Dove l’italiano è un “optional”
Sembra incredibile, ma accade in Alto Adige dove, naturalmente, la stampa italiana “perde” il confronto nei dati di vendita con quotidiani e periodici in lingua tedesca. E il lavoro del DL bolzanino, SPV, varia nelle diverse località in base agli equilibri etnici e conseguentemente alle richieste dei lettori.

Da quasi un secolo la situazione dell’Alto Adige è particolare rispetto al resto della nostra Penisola, per la non sempre facile integrazione tra l’etnia di origine tedesca con quella italiana. Anche il mercato editoriale e, conseguentemente, la distribuzione dei giornali ne debbono tener conto. Nel 1919 l’attuale territorio della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, che prima faceva parte del Tirolo, è stato scorporato dall’impero Asburgico e annesso all’Italia a seguito della vittoria tricolore nella prima guerra mondiale. Ma all’aspetto geografico ha fatto seguito una non facile convivenza tra una popolazione di origini e lingue diverse. L’Alto Adige è un’area in cui oltre due terzi degli abitanti (69,15%) sono di madrelingua tedesca e il 4,37% parlano il ladino. I residenti di lingua italiana sono circa il 26,47% e concentrati soprattutto nel capoluogo, Bolzano, e negli altri maggiori centri della provincia, Merano e Bressanone. L’etnia ladina è radicata invece nelle zone della Val Gardena e della Val Badia.
E in alcuni comuni, sembra incredibile, l’italiano è quasi un’optional! ‘Ma siamo in Italia?’, verrebbe da chiedersi, infatti, leggendo l’inchiesta del settimanale in lingua tedesca Zett: ‘Redeverbot’, divieto di parlare, che racconta di come i genitori di lingua tedesca nei comuni di Sarentino, Ora e Cornaiano, in provincia di Bolzano, abbiano assunto a proprie spese insegnanti privati per impartire lezioni di italiano ai propri figli (3-5 anni), che frequentano le scuole materne. In Alto Adige, ha ricordato il Corriere della Sera dell’1 ottobre scorso, riprendendo l’inchiesta del settimanale tedesco, la Provincia autonoma si oppone a quello che viene definito “insegnamento precoce” della seconda lingua, pur avendo in statuto l’obbligatorietà del bilinguismo. Ma l’italiano, non foss’altro perché l’alto Adige resta (per quanto) Italia, serve, e allora i genitori si sono organizzati autonomamente.

I giornali
Fra i quotidiani presenti in Alto Adige, il più antico e diffuso è il giornale di lingua tedesca Dolomiten, di orientamento cristiano-cattolico che, instancabilmente, si pone per la difesa dei diritti etnici, culturali, economici e sociali della popolazione sudtirolese di lingua tedesca e ladina. Segue l’italiano Alto Adige del gruppo editoriale L’Espresso-Repubblica. Vi è poi l’inserto locale del Corriere della Sera, il Corriere dell’Alto Adige. In lingua tedesca troviamo la Neue Südtiroler Tageszeitung, oltre a periodici come il ff - Südtiroler Wochenmagazin, il Katholische Sonntagsblatt (a cura della diocesi di Bolzano-Bressanone), la Südtiroler Wirtschaftzeitung (settimanale di economia). La minoranza ladina è poi presente con un settimanale, la Usc di Ladins (La Voce dei Ladini) con pagine dedicate alle varie valli e scritte ciascuna nei rispettivi dialetti (non esiste, infatti, un ladino standard).


