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A oriente sorride la stampa
Negli ultimi mesi sono emersi dati contrastanti sul futuro della stampa nel mondo.
La realtà è che, come in altri settori, sono Cina, Giappone e India
a fornire dati positivi per il mercato dell’editoria.
Mentre in Occidente, ormai, anche i ‘blog’ fanno informazione.
La crescita del web non ha ucciso i giornali, che – contrariamente alle ricorrenti previsioni pessimistiche – resistono e stanno cercando di rafforzarsi e di crescere, anche se il processo di cambiamento si presenta molto complesso.
Questo è il giudizio dei lavori del 60° ‘Congresso mondiale dei giornali’ e del ‘14° World Editor Forum’ che ha raccolto nell’estate scorsa a Capetown, in Sud Africa, 1600 professionisti dei media (editori, direttori e redattori capo, manager e studiosi) provenienti da 109 paesi.
“Con una diffusione in aumento, un numero record di testate a pagamento, investimenti superiore ai 6 miliardi di dollari nel 2006, un marketing aggressivo e il lancio di numerose iniziative collaterali, si è esagerato nel pronosticare la ‘morte’ dei giornali”, ha sottolineato Gavin O’Reilly, presidente dell’Associazione mondiale dei giornali (WAN), che ha organizzato l’appuntamento sudafricano.
I dati della stampa nel mondo
Nel 2006, sono stati venduti
giornalmente
oltre 515 milioni di quotidiani cui si aggiungono 40,7 milioni di copie gratuite, queste le cifre del Rapporto sui World Press Trends. L’associazione stima che 1,4 miliardi di persone leggano il giornale tutti i giorni.
“La diffusione dei quotidiani continua a registrare un forte incremento nei paesi emergenti, mentre nei mercati maturi si rileva una notevole resistenza, rispetto all’attacco dei media digitali” è il giudizio di Timothy Balding, amministratore delegato dell’associazione. “Persino in molti Paesi industrializzati la diffusione tiene oppure aumenta”.
I quotidiani a pagamento hanno riportato un aumento dei proventi pubblicitari del 3,8 per cento l’anno scorso, per un incremento del 15,8 per cento nell’arco degli ultimi cinque anni. Non sono disponibili le cifre per i 287 giornali gratuiti pubblicati oggi nel mondo, che insieme costituiscono l’8 per cento della diffusione mondiale del settore. La quota del mercato pubblicitario mondiale detenuta dai quotidiani è rimasta pressoché salda
al 29,6 % (era del 29,8 nel 2005).
I giornali rimangono il secondo maggiore veicolo pubblicitario al mondo, dopo la televisione. Tenendo conto anche delle riviste, la stampa nel suo insieme rappresenta il principale mezzo per la pubblicità, con una quota di mercato del 42 per cento, rispetto al 38 per cento della televisione, dice il rapporto. I proventi pubblicitari dei quotidiani sono saliti del 23 per cento in India e del 16 per cento in Cina l’anno scorso, mentre si è riscontrata una flessione dell’1,7 per cento negli Stati Uniti, del 3,2 per cento in Giappone e del 4 per cento nel Regno Unito.
Il numero di nuovi quotidiani a pagamento è salito del 3,5 per cento l’anno scorso, per raggiungere la cifra record di 11.207.
Sette su 10 tra i 100 quotidiani a maggiore diffusione nel mondo sono oggi pubblicati in Asia, indica il rapporto Wan, con il 60 per cento di questi pubblicati in Cina, Giappone e India. Il maggiore mercato per la stampa quotidiana risulta la Cina, dove nel 2006 sono stati venduti 98,7 milioni di copie al giorno.
Trend confermato
anche dalla Conferenza
di Amsterdam
Cina, Giappone e India
sono i motori della crescita globale dell’industria dei
giornali nel mondo, in linea con i risultati economici globali, bilanciando così l’andamento negativo della stampa nei Paesi occidentali.
È questa la previsione anche per il futuro che arriva dalla Conferenza della World Association of Newspapers che si è svolta a metà ottobre ad Amsterdam.
Il Rapporto annuale diffuso da Yomiuri Shimbun[1] mostra che il 92% dei giapponesi considera i giornali come necessari e l’87% ‘notevolmente’ o ‘moderatamente’ affidabili i loro contenuti.
In India il numero dei lettori è diminuito per 6 dei 10 giornali più importanti del paese, mentre il Dainik Jagran[2] (16,5 milioni di lettori) e il Times of India (6,5 milioni) hanno invece registrato aumenti di audience. L’India ha più di 4.000 giornali, letti da 222 milioni di persone. Un numero strabiliante, ma ancora relativamente piccolo se si considera che la popolazione raggiunge un miliardo di persone e che 359 milioni di indiani alfabetizzati non leggono nessun giornale. E una ricerca prevede che il mondo dei media e quello dell’entertainement, insieme, avrà una crescita del 18% da ora al 2011. Con un valore generale di 25,26 miliardi di dollari, più del doppio del fatturato odierno: 11 miliardi di dollari.
