione dei lavori voluta dalla FIEG, e constatata la volontà di proseguire su tale “linea”, accertato che il non incontrarsi, il non discutere, il non affrontare i problemi, risulta estremamente comodo alla parte editoriale è ora che le Organizzazioni Sindacali e gli edicolanti reagiscano.
Perché Editori e Distributori devono finalmente comprendere che l’edicola non è uno sportello “Bancomat” dove, giornalmente, prelevare denaro contante a interessi zero, al fine di finanziare le proprie aziende.
E perché, a venti mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo, che le Organizzazioni Sindacali Nazionali hanno fortemente voluto e preteso - con l’obiettivo di maggiore trasparenza, norme precise e vincolanti per tutti - lo stesso è stato vanificato da:
- tempestive modifiche del prodotto editoriale con il truffaldino intento di far slittare un prodotto che godeva di un aggio del 29% a un aggio del 19%;
- invio spropositato in alcuni casi, carente in altri, del prodotto in edicola senza mai tener conto delle reali esigenze dei singoli punti vendita;
- una politica volta all’abbattimento del prezzo, alla realizzazione di “banded”, iniziative editoriali indiscriminate, abbinamenti costanti e folli o offerte editoriali a costi ridottissimi al limite della decenza e della spudoratezza;
- uno “sfacciato” uso che fanno gli Editori della rete di vendita nell’inviare il prodotto contenente forme di promozione all’acquisto alternativo, spingendo di fatto i nostri clienti a rivolgersi altrove;
- tempistiche di modifica e adeguamento dei programmi informatici utili ad attuare le norme sottoscritte, che ricordano lo stile di vita di un lentissimo “bradipo” o, se preferite, di un “gatto di marmo”.
Questa mancata applicazione delle norme è sicuramente uno dei motivi che ha travolto la rete di vendita sprofondandola in uno stato di “tensione” e “sofferenza” tali da non consentire ulteriori attese.
Ottimizzazione delle forniture
Iniziamo analizzando l’importanza dell’ottimizzazione delle forniture e della suddivisione della documentazione di invio/resa e addebito del prodotto “normato” dal restante.
I Distributori Locali, certamente in grado di predisporre idonei piani di forniture per ciascun punto vendita, trascurando di aver sottoscritto una norma che impone loro di assicurare la miglior diffusione dei prodotti, in modo da aumentare le vendite, ottimizzare i punti vendita esauriti e contenere le rese, continuano, invece, a riversare come vogliono l’intero prodotto sulle nostre edicole.
Mai come in questo periodo le Sedi Sindacali Nazionali sono state “inondate” di grida disperate sia per insufficienza di spazio che per gravi difficoltà economiche.
La mancata ottimizzazione delle forniture e la mancata suddivisione in bolla del prodotto, sono due dei motivi che ci inducono a chiedervi di approvare il documento conclusivo, in cui si stabiliscono i tempi e i modi di attuazione dell’autogestione degli arrivi e restituzione di quanto considerato eccedente il proprio fabbisogno.
Cosa intendiamo per autogestione
del prodotto?
L’autogestione delle forniture si concretizzerà invitando la categoria a trattenere solo il numero di copie delle pubblicazioni necessarie a soddisfare il reale fabbisogno del proprio punto vendita e a respingere quelle in eccesso.
In pratica, dai primi di dicembre in poi, solleciteremo le rivendite a non accettare la consegna del prodotto che, a loro giudizio, riterranno eccedente.
> I rivenditori dovranno però trattenere almeno 1-2 copie per non violare il principio della parità di trattamento e non incorrere in possibili ricorsi all’Organo di Conciliazione e Garanzia da parte del proprio Distributore Locale o dell’Editore in questione.
> Maggiore attenzione dovrà essere posta alle nuove pubblicazioni in uscita (in pratica i numeri “1”) per le quali deve essere garantita la presenza presso il punto vendita.
> Gli edicolanti dovranno quindi procedere al puntuale pagamento dell’estratto conto settimanale, avendo cura di decurtare il valore delle copie non accettate in sede di ricezione.
Compiegamenti, promozione e fornitura dati
Chiederemo alla rete di vendita, inoltre, di non rendersi più disponibile a qualsiasi tipo di compiegamento, abbinamento o altra forma di promozione.