La distribuzione
Fino a un paio di anni fa l’Alto Adige aveva tre agenzie che si occupavano della distribuzione giornali: Ansoldi di Merano, Wipptal di Villanders e SPV di Bolzano. Quest’ultima, la Südtirol Presse Vertrieb è rimasta ora come unico DL operante e deve fare i conti con una fornitura che, ovviamente, da zona a zona, da valle a valle, varia in base alla prevalenza della lingua italiana o tedesca. Secondo l’ultimo censimento della provincia autonoma di Bolzano sono solo cinque i comuni su 116 in cui prevale il gruppo linguistico italiano: il capoluogo Bolzano e centri più piccoli come Laives, Salorno, Bronzolo e Vadena, mentre altre località come Merano, Fortezza, Egna hanno percentuali quasi paritarie tra popolazione di origine tedesca
e quella italiana.
“La parte in cui distribuiamo maggiori giornali in lingua italiana è sicuramente quella di centri come Bolzano e Merano e una buona richiesta ci arriva anche da Brunico – spiega Roberto Romano, amministratore della SPV – Spostandoci verso il confine, da Merano in su verso Vipiteno o nella zona a Ovest, la maggioranza tedesca diventa sempre più vicina alla quasi totalità dei lettori”.
All’aspetto del bilinguismo, l’Alto Adige unisce poi quello turistico, anche questo legato alle presenze stagionali che devono essere tenute in considerazione
dal distributore bolzanino.
“Ormai, da due anni, distribuiamo in tutte le località: 480 punti vendita di giornali (solo una ventina sono chioschi) per la maggior parte promiscui – spiega Romano – Gli alberghi aprono per il ponte dell’Immacolata e la stagione turistica prosegue poi, con una piccola pausa prima di Pasqua, fino all’autunno. I tedeschi e gli austriaci, oltre alle classiche settimane bianche, scelgono le località turistiche dell’Alto Adige anche da Pasqua a giugno e vi ritornano a settembre, ottobre. Gli italiani, invece, popolano questi centri soprattutto nei classici periodi di luglio e agosto. E come distributori locali dobbiamo tenere conto di questa situazione. Posso fare un esempio che rende ancora più chiaro di come cambino le diffusioni: nelle principali rivendite delle valli Gardena, Badia e Pusteria mediamente, in bassa stagione, si vendono dalle cinque alle dieci copie del Corriere della Sera; durante il ponte dell’Immacolata, i periodi natalizi o di Ferragosto si può arrivare a quota 250”. Anche la tipologia di rivendita è completamente diversa da quella della maggior parte delle edicole cui siamo abituati. “Tranne la ventina di chioschi tradizionali presenti in tutto l’Alto Adige, per la maggior parte parliamo di negozi ad attività promiscua che, nei vari paesi di montagna, effettuano anche il servizio di vendita di quotidiani e periodici – ribadisce l’amministratore della SPV. – Ovviamente non si può parlare dei tradizionali rivenditori di giornali che troviamo nel resto dell’Italia. E anche il trasporto non è facile, perché in pochi chilometri si sale magari di 500 metri o più, di altitudine. Durante la stagione normale usiamo perciò 28 macchine, per i periodi turistici aumentiamo a 35”.

 
È ufficiale parliamo l’italiano
Forse nessuno lo sapeva, ma nella nostra Costituzione non era contemplato l’italiano come lingua ufficiale della nazione! Finalmente, nell’articolo 12 è stata inserita la frase che recita: “L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica”. Eppure l’anno scorso, poco prima di Natale, la precisazione è stata oggetto di disputa a livello dei vari partiti politici: c’era chi vedeva in quella precisazione l’obbligo, per l’extracomunitario che richiedeva la cittadinanza, di conoscere la nostra lingua (cosa che a noi sembrerebbe del tutto logica) e chi temeva che i dialetti e le minoranze venissero schiacciate dalla “prepotenza” della lingua nazionale. Sta di fatto che nonostante le dispute vacue, ora l’italiano è, ufficialmente e dopo tanto, la lingua di tutti. In quanto alle minoranze, esse sono tutelate per legge (art. 6 della Costituzione e legge 15.12. 1999, num. 482): “La Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo”. L’Italia, si sa, è un mosaico di lingue e dialetti. Ma, ora, l’italianoè un collante che segna fortemente un’identità.
 


Il bilinguismo influisce sui piani di vendita
l distributore locale deve, su tutto il suo territorio di lavoro, adattare il piano vendita delle pubblicazioni in base alla parlata della popolazione. “Ci riusciamo con i dati statistici raccolti in questi due anni – spiega Roberto Romano – Per i quotidiani e periodici tedeschi riceviamo poi le testate che le Messaggerie Internazionali e la Sodip distribuiscono anche nel resto d’Italia”.
Per far fronte a quest’importante impegno distributivo, la SPV si è rinnovata e, il 24 novembre scorso, ha presentato la nuova struttura organizzativa in un open-day. “Circa 220 persone, in rappresentanza di 170 rivenditori, sono venute a trovarci nella nuova sede in cui ci siamo trasferiti ormai da un anno” – racconta l’amministratore dell’agenzia bolzanina. Con Stefan Klotzner, socio di maggioranza dell’azienda e Edith Widmann, responsabile della contabilità e rapporti con i clienti, abbiamo accolto con piacere gli ospiti che hanno potuto vedere come operiamo. Per esempio, scoprendo come lavoriamo le rese attraverso la lettura dei codici a barre”.

