Quest’ultimo numero del 2007, ma in realtà il primo del 2008, si apre con un messaggio rivolto non a uno in particolare, ma a tutti i Distributori Locali. L’occasione nasce dalle “iniziative” che le nostre OO.SS stanno mettendo in atto, diciamolo subito, non contro di Voi, ma contro gli Editori che ci stanno vessando in modo spropositato. Noi e Voi. Perché lo sappiamo benissimo che anche Voi ricevete tonnellate di carta che siete costretti a distribuire tutta, pena l’annullamento del contratto, che i costi di trasporto aumentano a dismisura, che il personale è sempre più difficile da gestire e che le strade, sempre più intasate di traffico anche nelle ore antelucane, costringono a ritardi imprevedibili...

Lettera aperta a un DL,
ovvero, a un IMPRENDITORE INTELLIGENTE
E sappiamo anche che la merce eccedente che non accettiamo può comportarvi ulteriori costi...
Così come non ignoriamo che gli Editori aspettano da Voi, regolarmente, congrui acconti in moneta sonante.
Acconti per testate i cui prezzi scendono, insieme alle relative vendite, ogni giorno di più! E pensare che da ogni parte - stampa tutta compresa - non si fa che dire tutto aumenta!
Dunque, non sarebbe ora, visto che i soldi che arrivano ai piani alti sono i “nostri” (Vostri e nostri) che facessimo un fronte comune per dare una bella regolata a questo sistema?
Conosco, per averle viste da vicino, molte aziende di distribuzione che sono all’avanguardia per sistemi gestionali, efficienza e capacità imprenditoriale. Che fanno piani distributivi come si deve, già collegate con la rete di vendita attraverso INFORIV. Ebbene, anche loro si domandano “Cosa può fare la filiera della stampa per superare la crisi?”

La cosa drammatica, in questo momento, è che siamo solo “noi” (Voi e noi) a chiedercelo: gli Editori, per tutta risposta, se la prendono con il Governo che taglia i contributi, vorrebbero il cento per cento di abbonamenti (così oltre a noi, fanno fuori anche Voi) e inventano, scopiazzandosi a vicenda, collaterali a go-go che ormai non si sa più dove mettere!
Ciò che sembra contare, ancora, per il mondo editoriale è solo la pubblicità: investimenti che cercano di garantirsi grazie a diffusioni “gonfiate a dismisura” attraverso abbinamenti e copie regalate o svendute a 0,10 cent.
Ma se fino a ieri “Audipress (i dati di lettura, fondamentali per ‘prezzare’ le tariffe pubblicitarie), aveva una vocazione quantitativa perché voleva confrontarsi con la tivù - ma paragonare i numeri della stampa con quelli della televisione è una battaglia persa in partenza - ora si sta muovendo per la prima volta in una direzione diversa. Con ritardo, ma si sta muovendo” ha detto Roberto Binaghi, amministratore delegato del centro media Omd Italia. “Perché è vero che, da tempo, il mercato vive i dati di readership come sovrastimati”.
Meno male, la pacchia sta per finire.

E allora diamoci da fare tutti insieme, noi e Voi.
Obblighiamo la FIEG a riaprire un colloquio davvero costruttivo, al di là di inutili acrimonie su fatti inconsistenti, nel reale interesse delle vendite della stampa italiana.
Solo lavorando insieme potremo auspicare un 2008 (e anni successivi) veramente più sereno per noi (Voi e noi).
Buon Anno, dunque, a Voi e a tutti i colleghi Rivenditori di giornali.

Armando Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio

P.S. - A proposito, nessuno di noi (Voi e noi) è stato “informato” che, dal 10 dicembre scorso, la FIEG di Milano ha un nuovo direttore: Ennio Mazzei, viene dal Corriere della Sera. Ci auguriamo, proprio, di avere il piacere di conoscerlo al più presto e, anche a lui, diciamo: Buon Anno.

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