A cura di
Domenico Moschella

NUOVI CODICI ATTIVITÀ

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento emesso dall’Agenzia delle Entrate in data 16/11/2007, è stata pubblicata la tabella riportante i nuovi codici di classificazione delle attività economiche, denominata ATECO 2007 che va a sostituire la precedente denominata ATECOFIN 2004. Pertanto, a partire dal prossimo 1/01/2008 il codice di attività delle Edicole (rivendite di giornali, riviste e periodici) sarà 47.62.10 e prenderà il posto del precedente 52.47.2. La modifica del codice di attività non comporta l’obbligo di presentare la denuncia di variazione all’Agenzia delle Entrate, ma il nuovo codice dovrà essere utilizzato per tutte le dichiarazioni di variazione dati (inizio attività, modifiche, cessazioni, ecc…) che saranno presentate a far data dall’1/01/2008.
Il nuovo codice non va, però, indicato nella dichiarazione annuale IVA e nel modello Unico 2008, in quanto su queste denunce va indicato il vecchio codice attività costituito da 5 caratteri anziché dai  sei caratteri del nuovo codice.

Risposte alle vostre domande
Chiarimenti per l’acquisto di un chiosco-negozio
Sono titolare di un’edicola acquistata nel gennaio 2005. Attualmente il mio punto vendita è un classico chiosco senza acqua corrente e bagno. Ho intenzione di acquistare nel 2008 un chiosco-negozio (sto chiedendo i vari permessi e preventivi) con bagno e dovrò quindi fare gli allacciamenti idraulici e fognari.
Vi chiedo i seguenti chiarimenti:
- Ho la partita IVA e pertanto potrò compensare l’IVA sull’acquisto del chiosco-negozio con altre imposte.
- Posso recuperare anche l’IVA sul costo dell’allacciamento idraulico, fognario e spese varie?
- Il nuovo chiosco-negozio sarà un cespite. Anche i costi dei vari e spese varie diventeranno un cespite tipo manutenzioni capitalizzate oppure posso metterli al 100% nei costi dell’anno in cui ricevo le relative fatture?
- Attualmente al mio chiosco applico l’ammortamento del 3% e il 5,56%. Ho letto sulla vs. rivista che l’ammortamento sui chioschi è del 10% l’anno. Qual è l’aliquota giusta?
- La vendita del mio attuale chiosco mi porterà una minuvalenza. Posso metterla al 100% dei costi?
Vi ringrazio anticipatamente per tutti i chiarimenti che vorrete darmi.

G.C. – Carate B.za (MI)

La rivendita di giornali e riviste titolare di partita IVA può detrarre l’ IVA pagata sull’acquisto sia di beni strumentali che di spese generali. L’eventuale credito risultante dalla dichiarazione IVA annuale, può essere richiesto a rimborso o portato in compensazione con altre imposte. Nel caso proposto può recuperare l’IVA anche sulle opere sostenute per l’installazione del chiosco. Dette opere devono ritenersi costi accessori, necessari perché il chiosco possa essere utilizzato, pertanto vanno imputati a incremento del costo del manufatto che, alla luce delle ultime normative in materia di accatastamento dei chioschi, andrà ammortizzato al 3%, ferma restando la percentuale indicata per l’avviamento. L’eventuale minusvalenza derivante dalla vendita del vecchio chiosco, potrà essere dedotta per intero fra i costi sostenuti nell’esercizio in cui si è veri ficato il fatto che l’ha originata.


Per acquisto quota pari al 50% di edicola in attività
Vorrei sapere il valore della quota pari al 50% di un’edicola in attività situata in Emilia Romagna in un comune di 11.000 abitanti. Nel 2006 ha effettuato acquisti di giornali pari a e 291.000,00. La spesa per l’occupazione del suolo pubblico è di e 3.800,00. Ringrazio anticipatamente e rimango in attesa di una risposta.

F.R. – Emilia Romagna

La valutazione dell’edicola si può calcolare sulla base del reddito medio dell’ultimo triennio per tre. Nel suo caso, considerando un reddito medio di e 60.000, la valutazione del 100% sarebbe di e 180.000, pari a e 90.000 per il 50%.


Quale soluzione per cambiare vita
Un edicolante di Napoli chiede se è più conveniente assumere una persona o dare in gestione l’edicola visto che il fatturato annuo è di e 220.000 e non 22.000 come erroneamente pubblicato nella domanda su AE/5 a pag. 74.

AL. - Napoli

Con il nuovo fatturato da lei indicato (nella precedente lettera la cifra era mal scritta), l’utile lordo ammonterebbe a circa e 51.000 dal quale andrebbero detratte le spese di gestione. Il costo di un personale, come è stato già indicato nello scorso numero, ammonterebbe da un minimo di e 16.000 a e 21.000 annui, ovviamente per 40 ore settimanali. Pertanto se lei non vuole più lavorare nell’edicola, visto che un solo personale non coprirebbe l’orario di apertura, le converrà valutare le altre soluzioni evidenziate nella precedente risposta.


L’obbligo di tenere il registro del conto deposito
Esiste per le edicole l’obbligo di tenere il registro del conto deposito? In caso di cessione dell’inventario per cambio gestione, come si valuta?

R. S. - Colleferro (RM)

Per le edicole non esiste l’obbligo di tenere il registro del c/to deposito. Ai fini di un controllo contabile è sufficiente la bolla di consegna. Per la valorizzazione dell’inventario in caso di subentri, bisogna considerare la merce esistente, al netto dei prodotti ricevuti in conto deposito, in base al prezzo di copertina scontato del 19%.


Contratto di locazione in scadenza dopo dodici anni

Alla scadenza dei 12 anni (6 + 6) il proprietario non è obbligato al rinnovo del contratto di locazione. In tal caso mi è dovuta, in qualità di conduttore, l’indennità di avviamento commerciale?

Flavio - Genova

In base all’art. 34 della legge 392/78 e successive modifiche, nel caso che il contratto di locazione (di immobili commerciali con attività a contatto diretto col pubblico) venga disdettato dalla proprietà, al locatore deve essere riconosciuta una indennità per la perdita dell’avviamento.

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