“Per i giornali in lingua tedesca forniamo alla SPV i quotidiani che distribuiamo anche in altre parti d’Italia ma, ovviamente, qui i quantitativi sono diversi” spiega Eugenio Dal Bosco, consigliere delegato delle Messaggerie Internazionali che, oltre a occuparsi della distribuzione di stampa estera in Italia, hanno anche una partecipazione societaria nella SPV, alla quale sono legati, quindi, in maniera diretta. La stampa estera, invece, inglese, spagnola o americana ci è richiesta nelle località turistiche dell’Alto Adige con numeri simili a quelli di altre mete sciistiche del Nord Italia. Un discorso a parte meritano poi i giornali etnici. Sono molti i nordafricani che si sono inseriti nel territorio dell’Alto Adige dove hanno trovato lavoro e, quindi, distribuiamo anche pubblicazioni, - conclude Dal Bosco - per esempio, in lingua marocchina”.
“Complessivamente sono 800 le testate in lingua tedesca che distribuiamo in questa zona attraverso il distributore locale SPV – spiega anche Silvano Uzzo, responsabile diffusione stampa estera per la Sodip – Dell’editore Hubert Burda vanno per la maggiore Bunte, Freizeit Revue, Neue Woche e testate di moda come InStyle, Freundin e Young. Molto diffuso è anche il quindicinale TV Spielfilm. Della Condè Nast proponiamo in lingua tedesca i vari Vogue, Glamour, AD e GQ. Anche del gruppo Bauer distribuiamo molti periodici che hanno un’ottima vendita da TV Movie a Bravo solo per citarne qualcuno. Un mercato con forte richiesta di periodici tedeschi che deve essere organizzato, quindi, diversamente rispetto alla distribuzione di stampa estera che effettuiamo nel resto d’Italia”.

E gli edicolanti che dicono?
Più o meno tutti lamentano il fatto che se dovessero vivere di soli giornali potrebbero chiudere subito bottega. Una simpatica edicolante di Brunico, chiaramente di lingua italiana, con bel negozio promiscuo, ha anche aggiunto che i richiami resa la mettono costantemente in crisi perché, se già è difficile recuperare le testate meno note italiane, recuperare quelle tedesche diventa una vera sfida alla sua intelligenza e alla sua memoria. E, purtroppo, qui l’informatizzazione, almeno per il momento – proprio a causa del bilinguismo – è difficile da mettere in atto.

Enrico Venni


Cambio della guardia a VICENZA
Passaggio di consegne nel mese di novembre nell’ambito della distribuzione vicentina. La Palladio Distribuzione di Salvatore Fodaleè passata alla Chiminelli, società già presente a Treviso e Bassano del Grappa.

