Proposte e soluzioni per il FUTURO
Nel corso dell’assemblea annuale dell’Anadis, il presidente Beatrice Luceri, partendo da un bilancio della situazione distributiva attuale, ha illustrato ciò che ritiene indispensabile per il domani della filiera editoriale.

Il Grand Visconti Palace di Milano ha ospitato, il 12 e 13 dicembre scorsi, l’Assemblea Nazionale dell’Anadis.
Ad aprire i lavori, allargati anche ai rappresentanti di editori, distributori nazionali e rivenditori di giornali è stata Beatrice Luceri, presidente, che ha esordito parafrasando Charles Dickens dicendo: “Stiamo andando verso un luogo migliore, molto migliore di qualunque altro”.
Un saluto pieno di ottimismo così motivato: “Le opportunità che le nuove tecnologie e il mercato del domani ci offrono sono immense. Ma per coglierle occorrerà un impegno straordinario da parte di tutti”.
Beatrice Luceri non ha nascosto, però, anche le previsioni negative per il futuro del settore: “Oggi – ha detto – è un dato assodato che il mercato della carta stampata è in contrazione; qualche editore prevede, entro il 2010, un 6% in meno sia sui quotidiani sia sui periodici.
Il calo dovrebbe essere compensato dalla crescita dei nuovi media (Internet, ecc.). Per qualcuno è una buona notizia, ma noi non vendiamo bit, vendiamo carta. Ciò che ora occorre è non avere paura del futuro, non barricarsi nell’illusione che le cose possano andare avanti immutate all’infinito: bisogna guardare con occhi ben aperti alle prospettive. I segnali ci sono e non sono affatto deboli”.
Dopo aver ricordato come i costi crescano per i DL in modo non proporzionale rispetto agli incassi, Beatrice Luceri, nella sua relazione ha esaminato “quello che pesa sui distributori locali e le relative proposte di soluzione. E con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Nazionale – ha ribadito – è venuta meno un’importante quota della liquidità operativa che contributiva a mantenere il margine commerciale a un livello sufficiente per coprire i costi e assicurare una remunerazione dei capitali investiti”.
“È incrementato l’utilizzo del conto deposito come condizione di cessione del prodotto ai rivenditori, mentre da parte degli editori non è cambiata la modalità di richiesta degli acconti sulla fornitura” ha detto Beatrice Luceri. “La soluzione a questa situazione – ha poi proseguito – consiste nella definizione di standard finanziari che tengano conto delle esigenze di tutti gli attori coinvolti”. Per ridurre l’incidenza della resa sul distribuito, l’Anadis auspica “un aumento dei prodotti per i quali gli editori possano concedere la resa dichiarata”.
Per ottimizzare le forniture alla rete di vendita in modo da minimizzare l’incidenza della resa sul distribuito l’Anadis, ha spiegato Beatrice Luceri, “ha deciso di investire in un progetto per migliorare le performance di vendita attraverso interventi sui modelli diffusionali”.
A fronte di un numero sempre più crescente di nuove pubblicazioni e di nuovi numeri unici, il presidente Anadis ha proposto per i DL un “compenso calcolato sul distribuito e non sul venduto” auspicando innovativi standard operativi a diversi livelli per la logistica e ricordando come non sia stato possibile ridiscutere le condizioni economiche con la Fieg perché “gli editori non si sono finora resi disponibili ad avviare correttivi e trattative in base ai risultati emersi dagli studi di Trade Lab”.

L’applicazione dell'Accordo Nazionale
Nello scorso numero di Azienda Edicola (pag. 20) Uberto Frascerra, presidente ADN e Stefano Micheli, direttore NDM, avevano risposto alle nostre domande sul livello di applicazione dell’Accordo Nazionale, mentre il presidente Anadis ci aveva rimandato, allora, alla relazione che avrebbe tenuto in occasione dell’Assemblea Nazionale. Ha mantenuto la promessa: “L’impegno, anche economico, che l’Accordo Nazionale ha prodotto sui distributori locali – ha detto Beatrice Luceri – sta condizionando pesantemente l’economia delle aziende senza, a dire il vero, poter registrare alcun vantaggio in termini sia gestionali che economici, l’adeguamento delle bolle di consegna ai numerosi standard introdotti dal nuovo Accordo e la parificazione dei giorni di fornito e reso negli estratti conto ha certamente agevolato la rete di vendita, e di questo non possiamo che essere soddisfatti. Ma qualcuno si è preoccupato di valutare i costi di queste iniziative?”
“L’impresa di distribuzione locale, poi – ha ricordato a proposito dei prodotti di editori non iscritti ad associazioni che abbiano firmato l’Accordo – soggiace agli obblighi di cui all’articolo 16 della legge 416/81, tuttora vigente; poiché le testate giornalistiche hanno il diritto di essere distribuite a parità di condizioni rispetto ai punti di vendita serviti, le nostre imprese adottano per tutti gli editori gli stessi parametri di sconto alle rivendite”.

Inforiv
“Abbiamo proseguito nelle attività relative all’informatizzazione della rete di vendita commissionando le interfacce Inforiv – ha spiegato Beatrice Luceri – L’Anadis ha, quindi, messo a disposizione degli operatori la strumentazione necessaria per adottare il sistema tenendo conto delle necessità tecniche che si presentano differenziate sul territorio. Le rivendite informatizzate sono circa 1.200, suddivise su 40 distributori locali di cui 10 dispongono dell’interfaccia di secondo livello”.

Gli ospiti
Oltre a tutti i DL associati Anadis erano presenti per lo Snag, Giampiero Labò, vicepresidente nazionale e per il Sinagi, il segretario nazionale Amilcare Digiuni. Al loro saluto è seguito, poi, quello del segretario generale del Fenagi, Giorgio Calabrò.
Uberto Frascerra (presidente ADN ) ha proposto un confronto costruttivo invitando tutti a riflettere su dati internazionali e sul rischio di farsi sfuggire i consumatori ricordando che “in Spagna, dove ci sono in meno, rispetto all’Italia, 15 milioni di abitanti e 15mila edicole, si vende lo stesso nostro numero di giornali e non certamente per un livello culturale superiore”.
Altri interventi sono stati quelli di Marco Ruggeri (m-dis), Giovanni Cantù (Press-Di), Francesco Cesati (FIEG) e Renato Ferrandi (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

l parere dello Snag
Assente per precedenti impegni, ma osservatore attento dei futuri scenari e rapporti con l’Anadis, Armando Abbiati, presidente nazionale Snag, è favorevole ad aperture, ma senza abbassare la guardia: “Come abbiamo cercato di parlare con la FIEG, – dice – anche nei confronti di Anadis e di tutti i DL, non c’è alcuna preclusione ma, anzi, la massima disponibilità a un confronto per arrivare a un accordo nell’interesse di tutti. Oggi più che mai ci vogliono, però, fatti e non parole. Per questo, ora teniamo fede alla parola data e alle iniziative di protesta prese nell’assemblea unitaria delle Organizzazioni Sindacali dei rivenditori tenutasi il 6 novembre scorso a Milano. Ci fermeremo solo davanti ai fatti concreti....”

Enrico Venni

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