La differenza fra rivendita esclusiva e non

Vorrei sapere quale differenza esiste fra la rivendita di quotidiani e periodici in forma esclusiva e non esclusiva (ossia in abbinamento a un’attività principale esistente) soprattutto per quanto riguarda il discorso aperture e ferie. Grazie.

L.M. – Udine

Il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 170 detta i principi per la disciplina da parte delle Regioni, delle modalità e condizioni di vendita della stampa quotidiana e periodica.
Ai fini del citato decreto, si identificano due tipologie di rivendite:
• PUNTI VENDITA ESCLUSIVI, quelli che previsti nel piano comunale di localizzazione sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici.
L’attività è soggetta al rilascio di autorizzazione da parte dei Comuni, anche a carattere stagionale ed è rilasciata nel rispetto dei piani comunali di localizzazione.

• PUNTI DI VENDITA NON ESCLUSIVI, quelli previsti dal decreto, che in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di quotidiani e/o periodici.
Possono essere autorizzate all’esercizio di un punto vendita non esclusivo:
– le rivendite di generi di monopolio,
– le rivendite di carburanti con il limite minimo di superficie pari a metri quadrati 1500,
– i bar, inclusi gli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade, e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime (esclusi altri punti di ristoro, ristoranti, rosticcerie e trattorie),
– le medie, grandi strutture di vendita e i centri commerciali con il limite minimo di superficie pari a metri quadrati 700,
– gli esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di metri quadrati 120.
– Gli esercizi a prevalente specializzazione di vendita, con esclusivo riferimento alla vendita delle riviste di identica specializzazione (esempio: negozio di mobili = riviste di arredamento; gastronomia = riviste di cucina).

Agli esercizi commerciali che, ai sensi della Legge 13 aprile 1999, n. 108 avevano effettuato la sperimentazione di vendita in canali alternativi, tale autorizzazione è rilasciata di diritto.

Concludendo, si può sintetizzare che rientrano nella dizione di punti di vendita esclusivi sia le rivendite che effettuano esclusivamente la vendita di quotidiani e periodici, sia i tradizionali esercizi promiscui, attivati in vigenza della Legge 416/81, prima dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 170/2001, all’interno dei quali, assieme ai quotidiani e ai periodici, sono poste in commercio altre tipologie merceologiche; sono invece da considerare punti vendita non esclusivi sia gli esercizi che hanno effettuato la sperimentazione per la vendita di quotidiani e/o periodici, in base alla Legge 108/99, sia gli esercizi attivati ai sensi del sopra citato Decreto Legislativo 170/01.
Per quanto riguarda il discorso aperture e ferie, le norme pattizie contenute nell’Accordo Nazionale sulla vendita di giornali quotidiani e periodici sono riservate alla rete esclusiva e, quindi, possono anche non avere influenza sulla rete di vendita non esclusiva.

Richiami di resa a distanza di 24 ore!
Il nostro distributore effettua 2 richiami resa (non di tutto) a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. È ovvio che se non si trova una pubblicazione oggi, sarà difficile trovarla domani. Quando gli si chiede di fare qualche resa extra la cosa diventa drammatica con la prospettiva di dover aspettare per 3 o 4 mesi dopo averlo a lungo pregato. Così le pubblicazioni invecchiano e quando si compila il codice di resa la metà ritornerà perché “vecchia”. È corretto tutto questo?

S. A. – S. Maria Maggiore (VB)

Ritengo corretto il comportamento del suo distributore locale che effettua 2 richiami resa a 24 ore di distanza uno dall’altro. Eventuali dimenticanze possono, in ogni caso, essere rese all’uscita del numero successivo della relativa pubblicazione. Oltre a ciò, ai sensi dell’Accordo Nazionale, il distributore locale deve richiamare in resa almeno due volte successive, a distanza di 10 giorni, il prodotto che ha cessato la pubblicazione. Normalmente, qualche giorno di tolleranza è sempre ammesso.
Seguendo le sue “ovvietà”, potrei dirle che se non trova una pubblicazione richiamata in resa dopo 24 ore, è sempre difficile che la possa trovare dopo vari giorni, ma se si presta la massima attenzione nelle procedure di ricevimento e di resa del prodotto editoriale, questi fenomeni dovrebbero essere molto limitati.

Elenchi riviste
Sto ampliando l’area espositiva da dedicare alle riviste e vorrei sapere se è possibile reperire elenchi dettagliati delle riviste in commercio in lingua italiana o devo consultare i siti dei vari editori?

M. D – Tesero (TN)

Non mi risulta esista un “catalogo” dei periodici in commercio, ma consultando i siti degli editori, ritengo possa soddisfare la sua curiosità.
Lei può andare anche sui siti: www.webinforiv.it e su www.trovaedicola.it.
Inserendo la tipologia di riviste che le interessa (per esempio: automobilismo, cucina, ecc.) comparirà l’elenco di tutte le testate del settore.

Problemi con il consorzio lotterie nazionali
Ho un negozio in un centro commerciale di Torino. Ai primi di luglio ho chiesto via fax al Consorzio Lotterie Nazionali di diventare venditore. Dopo 15 giorni ho fatto di nuovo la richiesta tramite raccomandata ma non ho ancora avuto una risposta. Vorrei sapere quale via intraprendere. Sono rivenditore Totobit e in passato ero uno dei più grossi rivenditori di Gratta e Vinci e biglietti lotteria.

L. G. – Grugliasco (TO)

Non ho altri suggerimenti da darle se non quello di cercare di mettersi in contatto telefonico con l’ente concessionario, per avere notizie circa le domande inoltrate.
Tenga presente che la richiesta da lei fatta non implica, automaticamente, l’obbligo da parte dell’ente al rilascio della relativa autorizzazione che può anche non essere concessa.

Una domanda riguardo la decurtazione del valore delle copie
In riferimento alle iniziative richieste a noi edicolanti da parte del sindacato giornalai e in particolare il punto 2 (pagamento dell’e/c con contestuale decurtazione del valore delle copie) la mia domanda è la seguente:
• Come facciamo a decurtare il valore delle copie rese se un distributore locale ci ha “obbligato” al pagamento degli e/c tramite RID bancario? Grazie per una risposta.

F.E. – Assemini (CA)

Premetto che non sono iniziative richieste ai giornalai, ma azioni di tutela sindacale decise dopo aver verificato lo stato di estrema sofferenza economica di gran parte della rete di vendita di giornali quotidiani e periodici - in particolare di quella che vende esclusivamente prodotti editoriali - e gli atteggiamenti di chiusura messi in atto dalla Federazione Editori. Per quanto riguarda, quindi, le modalità generali della messa in atto delle rivendicazioni sindacali proposte, potrà trovare da pag. 6, notizie al riguardo.
Venendo al suo caso, nessuno può OBBLIGARE al rilascio dell’autorizzazione per pagamento a mezzo RID, in quanto il sistema di pagamento non deve essere OBBLIGATO ma CONCORDATO.
Per ovviare a ciò basta che lei revochi l’autorizzazione data alla banca e concordi, con il suo fornitore, un altro sistema di pagamento. Se dovesse subire pressioni o trattamenti ingiustificati, si rivolga allo SNAG di Cagliari (c/o Ascom - Via Santa Gilla 6 - Tel. 070/282040 - Fax 070/282120) che potrà meglio tutelarla.

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