Al contrario, il numero di lettori in Nord America ed Europa è in costante declino con una media di circa 600.000 lettori in meno all’anno nell’ultimo decennio.
Pechino,
addio giornali di carta.
Entro il 2011
solo elettronici.
La Cina è uno dei Paesi destinato a veder crescere la diffusione della lettura
dei quotidiani in maniera esponenziale. Anche se nel nuovo piano quinquennale della stampa cinese 2006-2011, rivelato ai giornalisti ieri, l’informazione digitale viene indicata come il futuro di tutta l’informazione. Lin Jiang, vicedirettore generale della stampa e padrino politico dell’operazione, ha definito il piano ‘rivoluzionario’. Il giornale continuerà a esistere su carta, ma apparirà sui computer, sui telefonini e anche su fogli di plastica flessibile facili da piegare e portare in tasca. Poi i fogli, attraverso connessioni Internet senza fili, potranno essere costantemente aggiornati. Non è un ultimatum peregrino, ma parte da un dato concreto: in Cina la maggior parte dei lettori sotto i 30 anni già oggi legge i quotidiani solo
su Internet.
La stampa resta il mezzo
preferito da chi vuole
informarsi
Nei mercati in via di sviluppo,
i giornali continuano
ad aumentare la loro diffusione
a passi da gigante mentre, nei passi più industrializzati, le vendite mostrano una resistenza notevole di fronte all’assalto dei media digitali. Di conseguenza, i giornali stanno cercando di sfruttare al massimo tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Un investimento che mostrerà sicuramente nuovi sviluppi in futuro, perché se è vero che la stampa resiste, bisogna fare i conti con il fattore tempo: quanto ne può dedicare alla lettura una persona normale nell’arco di 24 ore? È questa la sfida che devono affrontare i gruppi editoriali se vogliono continuare a farsi leggere nonostante il proliferare di canali più veloci, la free press,
le televisioni o Internet.
Fino a questo momento, intanto, occorre sottolineare come, nel pieno della marea digitale, la stampa scritta resti ancora il media preferito dalla maggioranza dei cittadini che desiderano essere informati anche se i siti Internet sembrano quasi un supporto ulteriore, spesso alleati, in grado di stimolare il bisogno di approfondimenti nella versione cartacea delle testate.
Al passo con i tempi: anche
i blog fanno informazione
E i giovani? Anche loro, sul piano della credibilità, secondo uno studio commissionato dalla WAN, percepiscono i media tradizionali come più accurati e affidabili dei new media, ma molti ricavano la maggior parte delle informazioni interamente da una sola fonte, la famiglia e gli amici. Nel frattempo, in Italia lo stiamo sperimentando proprio in questi mesi, la ricerca di canali alternativi di informazione spopola soprattutto tra le giovani generazioni.
I blog sono una nuova fonte di aggiornamento e di creazione di nuove comunità.
Internet vicino al collasso?
Poco tempo fa
su quotidiani cartacei e digitali
sono apparsi titoli allarmistici circa un possibile collasso di Internet previsto per il 2010: tra tre anni – citiamo da La Stampa – code e rallentamenti sono previsti sull’intera rete Internet che, come un’autostrada analogica all’ora di punta, risulterà inutilizzabile.
A oggi 1 miliardo e 250mila persone su un totale di 6 miliardi e mezzo di abitanti ha accesso alla Rete, un numero destinato ad aumentare come negli ultimi sette anni, durante i quali l’incremento è stato del 244%.
Non solo connessioni da terminali fissi, in ufficio e a casa, ma anche e sempre più da dispositivi portatili che cambieranno il modo di usufruire della rete e ne moltiplicheranno l’utilizzo poiché molto più immediato e possibile da ogni dove. Sono i cellulari di nuova generazione e i minicomputer, cui vanno aggiunti velocità di connessione sempre maggiori, costo dell’hardware sempre più basso e progressiva diminuzione del digital divide.
Siamo ancora in tempo per evitare l’apocalisse? Per scongiurare il rischio di paralisi del traffico occorrerà prevedere investimenti pesanti: secondo l’istituto di ricerca americano Nemertes, occorrerà mettere sul piatto 55 miliardi di dollari - circa il 70% in più di quanto attualmente previsto.
Piero Di Fratello
1 Yomiuri Shimbun è il quotidiano giapponese pubblicato a Tokyo, Osaka, Fukuoka e in altre città del Giappone. Fondato nel 1874, è il giornale più diffuso al mondo, la sua tiratura si aggira intorno ai 10 milioni di copie giornaliere. È stampato due volte al giorno e ha molte edizioni locali.
2 Dainik Jagran è stato fondato nel 1942. Attualmente ha 31 edizioni ed è l'unico quotidiano a stampare più di 200 sotto-edizioni, ciascuna personalizzata nei contenuti in funzione delle esigenze dei lettori delle diverse aree geografiche in cui viene distribuito.
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