Riteniamo questa prestazione ormai ingestibile sia in fase di arrivo, dove la sola individuazione delle offerte editoriali è estremamente difficoltosa, che nella materiale esecuzione dell’attività stessa.
Se è vero che occorre “sposare” le varie pubblicazioni in modo da presentare al consumatore l’offerta prestabilita, è altrettanto vero che l’entità e la varietà giornaliera che giunge in edicola è tale che gli edicolanti non sono più in grado di farvi fronte.
Le rivendite sono ormai costrette ad avvalersi di personale dedicato solo per verificare, spuntare, abbinare e predisporre in tempo utile – ovvero prima della tentata vendita – ogni proposta editoriale.
Inutile dire che chiederemo ai rivenditori di rendersi indisponibili anche a vendere quotidiani e periodici contenenti forme promozionali tali da creare concorrenza al proprio punto vendita.
Non vi è altro settore in cui si verifica l’assurda circostanza di stimolare il cliente a rivolgersi altrove per i futuri acquisti del medesimo prodotto.
E, non per ultimo consiglieremo ai rivenditori di non fornire dati o informazioni in merito a rilevamenti di qualunque genere essi siano.
Inforiv
Da anni la nostra Organizzazione Sindacale è impegnata nel promuovere INFORIV, che tra i tanti obiettivi ha quello di favorire la trasmissione telematica, in sostituzione dei tradizionali supporti cartacei o telefonici dei dati commerciali al fine di migliorare tempestivamente la produzione, diffusione e distribuzione dei prodotti.
È tempo che anche gli Editori dimostrino concretamente di crederci, evitando di ricorrere ad accertamenti “preistorici”.
Adesso è ora di dire “basta”!
Basta perché 22 mesi di attesa, pazienza e sopportazione ritengo siano troppi…
È stato raggiunto e superato ogni limite.
Non possiamo più tergiversare.
Occorre indurre la FIEG, che probabilmente ha interrotto il dialogo quando si è resa conto di aver firmato delle norme non valutandone esattamente le relative conseguenze, a riaprire il confronto.
È evidente che, prima di attuare le azioni oggetto di questo incontro, le Organizzazioni Sindacali richiederanno nuovamente alla FIEG la ripresa del tavolo di confronto.
Questo può avvenire anche in applicazione dell’art. 18 che prevede quanto cito:
“Al termine del secondo anno di vigenza le parti si riuniranno per verificare la rispondenza delle attività previste dagli accordi, con le possibili evoluzioni del prodotto editoriale…”
“…Durante il periodo di vigenza del presente Accordo le parti potranno addivenire a intese dirette a integrare o a modificare parte della normativa…”.
Essendo in prossimità delle festività di fine anno, ovvero in un periodo in cui si prevede di ricevere ingenti quantità di pubblicazioni, dalla data di richiesta dell’incontro, concederemo alla FIEG pochi giorni entro cui dare fattive risposte.
Solo riscontrando una reale disponibilità da parte della componente editoriale, non metteremo in atto quanto da me precedentemente esposto.
Ed è evidente che non sarà sufficiente una semplice promessa di convocazione per evitare di dare corso alle azioni previste.
Chiaramente informeremo le Associazioni dei Distributori Locali (NDM e ANADIS) di queste eventuali iniziative in quanto siamo consapevoli che, in alcune piazze, potrebbero sorgere difficoltà e ripercussioni sulla rete di vendita.
È nostro impegno e dovere difendere gli associati presso gli Organi competenti.
Qualora le nostre proposte fossero approvate è necessario organizzare numerose assemblee possibilmente unitarie.
Solo incontrando, parlando e dialogando riusciremo a illustrare dettagliatamente le iniziative a tutti i nostri colleghi, considerando che difficilmente avremo la collaborazione dei Distributori Locali per l’invio delle circolari informative.
Concludendo, mi auguro che a questa riunione unitaria l’unico grande assente non sia il coraggio di decidere.
Riusciremo così a dimostrare, a chi crede di poter facilmente gestire la situazione, che la nostra categoria è compatta al di là delle singole sigle di appartenenza.
Armando Abbiati - Presidente Nazionale Snag-Confcommercio |