Oltre al mercato editoriale anche quello della distribuzione continua a proporre novità e trasformazioni. Da fine novembre, a Vicenza, si è registrato il cambio della guardia nella proprietà della Palladio Distribuzione: Salvatore, più conosciuto come Totò, Fodale ha ceduto l’attività e le strutture dell’azienda alla Chiminelli Distribuzione, da tempo operante nel settore nel Nord-Est.
Un’attività imprenditoriale, quella della Chiminelli, iniziata con la Brenta Press a Bassano del Grappa, non molto lontano da Vicenza, e proseguita poi sulla piazza di Treviso dove il distributore veneto ha la propria sede a Silea.
Due le società operanti in questa struttura: la Piave Distribuzione, che si occupa del settore quotidiani, e la Chiminelli che, invece, distribuisce i periodici.
Per presentare ufficialmente il proprio impegno a Vicenza i nuovi responsabili della distribuzione hanno organizzato, il 28 novembre scorso, un incontro a cui hanno partecipato 250 rivenditori.
E in questa occasione, Fabrizio Chiminelli e il cugino Massimo Chiminelli hanno illustrato i loro programmi per l’immediato futuro distributivo.
Erano presenti: Carlo Leopardo, vicepresidente nazionale SNAG, Massimo Chiussi,  componente di Giunta Nazionale, Antonino Catalano, presidente SNAG Vicenza, Alberto Serra, funzionario ASCOM di Vicenza, il segretario del SINAGI di Vicenza, Marisa Veller e Luca Sangiorgio, direttore ANADIS.
“L’obiettivo che ci siamo posti subentrando a Vicenza, al collega Fodale, è quello di allargare la nostra presenza su questa parte del Veneto. Per i rivenditori, in questa fase di passaggio, non è cambiato operativamente nulla –  spiega Fabrizio Chiminelli – Hanno continuato a lavorare, fare le rese, il tutto contabilizzato dalla Palladio. È cambiato, invece, l’assetto societario della agenzia distributiva di loro riferimento: il nuovo responsabile è mio cugino Massimo, presidente della società che, per il momento, mantiene ancora la stessa ragione sociale. Con la riunione del novembre scorso, volevamo presentarci di persona ai rivenditori operanti in questa zona soprattutto per tranquillizzarli sui futuri scenari operativi della distribuzione. L’interesse, e la risposta avuta con una partecipazione così numerosa, ci ha fatto perciò molto piacere”.

In un momento particolare per i rapporti tra edicolanti, distributori ed editori, Fabrizio Chiminelli sottolinea l’impegno che il gruppo distributivo, da lui rappresentato, assicurerà sulla piazza di Vicenza: “Innanzitutto vogliamo ribadire che applicheremo le regole previste dall’Accordo Nazionale nel rapporto di lavoro quotidiano con gli edicolanti vicentini – dichiara – e il nostro impegno significa assicurare servizio qualitativo e professionale ai rivenditori. Per gli aspetti pratici introdurremo le rese con la lettura dei codici a barre, in sostituzione del vecchio sistema a bollini adottato dal nostro predecessore. Tra le novità, proporremo anche un rifornimento a banco per le esigenze immediate degli edicolanti. Con i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali abbiamo un rapporto diretto e tutti si sono dimostrati molto disponibili a collaborare e a confrontarsi con noi. Quello che gli edicolanti si aspettano, e ciò che noi vogliamo dare loro, è sicuramente un’accurata distribuzione. Non servono le consegne a pioggia, ma bisogna di volta in volta operare tarature sui piani distributivi. E questo è nell’interesse del rivenditore e dello stesso distributore”. A Fabrizio Chiminelli non si può, però, evitare di chiedere come viva ora il momento di proteste e relative iniziative degli edicolanti. “Con apprensione e preoccupazione – risponde – l’agitazione nei metodi anticipati dai rivenditori, può mettere in seria crisi le nostre aziende. Per esempio, l’attuazione di rese autonome decise dal rivenditore in base a sue scelte personali creerebbe problemi all’aspetto distributivo”. “È vero – ammette Chiminelli – che dai molti Editori ci arrivano tanti giornali che dobbiamo distribuire nei punti vendita.  Nell’interesse di tutti, però, effettuiamo molti adeguamenti di servizio. Per esempio, se un rivenditore vende mediamente un certo numero di copie di un periodico, come DL gliene forniamo una in più per assicurargli la ‘tentata vendita’. Inutile caricarlo di un numero maggiore di copie che non gli servirebbero. Un’operazione gravosa per lui e che per noi ha costi nel trasporto, nella consegna e nella resa. Gli Editori, che ragionano nello stesso modo e rispettano l’Accordo Nazionale, sono quelli che riescono anche a tarare la loro distribuzione ed evitare tirature sbagliate, limitando così le spese”.
È una tradizione di famiglia quella che Fabrizio Chiminelli porta avanti con grandi prospettive di sviluppo nel panorama della distribuzione dei giornali. E l’arrivo a Vicenza è stato particolarmente importante perché garantisce che il lavoro dei rivenditori possa proseguire senza intoppi e problemi burocratici. Il futuro è volto all’informatizzazione e si spera, quindi, che anche questa realtà diventi effettiva al più presto per i punti vendita del Nord-Est.

Enrico Venni

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